ACI-ISTAT – gli incidenti del 2018: perché i soliti incidenti evitabili?

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This topic contains 2 replies, has 3 voices, and was last updated by  Anto 3 months, 2 weeks ago.

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  • #15218

    Mastic
    Keymaster

    Oggi sono usciti i dati degli incidenti stradali 2018 (il tempo di pubblicarli in home e li linko anche qui). I dati non sono malvagi per noi motociclisti, ma dipingono una situazione stagnante.
    Recentemente ho ripreso in mano il discorso sicurezza stradale, per un’inchiesta molto ampia che trovate sul numero di agosto di InMoto, già in edicola. Il punto di partenza del mio lavoro sono stati i comunicati stampa dell’Asaps, che ha denunciato come nei 4 fine settimana di giugno i motociclisti morti siano stati ben 70. Solo nei fine settimana!
    Così mi sono preso la briga di studiare i report dei singoli incidenti, per scoprire che la maggior parte di quei morti non erano smanettoni che percorrevano i passi di montagna. Più spesso erano utenti del mezzo a due ruote (volutamente non li ho chiamati motociclisti) rimasti vittima di incidenti stupidi e prevedibili; magari a bassa velocità, magari in città, magari mentre facevano un giretto “stupido” con una moto prestata.
    I morti contro i guard rail che ho trovato erano solo 4. E finalmente, che i guard rail siano una foglia di fico per noi motociclisti lo si capisce anche dalle parole del prof. Marco Anghileri, intervistato dalla collega Giovanna Guiso: “Se anche fossimo in grado di salvare il 50% dei motociclisti che muoiono contro le barriere di sicurezza, riusciremmo a modificare la mortalità del trasporto su due ruote soltanto dell’1.4%”. (Qui l’intervista completa).

    A parte quei 4, i motociclisti caduti nei fine settimana di giugno sono morti tutti finendo addosso ad auto, furgoni e camion.

    Ecco, il punto di partenza per fare qualcosa per chi usa il mezzo a due ruote esponendosi a rischi inutili è proprio quello di capire dove sono gli incidenti. Inutile urlare alla velocità eccessiva, ai mezzi superpotenti o ai motociclisti pazzi. Torna il solito discorso che bisogna salvare (ho scritto salvare) gli utilizzatori del mezzo a due ruote privi della necessaria formazione.
    Sembra tanto facile, eppure questo concetto è poco compreso da tutti. Anche dai motociclisti, che si sentono “imparati” e danno ad altri la colpa degli incidenti.

    Di sicurezza abbiamo scritto molto qui nel Forum. Di seguito le principali discussioni
    Campagne di sicurezza: servono?
    E poi dicono che le moto sono pericolose
    Pure gli animali sono un pericolo
    C’è una forza politica alla quale interessi lo stato delle strade?
    Corsi di guida: sono utili?
    Qualità strade – inchiesta
    E se montassimo tutti due videocamere sulle nostre moto?
    Dossi non a norma, facciamogliela pagare!
    Bocciate le detrazioni fiscali per l’acquisto di abbigliamento moto
    Ma quali smanettoni, il pericolo è il traffico
    Le strade di Roma, slalom fra buche e cordoli
    Dati ACI-Istat 2017: forte aumento della mortalità stradale dei motociclisti
    Primo soccorso
    Quando l’automobilista ti guarda ma non ti vede
    Le nostre cadute, a volte stupide

  • #15219

    MT
    Participant

    Tra giovedi e domenica qui in riviera sei incidenti con quattro decessi e quattro feriti( tutti in ore serali,tranne un diciassettenne tamponato ad un incrocio) si va dalla svolta a u di un furgone poco dopo il semaforo, alla svolta a sinistra dell ambulanza al rientro fine servizio , allo scontro classico.
    Quello che mi pare di capire oltre alla disattenzione generale, è la difficile valutazione di distanza e velocità del monofanale, specie di notte

  • #15223

    Anto
    Moderator

    Effettivamente alcune volte può succedere che la troppa sicurezza, dare troppo scontati certi fondamenti, e quanto meno te l’aspetti ecco l’errore che può avere brutte conseguenze.
    Posso testimoniare a mie spese che recentemente mi sono giocato il famigerato “jolly” nel percorrere una curva a sinistra, velocità normale, condizioni di asfalto e visibilità ottime non so come mi sono ritrovato in un attimo a impostarla lunghetta e ritrovarmi inevitabilmente con le ruote fuori strada sul brecciolino a pochi cm dal guard rail.

    Mi sono sentito impotente, non sapendo come fare a contrastare il “lungo” e vedendomi già a terra sono riuscito a tenermi in equilibrio piantando il piede sinistro a terra e riportare la moto sull’asfalto e fortunatamente tutto risolto per il meglio, morale a terra (logicamente) e la dimostrazione che avendo solo 2 ruote, un delicato equilibrio bisogna essere pronti a risolvere ogni tipo di situazione. Poi un “esperto” motociclista nonché istruttore di guida che era dietro di me che ha assistito alla scena, mi ha suggerito come avrei potuto correggere l’errore (grazie del supporto Riccardo 😘)

    Questo per dire che è vero, spesso gli incidenti sono causati dalla inesperienza o dalle manovre sbagliate di motociclisti della domenica, non dalla velocità o dalla incoscienza.

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