Pilota si, ma di cosa???

Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  aquilasolitaria 3 mesi fa.

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  • #7528

    Netbikers
    Amministratore del forum

    Il nostro Federico Natali ha scritto un pezzo interessante sulla iperspecializzazione richiesta oggi ai piloti.
    Lo trovate QUI!

  • #7533

    zio franco
    Partecipante

    Molti piloti tra i cordoli non erano a loro agio, e il passo sul giro diventava quello di un buon amatore, confermando ancora una volta che erano specialisti di un’altra categoria

    E’ verissimo

    Io me la spiego a modo mio : la guida in pista presuppone preparazione metodica,studio nei minimi dettagli del contesto,asfalto,curve,temperatura,rettilinei,rapporti del cambio,una serie di movimenti e traiettorie sempre quelle,ottimizzate al centimentro. Si dice che il buon pilota mette sempre le ruote nello stesso punto,gas e freni sempre nello stesso spazio-tempo
    E per far questo leggo di 50/100/150 giri nelle giornate di test
    In gara ci sono tre giorni per provare,tre sessioni per decine di giri,sempre quelli
    Bisogna studiare insomma,tanto

    In strada è molto diverso,le prove si riducono,nel caso del CIVS a due o tre salite,nel caso dell’Endurances poi la distanza impone una condotta lungimirante,la moto non è solo tua,la devi riportare come ti è stata data possibilmente,vanno salvaguardati gli organi meccanici per migliaia di chilometri,le gomme,la benzina,le energie fisiche e psichiche

    L’Endurance è un altro mondo,che adoro per questo,ci vuole tutto,testa cuore e abilità, e c’è spazio per l’improvvisazione,il colpo di genio,c’è tempo per ragionare e per imparare,si perchè ogni gara fa storia e se,in 24 ore può cambiare il mondo e devi essere pronto

    Anche in salita c’è tempo per inventare,se sbagli puoi rimediare,se fai bene puoi fare meglio,e poi sei solo,fondamentale andare più forte possibile senza riferimenti,senza sapere se va bene o no.
    Due minuti di salita si possono fare in apnea !

    Insomma c’è chi preferisce, o meglio che riesce senza studiare troppo e chi riesce invece studiando metodicamente,analizzando dati,spaccando il capello in quattro per un decimo di secondo

    Non sto a dire quale sia il metodo preferito,certo è che non tutti riescono ad essere competitivi nelle specialità diverse

    C’è chi dice che certi Campionati sono il cimitero degli elefanti piuttosto che “gare minori”
    Io credo che la testa di fior di piloti sia diversa,che il motociclismo sportivo sia un mestiere ma anche un mondo passionale,e forse è giusto che dopo una vita a correre contro il tempo e gli avversari ci sia spazio per correre con te stesso,per guardarsi allo specchio e qualche volta sorridere,se non contenti,almeno soddisfatti 😉

  • #7535

    Mastic
    Amministratore del forum

    Io credo ci siano piloti ai quali piace fare una cosa e altri ai quali ne piace un’altra. Ci sono quelli che amano fare a botte di carenatura in gare sprint e quelli che si eccitano improvvisando in gare su strada. Ha ragione Federico, quando scrive che non c’è più intercambiabilità. Quindi, altro che cimitero degli elefanti: per andare forte in una specialità bisogna essere preparati.
    Però è vera una cosa: i piloti della MotoGP hanno due marce in più degli altri. Se volessero andrebbero forte più o meno dappertutto. Fatta eccezione probabilmente per l’Isola di Man, troppo particolare, riservata a chi conosce a fondo i segreti del Mountain. Del resto, ci sono stati dei piloti misanesi che nel mondiale erano mediocri, ma a Misano vincevano il GP. Succede anche in pista. Ecco, sfidare gli specialisti di Man sulla loro strada probabilmente sarebbe troppo anche per Marquez & Co. Però quelli della MotoGP sull’isola non ci vanno. Non ci andrebbero. Gliela proibiscono, ma se non sei nato per fare quello, non sei in grado di farlo. Ci vuole una testa particolare per quella roba

  • #7546

    aquilasolitaria
    Partecipante

    Pilota sì, ma di che cosa ??? …….è lo stesso per calciatore sì, ma in che ruolo ? ….. è lo stesso per ingegnere sì, ma di che cosa ?
    Viviamo oramai in un mondo specializzato :- il chirurgo di ernie non è lo stesso chirurgo di emorroidi, ecc. ecc.
    Anche nel nostro andar in moto ci possono essere “specializzazioni”.- Un amico meccanico di moto mi diceva che lui era abituato a guidare solo moto sportive e che con la mia V_Strom non si trovava a suo agio, così come con nessuna moto enduro stradale. Mi spiegava come anche per me, abituato all’enduro stradale non sarei stato a mio agio su una moto sportiva. Mi spiegava che certe impostazioni nella guida, assimilate col passar degli anni, erano difficili da modificare. Anche noi “piccoli” motociclisti abbiamo le nostre specializzazioni che spesso definiamo preferenze.-

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