Quel sottile fascino della velocità

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This topic contains 16 replies, has 7 voices, and was last updated by  Bobpezzadoo 1 year, 6 months ago.

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  • #7762

    Mastic
    Keymaster

    Ebbene si, affrontiamo il tema proibito della velocità.
    Giù il velo e niente ipocrisia. La velocità purtroppo affascina molti di noi (quasi tutti) e ci costringe ogni volta che andiamo in moto a cercare il punto d’incontro fra passione e coscienza.
    QUI il mio articolo.

    Voi cosa ne pensate?

  • #7765

    marcobosche
    Participant

    Ho imposto a mio figlio, neo patente A2, la lettura e l’assimilazione dell’articolo.
    Spero abbia compreso e recepito il contenuto.
    Grazie Mastic!

  • #7767

    zio franco
    Participant

    Che ne penso ? che è tutto vero perbacco !

    Sia che la velocità è bellissima tanto quanto pericolosa,che non è solo la velocità ad essere pericolosa,ma lo è l’abitudine ad essa,la Coscienza con la C maiuscola della velocità,quella che ti fa andare avanti,a vedere avanti,a sapere che per fermarsi ci vuole tutto l’orizzonte del visibile
    La velocità mi rendo conto adesso,dopo +50 anni di cazzate,ci si rende conto quando va più veloce del tuo cervello.
    Capita adesso che il cervello rallenta ed allora l’esperto,il sopravvissuto si adegua,ma lo dovrebbe fare anche l’inesperto,perchè quell’orizzonte dietro la curva non lo conosce,e nemmeno l’immagina,o lo sottovaluta

    Per cui per godere della velocità si fa selezione,nei tempi,negli spazi e nella compagnia
    Partendo da quest’ultima riconosciamo quanto è importante iniziando dall’essere soli.Difficile fare sciocchezze da soli,manca la misura di quanto e di chi. Chi va forte e con margine di sicurezza da solo va forte sempre,ha in mano la situazione,conosce il mezzo e sopratutto conosce se stesso,conosce le sue qualità. La mia per esempio,mi piace credere (e questo è bellissimo crederlo,e salva il culo non cercando l’impossibile) è quella di sfruttare ogni centimetro per metterlo in banca,ogni giro del motore,ogni metro percorso dritto (si dritto perchè si rischia meno e si guadagna di più,questo l’ho imparato in pista,inutile rischiare su un chilometro di curve su tre di rettilinei,accelerate e frenate comprese)
    Poi il ritmo,se ce l’hai bene,seguilo,se non ce l’hai molla li,arriverà…ecco la selezione dei tempi allora
    Il luogo è lo spazio,strade,traffico e ostacoli,selezionandoli già dalla partenza si evitano la maggioranza dei rischi,inutile sbucciarsi se ogni chilometro c’è un ostacolo,reale o immaginario (si anche quell’orizzonte immaginario invisibile)
    Troppo rischio e poco godimento
    Aspettare tempi e spazi è come il Sabato che è più bello della Domenica,il bello si sa che deve arrivare,se arriva, e sennò sarà per la prossima volta,ragione di più per desiderarla una prossima volta no ?

    La compagnia,se stiamo bene da soli perchè non cercare di stare bene in compagnia,ragione di più per scegliersela,o per crearla
    Non è detto che debba essere omogenea per forza,basta intendersi al volo,basta creare quella sintonia che non necessita di misurarsi ogni volta,si va,c’è chi tira oggi chi domani,chi mai pur rimanendo veri uomini però (cit. Dalla)

    Misurarsi con gli sconosciuti s’è fatto tutti,va valutato nel tempo e nello spazio,di solito a quell’esperto di cui sopra,che sa andare da solo basta poco tempo e poco spazio,all’inesperto non basta mai,ed è questo il momento più pericoloso che alcuni di noi conoscono,perchè ci dimentichiamo quell’orizzonte nascosto,perdiamo la fantasia e l’immaginazione,perdiamo il nostro ritmo e la ragione,caparbiamente e illusoriamente. La buona compagnia serve a questo,due o tre cervelli fanno squadra,e vanno più veloci di uno

    E poi diciamocelo,osservare il codice della strada ed essere comunque vivaci e veloci,con quella musichetta adatta in testa,la compagnia giusta e l’orizzonte davanti fa godere davvero,anche stando in fondo alla fila

    Io ho imparato “anche” questo 😉

    • #7769

      Mastic
      Keymaster

      Devo ricordarmi di dire a Giangi di mettere un sistema di stellette per gli interventi… 🙂

      • #7778

        Roxxana
        Participant

        Eh ma così non vale, zio vince a mani basse!

  • #7770

    Anonymous

    La velocità assoluta in pista. Sulle strade secondo me conta: il differenziale di velocità (Mastic disse), le condizioni del fondo, il contesto (traffico, tipo di strada, attraversamenti), il cervello del pilota (lucido, appannato, esaltato, saggio, consapevole), l’esperienza, la tecnica. Comunque a me piace un mix di 10% di velocità, 45% di accelerazione, 45% di passeggiata

  • #7780

    Roxxana
    Participant

    Velocità, velocità, ma cosa sarà mai questa robina qua? (Motteggiando un pezzo di Mina)
    Per quegli inopportuni cartelli 50 che fioriscono su strade nostrane in tratti in cui pare delittuoso adeguarvisi e le solerti pattuglie veloxmunite, che vi si pasciono, la velocità è sempre “troppa” anche ben al di sotto dei miei personali (bassissimi) limiti.
    Roba da sentirmi finalmente un po’ considerata, se mi arriva a casa la busta verde con la dicitura “eccesso di velocità” (62 kmh).

    In realtà non la ricerco più di tanto, mi capita il giorno di grazia ma preferisco la regolarità ed un maggiore rispetto dei limiti imposti (senza dogmatismo, però)

    Aurea medietas, mi tiene lontana dalla gran parte dei compagni di marachelle; in compenso, mi avvicina senza troppa fatica a neofiti impacciati con cui mi relaziono volentieri, almeno finché non cominciano a scalpitare per girare il polso.
    Mi è capitato di correre e credermi per un po’ “più brava”; ma la percezione del correre, pagata il prezzo di farlo con paura, si comparava la gran parte delle volte con velocità ben maggiori di chi mi sorpassava come se fossi stata un ostacolo a passeggio in strada.
    Certe frustrazioni possono far smettere o cambiare prospettiva, ed è mio il secondo caso.
    Se vado da sola mi amministro, le compagnie veloci le evito se dò fastidio.

    La percezione che ho della velocità, che mi dà un malessere, non riguarda solo la mia incolumità: la prova è che non riesco a guardare gente che corre.
    Non riesco a seguire ad esempio il moto GP o i filmati del TT, pur se a livello razionale so che son piloti coi contrococomeri e rischiano meno di quando io m’invento una corsetta sul GRA (e poi mi autoflagello).

    Temo di essere una mosca bianca in questo senso; eppure quella che pare solo a me “velocità” sulla mia moto, continua a darmi gusto.

    Non mandatemi lo strizzacervelli.

    • This reply was modified 1 year, 6 months ago by  Roxxana.
    • #7785

      Mastic
      Keymaster

      Secondo me sei un ottimo esempio di persona che fa quello che vuole in libertà. Mi pare ottimo, sai?

  • #7783

    zio franco
    Participant

    la percezione del correre, pagata il prezzo di farlo con paura

    In due frasi il concetto di cui sopra,potere della sintesi !

    La percezione che si forma dalle esperienze,e la coscienza della paura conclamata,ammessa,riconosciuta

    Quando puoi decidere di affrontarla e per quanto tempo per riceverne quelle Endorfine di cui sempre sopra ?

    Sono passaggi importanti di formazione
    Diobò ci siamo persi una generazione !

  • #7784

    Mastic
    Keymaster

    Ziofranco scrisse:

    La percezione che si forma dalle esperienze,e la coscienza della paura conclamata,ammessa,riconosciuta

    Quando puoi decidere di affrontarla e per quanto tempo per riceverne quelle Endorfine di cui sempre sopra ?

    Io forse sono diverso dagli altri. O forse non ho capito quello che volevi dire.
    Però io la paura ce l’ho quando sono giù dalla moto. Ce l’ho la notte a letto, quando ci penso.
    La mia decisione di affrontarla è presa tutta a freddo. E’ la decisione di avere la moto e, al limite, di uscirci.
    Ma quando sono sopra la moto non penso. Non ho mai paura. Non credo sia un bene, e credo di avere una stella grossa grossa sulla fronte

    • #7786

      zio franco
      Participant

      Hai capito benissimo,e siamo diversi evidentemente
      Io adesso ci penso prima e “durante”,e come la Rox a volte decido di pagarne il prezzo

      Sarà che quando è successo qualcosa mi sono reso conto di essere stato in parte distratto,sia a Valle che col Trattore non riesco a ricostruire dove ho sbagliato,l’attimo di sottovalutazione della velocità e del pericolo “la dietro l’angolo”

  • #7787

    Mastic
    Keymaster

    Esperienze diverse. Io per ora l’ho pagata meno.
    Poi ti avevo scritto un poema, ma l’ho cancellato 🙂

  • #7788

    Mastic
    Keymaster

    Ah, si, dovresti essere più comprensivo con te stesso.
    L’errore è contemplato nella nostra natura

  • #7797

    multistrangola
    Participant

    La velocità è bella non c’è niente da fare…ti affascina e ti droga, nel vero senso della parola, perchè tra adrenalina ed endorfine….ti permette di fare il pieno.
    Credo di far parte dei sopravvissuti citati da Mastic e oltre al discorso basato sull’esperienza e sulla cultura motociclistica di alcuni vecchi bisonti bisogna metterci anche l’evoluzione motociclistica. Oggi ci sono mezzi con potenze inusitate e coppie da far arricciare l’asfalto sotto le ruote e gomme dalle prestazioni impensabili 20 anni fa , ma i mezzi tramite l’elettronica hanno alzato di tanto l’asticella e questo ha permesso ai “vecchi motociclisti” di avere mezzi facili da gestire e che danno ancora più margine e che permettono di gestire situazioni estremamente complicate. Di contro il motociclista dell’ultima ora si ritrova una moto che permette di raggiungere facilmente velocità che poi non si sanno gestire e questo a prescindere dalla dotazione tecnica del mezzo. Vedo motociclisti andare molto forte dopo pochi mesi di esperienza, ma sono gli stessi che citava il mastic, quelli che allargano le curve o scivolano da soli perchè non hanno alcun parametro di Risk awareness per usare un termine caro al mio amico giornalista.

    • #7798

      Mastic
      Keymaster

      Mi accordo alla tua riflessione (che condivido in toto), per aggiungere che il progresso delle moto ha cambiato il nostro modo di guidare.
      Una volta si dava tutto il gas nei rettilinei, si tiravano tutte le marce al rosso come in pista. Sulla solita strada avevamo i riferimenti e si staccava, non si frenava.
      I sopravvissuti oggi scorrono. Non tirano le marce. Lo tengono su (il motore), allegro, e non staccano più. Rallentano.
      Il progresso dei mezzi ha alzato tanto l’asticella che oggi quelli che sopravvivono non se la sentono più di giocarsela fino in fondo come una volta. Che poi, il risultato è che spesso vanno anche più forte, perché su strada si scorre.
      Moto & Motards (si, citiamo la concorrenza), anni fa fece uno speciale dedicato alla guida su strada e al TT. Dalle interviste emerse che le sospensioni dovevano essere abbastanza morbide, perché per andare forte bisognava scorrere, non fare una guida spigolosa modello pista.

  • #7811

    Bobpezzadoo
    Participant

    Anch’io se non a 16 anni con la Hrd125 da ben 180 all’ora, non ho mai amato la velocità pura.
    Non dico che non sono mai andato forte, anzi, ma non ne sono affascinato. Ricordo con terrore i 242km/h con il 990 superduke ma ancora peggio i 192km/h sul passo del Bracco con la Cagiva Raptor 1000 nell’unico rettilineo degno di questo nome, 192km/h cercati di battere con moto ben più prestazionali ma mai avvicinati. La staccata di questo rettilineo ha da una parte la roccia del monte e dall’altra il dirupo di almeno 150 metri.

    Sono un motardista, mi piace danzare tra le curve a velocità “smodata” ma sempre dalle parti dei 100 all’ora, con l’età vado sempre meno e infatti sono passato da un monocilindrico iper reattivo a un più “pacato” due cilindri.

    Mentre scrivo mi vengono in mente mille cavolate fatte e mi accodo con gratitudine divina tra i miracolati.

    Solo una cosa mi viene da dire in mia difesa: un tempo c’era meno traffico ed era meno distratto da cellulare e altre mille diavolerie elettroniche presenti anche sulle più economiche utilitarie. Contro, che sono andato in Irlanda con jeans, scarpe da ginnastica, guanti senza protezioni e bomber….. almeno il casco chiuso.

    Come Roxxana, non riesco a vedere il TT o Macau o qualsiasi Road races, le gare del motomondiale e sbk si perchè le piste e le protezioni, vedi gli airbag, hanno raggiunto notevoli standard di sicurezza

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