Quando l'automobilista ti guarda, ma non ti vede

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Questo argomento contiene 17 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Nicola_bmw 3 mesi, 1 settimana fa.

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    Articoli
  • #6998

    Mastic
    Amministratore del forum

    Si chiama “cecità da disattenzione”.
    Personalmente avevo sentito parlare di qualcosa di simile in altri ambiti, ma non avevo pensato potesse essere la causa di molti incidenti fra auto e moto. Invece uno studio dell’Università australiana ci dimostra che molti automobilisti guardano, ma non vedono le moto.
    Qualcosa che va oltre la distrazione da smartphone. E che forse è ancora più insidiosa. Perché noi vediamo il viso dell’automobilista rivolto verso di noi, siamo convinti che ci abbia visto, invece questo parte e ci taglia la strada.
    Ne parlo in questo articolo

  • #7034

    roberto854
    Partecipante

    A me è successo 6 anni fa. Macchina ferma all’incrocio ed io che stavo svoltando a sinistra nella sua strada. Nel bel mezzo della svolta lui è partito. Per fortuna ero quasi fermo ma sotto la moto ci sono rimasto ugualmente. Lui ha detto e spergiurato che non mi aveva visto. Luci e freccia accese!
    Da quel giorno mi faccio un sacco di paranoie quando devo svoltare e c’è una macchina in attesa 🙁

    • #7035

      Mastic
      Amministratore del forum

      Il discorso sulla visibilità è lunghissimo.
      Non bastano le luci, non basta l’abbigliamento fluorescente. Ci sono dei posizionamenti e dei tipi di luci che sono più facilmente visibili. Ma è fondamentale richiamare l’attenzione del guidatore su di noi, con opportune azioni. Un lampeggio, ad esempio, tende a farsi notare di più di un faro fisso. Una discontinuità richiama l’attenzione.
      Poi, quello che raccomando sempre nei corsi è di cercare di incrociare gli occhi con il guidatore. Direttamente, o attraverso lo specchietto retrovisore. Per capire se guarda, se è attento, se ci ha visto. Personalmente quando non ci riesco chiudo il gas. Non do per scontato che lui mi abbia visto o sentito, che rispetti lo stop, che controlli prima di partire.
      No, nulla è scontato.

      • #7036

        zio franco
        Partecipante

        Una discontinuità richiama l’attenzione.

        Credo anche io,le esperienze ci hanno segnato in questo senso,spesso episodi inspiegabili ai quali abbiamo opposto colori e suoni per meglio “farsi vedere e sentire”

        Ma non basta a volte,devi attrarre l’attenzione di cui si parla,e devi verificarla proprio con la tua di attenzione
        Cosa che spesso manca alle nuove generazioni

        “Ridondanza” di sicurezza la chiamiamo nei macchinari,se non bastano i colori,gli odori,i rumori bisogna mettere in atto una variazione repentina di almeno due di questi fattori,un flash ed un clacson ed a seguire verifica se sono arrivati

  • #7037

    albertopape
    Partecipante

    anch’io ho la fobia di non essere visto, quando riesco cerco di incrociare lo sguardo dell’automobilista o essere sicuro che mi abbia visto, ma non sempre è possibile.
    raramente lampeggio…haimè.

    Come dice Franco l’esperienza aiuta molto,il “capire” o prevedere cosa succede due macchine davanti a noi…

  • #7100

    aquilasolitaria
    Partecipante

    Ho sulla moto i faretti supplementari … capita che motociclisti mi chiedono se di notte servono, altri li vedono esteticamente belli, ecc..- Ebbene i faretti servono per essere visti, … non per vedere.- E servono… mi sono accorto che la maggior luminosità attrae l’attenzione dell’automobilista .-
    Poi mille occhi per cercare di capire, intuire,… spesso non servono.- Sperin ben …….
    lampsssss
    aquilasolitaria

  • #7104

    claiot
    Partecipante

    Una volta pensavo, scherzando, che andare in giro con un Ducati coi tromboncini aperti era un ottimo modo per farsi vedere e rispettare.
    Ma temo non sia più così, vuoi perché le marmitte, anche dei Ducati, sono diventate sempre più … eDucati, vuoi perché le vetture sono insonorizzate sempre meglio.
    Un’auto con i finestrini chiusi e magari con lo stereo acceso permette di sentire ben poco di ciò che arriva dall’esterno.
    Un altro aspetto da considerare, secondo me, è l’eccessivo affollamento del campo visivo. Negli ultimi 20-30 anni il traffico è aumentato in maniera drammatica e si è, in parte, velocizzato. Quello che chiamiamo “fare mille occhi” è pura realtà quotidiana.
    Si finisce per concentrarsi sulle altre vetture e non su tutti quegli “elementi di disturbo” che sono attorno a noi. Ma purtroppo, spesso, fra gli elementi di disturbo finiscono anche pedoni, biciclette, moto e scooter. La mia sensazione è che molti tendano, magari inconsciamente, ad attribuire loro un pericolo inferiore e di conseguenza applicare una riduzione di attenzione. Ci sono ma inconsciamente li scartiamo dal campo visivo, in quanto meno pericolosi.
    Per questo è fondamentale essere comunque visibili, esserlo per un periodo di tempo congruo, tale da affermare la percezione della presenza, e, soprattutto, essere pronti a prevedere il fatto di non essere visti, avere sempre un piano-B, che sia il freno in mano o lo spazio per scartare a destra o sinistra.

  • #7192

    zio franco
    Partecipante

    Stamattina il buon Nico Cereghini su Moto.it affronta lo stesso tema

    https://www.moto.it/news/nico-cereghini-non-ti-avevo-visto.html

    La dottoressa australiana Kristen Pammer, autrice della ricerca e insegnante di psicologia all’università di Canberra, rileva che quando siamo alla guida di un’auto il cervello deve fare i conti con un enorme afflusso di informazioni sensoriali, e deve decidere quali sono importanti e quali no

    In evidenza una constatazione importante a mio modo di vedere,che significa che quando si guida si guida e basta

    • #7196

      claiot
      Partecipante

      In evidenza una constatazione importante a mio modo di vedere,che significa che quando si guida si guida e basta

      Potrebbe anche essere, ma a quel punto ci sono un sacco di cose che andrebbero riconsiderate.
      Se è vero che telefonare in auto con mezzi vivavoce, dunque con le mani libere e con lo sguardo alla strada, porta comunque a distrazione, perché la mente è impegnata ad analizzare anche altre informazioni, allora questo è vero in moltissime altre situazioni.
      Ad esempio con un passeggero a fianco. Chiacchierare col passeggero a fianco provoca una distrazione che non è assolutamente inferiore a quella di una telefonata, con l’aggravio del fatto che molte persone, quando parlano con altri, sono spesso tentate di guardare in faccia il proprio interlocutore. Cosa che durante la guida è abbastanza pericoloso.
      Così come è pericoloso, secondo questi parametri, ascoltare la radio, cantare una canzone, cercando di ricordarne il testo, fumare una sigaretta mentre si guida.
      Fortunatamente siamo dotati di un cervello che può fare più cose in una volta, altrimenti dovremmo tutti andare in auto da soli tenendo obbligatoriamente le mani sul volante, senza musica, senza fumare, senza cantare.
      Poi ti ricordi di quel cliente che dieci minuti fa ti ha fatto incazzare e pensi a quante gliene vorresti dire proprio mentre il pedone o il ciclista si avvicina pericolosamente alla tua carrozzeria…

      • #7197

        zio franco
        Partecipante

        ……telefonare
        Chiacchierare
        ascoltare la radio, cantare una canzone,fumare una sigaretta.

        Tutte cose che in moto non si fanno,forse per questo siamo meno distratti che in automobile ?

        Continua la mia personale battaglia,e dopo “chi guida non beve” sarà “chi guida guida e basta”

        Anche perchè mi sono accorto,e faccio outing,che i riflessi non sono più gli stessi,il che messo insieme all’invecchiamento generale,crea uno dei più grossi problemi la fuori

      • #7198

        Mastic
        Amministratore del forum

        E invece no, caro Claudio.
        Ti riporto qui brani di un mio articolo del dicembre 2016, che fa riferimento a due studi scientifici.

        “L’Istituto Belga per la Sicurezza Stradale ha fatto un esperimento di guida in autostrada con volontari che hanno risposto a delle chiamate telefoniche utilizzando sistemi vivavoce.
        Il confronto fra le registrazioni dei movimenti oculari dei guidatori durante le conversazioni telefoniche e durante le fasi di guida “non disturbata”, ha messo in evidenza come quando si telefona -con il vivavoce!- l’attenzione ai cartelli stradali sia inferiore del 44%; e quella nei confronti degli altri veicoli scenda del 28%. Chi parla al telefono tende inoltre a marciare più al centro della carreggiata; e a controllare meno spesso il retrovisore sinistro.
        Il report non manca di segnalare che nel corso dell’esperimento un guidatore ha preso una multa per eccesso di velocità, e altri tre hanno mancato l’uscita assegnata perché distratti!

        Risale invece al 2015 un’altra ricerca, condotta in collaborazione da due università inglesi e recentemente pubblicata dal Transportation Research Journal. Gli autori sono Graham Hole e Michael Land dell’Università del Sussex, e Gemma Briggs, della Open University di Milton Keynes. Due gli esperimenti effettuati, con un carattere di complementarietà.
        Nel primo caso, sessanta volontari hanno guidato al simulatore utilizzando due programmi, che proponevano al conducente situazioni di pericolo stradale. I volontari erano preventivamente stati divisi in tre gruppi. Il primo ha effettuato la prova senza distrazioni, il secondo lo ha fatto parlando al telefono, il terzo ha parlato al telefono con conversazioni che hanno indotto a pensare a immagini che richiamavano la memoria o la capacità d’immaginazione.
        L’altra parte dell’esperimento si è articolata invece nella proiezione di sedici brevi filmati di guida a quarantasei volontari. La metà dei filmati conteneva situazioni di pericolo. Anche in questo caso, la metà dei volontari hanno visionato i video mentre erano indotti a pensare a immagini alternative, mentre l’altra metà ha potuto concentrarsi sui video. Tutti avevano degli occhiali che registravano i movimenti oculari, per meglio comprendere il loro modo di guardare e processare le immagini dei video.
        Il risultato è che ai volontari impegnati in altre conversazioni, soprattutto quelli impegnati a visualizzare mentalmente altre immagini, sono sfuggite diverse situazioni di pericolo. E si sono sempre dimostrati più lenti nella risposta e nelle reazioni. Molto spesso hanno “guardato senza vedere” il pericolo, e hanno dimostrato di avere una visione a tunnel. Cioè hanno notato solo quanto succedeva davanti a loro, tralasciando i lati della strada. Che come ogni motociclista sa, sono spesso fonte di pericolo (incroci, cani che attraversano, auto che compiono inversioni a U senza segnalazione…).
        Il motivo di queste disattenzioni, spiega Graham Hole, è che “le conversazioni telefoniche spingono il guidatore a immaginare visivamente ciò di cui sta parlando. Questa immaginazione visiva compete però con le risorse mentali utilizzate per processare le immagini che i guidatori vedono mentre sono su strada”.
        Ad esempio, continua Hole, “la persona all’altro capo del telefono potrebbe chiedere qualcosa tipo ‘dove hai lasciato la cartella blu?’, spingendo il guidatore a una ricerca mentale per ricordare una stanza conosciuta. Ma il guidatore potrebbe anche solo immaginare l’espressione mimica della persona con la quale sta parlando”.”

        Personalmente ho sperimentato recentemente un paio di volte problemi ad azzeccare l’uscita giusta da un raccordo stradale per distrazione indotta. La cosa non è così inconsueta.
        Poi siamo attaccati alle nostre abitudini e siamo sempre convinti di essere più bravi degli altri. Quindi anche io quando guido continuo a telefonare, sentire musica ad alto volume, litigare, scherzare, ridere, raccontare cazzate…

        • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 1 settimana fa da  Mastic.
      • #7202

        claiot
        Partecipante

        Un momento @mastic!
        Io non ho detto che guidare usando il vivavoce non porti a distrazioni, ma che la distrazione sia la stessa che si verifica quando hai in auto una persona al tuo fianco e ci parli!
        Le prove che hai riportato non fanno alcun tipo di comparazione fra le due situazioni, che a mio modo di vedere sono assolutamente analoghe.
        Il fatto che mentre si guida non si dovrebbe avere distrazione di alcun genere è vero, ma è anche molto teorico, le distrazioni ci sono comunque molto spesso, in particolare con altre persone dentro l’abitacolo.
        È mai stata fatta una statistica che dica in quale percentuale gli incidenti vengano provocati da persone sole alla guida e quanti da vetture con più di un individuo presente? Sono convinto che anche su quello ci sarebbe da ragionare.
        Infine, paradossalmente, l’esempio opposto: la stanchezza e la noia durante la guida.
        Quando si percorrono lunghi tratti di autostrada, è facile avere un forte calo di attenzione, se non un vero e proprio addormentamento.
        Non serve fare 1000 chilometri in un giorno, basta anche un’ora abbondante di viaggio in una autostrada tutta dritta in pianura padana.
        Personalmente, il modo migliore che trovo per non avere colpi di sonno è parlare con qualcuno, certo, anche al telefono!
        E nei casi più critici, quando il sonno si fa insidioso e magari ti sei già fermato, ma devi comunque proseguire il viaggio, un eccellente sistema per rimanere svegli è cantare ad alta voce. Non so se è per lo strazio alle orecchie o per l’impegno fisico del canto, ma funziona! 😀

      • #7203

        zio franco
        Partecipante

        Si è vero,giusta osservazione
        La differenza comunque c’è e talvolta fa la differenza,ed è che il passeggero guida con te,vede e sente con te,lo puoi aiutare con un gesto della mano,capisce insomma
        Il telefono è stupido invece,fa più domande che dare risposte : “dove sei,cosa fai,quando torni ?” 😉

        io guido tanto sopratutto da solo,per due sabato di fila ho fatto 1200 e 800 km, ela metà col buio tutti in un tiro a 110 all’ora,senza mai un accenno di stanchezza
        Guardo il panorama e la fauna che lo popola e questo basta e avanza !

      • #7207

        Mastic
        Amministratore del forum

        Concordo su tutto. E a Claudio dico che, si, il passeggero pure distrae. Ma, come dice Franco, per altri versi aiuta.

        Il discorso del colpo di sonno è diverso. Una volta lo ha avuto un tizio che conoscevo. Rappresentante, 100mila km l’anno. Si è addormentato la domenica in macchina con moglie e figli, mentre faceva 50 km per tornare a casa. Non aveva bevuto, non aveva mangiato troppo. Non si è accorto di addormentarsi. E’ andata bene, ha solo sfasciato la macchina, ma non ha mai capito perché ha avuto un colpo di sonno così brusco e inatteso.
        Io ho guidato tantissimo e per lunghe percorrenze, anche fatte tutte di fila (famosi i miei 1250 km ripetuti più volte). Ho imparato a “sentirmi” e a capire come sto. Ma la certezza totale non si ha mai.
        Fico questo OT!

      • #7209

        claiot
        Partecipante

        Ma che il passeggero distragga, a volte come il telefono, ma che al momento stesso a volte ti aiuti, nel senso di rimanere sveglio, l’ho detto anch’io!
        E siamo punto e a capo.
        Anzi, no, aggiungo un’altra carta: il passeggero che ti ripete continuamente “Attento qui, attento là, non andare troppo forte, non sorpassare!”, alla fine fa innervosire ed induce all’errore!
        Il senso originale del mio commento era che è giusto stabilire un limite e su quello siamo tutti d’accordo: andare in giro senza cinture o col cellulare in mano, magari per mandare messaggi, deve essere severamente proibito e sanzionato.
        Ma non spingiamoci troppo oltre, le persone sono differenti, i casi sono diversi, le esperienze molteplici.
        In auto ho fatto nella mia vita più di un milione di chilometri, quando telefono lo faccio con l’auricolare, rallento, continuo a tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada. Posso essere distratto, a volte, ma non più di tante altre volte nelle quali non sto affatto telefonando.
        È sempre una questione di equilibrio, le eccessive restrizioni non servono a nulla.
        A meno di ripensare completamente alla nostra mobilità.
        A meno di mettere tutto in discussione, non solo quello che ci dà fastidio.
        Allora perché per pilotare un aereo servono anni di studio e di prove, un fisico perfetto, protocolli rigorosi, perché i treni viaggiano con ausili elettronici da rendere quasi inutile la presenza di un guidatore, perché per guidare un autobus occorrono selezioni severe e patenti molto più restrittive?
        Il prossimo passo è quello di annullare la possibilità di guida di un mezzo proprio, non solo le auto, ma figuriamoci le moto, molto più pericolose!

  • #7193

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ehm… sono amico di Nico, ma… la stessa frase l’ho messa anche io.
    Così, per pura curiosità, Franco! 🙂

  • #7195

    zio franco
    Partecipante

    oggi sono proprio un rompipalle

    😉

    Ogni commento è superfluo

    Proprio quello con interfono,telefono e navigatore !

  • #7221

    Nicola_bmw
    Partecipante

    Purtroppo capita…..sono agente di commercio, di km ne faccio tanti sia in moto che in macchina…ed è capitato anche a me un paio di volte di non vedere una macchina…fortunatamente mi è andata sempre bene…e una macchina è più grande di una moto da vedere….ma aimè capita..

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