Il grande show della Premiere Ducati

Con una serata al teatro Ciak di Milano, trasmessa in diretta streaming tradotta in varie lingue, la Ducati ha dato vita a un grande show mondiale, nel quale ha ribadito il proprio ruolo di marchio globale. Server in tilt a causa delle centinaia di migliaia di appassionati connessi da tutto il mondo

 

Nella serata di domenica 5 novembre, la Ducati ha inaugurato la serie delle conferenze stampa di presentazione dei nuovi modelli, che tradizionalmente le case organizzano nelle giornate immediatamente precedenti l’Eicma.
Da sempre i giornalisti specializzati sul prodotto moto sono ospiti di serate di questo tipo. Tanti anni fa erano organizzate nei ristoranti, poi si è passati ai locali notturni, alle discoteche, ai teatri.

Ieri sera la Ducati ha fatto un ulteriore salto qualitativo, proponendo un vero e proprio show in un teatro, il Ciak di Milano, trasmesso in diretta streaming con traduzione simultanea in varie lingue. E per l’Italia trasmesso in diretta da SkySport MotoGP.

Un grande show, con protagonista l’intero mondo Ducati. A guidarlo l’amministratore delegato, Claudio Domenicali, molto a suo agio nel ruolo di conduttore della serata.

 

Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, hanno avuto uno spazio nell’apertura della serata

 

Uno show mirato sul brand
Ufficialmente questa Premiere sarebbe dovuta servire a presentare i nuovi modelli 2018; in realtà è stato uno show teso a mostrare i muscoli di un marchio ormai globale, che presidia quasi tutti i segmenti di mercato.
Le moto si sono viste, si. Ci sono state presentate nei loro concetti essenziali, e molto si è puntato sui numeri delle prestazioni per i modelli più performanti. Ma non si è sentito il rumore di nessuna, se non della Panigale V4S, portata sul palco in chiusura da Casey Stoner. Non ci si è soffermati troppo sulle caratteristiche tecniche. Moto sul palco, rapido discorso di Domenicali, un video di presentazione, e via al modello successivo.
La Premiere è stata una festa Ducati, uno show, con il quale la casa bolognese ha ribadito il suo posizionamento di mercato. E con il quale ha coinvolto le persone a lei più vicine.

L’universo Ducati
Sono 1600 le persone nel mondo che lavorano intorno a Ducati. 1200 solo a Bologna, 200 in Thailandia. 70 importatori, 746 concessionari. E la capacità di far arrivare un ricambio entro 48 ore dall’ordine, sul 96% dei mercati forniti. 7 anni di crescita consecutivi, fino a questo 2017 di grande successo commerciale. Solo il 15% del prodotto viene venduto in Italia, il mercato cinese con un tasso di crescita del 30%, quello italiano dell’11%.
Ecco la carta d’identità di Ducati nel mondo. Un marchio che negli anni ha cambiato pelle, come dice Domenicali: “10 anni fa eravamo solo Sport and Track, ora siamo anche Touring e Cruiser”.
Poi inizia la carrellata degli ospiti. Per accompagnare i piloti c’è Vera Spadini, di Sky. Si comincia con Danilo Petrucci. Seguono Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, che raccontano la loro stagione. La chiave di volta per Dovizioso è stato il GP del Mugello: “da lì in poi è cambiato tutto. È stato un momento particolare il Mugello. È stato bellissimo sentire di aver fatto emozionare i fan e la gente”.

Claudio Domenicali, con le moto protagoniste della Premiere

E ora le moto
La prima è la Scrambler 1100. Si, il marchio Scrambler va forte, ne sono già state vendute 43mila, e ora cresce la cilindrata. Era nata come una moto incentrata sfiziosamente sul gusto estetico retrò, ora si è trasformata in una prestante nuda. Anzi, già che c’erano, in Ducati ne hanno fatta una vera e propria versione Sport, che si affianca alle altre.

Due le novità in casa Multistrada. La prima è la 1200 Enduro Pro, portata sul palco da Andrea Rossi, il capo istruttore del DRE Enduro, oltre che apprezzato collaudatore e protagonista del video promozionale del veicolo.
Con questa Enduro l’obiettivo era di realizzare una moto inarrestabile su tutti i terreni, grazie alla corsa lunga delle sospensioni, ma anche una “Grand Touring”. Insomma, siamo dalle parti delle versioni Adventure delle altre grosse crosstourer della concorrenza.
La seconda novità Multistrada è la 1260, che guadagna il nuovo motore Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing) da 1262 cm3, una nuova ciclistica, elettronica più evoluta e un aggiornamento estetico che comprende nuove ali laterali e ruote dal design più sportivo. Sarà disponibile anche nelle versioni S, con sospensioni semi-attive, S D|Air, quella integrata con la giacca con airbag della Dainese, e Pikes Peak, la più sportiva delle Multistrada, caratterizzata da sospensioni meccaniche Öhlins e da ruote forgiate in alluminio.

Sul palco sfilano anche la Xdiavel S, sulla quale si spende lo chef stellato Massimo Bottura, e la Monster 821. Quest’ultima è già stata presentata da tempo, ne abbiamo parlato anche noi, ma qui alla Premier la Monster ha un ruolo importante. Come prima cosa se ne ricorda il concetto di fondamentale semplicità, che ha animato il primo progetto. Due ruote, una sella e un manubri. Poi i 320mila pezzi venduti. E, soprattutto, la Community!

Si, la Ducati è un’azienda moderna, che lavora anche sulla Community, che ha capito l’importanza della comunità dei suoi clienti, che si uniscono e si organizzano, sfruttando il web. E ne ha invitato una rappresentanza sul palco. Di più, ne ha usati alcuni per girare il video promozionale della nuova 821. Il nuovo avanza, e i vecchi miti sono pronti per essere dimenticati.

Ci avviciniamo al cuore della passione Ducati, e Chaz Davies, appena rientrato dal Qatar, porta sul palco la 959 Panigale Corse. Lui è simpatico, la moto è bella, ma ormai tutti attendono il clou. Tocca allora al collaudatore Michele Pirro portare sul palco la Panigale V4S. I numeri probabilmente li avete già visti. I 214 cavalli, i 174 kg a secco, e la coppia di 12,7 Nm. Colpisce l’attenzione dedicata a Pirro, definito l’arma segreta di Ducati. Fra Dovizioso e Lorenzo, la casa bolognese ha affidato al suo collaudatore il compito di portare fuori la nuova V4. Un po’ come aveva fatto poco prima con la Multistrada Enduro Pro.

Si vuole dare luce e importanza anche a chi lavora da dietro, rinforzando l’idea di gruppo coeso e amalgamato

Così per chiudere la serata, ecco sul palco l’inattesa Panigale V4 Speciale, una serie più potente (226 cavalli per 13,7 Nm di coppia), e più leggera (-10 kg rispetto alla V4S, a quota 164!) della nuova quattro cilindri a V. Entra in sala a motore acceso, ce ne fanno sentire la musica, e quando il pilota si toglie il casco, scopriamo… Casey Stoner!
No, lui non poteva mancare. Perché fino a oggi chi ha vinto un mondiale con la Desmosedici è lui. E perché il pubblico degli appassionati lo ama e lo osanna ancora, nonostante ormai sia fermo da un po’.

Ecco, stavolta è finita. Salgono sul palco tutti i protagonisti, foto di gruppo, saluti e appuntamento in Fiera.
Nel mondo sono centinaia di migliaia le persone che hanno seguito questo evento in diretta. Al punto da mandare in tilt i server (che non funzionano bene neanche ora, non riusciamo a scaricare le foto dei modelli 2018!). Fra pochi giorni apre l’Eicma, ma Ducati ha già raggiunto direttamente i suoi appassionati nel mondo con un grande show.

 

 

La Community del Monster, sul palco della festa Ducati

 

Un simpaticissimo e amato dai tifosi Chaz Davies abbracciato da Domenicali

Home Forum Ma cosa ci volevano far vedere quelli della Ducati?

Questo argomento contiene 7 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  gattostanco 2 mesi, 1 settimana fa.

  • Autore
    Articoli
  • #5059

    Mastic
    Amministratore del forum

    La prendo un po’ sull’ironico, ma ieri sera ho visto la World Ducati Premiere. Avevo l’invito, ma sono ancora a Roma, quindi mi sono accontentato dello streaming.

    Mi aspettavo di vedere moto e piloti, con i consueti spazi per descrivere i prodotti nuovi. La filosofia ispiratrice, le peculiarità tecniche, gli sviluppi previsti. Sbagliavo, perché quella di ieri sera era una festa. No, uno show. No, una prova di forza e, insieme, l’espressione più alta del nuovo modo di fare comunicazione e marketing.

    Uno spettacolo degno di un teatro e anche della diretta di Sky. Non una presentazione. La Ducati ha messo su un vero e proprio show, e lo ha trasmesso in diretta streaming traducendolo in varie lingue.

    Le moto si sono viste, ma non quanto ci aspettavamo. Perché la cosa importante ieri sera era la prova di forza. E la capacità di Ducati di legittimarsi ormai come competitor globale. Non a caso Domenicali non ha aperto parlando delle novità. Piuttosto, nel momento di maggiore attenzione del pubblico, quando presenti la serata e anticipi cosa ci farai vedere, ha dato dei numeri molto convincenti sulla crescita Ducati e sulla sua potenzialità di player mondiale.

    Poi hanno coinvolto anche la community Monster, portandoli sul palco e girando con qualcuno di loro il video promozionale della 821.

    Ecco, sono queste le cose che mi hanno colpito di più. Oltre al fatto che la diretta streaming a un certo punto è andata in tilt, perché evidentemente eravamo connessi in troppi. Più di quanti se ne aspettavano? Probabile. E questa mattina non sono riuscito a scaricare le foto e le cartelle dei nuovi modelli, perché il loro sito va ancora al rallentatore.

    Questo mi ha colpito, e questo vi ho raccontato nel mio articolo.

    Voi cosa ne pensate?
    (A parte il fatto che mi piace da matti la Panigale V4, ovvio!)

  • #5061

    calus
    Moderatore

    Bhe, io da profano posso dire che non sono rimasto colpito piu di tanto.
    Perche a parte gli effetti speciali bellissimi, le moto presentate solo in pochi scarni dettagli.
    il resto e’stato un bel po’ di piloti, quasi nulla Dovizioso e qualche video come sempre ben fatto sulle community sempre piu numerose.
    Bella la V4, scaldera’come un altoforno con tutta quella potenza, e bella la nuova scrambler. Ecclese le multistrada, come sempre e sempre di piu.
    Il monster non mi ha mai attratto piu di tanto, idem adesso.

    Grande ditta, orgoglio nazionale.

  • #5063

    gattostanco
    Partecipante

    Beh, io ho sofferto un bel po’ di blocchi allo streaming (SKY non avrà mai i miei quattrini, quindi ero collegato via web 🙁 ) ma credo che Mastic abbia centrato perfettamente la ‘filosofia’ sposata da Domenicali e instillata in questa presentazione-spettacolo.

    Da ducatista: beh, mi è piaciuta questa ‘prova di forza’ e immagine di squadra (a proposito: chissà perchè mancava solo Melandrino???).

    Ducati è nella Motor Valley italiana, rappresenta una bella fetta di storia e tradizione italiana del motociclismo, una storia certamente più recente (ma anche più vicina a noi appassionati praticanti di oggi) di altre, come ad esempio Moto Guzzi, Mondial, Laverda & c., ma certamente da alcuni lustri più sentita e coinvolgente… il Desmo di Taglioni, le vittorie in SBK, la sfida della MotoGP, il rumore inconfondibile delle frizioni asecco e la snellezza delle linee della 916 disegnata da Tamburini, e poi le splendide ed inconfondibili 1098 e Panigale che si incontrano sui Passi… gli anni passati a pistolare decine di migliaia di Monster uno diverso dall’altro…
    Questo, imho, è l’orgoglio di Community unica (quella appunto dei Ducatisti) che Domenicali ha voluto rafforzare, in un momento nel quale è sempre più difficile affermare le proprie peculiarità e diversità (tra normative Euro4 e scopiazzature cinesi).

    Inoltre non credo sia facile, per Ducati, concorrere contro colossi multinazionali del calibro di Honda, Yamaha e Kawasaki… ma la piccola azienda italiana che spesso si prende delle belle soddisfazioni facendo suonare l’Inno di Mameli sui circuiti, e che ti fa parcheggiare la tua Ducati quando vai a Borgo Panigale a visitare la Fabbrica o il Museo… beh, è una bella storia, che se la sai raccontare hai già mezzo venduto duemila moto in più 😉

    Sulle moto (premesso che sono di parte, perchè un po’ tifoso delle Rosse di Borgo Panigale…): secondo me da qualche anno in Ducati non stanno sbagliando nulla. E anno dopo anno stanno pure migliorando il migliorabile sui modelli in listino.
    La Multistrada DVT per me è meravigliosa. Qualcuno si lamenta del ‘buco’ d’erogazione? O qualche crucco dice che c’è qualche oscillazione sulle autobahn a 200 all’ora? E loro ti fanno il 1260 e ci piazzano un forcellone più lungo. Ma rimane bellissima perchè è solo un restyling di mezza-carriera della My2015 (che comunque ergonomicamente è perfetta, così come per il comfort).

    La Panigalina 950 è perfetta (e bellissima) per chi vuole divertirsi con una moto sportiva senza l’assillo del cronometro… cioè, immagino che la moto vada anche parecchio, ma non ha certamente le prestazioni dei 1000 plurifrazionati o della Panigale V4.

    Le Scrambler sono divertentissime già ora (la Desert Sled in primis), con la 1100 ora ci si andrà anche forte.

    La Panigale V4… beh, quella serve per dare la caccia a Rea, quindi è una sorta di Desmosedici con targa e fanali (però, in foto pare anche bellissima, mantenendo una snellezza e sportività che spesso manca alle quattrocilindri della concorrenza).

    Tutto rose e fiori?
    Ovviamente no. Ad esempio i prezzi sono sempre sensibilmente alti, e la manutenzione costa sempre un po’ di più di quella della concorrenza.
    E’ vero che si tratta di moto quasi tutte incasellate nei cosiddetti ‘segmenti premium’ (e nessuno, se si compra un’auto di alta gamma Mercedes, Audi & c., pensa di spendere come a comprare una Ford e di spendere le stesse cifre nei tagliandi)… però il prossimo step di miglioramento potrebbe essere diretto a ridurre un po’ questo gap che spaventa molti motociclisti.

    Lamps

    Gatt.

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 1 settimana fa da  gattostanco.
  • #5065

    Tomas84
    Partecipante

    Condivido l’analisi di Gatto: in Ducati stanno procedendo nella direzione corretta, sia dal punto di vista della comunicazione e del marketing che del prodotto. Per quanto riguarda l’assistenza post-vendita, hanno provveduto ad ampliare gli intervalli di regolazione del gioco valvole, ma i costi legati al possesso di una Ducati sono sensibilmente superiori a quelli che si sostengono per una Honda o una Suzuki. Così come lo sono i prezzi di acquisto. Insomma, se vuoi essere un Ducatista devi farti carico di un impegno economico maggiore a fronte di un carico di emozione che il blasone, la storia, la sportività e l’esclusività del marchio giustificano ampiamente.

  • #5072

    Anto
    Moderatore

    Certamente è un periodo positivo per la Ducati su tutti i fronti, dalle gare alle preferenze di mercato, all’innovazione e ricerca di prodotti sempre validi, molto bravi ad organizzare questa presentazione che da più valore e importanza all’occhio del mondo del made in Italy.

    Discorso manutenzione: ma alla fine quanto costa in più mantenere una Ducati rispetto a una giapponese?
    Leggevo che almeno sulle “vecchie serie” quella fondamentale tipo cinghie distribuzione ecc. i prezzi sono accettabili.

    • #5077

      zio franco
      Partecipante

      Il piano “Manutenzione trasparente” credo sia visibile a tutti con i tempari stabiliti,basta inserire il costo orario e confrontarlo con gli altri, se ce l’hanno 😉

      http://www.ducati.it/servizi/manutenzione_trasparente/index.do

    • #5089

      gattostanco
      Partecipante

      Manutenzione Ducati: la cosa positiva è che hanno portato a 15.000 km l’intervallo tra i tagliandi… però chi fa pochi chilometri, comunque, uno all’anno lo deve fare.
      Questo (annuale) o quelli di 15, 45 e 75 mila km non costano molto di più di quelli su una jap di pari categoria. Io con la Multi ho pagato mi pare sui 200 euro o poco più.
      Quelli dei 30 e 60 mila, i cosiddetti desmotagliandi, sulla Multi vanno sui 700/750 euro.
      Per ricambi e accessori, invece, non ci sono grandi differenze.
      Lamps 😉
      Gatt.

  • #5086

    multistrangola
    Partecipante

    I numeri di Duacti sono sempre più da record e la collaborazione con il gruppo tedesco sta portando questa ca al top della produzione mondiale.
    L’offerta è ampia e articolata con mezzi per tutti i gusti ma non certo per tutte le tasche.
    La Panigale v4 è un opera d’arte e si pone al top della tecnica a disposizione dell’utente della strada. La multistrada è arrivata alla sua piena maturità. La scrambler è l’entry level ideale è una moto destinata a fare numeri. Il monster continua la sua storia immortale (320 mila pezzi prodotti)
    Tutti stupendo e come dico sempre La Ducati le moto le sa fare E le sa far Correre, ma lì ti fermi.
    Post vendita e assistenza sono ancora da sviluppare. Ti parlano di grande passione per farti comprare la moto, ma al primo problema sembra di parlare con il ministero delle partecipazioni statali. L’assistenza non è all’altezza in molte parti d’Italia per numero, ma sopratutto per qualità. Sotto questo punto di vista c’è da lavorare e tanto…

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