Incidenti: non smettiamo di parlarne

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This topic contains 7 replies, has 7 voices, and was last updated by  sec 1 month, 3 weeks ago.

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  • #15423

    Mastic
    Keymaster

    Quella che si chiude è una settimana pesante per molti di noi.
    Ieri era ferragosto. L’altroieri c’è stata la cerimonia funebre dell’amico Claiot. Una vicenda che ci ha scioccato molto. Era uno di noi, e il tamtam del dolore ha fatto squillare molti telefoni della nostra community.
    Personalmente mi occupo di sicurezza stradale da molti anni. E da tre mesi sono sotto schiaffo, con due testate, InMoto e IlCentauro, che mi hanno chiesto diversi articoli sull’argomento. Perché i numeri degli incidenti di questa estate sono francamente inaccettabili.

    Oggi parto per le ferie. Il tempo di legare le borse sulla moto, poi si parte. Però la testa resta accesa. E l’attenzione la voglio tenere focalizzata su questo problema. Ne ho tirato fuori in questa mattina insonne un articolo che trovate QUI.

    Spero di non mandarvi di traverso il calippo che state gustando sulla sdraio. Piuttosto l’intento è quello di prendersi un momento di riflessione, per vivere in maniera più consapevole questo momento di svago e di relax.

    Buone vacanze se siete ancora in vacanza. Buon rientro alle vostre attività se avete finito. Io stacco per qualche giorno.

  • #15430

    Andrea
    Participant

    Per il lavoro che faccio sono a contatto quotidianamente con decessi a volte legati a quelle che vengono definite “causee di morte violenta” (come gli incedenti stradali ad esempio).
    Si dice sempre che sulla moto bisogna avere 100 occhi, che non è colpa tua ma delle macchine ecc ecc…..
    Tutta questione di fatalità e di fortuna/sfortuna dal mio punto di vista.
    Devo dire purtroppo che in quasi tutti i casi di motociclisti a cui ho fatto il servizio (fortunatamente pochi) quasi sempre se la sono cercata.

  • #15493

    Anadin74
    Participant

    A giugno ho rischiato anch’io…auto che esce da stop non vedendomi…
    Fortuna vuole che la velocità era ridotta e il “pirlota” all’ultimo mi vede e blocca e quindi mi prende solo di striscio e non mi butta a terra.Morale io fatto niente e moto freccia rotta e strisciato scarico.

  • #15561

    zio franco
    Participant

    Dobbiamo parlarne anche se ci ferisce mai tanto così da vicino,perchè citando : “anche se ci sentiamo assolti siamo per sempre coinvolti”

    https://www.asaps.it/67898-_di_giordano_biserni*_la_terribile_estate_dei_motociclisti_con_185_morti_nei_sol.html

    Riporto qualche passaggio di Giordano Biserni

    70 vittime nei 4 fine settimana di giugno, 45 in quelli di luglio e 70 nei 5 fine settimana di agosto Nel primo week end di agosto il record di lenzuoli bianchi sulle strade con 25 motociclisti morti in 22 schianti

    Una vera e assurda mattanza La carneficina silenziosa

    Nei 5 fine settimana di agosto altre 70 vittime con il record assurdo di 22 schianti mortali con 25 morti nel primo fine settimana di agosto, a causa di tre plurimortali. Quando raccoglievamo i dati di quel maledetto week end non credevamo ai nostri occhi. Non avevamo memoria di cifre simili con la media 8 motociclisti morti ogni giorno.

    comportamenti con assunzione di rischio dei motociclisti spesso refrattari al rispetto delle regole della strada

    responsabilità e superficialità di molti automobilisti sempre più distratti alla guida e schiavi della nuova forma di distrazione di massa: quella del cellulare alla guida utilizzato sempre più spesso non solo in fonia ma anche in messaggistica e navigazione sul web o addirittura con i selfie

    In 10 anni 2008 –2018 sono oltre 79.000 le pattuglie in meno schierate su statali e provinciali, cioè 216 in meno ogni giorno.

    Serve un riposizionamento della vigilanza sulle strade, servono campagne informative mirate ed efficaci e sono non più rinviabili interventi sulla manutenzione delle strade per garantirne parametri minimi di qualità.

    Insomma la serie di numeri tragici della mortalità dell’estate appena trascorsa non hanno bisogno di altri commenti. Ma di fatti quelli sì.

  • #15562

    Anto
    Moderator

    Leggevo anche io Franco e ti dirò che in questi giorni sto andando in moto ancora più attento di prima ma sempre meno tranquillo, sarà anche per gli ultimi due avvenimenti che ci hanno toccato molto da vicino che dimostra che il pericolo è sempre in agguato anche se si è esperti e padroni del mezzo.
    185 morti sono tantissimi, forse più di un attentato terroristico in un centro città ad ora di punta, cifre che dovrebbero scuoterci la coscienza non cercare i responsabili

  • #15563

    Mastic
    Keymaster

    Il problema degli incidenti è grave. E noi motociclisti sbagliamo nel dare sempre le colpe ad altri.
    Abbiamo una serie di foglie di fico, che usiamo per metterci al riparo dalle nostre responsabilità. E dalla consapevolezza che la moto è più pericolosa dell’auto.
    Così c’è sempre la scusa del malore, della strada sporca, del guard rail, del vecchio (ma siamo vecchi anche noi) che ti attraversa la strada senza vederti. C’è sempre qualcosa che è andato storto, a salvarci il culo dal dover ammettere la triste verità: siamo in pericolo anche noi.
    Io me la prendo con i guard rail, perché a sentire molti motociclisti il problema è solo quello. E i cretini che guidano la macchina distratti dal telefono. Invece le situazioni di rischio sono molte di più. Molte. E noi dobbiamo imparare a prevederle in anticipo, per prendere le opportune contromisure. Per evitarle. Per starne lontani.
    Invece ci sciacquiamo la coscienza con qualche scusa e ce ne andiamo tranquilli rischiando senza rendercene conto.
    Rischio anche io, sia ben chiaro. Ma molti anni fa ho iniziato a fare corsi, perché mi si è accesa in testa una lampadina su come si possono riconoscere i rischi -ad Atessa ne ho accennato venerdì scorso – e mi piace aiutare i motociclisti a fare autonomamente un percorso simile. Quello che manca però è la sensibilità dei motociclisti. Più attenti a misurarselo con gli altri che non alla sicurezza.
    Così molti sono venuti ai corsi per imparare ad andare forte; per risolvere il problema che non riuscivano a tenere il ritmo del gruppo. E non per imparare ad aumentare le probabilità di tornare a casa sani. Pazienza

    • #15573

      MT
      Participant

      Per iniziare, riguardo all età, parla per te.
      Alla mia giovane età di quaranta anni piu i.v.a., mi accorgo di fare putt…. che a venti non facevo.

      MOLTI CREDONO CHE SAPER GUIDARE VOGLIA DIRE CONSUMARE LO PNEUMATICO SU TUTTO IL BATTISTRADA, O FARE ESIBIZIONI DA BAR.
      SU STRADA, INVECE BISOGNA GUIDARE PER SE E PER GLI ALTRI, PREVEDERE SE AL PROSSIMO DISTRIBUTORE SULLA SX, IL PISTOLA SUL SUV ANDRÀ A FARE RIFORNIMENTO METTENDO LA FRECCIA SOLO DOPO AVER FRENATO E INIZIATO LA SVOLTA, OPPURE SE IL “CESELLATORE DI ZOLLE” GIÀ SBRONZO PRIMA DI PIGIARE L UVA, E SUL TRATTORE COL RIMORCHIO SENZA FANALI GUARDERÀ DIETRO PRIMA DI INIZIARE LA MANOVRA PER ENTRARE NEL CORTILE DELLA CANTINA SOCIALE
      DA PARTE MIA STO COMBATTENDO LA MIA “MISSIONE” DI CIVILIZZARE QUEI DEFICENTI DEGLI AMICI DI MIO FRATELLO , E UN PO ANCHE LUI, INSEGNANDOGLI LE NORME BASILARI, TIPO VIAGGIARE IN COLONNA DOPPIA SFALSATA, COSI COME SPIEGAVA LUCA, NON FRENARE ALL IMPROVVISO AGLI INCROCI, MA RALLENTARE PER LEGGERE I CARTELLI CON COMODO, NON SORPASSARE IN SLANCIO MA GUARDARE SIA GLI SPAZI CHE L EVENTUALITA DI SVOLTA DI CHI CI PRECEDE,( GIOVEDI SCORSO UNO E FINITO IN OSPEDALE PER AVER URTATO IL TRATTORE IN SVOLTA DURANTE APPUNTO UN SORPASSO), O CERCARE DI CAPIRE IL PERCHÉ CINQUANTA METRI PIÙ AVANTI UN AUTO HA ACCESO GLI STOP, MENTRE PENSANO SOLO A CAMBIARE GLI SCARICHI,LE FRECCE E CERCARE IL RISTORANTE PER L ABBUFFATA
      CHE SONO POI ATENZIONI DA AVERE CON QUALSIASI MEZZO
      POI L INCIDENTE, LA DISTRAZIONE, CAPITA A CHIUNQUE, MA SE RIUSCIAMO A PREDISPORCI PER EVITARLO CI GUADAGNAMO TUTTI

      P.S. Ma quel tipo che oggi mi ha sorpassato sparato, perché non aveva ne targa e ne portatarga ?

      • This reply was modified 1 month, 3 weeks ago by  MT.
  • #15577

    sec
    Participant

    … si, momento estremamente attuale ed al contempo antipatico per lascarci andare a parlare di questa roba qui, viste le recenti disavventure. Io ne aggiungo personalmente una terza, un compagno di parquet che non ha avuto esiti cosi’ drammatici come gli amici del forum, ma si e’ fatto un mese di coma con ematoma cerebrale e danni ancora da quantificare. Si spera pochi, ma gia’ cosi’ com’e’ andata non e’ stata una bella avventura. Anche lui moglie, bimbi piccoli etc etc. Nel suo caso niente celodurismi e guida allegra. Non sono state ricostruite le cause ma… scooter, caduta probabilmente a bassissima velocita’… probabilmente una semplice distrazione (con conseguenze enormemente amplificate dal fatto che non indossava casco, normalissimo – purtroppo – da queste parti).

    In linea di massima mi accordo alle posizioni di cui sopra.
    Il problema e’ che moto e sicurezza sono un ossimoro, non ci sara’ mai un modo ‘sicuro’ di rapportarsi con le moto. Il rischio va messo in conto ed e’ consistente, logicamente e’ un fattore sufficiente quasi a suggerire di scoraggiare totalmente l’ uso delle due ruote.
    Il problema e’ che e’ anche una grossa parte del fascino…. Insomma, perche’ arrampicarsi sulla parete rocciosa? Perche’ buttarsi col paracadute dalla stratosfera? Perche’ giocare coi coccodrilli a mani nude? Ecco, quella roba li.
    Concordo con Ric: prendersela coi guard rails, le buche, le cavallette e quant’ altro e’ una sciocchezza immane, quasi da rendersi ridicoli. Quelli sono parametri oggettivi che esulano dal nostro controllo, sono semplicemente fattori che vanno tenuti in conto quando si calcola l’ equazione del rischio totale. Prendersela con la buca e’ puerile. Caderci dentro e’ una reale possibilita’ a cui sono sottoposti motociclisti di ogni livello di abilita’. Abbattere il rischio di caderci dentro (non ANNULLARLO, quello e’ impossibile) e’ caratteristica di un conducente esperto ed intelligente.
    Il vero problema rimane culturale. Sono sbagliati i motivi per cui molti andavano, vanno ed andranno in moto. Includo anche me stesso, beninteso, anche se a me una certa ‘filosofia motociclistica’ ha dato sempre un fastidio immane ed e’ il primo motivo per cui mi sono sempre trattenuto dall’ uscire in gruppo. Non e’ solo lo ‘spingersi’ e la gara a chi ce l’ ha piu’ grosso… a me da fastidio anche la serpentina al semaforo per partire in ‘pole’ o viaggiare sulla corsia di emergenza per saltare il blocco di traffico in autostrada. Quando sono stato ‘costretto’ a comportarmi cosi’ mi veniva di prenderli a botte, i miei compagni di strada.
    Ricordo tante discussioni tra di noi, sopratutto nell’ altro forum. Utenti “supposti” esperti che consigliavano ai novizi roba tipo: ‘assicurati di metter su gomme nuovi e performanti e non ti preoccupare, per quanto tu possa piegare la gomma tiene sempre’. Geniale… 🙁
    Io sono stato bollato come “nemico del motociclismo” per aver tentato di spiegare che piu’ pieghi e piu’ ti esponi ad un rischio di caduta (concetto banalissimo…). :O Cazzo… mica ti dico di non piegare, divertiti come vuoi e piega quanto vuoi, ma non puoi non conoscere dei fattori tecnici fondamentali. Le basi DEVI saperle, poi decidi tu quando strafare ma devi sapere che lo stai facendo. L’ abilita’ e’ tutta li, saper ri-calcolare il fattore di rischio in un nientesimo di secondo. Tenersi il margine di gas, traiettoria, angolo di piega e dinamica di gestione del corpo che e’ la differenza tra chiudere la curva evitando la buca (il brecciolino, la macchia di gasolio o l’ ostacolo fisico) e … si, insomma, avete capito.

    Io comincerei da qui: giocare col fuoco e’ indubbiamente divertente ed e’ nella natura umana. Questo problema qui non sara’ mai risolto ed attivita’ tipo le due ruote saranno sempre una fonte di rischio.
    Aumentare la coscienza di star giocando col fuoco e delle possibili conseguenze e’ l’ unica strada da seguire. Aiutarci tra di noi e con l’ aiuto di professionisti tipo Ric a forgiare una cultura motociclistica piu’ ‘sostenibile’, per amore ed a difesa della categoria, non per annullare i rischi – impossibile – ma per limitarli.

    … anche se, da quanto dice Ric circa le sue esperienze…

    Io almeno due volte me la sono scampata. Una scivolata abbastanza innocua sul bagnat(issim)o. 20 metri col culo sull’ asfalto verso l’ atra carreggiata, dove si avvicinava un furgoncino che e’ riuscito a frenare a un metro da me. Un metro dopo e sarei altrove. Il ricordo della griglia di quel radiatore e’
    ancora vivo. Non ho particolari colpe da attribuirmi, ma la concatenazione degli eventi e’ stata fin troppo fortunata. Da quel momento ho cambiato modo di rapportarmi alla strada… e non ho piu’ montato gomme tenere. 1998.
    Un’ altra volta, in una curva cieca in autostrada, mi sono trovato un articolato davanti con un differenziale di velocita’ immane. Feci una frenata-capolavoro infilandomi tra il tir ed il guard rail in neanche un metro di spazio, una frenata…. ‘claustrofobica’, direi. Gran salvataggio… ma gran coglione, colpa mia. Troppo veloce. Poi mi si dice che la velocita’ non c’entra…
    Una volta, basta UNA VOLTA sola…. io sono +2 in credito, ringrazio e mi comporto di conseguenza.

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