E la SBK del 2019 come sarà?

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This topic contains 35 replies, has 10 voices, and was last updated by  Mastic 2 months ago.

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  • #13641

    Mastic
    Keymaster

    A Philip Island la Superbike è partita. Nessuno di noi ci ha fatto troppo caso; perlomeno io ero abbastanza poco interessato.
    Nella mia testa c’è una casa che ha investito un sacco di soldi e ha la moto migliore. E da qualche anno ha anche il pilota migliore. Quello che rispetto agli altri fa un altro sport. La coppia Kawasaki-Rea. Quindi mi preparavo a un altro campionato privo di significato, con Rea che fa il bello e cattivo tempo.
    La Panigale V4? Si sentivano voci contrastanti, e si parlava di problemi E a guardare la classifica delle prove, i problemi ci sono. Per tutti, meno che per uno. Alvaro Bautista.
    Non lo abbiamo filato molto Alvaro, invece c’ha una cazzo di manetta che fa paura. Ed è pure strafottente il giusto (“sono qui per mettere pressione ai grandi della Superbike“). E all’improvviso mi diverto di nuovo ad andare a vedere cosa succede. Come reagiscono gli altri. Come reagisce Rea, che finora è sempre stato poco impegnato, tranne alcune gare nelle quali Davies gli è stato davanti.

    Una rondine non fa primavera, certo. Vediamo come saranno le varie gare. Davies (me lo auguro) farà amicizia anche con la V4. Sykes sarà veloce con la BMW. E anche gli altri andranno forte.

    Ma gli ingredienti per fare un buon campionato sono sempre gli stessi: rivalità in pista e fuori. E finalmente, forse, sta tornando anche nella SBK.

    Prepariamo i popcorn!

  • #13644

    zio franco
    Participant

    Che meraviglia !

    L’inizio a Phillip Island è quanto di meglio si possa sperare,vuoi la levataccia all’alba che sa tanto di partecipazione attiva,di condivisione come si dice oggi,vuoi per lo spettacolo della natura selvaggia Australiana,vuoi per i colori irripetibili del mare in contrasto all’asfalto ed alle moto,insomma sarà romantico ma l’appuntamento va oltre lo sport

    I temi sono tanti,il primo che viene facile è che l’uomo conta ancora tanto,Rea è unico ed ormai siamo tutti d’accordo
    L’altro è l’evoluzione dei mezzi,ormai la potenza è nulla senza controllo,la gestione e la distribuzione capillare curva per curva è indispensabile per gestirla,e su questo si giocano gli equilibri,la ripercussione sui modelli di serie che hanno ritrovato interesse
    Poi le gomme sempre più ago della bilancia,purtroppo dico io,da costringere un passo controllato nelle fasi iniziali
    Proprio la Supersport ne fa le spese utilizzando gomme intagliate di “serie”

    Il ritorno in grande spolvero della Bmw l’arrivo della novità assoluta della Ducati 4 cilindri,la crescita di Yamaha,la conferma di Honda che insiste con l’immortale CBR,l’incomprensibile scomparsa di Aprilia e Suzuki

    Ed il nuovo ingresso di un Pilota proveniente dalla GP,occasione per confrontare le diverse esperienze

    Che dire,ci vediamo all’alba ! 😉

  • #13645

    claiot
    Participant

    Alvaro ha il vantaggio di aver usato la VERA Ducati V4, per un po’.
    Così come è indubbio che il manico non gli è mai mancato e che nel mondiale SBK finalmente sembra (anche se è prestissimo per dirlo) sia arrivato qualcuno in grado di dare del filo da torcere a Rea.
    Guardando i tempi delle primissime prove, pare anzi che se fra i due ci sia qualcuno che ha ancora qualcosa nel taschino, quello sia Bautista, per l’ideal time migliore e per la mole di giri sotto l’1.31.
    Ripeto, è ancora prestissimo, ma se il buon giorno si vede dal mattino…

  • #13660

    Mastic
    Keymaster

    Beh, la Ducati ha fatto un grosso passo avanti, portando una moto similMotoGP in SBK. A suo tempo lo aveva fatto l’Aprilia con la RSV4. Ci ha messo su un pilota “vero” e -per ora- viaggia a punteggio pieno.

    Rea (potrebbe dire diversamente?) è sicuro che il suo mondiale comincerà con le prossime gare. Però probabilmente è vero. Philip Island è amica di Bautista. E poi, il fatto che abbiano trovato subito il miglior setup (solo per lo spagnolo, però…), non significa che lo troveranno facilmente anche nelle altre piste. Sebbene con il V4 si siano scornati a lungo in Ducati. Insomma, non so quanto sia simile alla MotoGP, ma se realmente ci somiglia tanto, di dati per mettere a punto la moto ne hanno a bizzeffe.

    E gli altri? Ho sempre sostenuto che Melandri guida fortissimo. E’ probabilmente debole di carattere, ma se nel box ha le persone giuste è difficile stargli dietro. Punterei qualcosa su di lui…

  • #13664

    Dolfy
    Participant

    W.E. durissimo (nel senso del sonno perso!)
    Potrà cambiare tutto da qui in avanti ma oggi sono al lavoro un po’ più contento del solito.
    Brava Ducati e bravissimo Alvaro.

    Lamps

    il Dolfy

  • #13737

    Mastic
    Keymaster

    Si prepara l’appuntamento di Buriram, in Thailandia: parliamo di gomme?
    La Pirelli ha mandato questo comunicato, che vi copio/incollo

    Pirelli pronta ad affrontare il secondo round del Campionato WorldSBK puntando su soluzioni di gamma, tutte morbide al posteriore
    La casa di pneumatici italiana porta a Buriram, in Thailandia, perlopiù soluzioni di gamma, sia in misura standard che in misura maggiorata, oltre al nuovo pneumatico SCX che potrà essere utilizzato come pre-qualifica ed eventualmente per la Tissot Superpole® Race

    Da venerdì 15 a domenica 17 marzo 2019 il Chang International Circuit di Buriram in Thailandia ospiterà, per il quinto anno consecutivo, il secondo round del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike.
    Pirelli è pronta ad affrontare questo appuntamento puntando quasi esclusivamente su soluzioni di gamma, tutte in mescola morbida per il posteriore sia per la classe WorldSBK che per quella WorldSSP, e mettendo a disposizione dei piloti per la prima volta la nuova opzione posteriore SCX che potrà essere utilizzata come pre-qualifica ed eventualmente come soluzione per la Tissot Superpole®Race da 10 giri della domenica mattina.
    Anche sul circuito thailandese a scendere in pista saranno i soli piloti delle classi WorldSBK e WorldSSP. Nelle ultime edizioni a trionfare è sempre stato un pilota Kawasaki con sei successi per Jonathan Rea e uno per Tom Sykes, ma nel 2018 Gara 2 è stata vinta da Chaz Davies su Ducati. Dopo la tripletta realizzata nel primo round stagionale a Phillip Island, sarà interessante vedere se Álvaro Bautista riuscirà a portare la nuova Panigale V4R sul gradino alto del podio anche in questo appuntamento.

    Pirelli porta in pista circa 3000 pneumatici, praticamente tutte soluzioni di gamma. In particolare in entrambe le classi per il posteriore saranno presenti solo soluzioni morbide perché storicamente il round thailandese è uno di quelli più caldi in cui l’asfalto raggiunge sempre temperature molto elevate, in passato anche superiori ai 60° C. Con temperature così alte le soluzioni morbide sono quelle in grado di offrire le prestazioni migliori anche in termini di grip.

    Il Chang International Circuit, inaugurato nell’ottobre 2014 su progetto dell’architetto Hermann Tilke, è un tracciato di 4,554 chilometri con 12 curve, 5 a sinistra e 7 a destra.
    Questo circuito non presenta una configurazione particolarmente impegnativa per gli pneumatici anche se l’alto indice di umidità tipico della zona, le temperature dell’asfalto solitamente molto elevate e le brusche frenate al termine dei due lunghi rettilinei possono comunque mettere sotto stress i pneumatici, soprattutto quelli anteriori.

    Le soluzioni per le classi WorldSBK e WorldSSP
    Oltre a pneumatici intermedi e da bagnato, che vengono sempre portati a tutti i round in caso di meteo avverso, nella classe WorldSBK i piloti potranno contare su sette soluzioni slick, tre anteriori e quattro per il posteriore.
    Le opzioni anteriori sono le stesse utilizzate dai piloti in occasioni del primo round corso a Phillip Island: le nuove SC1 di gamma in mescola morbida e in misura 120/70 e 125/70 saranno affiancate ancora una volta dalla SC2 di sviluppo X1071, anch’essa in misura 125/70 ma in mescola media.
    Per quanto riguarda le opzioni posteriori, le soluzioni per poter effettuare le due gare di durata standard sono le due SC0 di gamma, quella in 200/60 e quella in misura 200/65. A queste due opzioni si aggiunge poi la SCX, che in questo round si presenta nella specifica X1428, progettata ad hoc per essere sfruttata nel corso del turno di qualifica in preparazione all’utilizzo dell’unico pneumatico da Superpole® a disposizione dei piloti, ed eventualmente per la Tissot Superpole® Race se il circuito lo permette.
    La quarta ed ultima opzione è rappresentata dal pneumatico da Superpole® che permetterà ai piloti di effettuare un giro lanciato alla ricerca del miglior tempo assoluto per posizionarsi in griglia di partenza.

    Nella categoria WorldSSP600 saranno invece quattro le soluzioni da asciutto a disposizione dei piloti, due anteriori e altrettante posteriori. Per l’anteriore ci saranno, come già a Phillip Island, le SC1 e SC2 di gamma, al posteriore invece i piloti avranno a disposizione due SC0 di gamma, sia la versione 2018 che quella 2019 con nuova mescola e nuovo battistrada, così da poter fare un ultimo confronto diretto tra le due soluzioni.

    Maggiori dettagli sulle soluzioni di gara per le classi WorldSBK e WorldSSP sono disponibili nelle relative schede tecniche allegate al presente comunicato.

    Le statistiche 2018 Pirelli per Buriram

    • Numero totale di pneumatici portati da Pirelli: 2878

    • Numero di soluzioni (asciutto, intermedia e bagnato) per la classe WorldSBK: 6 anteriori e 5 posteriori.

    • Numero di pneumatici a disposizione di ogni pilota WorldSBK: 39 anteriori e 28 posteriori.

    • Numero di soluzioni per la classe WorldSSP (asciutto, intermedia e bagnato): 5 anteriori e 4 posteriori.

    • Numero di pneumatici a disposizione di ogni pilota WorldSSP: 26 anteriori e 21 posteriori

    • Best Lap Awards Superbike vinti entrambi da: Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team), in 1’33.714 (Gara 1, 11° giro) e da Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati), in 1’33.627 (Gara 2, 11° giro).

    • Best Lap Awards Supersport vinto da: Randy Krummenacher (BARDAHL Evan Bros. WorldSSP Team), in 1’37.620all’11° giro

    • Temperatura in Gara 1: aria 32° C, asfalto 51° C

    • Temperatura in Gara 2: aria 33° C, asfalto 49° C

    • Velocità massima raggiunta dagli pneumatici Pirelli DIABLO™ Superbike in gara: 305,1 km/h, realizzata in Gara 2 da Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati) al 6° giro e da Jordi Torres (MV AgustaReparto Corse) al 3° giro

    • Velocità massima raggiunta dagli pneumatici Pirelli DIABLO™ Supercorsa nella gara Supersport: 270 km/h, realizzata da Loris Cresson (Kallio Racing) al

  • #13738

    zio franco
    Participant

    Diamo spazio e risalto anche ad un altro nuovo avvenimento

    Ratchada Nakcharoensri si schiererà sulla griglia della SSP come wildcard.

    Anche se poco conosciuta in Europa, questa giovane pilota è una motociclista tailandese che ha un grande numero di tifosi nel suo paese che la seguono nelle competizioni nazionali in cui compete già da alcuni anni. La sua partecipazione al secondo appuntamento della stagione come wild card nel WorldSSP sarà una delle attività più attrattive del fine settimana per i suoi fan e per lei stessa che avrà un’occasione di mettersi in mostra a livello internazionale.

    Infatti, Nakcharoensri, ha 28 anni, e nel round thailandese debutterà nello scenario mondiale. Potrà contare sulla sua esperienza nella stessa cilindrata e sul fatto di affrontare la gara sulla pista di casa. Ha corso nel Circuito Internazionale di Chang nel 2017 come wild card nel FIM Asia Road Racing Championship e lo scorso anno è arrivata terza al traguardo nella categoria Supersport 600, nel campionato PTT BRIC Superbike.

    Conosciuta dai tifosi asiatici come “Tann”, Ratchada ha iniziato a competere a 11 anni

    Se la pilota thailandese si allineerà sulla griglia di partenza coinciderà con la pilota spagnola María Herrera (MS Racing) che quest’anno affronterà tutta la stagione. Se ciò si verificasse, sarebbe la prima volta in cui due donne disputeranno la stessa gara all’interno del Campionato del Mondo FIM Supersport

  • #13787

    Mastic
    Keymaster

    Avevamo sperato che la Superbike fosse ripartita grazie a un rinnovato dualismo. Questa mattina, dopo due giri di gara ho pensato che siamo passati da una coppia dominatrice (Rea-Kawasaki) a un’altra (Bautista-Ducati).
    Il margine che aveva lo spagnolo era imbarazzante. In rettilineo sta seduto su un missile terra-aria, e in diverse occasioni è uscito di traiettoria perché stava arrivando troppo sopra Rea.

    Rea dal canto suo è fortissimo. Il gran pilota che conosciamo. Ma è tecnicamente limitato da una moto che sembra inferiore alla Ducati da MotoGP. Ah, no, scusate, da SBK.

    Ora vediamo di capire se Rea rimane il solito lottatore, come era un po’ di anni fa quando faceva i salti mortali con la Honda, o se la maturità e i titoli mondiali vinti gli faranno dire che a queste condizioni uno come lui deve accontentarsi, aspettando di avere una moto più competitiva rispetto alla Ducati.

    Il rischio è che le gare diventino scontate.

    Di certo, Bautista sa guidare molto molto bene (ve lo aspettavate?) e la Ducati gli ha cucito addosso una moto fatta per lui. E che le Ducati siano competitive ormai, non c’è dubbio. Basta non chiederlo a Davies, che ci sta mettendo un po’ a fare la mano con la V4. Ma forse la chiave è proprio qui: òla V4 è difficile da capire e da mettere a punto. E Bautista la conosce molto bene, avendone usata la versione cattiva, quella da MotoGP.

    E gli altri? Bello il monomarca Yamaha, anche se mi dispiace per Melandri, che tecnicamente a me piace come pilota. Però… però… tolti Bautista e Rea cui si accorge che gli altri corrono un campionato diverso. E fra gli altri, almeno per ora, ci sono piloti di livello. Solo che i primi due fanno la differenza.

  • #13792

    zio franco
    Participant

    Rea :
    E’ tutto merito della Ducati?
    “Analisi sbagliata. Parlano tutti della gran velocità, è un dato di fatto, ma Alvaro Bautista sta facendo un gran lavoro, per esempio è molto molto costante dall’inizio alla fine. Parte forte e arriva forte. Io non sono abituato ad inseguire, è una situazione nuova, almeno nelle ultime stagioni. Ma l’accetto, e non mollo.”

    Melandri, che tecnicamente a me piace come pilota

    Ah beh allora si capisce tutto il resto ! 😉

  • #13875

    zebratre
    Participant

    ogni volta che ducati vince una manche mi viene in mente il profetico Pere e sghignazzo

    https://www.gpone.com/it/2019/02/16/sbk/pere-riba-la-panigale-v4-non-ho-visto-nulla-di-eccezionale.html

    Complimenti a chi ha scelto Alvaro quando, nel mercato piloti, in lizza per la rossa c’erano melandri, laverty, fores

    • This reply was modified 3 months, 4 weeks ago by  zebratre.
  • #13877

    Mastic
    Keymaster

    Forse un po’ fa parte del mantra che si recita prima di una gara. O di una stagione. Se Riba si mette a dire che la moto degli avversari ha già vinto in partenza inutile che partano.

    Succede negli sport che prima della gara si dicano certe cose, poi onestamente e sportivamente dopo si ammetta la verità. Alcuni lo fanno per convincersi probabilmente.
    Personalmente non me la sono mai sentita di dire “vinco io”, perché onestamente sapevo che nulla era più lontano di un risultato scritto in partenza. Quindi preferivo dire che ce l’avrei messa tutta.

    Comunque la superiorità dell’accoppiata Bautista/Ducati V4 è impressionante. In buona parte perché hanno portato una motoGP in Superbike. E hanno scelto un pilota che la loro MotoGP sapeva già guidarla bene. E sapeva metterla a punto.
    Nulla si inventa, e loro sono stati intelligenti.

    Adesso gli altri devono inseguire. Non vorrei sbagliarmi ma può farlo chi ha una buona MotoGP. Mi piacerebbe che qualcuno esperto di tecnica racing facesse un confronto fra la Yamaha M1 e la Kawasaki di Rea. Sono i due motori 4 in linea che girano, e mi piacerebbe capire che margine di miglioramento ha la Kawasaki messa contro una derivata dalla MotoGP. Non vorrei che la Ducati avesse fatto un forte passo avanti difficile da recuperare per chi non ha in casa una MotoGP. Sarebbe così se, come dice Bautista, non sono ancora a posto e possono migliorare ulteriormente.

    Messa così ci si chiede: è ancora Superbike? Il mese scorso il mio amico Rumi mi ha raccontato di essere convinto che la Superbike ha perso l’interesse dei motociclisti quando le moto si sono evolute troppo, allontanandole da quelle che usiamo ogni giorno. E forse oggi la SBK sta ulteriormente andando in quella direzione.

    • #13878

      zio franco
      Participant

      Rumi mi ha raccontato di essere convinto che la Superbike ha perso l’interesse dei motociclisti quando le moto si sono evolute troppo

      Rumi è un bravo ragazzo ma come tutti quelli della nostra età ha la memoria selettiva

      Forse che la RC30 aveva qualche cosa a che fare con la serie ?
      Quante ce ne erano nei campionati nazionali ?
      Te lo dico io,ZERO
      Forse che la R7 di Haga aveva qualche cosa della serie,riZERO,e lo stesso per la Kawasaki di Russel,la OW01 di Pirovano e la 851 di Roche che di serie aveva 100 cavalli ?

      La VTR di Edwards è il caso più clamoroso,ce ne erano 2 (due) di numero,nemmeno una vite era uguale al bidone messo in vendita
      Ho visto vendere,forse un muletto,nel 2002 una di quelle a Valencia,non bastavano 200 milioni,e sono certo che il “cervello” cioè la eprom o memoria delle mappe e qualche pezzo speciale erano spariti
      Ho visto vendere sempre quel capodanno,qualche 996 Gattolone forse,tutta roba dai 150 in su
      Un RS costava la metà

      Come scrive il buon Genesio,il costo di una SbK si aggira sul milione,centomila di ferro e alluminio ed il resto di tutt’altro,è li la differenza,ed appiattire le tecnologia è servito per far fuori la SSTK,che essendo in teoria quelle più vicine alla serie costavano di preparazione quasi come una Sbk perchè tutto si giocava sui dettagli,una SSTK alla finecostava 200 mila se ho capito bene
      Quindi stabilire un prezzo di vendita a 40 mila euro è una buffonata
      In Sbk con la storia delle concessioni c’è un catalogo di ricambi a prezzo calmierato,forse che un privato ha l’illusione di competere con la casa madre con tutti i pezzi a disposizione ?
      Ma nemmeno per sogno

      Allora i casi sono due,o fai acquistare le moto dalla vetrina tipo sport production (e mi viene da ridere) o lasci tutto,ma proprio tutto libero,gomme comprese,centraline comprese,sperando che qualcuno abbia il colpo di genio,peschi il pilotino,il software-ista e li freghi tutti

      • #13887

        Mastic
        Keymaster

        Gli è che tocca sempre darti il calcio in culo di partenza per farti scrivere ste belle cose, mannaggia!
        Però poi scrivi e sei bravo

  • #13889

    Guru
    Participant

    Allora i casi sono due,o fai acquistare le moto dalla vetrina tipo sport production (e mi viene da ridere) o lasci tutto,ma proprio tutto libero,gomme comprese,centraline comprese,sperando che qualcuno abbia il colpo di genio,peschi il pilotino,il software-ista e li freghi tutti

    Sottoscrivo tutto!

  • #13893

    zio franco
    Participant

    Leggevo proprio ieri della Honda RC30 di Merkel,costava 22 milioni,dopo l’allestimento costava di soli pezzi di ricambio ufficiali 45 milioni,ed erogava 133 CV contro i poco più di 100 della serie

    L’851 erogava di serie gli stessi,immagino che per la Sbk arrivasse agli stessi della Honda

    Fanno un incremento del +30%

    Come se oggi la V4R che eroga 230 Cv ne erogasse preparata +280Cv,come una GP appunto e costa 40mila Euro in vetrina
    Il problema grosso da molti anni è scaricare a terra più del doppio della potenza,qui salgono a dismisura i costi,non nei kit o pezzi di ricambio,ma nella gestione del motore
    La ciclistica è poca cosa al confronto,siamo ancora alle molle ed alla viscosità dell’olio,preistoria…

    Le moto si sono evolute (troppo dice Rumi) si certo,sopratutto quelle in vetrina,al punto che si illudono di rendere peggiori le moto da corsa rispetto alla serie !
    E questo costa,tanto,proprio ai team privati

    Ora io che lodo sempre il Bsb ammetto che togliere i controlli elettronici costa più che a lasciarli,immaginate un cablaggio che va ai 10/20/30 sensori,provate a staccarli e vediamo a chi riesce prima,se ad un privato o alla casa madre

    Proviamo a tagliare milleduecento giri alla Kawasaki di Rea,e di conseguenza a quella di Pedercini
    Chi rimarrà spiazzato ? chi spenderà fantastilioni per recuperare un softwarista che aggiusti tutta la curva di potenza e coppia ?

    Sono evolute perchè evolve tutto,e costa più energie e progresso mortificare che lasciare libero la fantasia,anche Ten Kate che è il miglior privato al mondo di moto da corsa è sulla via del tramonto,eppure la loro trovata di pompare il vuoto nel basamento per offrire meno resistenza alla fase di discesa dei pistoni è una genialata epocale !
    Castrata

    Sono evoluti più i mezzi di serie di quelli da corsa,pensiamo a questo e poi studiamo le soluzioni altrimenti non se ne esce
    Che poi la Sbk sia agonizzante in mano al monopolio sportivo/mediatico è un altro discorso,anzi è proprio il discorso principale

    • #13894

      Mastic
      Keymaster

      Beh, nel mio pezzo su InMoto ho scritto che dopo ogni gara la revisione del motore della RC30 veniva sui 20 milioni di lire.
      Per le potenze correggo un po’ al rialzo. Quelle che risultavano a noi erano di circa 140-145 cavalli per la RC30 e di 160 per la Ducati 888. Anno (credo) 1992.
      Ovviamente anche Ducati faceva delle revisioni profonde dei motori dopo ogni gara. E per questo si potrebbe chiedere a Lenci, che all’epoca faceva il meccanico per Doug Polen

      • #13895

        zio franco
        Participant

        Ducati faceva delle revisioni profonde

        Cambiavano addirittura i carter che avevano una scadenza chilometrica ! (prendeva gioco la cartella che conteneva i cuscinetti di banco e tendeva a girare la gabbia esterna del cuscinetto dentro la sede)

        Tanto è vero se ricordate che i privati non potevano permetterselo e sia Haga che Chili a Monza non arrivavano in fondo.

        Storie estreme se si pensa che oggi con lo stesso motore si fanno molte,moltissime gare

        Sono rimasto sbalordito quando ho saputo dal Team di Firenze che fa il CIV 600SS con Mercandelli oggi ma che ha nel passato vinto il Campionato con Sanna e Dionisi,che quando tutto va liscio non aprono mai nemmeno il motore e che per esempio,con la stessa catena ci fanno tutta la stagione !

        Si l’evoluzione tecnica è inarrestabile e ne beneficiamo anche tutti noi,guai a mortificarla

  • #13896

    Bobpezzadoo
    Participant

    Sono rimasto sbalordito quando ho saputo dal Team di Firenze che fa il CIV 600SS con Mercandelli oggi ma che ha nel passato vinto il Campionato con Sanna e Dionisi,che quando tutto va liscio non aprono mai nemmeno il motore e che per esempio,con la stessa catena ci fanno tutta la stagione !

    Si l’evoluzione tecnica è inarrestabile e ne beneficiamo anche tutti noi,guai a mortificarla

    Così però si blocca il mercato, lo scooter di Mastic ha 190.000 km, io con il mio spero di arrivare a 100.000, ma questo in 10 anni.
    Ho amici che hanno speso l’impossibile per arrivare a 75.000 km con l’hypermotard 1100 e adesso ho amici con la stessa chilometratura con il multistrada 1200 che hanno fatto solo i tagliandi.

    In questo periodo storico dove il mezzo di trasporto non è più idealizzato nel due ruote e nel quattroruote di proprietà, ancor più minato nell’incertezza del futuro di come saranno, se ibride, full electric, idrogeno o chissà quali altri, i potenziali clienti diminuiscono drasticamente, rallentando le vendite che hanno ripercussioni sugli investimenti e quindi sulla ricerca.

    qualsiasi situazioni ha pro e contro

    • #13897

      Mastic
      Keymaster

      Questo Bob è un problema per chi si occupa del marketing in seno alle case auto e motociclistiche. Un problema grande che tu hai solo sfiorato, e che è OT qui.
      Il problema non è solo che i nostri veicoli camminano tantissimo senza problemi (ora sono quasi a 192mila, e sto pensando di cambiarlo perché… non ha più le plastiche). Il vero problema è che cambierà la tipologia di veicoli e noi sempre più spesso useremo mezzi pubblici e veicoli condivisi.
      Basteranno i nuovi mercati, ai quali tutti i costruttori guardano fiduciosi? Basterà cambiare tipologia di veicolo?

  • #13899

    zio franco
    Participant

    Una chicca 1989,agli albori
    Mosport in Canada,ce ne sono di individui…Sarre,Piro,Falappa,ah nostalgia canaglia 😉

    • #13900

      Mastic
      Keymaster

      Ma se ti dico i morti di offendi???
      Ammazza che roba che hai tirato fuori! Io avevo i VHS delle gare. manco so se li ho ancora.

  • #13902

    zio franco
    Participant

    😉

    Se volete morire allora…

    1988,primo anno della Sbk,c’era Doohan !

    Personaggi improbabili,Gary Goodfellow della Nuova Zelanda,un mito anche dopo 30 anni,cambiò la gomma e vinse !
    Le Yamaha FZR col portatarga !
    Lucchinelli col primo 748
    Da notare la larghezza del pneumatico posteriore 😉
    La sicurezza vabbè

    Da conservare,da diffondere,questi i millennial non li conosceranno mai,ecco un perchè di tante domande

  • #14088

    Bobpezzadoo
    Participant

    Ad assen gara uno posticipata per neve…..

  • #14089

    Mastic
    Keymaster

    Già, a me successe una vita fa in Ungheria di vedere la neve che iniziava a scendere mentre i piloti giravano in prova libera. Poi non successe nulla e le gare si corsero.
    Comunque affrontare un week end di gare così è duro. Il freddo dà fastidio.

  • #14094

    zio franco
    Participant

    Se qualcuno aveva dei dubbi,ieri ha avuto le risposte

    Eccoli qua

    Non sono bastate le temperature polari,non è bastato il cambio di tipologia di circuito,non sono bastati il sostegno per il pilota locale ne quello per l’immenso campione del mondo degli ultimi anni.
    Il piccolo anatroccolo Spagnolo ha piegato ogni pronostico e resistenza,oltre che artificio regolamentare,vincendo e convincendo con una prova maiuscola da Campione,insieme alla squadra che lo sostiene e la macchina che sembra creata solo per lui
    Storia già vissuta con Stoner,ma anche con Bayliss se ricordate,per non citare la preistoria con Falappa,quelli che non ti aspetti insomma, i lavoratori del manubrio,i mediani sempre dimenticati che brillano in presenza di congiunzioni astrali
    La Squadra,ecco secondo me la congiunzione astrale,e contro gli dei si narrano le congiure più nefaste
    Non sono bastate,vittorie,record sulla distanza,record in gara a mezzo secondo dalla farsa della MotoGP
    a interrompere la rivincita di quell’omino buffo,rifiutato dalla massima categoria

    Belle queste storie

  • #14152

    Mastic
    Keymaster

    E ora Pirro, intervistato da GPOne, conferma quello che avevo immaginato: Bautista è così forte con la V4 anche perché conosce bene quella moto che ha guidato in MotoGP. E ora, con una versione “depotenziata”, gli viene tutto ancora più facile. Oltre al fatto che ha i dati per metterla a punto.

    In realtà l’avevo già detto a Gigi a luglio dello scorso anno, in occasione del WDW, gli dissi che secondo me un pilota della MotoGP poteva sfruttare il potenziale della V4″.

    E ancora: “Rispetto alla V2, questa moto aveva una guida simile alla GP. Inoltre le Pirelli sono più facili come gomme rispetto alle Michelin e Alvaro, essendo un pilota leggero, è riuscito a sfruttare il tutto nel modo migliore”.

    E chiude: “avendo poi guidato la Ducati in MotoGP, ed essendo quella moto figlia dello stesso sviluppo, il binomio sarebbe stato perfetto”.

  • #14167

    Stefano.gr
    Participant

    Ma adesso ci penserà Dorna a correre ai ripari , in nome dello spettacolo s’intende !!

    Hanno già tolto 250 giri alla Ducati , il prossimo step consisterà nel togliere un disco freno e successivamente se non basterà , mentre Bautista è in gara , un addetto Dorna gli tromberà la moglie cosicché le corna che gli spunteranno sopra al casco avranno un’impatto aerodinamico così negativo tale da far perdere almeno 15 Km/h di velocità di punta.

  • #14302

    zio franco
    Participant

    Per strappare una lacrimuccia al Mastic 😉

    (Da notare i mitici cerchi Marvic in magnesio a 3 razze !)

    1989, Fred Merkel vince ad Imola ed il secondo Mondiale SBK,ma sopratutto vince portando in gara per la prima volta le Pirelli,in competizione da allora e fino al 2003 con le Michelin e le Dunlop in regime di libertà !

    Il primo che scrive “bei tempi” ha tutta la mia stima 😉

  • #14341

    Mastic
    Keymaster

    Intanto a Imola sta succedendo casino. Piove, partenza ritardata, e Bautista -insieme ad altri piloti- dice senza mezzi termini che correre sarebbe pericoloso.

    Negli anni la Superbike ha sempre avuto questo problema: a differenza della MotoGP, si corre ancora su circuiti considerati eccessivamente pericolosi. Tocca mandarla giù. Ma perché? Ed è giusto che sia così?

    Imola è una pista affascinante e bellissima. La amo tantissimo. Però fa paura, perché vi si raggiungono velocità elevatissime, e le vie di fuga sono molto ridotte in alcuni punti. Bautista ha parlato di muretti troppo vicini.

    P.S. Come ormai saprete, alla fine hanno annullato ogni attività pomeridiana in pista, a causa del maltempo

    • This reply was modified 2 months, 1 week ago by  Mastic.
  • #14343

    topomotogsx
    Participant

    Buon per Bautista, il meteo gli ha abbuonato una manches in cui molto probabilmente avrebbe perso qualche punto in favore di Rea.
    Per il circuito…
    Imola non è considerata una pista difficile e pericolosa (specie con la pioggia) da oggi, però sono anni che regna il più classico immobilismo italico. Spero, soprattutto per chi ci lavora, che chi di dovere si dia una svegliata altrimenti dopo Monza si rischia di perdere anche questo.

  • #14348

    Mastic
    Keymaster

    Intanto ci risiamo con le solite polemiche. Da una parte quelli che ritengono che i piloti sono cagasotto, dall’altra quelli che pensano che Bautista si è voluto tutelare i suoi interessi non correndo su una pista dove avrebbe preso paga. Poi ci sono quelli (come me) che credono davvero che la pista sia troppo pericolosa in determinate condizioni. Come lo sono altre piste, certo!

    Il vero problema grosso è l’aumento delle prestazioni delle moto: si va sempre più forte. Servono vie di fuga più ampie; e in alcuni casi anche con dislivelli inferiori. Facciamo un esempio? Tanti anni fa in una scivolata su pista bagnata, sono finito di schiena sul cordolo. Ricordo di aver sentito un forte dolore, nonostante il paraschiena. Io sicuramente avevo almeno 20 km/h in meno di quelli che avrebbe avuto un pilota di mondiale in quella stessa curva. Ecco, per lui la botta sulla schiena sarebbe stata ancora più forte. Tocca pensarci, perché i piloti della SBK vanno veramente fortissimo

  • #14352

    topomotogsx
    Participant

    Ma no, nessuna polemica da parte mia.
    In fondo non vedo perché accendermi per delle persone che fanno uno dei lavori più belli del mondo, guadagnano molto e sanno fare da soli senza il mio aiuto.
    E’ che mi chiedo alcune cose, come tutti del resto.
    Imola che da tempo è considerata pericolosa anche senza la pioggia, nessuno fa nulla per provare a migliorare la sicurezza e intanto la Federazione rilascia ancora l’omologazione al circuito (per cui devo pensare sia ritenuto sicuro).
    Tutti i piloti si riuniscono, decidono di accogliere la richiesta della Safety Commission e fare un paio di giri prima di decidere cosa fare, ma solo Bautista dice no fin da subito; è il più intelligente di tutti o è stato solo un calcolo? Ovvio che il dubbio ci sia.
    Poi hanno preso, in maggioranza, la decisione di non correre gara 2: questo lo accetto serenamente, in fin dei conti la pelle è la loro e hanno ragione a non cercare ulteriori problemi.
    Ma se anche il direttore del circuito, che è sicuramente più competente di me, avanza dubbi su quanto deciso

    https://www.corsedimoto.com/barsport/il-presidente-di-imola-accusa-non-hanno-corso-per-strategia/

    https://www.corsedimoto.com/in-pista/mondiale-sbk/superbike-il-pasticcio-di-imola-si-poteva-correre-o-no/

    non vedo perché io, da semplice spettatore, non posso farmi delle domande e nutrire qualche dubbio.

    • #14353

      Mastic
      Keymaster

      Veramente non mi riferivo a te, ma a molte polemiche lette su Facebook, decisamente accese. Anche da parte di commentatori autorevoli. Ci stiamo dividendo anche fra addetti ai lavori di questa storia.
      In questo gioco delle parti anche il presidente della società che gestisce l’autodromo gioca la sua parte, visto che per il tracciato di Imola è un colpo duro questo di domenica.
      Il problema di Imola è che è nata in un’altra epoca e oggi non è più adeguata. Né si può fare nulla, perché non ci sono gli spazi per modificarla.
      Ha detto bene Davies, il problema è che si sta sempre piegati. Io aggiungo che ci sono curve con inaspettate velocità astronomiche. Non curvoni. Piuttosto zone stette della pista dove i piloti trovano una strada per andare fortissimo. E allora i muretti ai lati si avvicinano. E quando piove non ti fermi mai se cadi.
      Omologata = sicurezza? Ci sono piste con incidenti ricorrenti, suvvia.

  • #14371

    Fuzz
    Participant

    Imola ha dei seri problemi di drenaggio, checchè ne dica il presidente, ho avuto modo di farmela tutta a piedi durante un violento acquazzone,
    e vedendo il livello dell’acqua in alcuni punti, mi chiedevo come doveva essere “simpatico” finirci dentro con una moto.
    Purtroppo Imola è andata, maltollerata dalla città e per questo sotto utilizzata,
    ed anche secondo me ormai troppo pericolosa, peccato.
    I piloti poi tendo a rispettarli, la pellaccia 😉 in gioco è la loro.

    • #14382

      Mastic
      Keymaster

      Io ci ho girato molto in moto in passato.
      Da fuori non si percepisce quanto sia difficile e spaventosa.
      La amo, come amerei il TT se ci andassi a girare. Ma razionalmente è una pista ormai fuori dal tempo. E’ un monumento bellissimo, ma girarci con 250 cavalli deve essere difficilissimo.

      Ha ragione Renzo: un problema enorme è la città intorno, che non tollera (stupidamente) l’autodromo.
      Invece, con delle modifiche forse questa pista potrebbe andare avanti. Certo, io la ricordo quando non c’erano le chicane, e ci morirono Guido Paci e Lorenzo Ghiselli. Già allora si parlò di una pista ormai troppo pericolosa. Poi misero le chicane, snaturandola

  • #14383

    Mastic
    Keymaster

    Visto che casino ha fatto Viegas, il presidente della FIM su Superbike e Dorna?

    Da fuori sembrerebbe aver fatto un passo azzardato, a rilasciare un’intervista nella quale dice che a breve la situazione del promoter cambierà, perché il monopolio non va bene. Con riferimento alla Dorna, che gestendo sia MotoGP che Superbike ormai ha il monopolio dei campionati del mondo di velocità su pista.
    Ne parla GPOne qui: https://www.gpone.com/it/2019/05/17/sbk/viegas-la-sbk-senza-dorna-il-monopolio-non-piace-a-nessuno.html

    Poi è arrivata una smentita da parte di Ezpeleta, in virtù del fatto che la Dorna ha un contratto con la FIM fino al 2036: https://www.gpone.com/it/2019/05/18/motogp/ezpeleta-viegas-si-e-espresso-male-la-superbike-rimarra-con-dorna.html

    Cosa ancora più curiosa, ma veramente curiosa, alle 12.53 di oggi si è mosso anche il presidente della FMI, Copioli, per dire che è sicuramente un malinteso e che fra FIM e Dorna i rapporti sono ottimi. Questo il testo del suo comunicato:
    Facendo parte del Board FIM ed essendo in stretto contatto con il Presidente Viegas, posso confermare che il rilancio della Superbike è di primaria importanza sia per la FIM che per la Dorna. Non esiste alcuna posizione conflittuale fra FIM e Dorna e non c’è dubbio che entrambi stiamo lavorando per migliorare il mondiale delle derivate di serie. La Superbike ha, ed ha sempre avuto, un grande potenziale e non ho dubbi che l’obiettivo comune sia quello di un maggior seguito del Campionato“.

    Nel mio piccolo, sembra proprio che Viegas abbia fatto una gaffe. E la Dorna gli ha ricordato che hanno gli elementi per chiedere i danni. Forse sbaglio, ma sembrerebbe proprio così

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