Le nostre cadute, a volte stupide

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Questo argomento contiene 11 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Dolfy 1 mese fa.

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  • #7167

    claiot
    Partecipante

    È il momento di fare coming out…
    Tutti, inutile dirlo, siamo caduti in moto, a volte in modo davvero ridicolo.
    A me, dopo dieci giorni, è rimasto questo:
    Gamba

    Cosa è successo?
    Dovevo far fare un piccolo controllo alla mia moto e alcuni amici mi hanno convinto ad andare dal “guru” Filippo, in piena terra toscana.
    Parto in un freddo giovedì d’inverno, supero l’appennino sotto la pioggia ed arrivo a destinazione, nel paese di Talente. Chiamo Filippo, che mi indica come arrivare all’officina, distante non più di duecento metri.
    Nello svoltare nel viottolo, ho sottovalutato la forte pendenza e praticamente da fermo ho curvato quando mi è letteralmente venuta a mancare la terra sotto i piedi.
    Sono andato giù come un salame a circa quindici chilometri all’ora!
    Mi son ritrovato sotto la molto, con a sua volta la ruota anteriore incastrata sotto una auto parcheggiata.
    Bella figura!
    Tutti a chiedermi come stavo, a parte qualche doloretto, la moto era messa peggio di me: freccia destra e specchietto retrovisore rotto, carena graffiata.
    I graffi che si vedono nella foto in realtà non hanno mai sanguinato ed erano, fra l’altro, nella gamba sinistra, quella “di sopra”, non ho capito il perché.
    Naturalmente le ferite maggiori erano nell’animo, fai ottomila chilometri in stagione senza che ti succeda nulla, un viaggio in inverno con freddo, vento e pioggia e non succede nulla, poi negli ultimi venti metri il patatrac!
    Vi risparmio la collezione di bestemmie snocciolata.
    E voi? Sempre tutto bene?

  • #7168

    Mastic
    Amministratore del forum

    Dieci giorni per fare coming out, l’evento decisamente deve averti ferito l’animo ben più del sedere e del piede!

    Io ho rotto uno specchio della Tuono perché il terreno ha ceduto sotto il cavalletto. Stavo uscendo. Per la rabbia prima ancora di uscire ho ordinato on line lo specchio nuovo.
    Per il resto, fortunatamente sto a zero.

    Comunque Claudio, si stanno toccando tutti il pallottoliere per scaramanzia e secondo me non ti risponderanno mica in tanti, sah

    • #7169

      claiot
      Partecipante

      Bah, un vero uomo non ha paura ad ammettere i propri errori! 😛

  • #7183

    albertopape
    Partecipante

    io le cadute da fermo o sotto i 10 km/h nemmeno le conto più 🙂 poi adesso con la Beta Alp le considero: scendere malamente dalla moto!!

    Questa però ve la racconto:
    fine di un bel giro domenicale,sosta in una piazza x i saluti con tutti,moto in cavalletto laterale io e Patty sopra….gran sbadiglio,da parte mia,con allungamento delle braccia sopra la testa; nel far ciò ho spostato il peso dalla parte opposta del cavalletto con un’inevitabile sbilanciamento non controllato e il patatrac!!…io con una gamba sotto la moto e la Patty che mi prende a calci…non immaginate il perculamento che tutt’ora subisco.

    • #7186

      claiot
      Partecipante

      Ma poi ti ha sposato lo stesso? 😀

  • #7187

    Mastic
    Amministratore del forum

    Oddio, per le cadute da fermo, io una volta (avevo neanche 18 anni, credo) sono arrivato dal benzinaio e ho poggiato la moto verso destra invece che verso sinistra. Però… provate voi a fare il viaggio verso Misano con un’Aspes Juma e vedete se non arrivate suonati.

    Poi… l’XX mi è caduto perché spostandolo ho inavvertitamente urtato la stampella e… crash

    In furgone ho legato male due moto (una era in prova), una cinghia ha ceduto e… si sono mischiate nel viaggio. Un collega però ha proprio dimenticato di legare tre moto, perché chiacchierava con gli amici mentre le caricava. E’ partito con lo stereo al massimo, cantando e… no, vabbè…

    Uscendo dalla fase ironica, questi errori li facciamo tutti, ma dobbiamo sforzarci di migliorarci. Dobbiamo sforzarci di organizzare i nostri movimenti per renderli impossibili. Perché sono pericolosi. Ci si può far male con le disattenzioni. Proviamo a rendere l’idea con un esempio OT. Qualche anno fa ho fatto un errore grave. Ho acceso senza starci sopra il trattore. Aveva la marcia inserita, è partito e quando me ne sono accorto il cingolo mi aveva già preso la punta dello stivale. Fortunatamente non ha preso il piede, solo la punta. Perché con il piede bloccato, non sono riuscito ad arrivare al comando per spegnere il motore e ho dovuto aspettare che passasse tutto il trattore per fermarlo. Fortunatamente dietro c’era spazio. Fortunatamente non mi ha preso le dita (pesa 3 tonnellate). Ecco, una disattenzione banale, con il rischio di farmi molto molto male. Una moto pesante che ti cade addosso può fare lo stesso.

    Non a caso uno che di moto qualcosa ne sa, Freddie Spencer, mi ha consigliato di creare degli automatismi quando devo entrare in pista: “rifai sempre gli stessi movimenti nello stesso ordine”.
    Scusate l’OT

  • #7188

    claiot
    Partecipante

    La moto che ti cade quando non ci sei sopra è un grandissimo classico, anche se io pensavo più a qualcosa come descritto, un errore di guida o di sottovalutazione del rischio.

    Come caduta da fermo mi ricordo quella drammatica, che mi capitò quando avevo il mio Ducati Pantah 600 praticamente nuovo, ancora in rodaggio, lo stavo tirando fuori dal garage e mi son detto “Che senso ha aprire entrambe le ante del portone? Una è sufficiente!”. Uscendo con la moto al fianco ho urtato col fondoschiena (che culo!) il pilastro di cemento e mi sono sbilanciato in avanti. Morale la moto si è “appoggiata” col serbatoio contro lo stipite dell’anta chiusa, il risultato è stata una bellissima e profonda ammaccatura sul serbatoio, in posizione visibilissima.
    Credo di non aver mai fatto danni più pesanti a quella moto! 🙁

    Da quel giorno ho imparato ad aprire entrambe le ante del garage, anche per tirar fuori lo scooter…

  • #7189

    claiot
    Partecipante

    Visto che sono lanciato, vado fino in fondo! 😀

    Ci sono anche quelle cadute che, quando ci ripensi, pensi di essere un uomo con una fortuna mostruosa, sfacciata!

    S’era ancora giovani, partiamo in quattro per andare verso il mare, da Reggio Emilia verso le Cinque Terre, attraverso il passo del Cerreto.
    Davanti c’era Lorenzo, con un bellissimo Ducati Desmo 350 monocilindrico, rigorosamente giallo Ducati, del quale la leggenda narrava fosse passato per le mani di Bruno Spaggiari. Di sicuro non era di serie, era un vero puledro di razza, una moto fantastica nonostante la cilindrata. Dopo il passo, lui ha allungato e l’abbiamo perso di vista.
    Dietro di lui c’era Mauro con la Ducati Scrambler 350 ed in coda io e Patrizia sulla gloriosa Jawa 350.
    Dopo un po’ ho rotto gli indugi, ho superato Mauro e provato a vedere quanto fosse lontano Lorenzo.
    Il problema è che la Jawa aveva i freni a tamburo e dopo 19 chilometri di discesa i freni era come non averli…
    Faccio una semicurva neppure troppo forte, forse ai 70, il problema è che subito dopo, a 50 metri, c’era un tornante molto stretto. Ho provato a frenare, ma è stato del tutto inutile.
    In quel momento ho preso la decisione di un attimo, ho visto un varco di un metro fra il filo spinato ed il muretto che costeggiava il tornante e l’ho puntato con decisione.
    Siamo finiti in un pratino, con una pendenza abbastanza ridotta, la moto ha fatto un piccolo salto uscendo dall’asfalto e si è praticamente piantata nel prato, ribaltandosi sul lato destro.
    Ci siamo alzati incolumi e ci siamo guardati intorno: era un prato che sarà stato cinque metri per cinque, poi la pendenza aumentava bruscamente e sotto c’erano diverse piante di ulivo, pronte ad accoglierci, suppongo con una certa ruvidità.
    A cercarlo, quel posto, non si sarebbe trovato, dalla strada non si vedeva.
    Abbiamo riportato la moto in strada, praticamente intatta. Dopo poco s’è fermata una pattuglia della Stradale, vista la posizione insolita. “Ecché, c’è nn’avaria?”. “No, no, grazie, ci siamo fermati un attimo ma ripartiamo subito!”. 🙂

    Per anni, quando passavo da quel posto, m’è venuta la pelle d’oca, una tale combinazione di circostanze fortunate, al punto da far pensare ad un vero miracolo.
    Adesso il varco non c’è più, c’è solo il muretto, andare dritti lì vuol dire farsi male davvero.
    M’è andata bene, che la posso raccontare.

    • #7191

      Mastic
      Amministratore del forum

      E così hai toccato un altro punto fondamentale: siamo tutti miracolati noi vecchietti. Alzi la mano chi fra noi non può dire di essere vivo per miracolo.
      Abbiamo una stella grossa così tatuata in fronte. Oggi diamo consigli di guida, a volte insegnamo a quelli meno esperti, con il proposito di evitare loro le forche caudine degli incidenti attraverso le quali siamo passati noi; spesso subendo una selezione.
      Fortunatamente adesso, a posteriori, possiamo sorridere e scherzare sulle cazzate che abbiamo fatto. E che a volte facciamo ancora 🙂

  • #7265

    Fuzz
    Partecipante

    Ditemi voi, chi non è mai caduto in maniera stupida 🙂 sono ormai più di quarant’anni che vado in moto,
    se mi guardo indietro…ci faccio un’album con le figure d’immerda 🙂 quindi stai sereno, sei in ottima compagnia.

    Sulle botte di culo, uguale…ancora vedo il muso del trattore che mi sbuca di lato, il poveraccio mi vede, si ferma di botto,
    ma le sue ruote davanti erano già sul ciglio della carreggiata, le braccai idrauliche sollevate (appunto) erano già oltre…
    ero su una strada bianca, ovviamente non andavo piano, frenare era impossibile…ci sono passato sotto, come?
    Ancora sinceramente non me ne capacito.
    Credo nel fato, abbiamo dei jolly da giocarci con il destino…quello era sicuramente uno.

  • #7479

    Anadin74
    Partecipante

    Fortunatamente le uniche cadute le ho fatte in Vespa.Niente con RS Aprilia.Da fermo con Monster e figura di palta…avevo il bloccadisco inserito!!!

  • #8332

    Dolfy
    Partecipante

    Penso di aver un non invidiabile record in un solo giro delll’Eroica due cadute da fermo ed un lungo in un prato dopo una curva sottovalutata. Da fermo in piazza a Buonconvento apro la stampella e lascio andare il giessino al suo destino!! Peccato la stampella fosse in sciopero ed in autogestione!! Prima figura di palta. Su un incrocio nella sterrata per Montalcino a tradirmi l’erba secca sotto la quale c’era un fosso dell’acqua, il lungo, con escursione a palla in un prato praticamente in fondo ad un discesone preso troppo allegro…..frena te con 200 chili di moto, cento di cristiano e gomme da strada sullo sterrato secco!!!

    È andata lussuosamente, come molte altre volte.

    Lamps

    Il Dolfy

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