Stadium super trucks

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This topic contains 19 replies, has 4 voices, and was last updated by  Mastic 1 week, 5 days ago.

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  • #14195

    Bobpezzadoo
    Participant

    Oggi a Radio Freccia si parlava di insonnia, e tra i vari interventi degli ascoltatori uno ha detto che se non riesce a dormire ha in memoria nel decoder una gara di Formula uno e dopo 5 giri al massimo si addormenta…
    Adesso, ala mobile e kers permettono i sorpassi abbastanza agevolmente, la rivalità tra Hamilton e Vettel è corretta ma molto forte……. allora perchè ha così poco appeal? A parte le grida FFFUCCCSSSIIIAAAAA ogni tanto del telecronista, mi sembra che venga commentata con passione, cercando di coinvolgere tutti anche se non è così eccitante…..

    Per caso trovo un banner con una gara di pick up con motori con cubatura da intero deposito degli autobus, che in curva in piena accelerazione rimangono su tre ruote…. lontano anni luce dal nostro modo di concepire le gare….. e invece….. invece lo segui con interesse, ti diverti, capisci che i salti artificiali sono fondamentali per la prestazione sul giro o per non subire/fare un sorpasso….. e ci si diverte con poco, con poca spesa (benzina a parte 😀 )

    Non si potrebbe imparare da queste formule e divertire chi guarda e non “imbelinarlo” di numeri e di giri sul tempo, decimo più, centesimo meno?

    #bigbob (Tag inserito da Mastic per rendere questa discussione facilmente recuperabile)

  • #14197

    Mastic
    Keymaster

    Riflessione interessante @bobpezzadoo. E non trovo una risposta univoca.
    Perché la F1 fa dormire? Forse perché abbiamo la convinzione che quelle auto corrano su binari? Forse (non la guardo da anni) perché stentiamo a vedere e riconoscere il gesto tecnico del pilota? Che c’è, perché altrimenti invece di coprire di milioni quelli che vincono, le squadre si farebbero pagare fior di milioni dagli aspiranti campioni “con la valigia”.

    Parli di gare dei pick-up. E anche io, mi accorgo che quando giro su youtube vado a cercare altro. Vado a cercare cose che mi incuriosiscono di più, fuori dalla norma.
    Si potrebbe imparare da quelle formule? Solo in parte, credo. Perché attira vedere una moto con un motore d’aereo, attira andare virtualmente a 500 km/h in moto con una camera bike, o vedere la Pikes Peak dalla soggettiva di un pilota. Ma lo fai una volta. Poi passi ad altro, con un consumismo di immagini e video che è dato dall’enorme offerta di Youtube. Insomma, se ci fosse una serie dedicata alle moto con motore d’aeroplano (tante per buttare lì un esempio inventato), la vedremmo una volta; poi ci stancheremmo.

    E allora è difficile creare passione intorno a una serie come un campionato. Soprattutto se c’è un regolamento che cerca di mediare per non favorire nessuno. Cosa che poi, inevitabilmente, finisce proprio per favorire qualcuno, tra l’altro.
    E si torna ai soliti ingredienti. La rivalità fra case e piloti. L’alternanza di circuiti differenti, che esaltano più una caratteristica o l’altra. Magari anche lo scazzo fra piloti.
    Poi, a margine, secondo me bisognerebbe favorire la creazione d’interesse intorno a un campionato. Cosa che oggi si fa poco.

    Si fa poco??? Si. Ormai l’equazione è copertura televisiva, belle immagini e disponibilità di notizie (preconfezionate). Si analizza tutto, sul sito MotoGP.com c’è tutto quello che serve a una testata online per seguire virtualmente il campionato. Risultati, commenti e interviste. Peccato che sia tutto fatto in maniera un po’ fredda. Peccato che escano le stesse notizie ovunque. Peccato che tutti parlino attraverso gli uffici stampa.

    E se tornasse la passione, affiancandosi al business?

  • #14198

    zio franco
    Participant

    Io non mi voglio divertire,vorrei vedere il futuro,vorrei riconoscere uomini e mezzi che fanno l’impresa,vorrei vedere il “genio”,guardo il cronometro più che le sportellate

    E proprio ieri ad esempio,vedere la Ferrari con finalmente un pilota che volava letteralmente,o che si era schiantato il giorno prima per schiacciare qualsiasi velleità,mi ha fatto solo che piacere,chi se ne frega se poi ha fallito,in quel momento il mix uomo macchina che “volano” mi ha emozionato

    Al pari di quell’omino spagnolo sulla Ducati che stracciava i record nel gelo di Assen,al pari di Pirro ieri che ha impiegato 9″ in meno dell’anno precedente,e che ha dato una lezione di guida sul bagnato al pubblico presente,tra cui me stesso incurante della pioggia e del freddo solo per dargli un tributo alla fine contro i fischi dei soliti che non sopportano un collaudatore che ha ancora voglia di misurarsi

    E che dire di Axel Bassani,19 anni su una R1 che ha tenuto botta fino alla fine,come non avesse mai fatto altro,e la soddisfazione di arrivare secondo. Ma che meraviglia !

    L’impresa,a me e pochi altri integralisti interessa l’impresa,tecnica o umana

    Quelle cavolate americane per me sono al pari del circo e del wrestling,finti,addomesticati,tristi

    • #14199

      Mastic
      Keymaster

      OK, approccio un po’ residuale il tuo, perché da vero appassionato competente. E ce ne sono pochi.
      Sei un livello oltre quello cui mi riferivo io. Perché il discorso di Bob mi ha fatto venire in mente il forte disinteresse che c’è per la Superbike odierna. E mi chiedevo come far tornare il pubblico ad appassionarsi. Tu sei già appassionato.

      Ma parliamo di raggiungere il livello tuo. Mi piace molto. Sai cosa servirebbe? Raccontare quei gesti e quei contenuti che a te piacciono. Che è un qualcosa di diverso dai comunicati stampa preconfezionati. E’ un fatto di passione anche da parte di chi li racconta. Dunque, chi racconta deve essere competente e avere voglia di lavorare. Poi va messo in condizione di accedere e raccontare.
      Ah, mi piacerebbe anche che si tornasse a parlare di tecnica. Di tecnica vera.

  • #14200

    Bobpezzadoo
    Participant

    vorrei riconoscere uomini e mezzi che fanno l’impresa,vorrei vedere il “genio”,guardo il cronometro più che le sportellate

    Questo è fuori dal tempo, il genio si scontra con il limite fisico, il cronometro pure, Le moto arrivano a 350 km/h, frenano in 150 metri fino a fermarsi, piegano a 65°, accelerano al massimo sopportabile dalla gomma con il traction control. Da vero appassionato che senso ha una gara come quella di apertura del Qatar? Tutti a spasso fino a pochi giri dalla fine sennò le gomme non arrivavano in fondo? Che senso ha sviluppare una gomma che ti permette di girare con un tempo di molto inferiore ma che no è in grado di finire la gara?

    non c’è niente di romantico nella formula uno e nella motogp di oggi, e appena se ne andrà Rossi, si perderà anche quel minimo di competizione tra noi spettatori e sarà guardata solo dai nostalgici che sognano ancora Schwantz uscire dalla curva 2 di Assen con la Suzuki che sbacchettava come imbizzarrita e tenere spalancato fino a curva tre….. Quei tempi non torneranno più ne a due ne a 4 ruote….. La stessa cosa succederà in sbk, poi nei campionati nazionali fino ad arrivare al motoestate a Varano.

    Non c’è via di uscita, quindi ben vengano indycar da 7000cc con meno elettronica di una 500L che girerebbero 10 secondi al giro in meno di una F1 ma che combattono dal primo all’ultimo giro senza risparmiare ne il mezzo ne le gomme.

  • #14201

    Bobpezzadoo
    Participant

    il discorso di Bob mi ha fatto venire in mente il forte disinteresse che c’è per la Superbike odierna. E mi chiedevo come far tornare il pubblico ad appassionarsi.

    Sarò brutale, la sbk non è più appassionante, uccisa da un dominio di 4 anni incontrastato di Rea e continuato quest’anno con Bautista

  • #14202

    Bobpezzadoo
    Participant

    Sai cosa servirebbe? Raccontare quei gesti e quei contenuti che a te piacciono

    Non interesserebbero a molti, perchè sono troppo lontani da oggi. Il pilota che ripara la moto con i meccanici non può più succedere visto che è tutto gestito da ingegneri e computer, il cadere, tirare su la moto e vincere idem per la percentuale sempre minore che ha il pilota sulla prestazione totale.

    Siamo testimoni di un’epoca di forte cambiamento, la formula E nel giro di pochi anni sarà la nuova formula uno, e sarà un colpo duro quanto il tramonto del 2t, e in questa transizione il passato anche quello recente sembra lontano e il futuro dei più incerti.

  • #14203

    Mastic
    Keymaster

    Bob, ammazza quanto sei deluso.
    Io a dire il vero continuo a divertirmi con le gare. Continuo ad ammirare dei piloti che fanno cose impossibili.
    Certo che non c’è più il pilota che cade, si rialza e vince. Certo che non c’è più il pilota che lavora sulla moto. Ma già quando lavoravo con Rumi, i motori mica si aprivano in pista. Ce n’erano di riserva sul camion, e in caso di guai si montava direttamente un altro motore.

    Il gesto tecnico da raccontare però, secondo me ci sarebbe ancora. Ci sarebbe molto da raccontare, se solo fosse possibile. Il problema è che non è più possibile. O quando sarebbe possibile, ci si limita a raccontare la superficie.

    I tecnici usano il computer per calcolare molte cose, certo, ma alla fine insieme ai piloti scelgono ancora i rapporti, le gomme, le pressioni, e i settaggi delle sospensioni. La messa a punto di una MotoGP è un rompicapo impossibile, pensa se potessero raccontarci cosa spostano e come cambia la moto.
    Pensa se potessero raccontarci le differenze di guida misurate fra Lorenzo e Marquez. Due piloti che guidano in maniera differente. O fra Rossi e Vinales, il vecchio e il nuovo. Il problema è che ci siamo livellati sul superficiale. Perché la massa quello vuole. E allora apri un po’ di siti che parlano di MotoGP e confronta gli articoli; per scoprire che scrivono tutti le stesse cose. Poi, se vuoi farti del male, prendi un Motosprint di 30 anni fa, e vedi quanto si scriveva di più.

    Il nodo è qui. Ed è una tendenza partita 30 anni fa ormai. L’ordine era di non seguire più le specialità residuali, di non seguire i comprimari, sebbene a volte potessero fare notizia. Abbiamo iniziato a dimenticarci Chiodi che vinceva mondiali di Motocross, e oggi Cairoli che ne ha vinti 9 (e quest’anno complice l’assenza di Herlings potrebbe arrivare a 10) lo conoscono solo gli appassionati.

    L’ordine era di seguire il vertice. Per me fu una rivoluzione, e cambiò il mio modo di lavorare. Sono sempre meno quelli che riescono ad approfondire. Sempre di più quelli che scrivono le solite cose. Questo piattume superficiale ci ha spento.
    Ma sarà la millesima volta che la scrivo ‘sta cosa

  • #14204

    zio franco
    Participant

    Sono testardo ma credo che se si vuole i motivi di interesse non manchino
    Certo se ci siamo abituati al tutto e subito senza volerci ragionare allora è tempo perso
    Se l’immagine ha abituato i cervelli a rimanere spenti,a non impiegare energie per capire cosa stiamo vedendo allora è si inutile
    Si nota anche sui social o nelle chat,viene pubblicata una foto e via,per capire cosa si vuol comunicare lo sforzo,il mio,è enorme se non ci sono spiegazioni. Io scrivo per essere capito e per rinforzare posso allegare una foto,non viceversa

    Questo è l’esempio,video di tutta la gara Sbk del CIV di domenica scorsa
    (per fare presto dal minuto 13′ al minuto 43′)

    Cosa ho notato ad esempio,prima di tutto quel ragazzo con la Yamaha bleu classica che in un giro dalle retrovie gira intorno a tutti all’esterno arrivando dal fondo in seconda posizione
    Alex Bassani,19 anni,prima esperienza sul bagnato. E li è questione di DNA,la sensibilità se ce l’hai bene,altrimenti non la impari,non la insegni e non la compri

    https://elevensports.it/play?titolo=SBK—Gara2-Mugello%2C-Round2%3A-la-gara&id=37625&ct=13&cat=33&jwsource=cl

    Poi la tecnica di Pirro,visto come gira largo ? sta lontano dai cordoli,percorre raggi più ampi per limitare la piega e il differenziale di velocità
    Più il raggio è ampio più tende a diventare un rettilineo storto,chiaro no

    Poi una riflessione,non ci sono Cbr Honda e non ci sono Kawasaki,perchè ? perchè sono le più vecchie,classici 4 in linea,Yamaha ha negli scoppi a casaccio una particolarità che ha fatto diventar matti i tecnici,perchè la dinamica delle esplosioni unita al senso di rotazione dell’albero motore induce delle inerzie che se ben sfruttate aiutano
    L’albero controrotante della MV F3 a detta di tutti è un valore aggiunto
    E la storia del motore V4 Ducati ha risolto tanti problemi di erogazione del V2,ricordate le interviste dei tecnici Bolognesi ? non si può controllare l’erogazione di due cilindri così capillarmente come un quattro,ci sono la metà dei parametri !
    Ecco che proprio sul bagnato infido Pirro ha una erogazione lineare e morbida in staccata e accelerazione,mai una virgola,mai più un comportamento scorbutico
    Ricordate Rea che stupiva per quanto era composto ed efficace ? Ecco ora siamo ad armi pari

    A me l’impresa di quel ragazzo di 19 anni esalta,emoziona,moto e pilota un unicum di bravura e di eccellenza
    Eppure è arrivato secondo e nessuno se lo caca

    Allora leggo Zanetti

    https://www.gpone.com/it/2019/04/30/sbk/zanetti-ducati-spingera-le-altre-case-ad-investire-nella-sbk.html

    che spiega bene quello che credo anche io,l’uomo conta ancora tanto e che non si possono fare le nozze coi fichi secchi,se spendi e investi poi ti ritornano le soddisfazioni

    Certo se vivi sugli allori di venti anni fa con prodotti vetusti e piloti vecchi senza coraggio e “fame” poi non puoi piangere ed inventare scuse. Dieci o venti mila euro di differenza in negozio sono il noleggio del gazebo per tre giorni,di che parliamo se oggetti come questi costano (parola di Genesio Bevilacqua) un milione a stagione ?

    • #14205

      Mastic
      Keymaster

      Sono testardo ma credo che se si vuole i motivi di interesse non manchino
      Certo se ci siamo abituati al tutto e subito senza volerci ragionare allora è tempo perso
      Se l’immagine ha abituato i cervelli a rimanere spenti,a non impiegare energie per capire cosa stiamo vedendo allora è si inutile

      È il nostro tempo, bellezza; e tu non puoi proprio farci niente! (ti piace sta citazione?)

      Poi sarebbe interessante capire se è il mondo della comunicazione che si è adeguato a una richiesta di questo tipo o se noi ci siamo abituati a questo perché la stampa ci ha assuefatto a questa superficialità del tutto e subito senza la necessità di arrivarci da soli con un po’ di ragionamento. Non troppo eh

  • #14209

    Fuzz
    Participant

    Poi sarebbe interessante capire se è il mondo della comunicazione che si è adeguato a una richiesta di questo tipo o se noi ci siamo abituati a questo perché la stampa ci ha assuefatto a questa superficialità del tutto e subito senza la necessità di arrivarci da soli con un po’ di ragionamento. Non troppo e

    Quando tutto diventa business, non puoi scontentare nessuno, lo vedi ormai dalle prove delle moto sulle riviste, tutte vanno benissimo, sono ben fatte, ed alla fine sembrano scritte tutte dalla stessa mano, nessun difetto, mai…le stesse case, potrebbero chiudere i rubinetti della pubblicità. ed infatti viene il latte alle ginocchia a leggerle.
    Lo “sport”?…uguale, vuoi rischiare d scontentare le squadre che investonono capitali? sfruculiare nei loro cassetti e scoprire gli altarini…scherziamo! Meglio seguire il fenomeno del momento, e soffiare sul tifo che è latente della massa ed il gioco è fatto, tanto della tecnica interessa a quattro gatti… ed in là con gli anni (me compreso 🙂 ) L’informazione è superficiale…perchè viviamo un tempo, dove catturare l’interesse di un individuo e mantenerlo per un tempo sufficentemente lungo, è un impresa…siamo come i pesci rossi 🙂

    Scritto al volo…quindi, mi dissocio da quello che ho scritto 🙂

    • #14210

      Mastic
      Keymaster

      D’accordo su tutto.
      E’ un mondo che costa troppo. E allora a volte nascono delle sinergie.
      Raccontare la superficie però è una pessima abitudine dei nostri tempi. E’anche colpa nostra. Perché le persone non vogliono più leggere; non vogliono sforzarsi. Pochi messaggi chiari e facilmente intellegibili.
      E, soprattutto, bisogna parlare di ciò di cui parlano tutti. Anche ripetendo le stesse cose.

      Poi ti arriva un editore forte, la BBC di Top Gear, e dimostra che si può fare anche in un altro modo. Ma per fare quello che fecero loro servono spalle veramente molto forti. Troveremo qualcuno disposto a investire per sperimentare un nuovo format?

      Sperimentare un nuovo format! Ecco! E non parlo solo di comunicazione. Parlo di mettersi a tavolino e non accontentarsi del coverage televisivo sicuramente ottimo, dei dati di ascolto e degli sponsor che comunque ci sono. Parlo di passione, e di voglia di creare un campionato che funzioni.
      Due mesi fa sono tornato a trovare Rumi, avrete letto magari il mio articolo su InMoto, e mi ha ricordato degli albori della Superbike, e di Steve MacLaughlin che la ideò. Io ricordavo di aver fatto (quasi da ragazzino!) una riunione con Maurizio Flammini e Claudio Porrozzi (che è stato un gran direttore di giornale con il quale ho lavorato) per mettere a punto l’idea di un trofeo italiano superbike.

      Magari ho scritto tutte cazzate, ma sono convinto che bisognerebbe recuperare maggiormente la dimensione della passione

  • #14211

    zio franco
    Participant

    le persone non vogliono più leggere; non vogliono sforzarsi. Pochi messaggi chiari e facilmente intellegibili

    sono convinto che bisognerebbe recuperare maggiormente la dimensione della passione

    Rapporto causa-effetto-risposta

    Per invertire la rotta bisogna interessare,allora anche la lettura e stimolare il cervello diventa un gioco
    E coinvolgere,come se idealmente ognuno di noi possa essere un giocatore,non produrre o cercare masse urlanti di tifosi-spettatori
    Questo Flammini e Porrozzi avevano capito probabilmente

    Mi ostino a credere che capire cosa stiamo “guidando” ed il perchè di certe azioni che causano certi effetti sia una sorta di coinvolgimento che si può toccare con mano tutti i giorni

    La tecnologia,la tecnica,la scienza non devono essere viste come nemici perchè inspiegabili,non si dovrebbero interpretare come fenomeni miracolosi appannaggio di pochi rifugiandosi di conseguenza nel luogo comune che era meglio prima quando i mezzi erano semplici ed inguidabili solo perchè erano primordiali e quindi alla nostra portata

    Insomma “stupido” è bello perchè è come me e lo posso capire 😉

    Abbiamo imparato,pur con i capelli bianchi,a usare una tastiera e la rete web,un telefono che comunica col mondo intero e ci rifiutiamo di accettare mezzi e sport più intelligenti ?
    Non ci credo,ed il brutto è che non ci credono le Aziende,rovesciando sul mercato catorci,proponendo sport di catorci e considerando i fruitori di tutto questo una massa amorfa o urlante buona solo a consumare passiva

    Chiunque di noi che hanno letto o partecipato agli incontri di Atessa sa adesso cosa sia uno Shimmy e come si può affrontare,cosa è successo ? E’ che semplicemente ci siamo APPASSIONATI perchè ce l’hanno fatto capire

    • #14212

      Mastic
      Keymaster

      Con me sfonderesti (condizionale) una porta aperta. Sono d’accordo su tutto.
      Il problema è che spesso il fatto commerciale non va d’accordo con questa visione. E commercialmente paga assai di più parlare alla massa con concetti semplici.
      Alla lunga può essere diverso, ma bisogna convincere un mondo che ragiona sull’uovo oggi piuttosto che sulla gallina domani.

      Faccio un esempio che va oltre lo sport di cui stiamo parlando.
      Qui su queste pagine metto su un articolo idiota e divertente, e si fa subito un bel po’ di letture. Metto su l’intervista con l’Ing. Simone della Honda che spiega l’impatto delle norme d’omologazione sullo sviluppo dei motori e lo leggono in pochi.
      A distanza di un anno però, il pezzo stupido è dimenticato, il pezzo dell’ing. Simone continua a macinare letture quotidianamente. Poche, ma costanti, e alla fine si sommano. Bisogna capirla sta cosa però.

      Per la cronaca, sabato sono uscito in moto con l’Ing. Simone. Appuntamento a metà strada, nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Un bel po’ di pieghe assieme, anche scambiandoci le moto. Poi a tavola abbiamo fatto la seconda puntata di quell’articolo, dedicata specificatamente all’impatto dell’Euro 5. Ne riparliamo a breve.

      P.S. Se date un’occhiata al messaggio d’apertura di questa discussione, ho inserito un tag (#bigbob). C’è uno spazio Netbikers sulla rivista InMoto, già da un paio di mesi. Per ora un piccolo spazio, ma dal prossimo numero inizierò a segnalarci anche le discussioni di questo Forum 🙂

  • #14213

    zio franco
    Participant

    Potendolo fare,sopratutto avendone le capacità grafiche,sarebbe interessante fare un giochino per appassionare e coinvolgere,”l’altra” testata mi sembra di ricordare fece una cosa simile,cioè progettare la moto intelligente.
    Siccome la moto NON è intelligente ma solo piacevole,un puzzle di moto esistenti da mettere insieme per costruirsi “la moto che vorrei” per correre o per andare in giro
    Prendo un telaio,un motore,le sospensioni,le carene o no un po di accessori e vediamo che ha in testa la gente
    Anche per le moto da corsa,il motore della R1,il telaio dell’Aprilia,l’aspetto della Suzuki,gli scarichi della Ducati

    Sai che polemiche 😉

    • #14214

      Mastic
      Keymaster

      Bisognerebbe declinarlo in maniera differente, per fare qualcosa di diverso dal passato. Vediamo se ci esce l’idea. Questa discussione è letta 😉

  • #14289

    Mastic
    Keymaster

    Si parla solo del vertice, e questo spegne la passione, invece di accenderla.

    Oggi alle ore 9.11 nella mia casella di posta è arrivato il comunicato dell’addetto stampa di Kiara Fontanesi che annunciava il ritiro temporaneo della 6 volte (6 volte) campionessa del mondo perché attende un figlio.

    Alle 10.23, oltre un’ora dopo, è arrivato il comunicato di Ducati Corse che annuncia l’impegno di Andrea Dovizioso nel DTM.

    Da una parte una campionessa che non difende il suo titolo mondiale per una bella notizia. Dall’altra un non campione del mondo (e lo dico con tutto il rispetto per un pilota che mi piace e stimo), che va a giocare sulle 4 ruote.
    Ore 12.19, se vi fate un giro sui vari siti, troverete tutti con la foto di Dovizioso dietro un volante e nessuno che ha ancora pubblicato la news della Fontanesi.

    Questo è parte del problema. La Fontanesi non fa notizia, nonostante si tratti di una campionessa. Italiana per giunta, per chi ama battersi il petto e dire “noi italiani”, i “nostri campioni”. E disimpariamo cos’è questo bellissimo sport.
    Ma vale anche per altri sport eh. Il nodo è che si parla sempre e solo del vertice. E dire che ci sarebbe tanto da raccontare

    • #14291

      zio franco
      Participant

      E pure Chiara E’ il vertice,figurati

      Ho saputo solo in settimana di Lei,Ilena Fäckl conterranea di Cristina,allieva di Peter Ennemoser (quello si lo conoscono tutti però) classe ’92,quindi già vecchia per correre,eppure è dal 2008 che si sbatte in coppa Italia

      Tra l’altro scrive “ho capito che avrei dovuto imparare con qualcuno. Ho trovato un signore su internet eho preso qualche lezione con lui”
      Ne sai niente ?

      • #14293

        Mastic
        Keymaster

        No, magari. Non la conosco.

        Non fa notizia purtroppo. Non si raccontano storie di gente comune.
        I motivi sono tanti. Ovviamente conosco la genesi delle pagine odierne. Conosco il passaparola nelle redazioni: “Oh, è arrivato un comunicato della Ducati, chi lo mette su?”.

        Poi, più tardi: “oh, c’è anche ‘sto comunicato della Fontanesi. Questa bisogna darla eh”.

        Ecco. Invece ci sarebbe spazio per ricominciare a raccontare storie semplici di persone semplici

      • #14295

        Mastic
        Keymaster

        Aggiungo un post-scriptum: siccome l’abbiamo messa solo noi e poi rilanciata sui social, la notizia della Fontanesi in dolce attesa nel suo piccolo sta macinando letture 🙂

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