Attualità internazionali

Questo argomento contiene 18 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  zio franco 1 mese, 1 settimana fa.

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  • #792

    zio franco
    Partecipante

    Mentre ci preoccupiamo del nostro misero orticello si consumano storie drammatiche che dovrebbero almeno farci pensare
    La più recente,di questi giorni,nel paese che ospita anche alcuni di noi, è successa una tragedia,mi riferisco all’incendio del grattacielo della Grenfell Tower,un mostro di edilizia popolare che ospitava centinaia di persone di ogni razza religione e credo politico,per la maggior parte giovani studenti,famiglie con bambini,una babele molto popolare che viveva in periferia per poter aver diritto alla scalata sociale,per allevare dignitosamente i propri figli e dargli un’opportunità migliore

    Tutto questo si sovrappone stridendo con le discussioni nazionali sui diritti dei nati sul territorio,piccolezze visto che arriviamo buon ultimi,visto che questi ragazzi studiano qui,vivono qui,si riproducono qui,lavorano qui comunque contribuendo al vento di ringiovanimento che abbiamo dimenticato dagli anni del miracolo economico

    Ines Alves ha 16 anni, è sopravvissuta all’incendio del Grenfell Tower. Con la famiglia viveva al 13esimo piano del grattacielo di edilizia popolare che sorgeva a nord Kensington, nella parte ovest della città. Come gli altri ha perso tutto. Ma oggi si è presentata a scuola per sostenere l’esame di chimica.

    Dopo l’esame invece la ragazza si è unita al resto della famiglia, ai genitori Miguel e Fatima, e a Tiago, per aiutare gli altri coinquilini. “Voglio fare tutto il possibile e vedere i miei amici, anche loro erano lì a rendersi utili. Sono stati tutti incredibili”. “Siamo stati tra i primi a uscire dall’edificio. Abbiamo avuto il tempo di riposare un’ora, così appena ci siamo alzati l’unica cosa che volevamo fare era aiutare”, ha aggiunto Tiago studente di fisica al Kings College di Londra

    Dany Cotton, commissaria dei Vigili del fuoco, ha definito l’incendio della Grenfell Tower come “senza precedenti”: “Nei miei 29 anni di carriera, non ho mai visto nulla di simile”. Cotton ha descritto i vigili del fuoco piangere mentre tentavano di salvare i residenti intrappolati nella torre. Sono intervenuti in oltre 200, accorsi a spegnere le fiamme divampate al secondo piano di un vecchio palazzo su Latimer Road, vicino a Notting Hill, di cui non resta più nulla

    La prima vittima accertata è un Siriano di 23 anni,due giovani Italiani di 27 risultano dispersi…e noi stiamo qui a domandarci se chi nasce nel nostro condominio,vi studia,vi lavora e vi morirà ha il diritto di parlare Toscano o Pugliese ?

    Proprio noi Motociclisti,simbolo della libertà di attraversare confini e sentirsi cittadini del mondo più colorato immaginabile,dovremmo battere i pugni sul tavolo ed aprire le braccia

    Un pensiero va a tutte le vittime ed ai loro familiari,orgoglioso che tante persone si adoperino per aiutarle oggi e domani

  • #805

    Mastic
    Amministratore del forum

    Proprio noi Motociclisti,simbolo della libertà di attraversare confini e sentirsi cittadini del mondo più colorato immaginabile,dovremmo battere i pugni sul tavolo ed aprire le braccia

    Benedetto Franco, perché mi tocchi temi che mi sono così cari, e sui quali sono solitamente silente?
    Ti avevo scritto una lunga risposta. Poi l’ho cancellata e basta questa riga qui.
    Mannaggia a te!

  • #822

    Mastic
    Amministratore del forum

    Sarà il posto giusto per metterlo?
    Ecco qui un articolo de Lavoce.info; portale alla cui newsletter sono abbonato.
    Si parla di demografia italiana, ma anche di stranieri. E le frasi dell’ultimo paragrafo sono densissime. Perché in chiusura l’autore mette in fila una serie di cose per ognuna delle quali si potrebbe scrivere un articolo.
    Se avete voglia di leggere: http://www.lavoce.info/archives/47403/fragilita-un-paese-demograficamente-sbilanciato/

  • #2727

    zio franco
    Partecipante

    Attualità (miserabili) e storie d’altri tempi

    Ce le racconta Paolo Ziliani su il Fatto Quotidiano

    Dunque, i 260 selezionatissimi invitati al matrimonio di Lionel Messi e Antonella Roccuzzo, celebrato il 30 giugno a Rosario (Argentina), invitati dagli sposi a non fare regali, ma donazioni alla Organizzazione non governativa Techo Argentina, che si occupa dell’allestimento di rifugi d’emergenza, hanno raccolto tutti assieme, da Neymar a Suarez, da Piquè a Shakira, 200 mila pesos, che tradotti in moneta estera fanno 11 mila dollari, o 10 mila euro se preferite: media donazione, 37 euro a testa.

    Nel leggere la notizia della miserabile colletta, mi è tornato alla mente Astutillo Malgioglio, per gli amici Tito, il portiere di riserva dell’Inter di Trapattoni – quella dello scudetto dei record – che nel 1987 andai ad intervistare per Il Giorno, il quotidiano per cui allora lavoravo, a Piacenza, dove Tito abitava. Avevo saputo che Malgioglio, allora 29enne, aveva aperto vicino a casa una palestra per la rieducazione motoria dei bambini cerebrolesi; aveva chiamato la struttura ERA 77 (acronimo di Elena, il nome della figlia nata appunto nel 1977, di Raffaella, la moglie, e di Astutillo) e coadiuvato dalla moglie prestava questo servizio gratuitamente mettendo a disposizione tutto il suo tempo libero. Per questa intervista vinsi un premio a Como, che mi venne consegnato da Pierluigi Marzorati, il campione della Pallacanestro Cantù, somma che girai immediatamente all’Unicef.

    Malgioglio mi raccontò cose bellissime e bruttissime. Cose vere. Mi raccontò che stava facendo tutto questo da 7-8 anni ma a fari spenti, quasi in incognito: perché non era buona cosa, per come andavano le cose nel mondo del pallone, che un calciatore professionista si distraesse con pensieri (o attività) inutili o bizzarre come, appunto, aiutare il prossimo. A meno di non incontrare sulla propria strada due persone come Nils Liedholm e Sven Goran Eriksson, come capitò a Tito nei due anni alla Roma dall’83 all’85, che convinsero Dino Viola a mettere a disposizione di Malgioglio, nel tempo libero, la palestra di Trigoria, per permettergli di fare anche a Roma quel che aveva cominciato a fare a Piacenza.

    Mi raccontò che l’Associazione Calciatori, sul suo giornale, aveva aperto una sottoscrizione tra tutti gli iscritti (gli oltre mille calciatori di serie A, serie B, serie C1 e serie C2) per raccogliere fondi a favore dell’attività di Tito; e che alla fine il ricavato era stato di 700 mila lire, che con un certo imbarazzo l’AIC aveva provveduto a fargli avere. Mi raccontò, soprattutto, che un giorno alla Pinetina Jurgen Klinsmann lo aveva avvicinato e gli aveva chiesto come mai finiti gli allenamenti lo vedesse andarsene, sempre, così di fretta a Piacenza. Tito gli aveva spiegato il perché e Klinsmann gli aveva detto: domani vengo con te, voglio vedere con i miei occhi quello che fai.

    Klinsmann mantenne la promessa. Salì sul maggiolino scassato di Malgioglio, andò con lui a Piacenza, passo l’intero pomeriggio a guardare Tito assistere i bambini cerebrolesi. Poi, prima di risalire sul maggiolino per farsi riportare a Milano, sfilò di tasca il libretto degli assegni e senza dire una parola scrisse 70 milioni (settanta milioni), staccò l’assegno e lo consegnò al compagno. Aveva gli occhi lucidi. Come quelli di Malgioglio

    • #2735

      claiot
      Partecipante

      Avevo letto di entrambe queste storie.
      Sono anche la dimostrazione che le persone sono tutte diverse, che non conta da dove vengono, cosa fanno, quanti soldi hanno, ci sono persone serie e pagliacci ovunque.

  • #2738

    multistrangola
    Partecipante

    Per fortuna che a fronte di un grande numero di mezzi uomini nel mondo del calcio è pieno anche di grandi esempi come il grande davies Zanetti, il mio inarrivabile capitano, Damiano Tommasi che all’epoca del presidente Sensi aveva ottenuto di poter raccogliere tutti i soldi delle multe ai giocatori per usarli per le sue iniziative.
    Un altro che da cifre mostruose in beneficienza è Cristiano Ronaldo.
    Per Totti c’è un discorso a parte, e io lo amo anche per questo. Non solo mezzo ospedale del bambino Gesù lo ha pagato lui (tutti i suoi spot in TV vanno in beneficienza) ma lui va a trovare i bambini più sfortunati nelle ore di chiusura al pubblico. Numerose sono le storie dei bambini che mostravano palloni e maglie firmate ad increduli genitori….

  • #2850

    calus
    Moderatore

    Mi piacerebbe portare in evidenza la morte del ragazzo in Spagna, a seguito del solito pestaggio in discoteca.
    Al di la del fatto come sempre assurdo e tristissimo per famiglia e cari, la violenza dilagante che ogni tanto ritorna sui forum quando dei motociclisti ne sono coinvolti.
    Insomma pare che non si possa piu’andare in giro in tranquillita’ senza pensare di lasciarci le penne, che sia andare a lavoro, andare a ballare, andare allo stadio e andare ad un mercato rionale..

    Da un altro punto di vista pero’ i ceceni coinvolti nel pestaggio sono pur sempre figli della guerra, quella piu viscida e brutale. Cosa ci si puo’aspettare da ragazzi cresciuti, alemno nei loro anni dello sviluppo, tra deportazioni, torture e amputazioni da bombe nascoste varie. Tra paura di camminare, di guardare magari storto un militare occupante e prediche nazionaliste. La paura prima o poi cristalizza in rabbia e allora non si toglie mai piu’, dando libero sfogo a violenza gratuitissima.

    Poi un altro punto di cui si discute molto, il pubblico che assiste inerte al pestaggio.
    Io un po’di guanti li ho fatti, ed ho, almeno in parte, assaggiato la differenza tra uno che ci sa fare e uno che non ci sa fare, e anche tra uno cattivo dentro e uno non.
    Insomma, non riesco a condannare chi assisteva inerte, il carisma di certi picchiatori e’ipnotico, come se parlasse proprio al subconscio dicendo..guai se ti muovi.
    E il fatto che sia una folla (gi perfetti sconosciuti) non aiuta minimamante e non stimola l’azione.
    Di fronte al pestaggio essere da soli o in mezzo a diecimila perfetti scnosciuti e’la stessa cosa.
    Una volta mi capito’ alla stazione Termini di assistere ad un pestaggio tra alcuni di colore, uno aveva la bava alla bocca ed era incazzatissimo, non sono riuscito a muovermi. Forse trasudava anche lui mali di guerre africane e anni di maneggiamento di cadaveri che io, deficente studentello seppur molto allenato, non potevo minimamante fronteggiare.
    Perdonatemi.

    • #2853

      Mastic
      Amministratore del forum

      Interessante il tuo discorso. Si discosta molto dalla media di quelli che sento. E che mi fanno girare le palle.
      Mi piace l’analisi sociologica, per capire le sensibilità diverse di persone che hanno storie diverse. E’ il punto di partenza per capire come affrontare una situazione destinata a peggiorare.
      Mi piace l’analisi sull’impossibilità per persone normali di intervenire di fronte a dei semiprofessionisti. Io che sono cresciuto a film, mi ricordo una scena del Padrino nella quale ad Al Pacino viene insegnato come comportarsi per il suo primo omicidio, in un ristorante. Spara tranquillo, tanto la gente ha paura, poi getta la pistola e vattene via sena guardarti intorno. Non ti fermerà nessuno. Se non sbaglio lo stesso insegnamento viene dato anni dopo a Nikita.
      Hai ragione, ma la massa, se si scandalizzasse, potrebbe dare molto fastidio. Urla, azioni diversive. Intanto si chiama la polizia. Si filmano o fotografano platealmente gli aggressori, minacciando denuncie.
      Anni fa un amico poliziotto mi ha raccontato di aver soccorso un motociclista con la spina dorsale rotta. Era fermo in terra in mezzo al raccordo anulare. Appena lo ha visto ha intuito la gravità della situazione. Poi si è incazzato da matti perché quelli delle auto intorno riprendevano con i telefonini. Ecco, ho più paura che sia questo il problema, più che la paura.

      Per il resto, alla tua analisi, aggiungo solo una cosa. Il ruolo spesso dimenticato delle droghe. Certi comportamenti spregiudicati e fortemente aggressivi, spesso sono indotti da droghe che tolgono i freni inibitori e lasciano libero spazio alla rabbia repressa.

      Sono tutti problemi che dovremo affrontare prima o poi.
      Solo che affrontarli è più difficile che dire che tre ceceni del cazzo hanno fatto una cosa orribile, rimandiamoli nel loro paese.
      Anche perché le cronache sono piene di italiani che fanno le stesse cose. O il tizio di Vasto, tanto per fare un esempio, ce lo siamo già dimenticato?

      • #2854

        Mastic
        Amministratore del forum

        A proposito, a Bitonto un pensionato di 68 anni ha accoltellato un ragazzo di 25 per un banale diverbio stradale. Il pensionato aveva la figlia e la nipotina in macchina.
        Perché questo fa meno scalpore?

      • #2855

        Mastic
        Amministratore del forum

        A proposito, a Bitonto un pensionato di 68 anni ha accoltellato un ragazzo di 25 per un banale diverbio stradale. Il pensionato aveva la figlia e la nipotina in macchina.
        Perché questo fa meno scalpore?

  • #2856

    calus
    Moderatore

    Sul sensazionalismo, bisogna chiedere ai giornalisti di cronaca. Mai capito come selezionano e catalogano in termini di rilevanza mediatica le loro notizie…
    Le droghe e l’alcool, per il resto, sono solo markers delle cose che uno si porta dentro..e amplificatori…

    Bho..mondo ostile.

    • #2857

      Mastic
      Amministratore del forum

      Non solo ai giornalisti di cronaca, Calus. Oggi ci sono i social, e io giornalista faccio i miei conti sul tipo di pubblico che voglio raggiungere. Studio sui social e decido che messaggio lanciare. Anche perché le persone vogliono leggere un messaggio che sia omogeneo con il loro pensiero; non vogliono mettersi in discussione.
      Vale anche per me nel settore motociclistico. Se scrivo assicuratori ladri, guardrail ghigliottina o strade a pezzi faccio il pieno di like, qualunque cosa metta nel mio testo. Mi basterebbe copiare la prima stronzata che trovo in giro.

  • #2858

    Mastic
    Amministratore del forum

    Intanto a Barcellona un altro furgone sulla folla.
    Non se ne può più. E, francamente, non vedo la strada per venirne fuori.
    Non si combatte una guerra contro dei civili mimetizzati nel tessuto sociale. Spesso addirittura cittadini del Paese nel quale colpiscono, perché nati e cresciuti in quel posto.
    Siamo in un maledetto guaio, dal quale non so come usciremo

  • #2859

    Sabri_bri1
    Partecipante

    è una grande tristezza. Fa male vedere quanto l’uomo può essere cattivo. Donne, bambini, famiglie prese come fossero birilli. Io mi domando perchè? come si può arrivare a questo punto?
    Ma esiste davvero un modo per poter evitare questi attentati? 🙁

  • #2860

    Mastic
    Amministratore del forum

    Poco sopra scrivevo che secondo me oggi è difficilissimo uscire da questa spirale maledetta. Oggi ovviamente l’unica è rinforzare i controlli di sicurezza, sapendo che prima o poi da qualche parte li bucheranno.
    Personalmente sono convinto che se do uno schiaffo a qualcuno, a quello viene voglia di ridarmelo. Quindi, da sempre sono convinto che la strada non possa essere la repressione.
    C’è un concetto che gli israeliani avevano capito bene con i palestinesi: si può combattere una guerra contro un esercito, non contro un popolo. Molti anni fa ci fu qualcuno, qui in Italia, che disse: i musulmani nel mondo sono oltre un miliardo, non possiamo mica dichiarare guerra a tutti.
    Mi interessa il concetto. Perché si lega all’altro precedentemente espresso.

    Perché fanno questo? Sembra veramente così strano?
    E’ un dato di fatto che per una serie di eventi storici della storia moderna, molti islamici si sentano da sempre oppressi dal mondo e dalla cultura occidentale. Su questo ha fatto leva il cosiddetto stato islamico. Che ovviamente non è buono, manco con gli islamici. Sono solo degli stronzi integralisti che vessano soprattutto il loro stesso popolo.
    Però questa rabbia repressa alimenta una parte del mondo musulmano, che fornisce carne da macello per gli attentati. E che a volte, in certi casi, solo in certi casi, non si impiccia degli affari dei terroristi, non collaborando con il mondo occidentale.

    16 anni fa, poco dopo l’attentato alle torri gemelle, Bin Laden disse una cosa che per me era dirompente. Era la chiave per capire cosa li animava:
    “There is America, full of fear from its north to its south, from its west to its east. Thank God for that. What America is tasting now is something insignificant compared to what we have tasted for scores of years. Our nation [the Islamic world] has been tasting this humiliation and this degradation for more than 80 years. Its sons are killed, its blood is shed, its sanctuaries are attacked, and no one hears and no one heeds.”

    Queste parole hanno continuato a risuonare come pietre nella propaganda costruita ad arte. Era questa la mina da disinnescare.
    Oggi fa ancora leva su questi sentimenti (credo) quella propaganda che ci ha messo nei guai. Perché gli attentatori di ieri sembra fossero francesi. Nati a Marsiglia. E la Francia e i francesi, dove pure ci sono così tanti nordafricani perfettamente integrati, ha fatto comunque degli errori enormi. Perché in molti casi ha fatto sentire queste persone diverse, non francesi. Così, mentre i genitori, emigrati si sono sforzati di integrarsi, i figli, nati su quel territorio, hanno sentito un richiamo alle origini. E qui hanno pescato i fomentatori d’odio, con una retorica che sorprendentemente (per noi) riesce a spingere dei ragazzi giovani a immolarsi uccidendo più persone possibile.

    Come si torna indietro da tutto ciò? Non lo so. Ci vorrebbe una vita. Dovremmo cambiare tutti approccio. Fermando e punendo gli attentatori, ma spegnendo anche la spirale di odio e di incomprensione. Spesso alimentata da interessi economici.
    Quindi, ho scritto un sacco di cose, per arrivare alla conclusione che non saprei proprio cosa fare oggi. Ma volevo dire come la penso almeno sull’origine di questo casino. Senza entrare nel dettaglio dei fatti, del perché e del percome. Non è importante oggi confrontarci sul passato. Oggi sarebbe importante davvero trovare una soluzione per disinnescare questa spirale folle

  • #2862

    Anto
    Moderatore

    Io sono dell’opinione che noi come popolo possiamo fare ben poco ma possiamo combattere il clima di terrore che questi vogliono semplicemente continuando a fare quello che abbiamo sempre fatto senza dare il senso di terrore e senza rinunciare a nulla.
    Dovremmo anche cercare di non farci condizionare dai climi di odio che si leggono sui social nei loro confronti perché anche noi abbiamo avuto gli anni di terrorismo nostrano in cui sono morte persone innocenti e sempre tutto legato a fattori politici come è avvenuto con loro e continua ad avvenire (purtroppo) sempre legato ad interessi economici. Qui invece non possiamo farci nulla e dobbiamo subirne le conseguenze.

  • #2867

    calus
    Moderatore

    Pero’, evitare il clima di terrore, far finta di niente…mi sembra eccessivo.
    Forse e’giusto invece essere onesti e cagarci sotto, magari ci saranno prese di posizione politiche piu’ forti e consapevoli.
    Meno shopping, meno uscite, concerti, meno eventi la gente che viaggia meno–> i cosumi calano, vedi se si sveglia qualcuno sul serio.

    La retorica del far finta di nulla perche senno vincono loro (loro chi poi), mi ha un po stancato, fine a se stessa pure lei, perche’ supportata da nessuna base ne azione concreta.

    La mia opinione, del tutto soggettiva.

    • #2868

      Mastic
      Amministratore del forum

      E sono felice che tu metta la tua opinione assolutamente soggettiva. Lo è anche la mia!

      Io non credo che possiamo fare pressioni su qualcuno perché faccia qualcosa.
      Se hai avuto la pazienza di leggere quella cosa lunghissima che ho scritto, che non è detto debba essere condivisibile da parte di altre persone, hai capito che secondo me serve un’azione combinata e difficilissima.
      I servizi di intelligence sembra comunque funzionino. Quasi sempre. Ora viene fuori che le due polizie, quella spagnola e quella catalana, non dialogavano a pieno. Quindi quella spagnola sapeva del rischio di attentato, ma per qualche motivo questa informazione non sarebbe stata condivisa. La stessa cosa era già successa in Belgio, per gli attentati di Bruxelles.
      Si può lavorare per migliorare il coordinamento (che c’è già però a livello europeo e sembrerebbe funzionare!). Si può lavorare per fare delle politiche internazionali di contenimento del terrorismo e di creazione di condizioni migliori in determinate zone. Ma è impossibile.
      Sentivo un (credo, perché i è sfuggita la sua qualifica quando lo hanno presentato) esperto di geopolitica poco fa in TV, che raccontava come la zona sud della Spagna abbia dato luogo a 1000 marocchini che hanno aderito all’ISIS. Si tratta di una zona povera, dove attecchisce facilmente la propaganda che fa leva sulla rabbia, sulla fame, sulle diseguaglianze sociali.
      Chi e come mai lavorerà su questo? Io non la vedo possibile. E per capirlo basta aprire Facebook e leggere i commenti
      L’errore, anzi, gli errori, sono stati fatti prima. Ora per risolvere… boh

  • #12198

    zio franco
    Partecipante

    Vedendo questo servizio sul corriere mi viene in mente “l’italia a volte fa cose buone,altre no”

    Argomento FAAC,si quelli che da 50 anni fanno automazione per cancelli,a Bologna e non è un caso…

    Premesso che provengo dalla generazione “impiccheremo l’ultimo papa con la cintura (era altro) dell’ultimo re” non posso annotare il servizio della Gabanelli sul corriere.it e questo video che lo riassume,ma leggetelo assolutamente !

    il capitalismo nel nome di Dio funziona

    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/faac-capitalismo-nome-dio-funziona/b7fcc536-e2a5-11e8-86b9-0879a24c1aca-va.shtml

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