L’industria del petrolio e la disinformazione sui veicoli elettrici

L’industria del petrolio starebbe attuando una campagna di disinformazione nei confronti dei veicoli elettrici. Lo afferma la CNBC, che cita dati e studi

 

Vi è capitato recentemente di leggere che i mezzi elettrici finiranno per inquinare più delle auto a benzina? Forse è il caso di farsi qualche domanda su quali siano le fonti di tali informazioni.

In un documentato articolo, l’americana CNBC afferma che l’industria petrolifera starebbe attuando una campagna di disinformazione sui mezzi a propulsione elettrica.

L’autrice dell’articolo è una politica repubblicana statunitense, Christine Todd Whitman, già governatrice del New Jersey ed ex direttrice dell’ente americano per la protezione ambientale, l’EPA.

Nell’articolo si parla di una ricerca finanziata direttamente dai petrolieri, che partirebbe da dati falsi. E di altre ricerche che, al contrario, segnalano l’evidenza di come i veicoli elettrici saranno in grado di diminuire l’inquinamento dell’aria.

La querelle è destinata a continuare, noi, come consumatori, non possiamo che cercare di informarci al meglio.

Nel caso l’inglese vi risultasse troppo ostico, a parte tentare i traduttori online, vi segnaliamo l’ottima sintesi curata da Paolo Attivissimo su Zeus News

Home Forum Elettrico ed Ibrido

Questo argomento contiene 55 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  zio franco 4 giorni, 15 ore fa.

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  • #1332

    zio franco
    Partecipante

    Ci siamo,la prima casa Automotive prende una decisione,da una data ed un obbiettivo
    D’ora in poi è tutto “tardi”

    a partire dal 2019 tutte le auto ideate a Goteborg saranno elettrificate con tecnologia ibrida plug-in o mild-hybrid – entrembe abbinate ai motori a benzina e diesel – o avranno propulsione totalmente elettrica.

    “Questo annuncio segna il tramonto delle auto a sola trazione endotermica”, ha dichiarato Samuelsson, ribadendo che Volvo aspira a vendere circa 1 milione di auto elettrificate entro il 2025,

    E nell’ambito sportivo ?

    Nello stesso periodo Polestar, neonato marchio sportivo recentemente scorporato da Volvo, metterà sul mercato altre 2 elettriche: queste ultime saranno rivolte ad un pubblico amante della sportività e delle alte prestazioni

    Nel Motociclismo chi sarà a fare la prima mossa ?

    Io un’idea ce l’avevo…con Audi,vediamo a fine Luglio come andrà,certo anche in Italia c’è fermento,chi farà la prima mossa,tenendo ben presente l’ambito sportivo che nemmeno Volvo ha trascurato,avrà anni di vantaggio

  • #1333

    Mastic
    Amministratore del forum

    Sai che non è l’unica casa ad aver preso una decisione? Ce n’è anche un’altra. Ma io l’ho saputo in chiave amichevole. Mi sembra però che in questo caso si parli anche di moto. L’orizzonte temporale è poco più lontano, ma… il futuro è molto più vicino di quanto crediamo!

    [Edit del 21 agosto] Ecco, appunto, la Honda ha preso delle decisioni importanti, come ora potete vedere nell’articolo in home page, che trovate cliccando QUI

    • Questa risposta è stata modificata 11 mesi fa da  Mastic.
  • #1374

    Mastic
    Amministratore del forum

    Il tema diventa sempre più caldo, e non passa giorno che non arrivi qualche notizia a riguardo.
    Questa è di oggi (da La Repubblica)

    La Francia dal 2040 vieterà la vendita di auto dotate di motore termico. Ci saranno aiuti di stato per le famiglie a basso reddito, per aiutarle nella transizione verso veicoli più puliti

    • #1378

      zio franco
      Partecipante

      Ho letto e fremo (non freno) perchè è già tardi per l’industria nostrana
      Spero nelle segrete stanze si stia lavorando per non essere gli ultimi

  • #1538

    Mastic
    Amministratore del forum

    Con le consuete lentezze, anche l’Italia si muove.
    Ricevuto poco fa un comunicato dal Ministero dei Trasporti. Ve lo riporto nella parte relativa ai veicoli elettrici:

    Rete infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici
    Lo schema di Accordo di programma approvato è finalizzato a concentrare gli interventi per la realizzazione del Pnire-Piano Nazionale per la ricarica dei veicoli elettrici nei contesti territoriali in funzione delle effettive esigenze, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati.
    Il Mit finanzia gli interventi con un apposito Fondo in cui ha impegnato 28,7 milioni di euro, ripartendo la somma tra le Regioni nel programma di finanziamenti per lo sviluppo delle reti di ricarica per i veicoli elettrici diffuse sul territorio nazionale. Il valore economico complessivo ammonta a 72,2 milioni di euro.
    L’accordo verrà stipulato tra il Ministero delle infrastrutture con le Regioni e le 2 Province autonome di Trento e Bolzano.
    Lo schema di Accordo di programma era già stato oggetto di intesa con la Conferenza Stato-Regioni Unificata e sarà successivamente approvato in via definitiva con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Non rientrano nell’accordo, per ora, le Regioni Abruzzo e Molise, che verranno integrate una volta presentato il relativo programma di intervento.

  • #1539

    zio franco
    Partecipante

    Spero le Provincie autonome se lo finanzino da sole l’investimento visto che i proventi delle tasse li trattengono
    Poi loro sono più avanti nelle energie alternative,trasporti e mobilità…

  • #1584

    Mastic
    Amministratore del forum

    Intanto, alla faccia di Trump che è uscito dall’accordo del COP21, la California sta valutando lo stanziamento 3 miliardi di dollari di incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici. Gli importi finanziati -altra cosa interessante- varierano in funzione del reddito degli acquirenti.
    Le misure sono contenute nella proposta AB 1184 California Electric Vehicle Initiative (CEVI).
    la detassazione sarà molto forte, al punto che gli sconti sul prezzo d’acquisto potrebbero superare il 60%. Questo significherebbe pagare 15mila dollari un’auto in vendita a 40mila, ad esempio.
    Il piano del Governatore della California, Jerry Brown, prevede 1,5 milioni di veicoli elettrici su strada entro il 2025, che diventeranno 5 già nel 2030.
    Nel 2016 in California sono state vendute circa 2,09 milioni di auto nuove, con una quota di elettriche dell’1,9%, pari a circa 40mila unità.
    Da considerare infine che il progetto prevede ulteriori 500 milioni di dollari di investimento per favorire la mobilità a zero emissioni tra le comunità più svantaggiate, nelle scuole e nei servizi di trasporto collettivo.

  • #1588

    zio franco
    Partecipante

    E qualcosa di concreto,che serve davvero,che punta al maggior problema da risolvere…ieri,la mobilità urbana !

    Made in Italy,costa come una bicicletta (2000 €),pesa come un (grossa) bicicletta (35 kg),consuma il giusto (50 centesimi per 100 km,percorre 115 km col pieno (si vabbè d’estate in economy run )
    non si paga bollo per 5 anni,contributi statali,si entra in impennata nelle ZTL
    (sembra siano disattivabili i messaggi dei cinquestelle 😉

    Dal punto di vista tecnico questo scooterino usa la batteria solare per la partenza con il motore anteriore, dopo il quale subentra la batteria principale al servizio del motore posteriore che permette di raggiungere 35 km/h. Volendo poi c’è il “booster”: tenendo premuto un pulsante sul manubrio si usano contemporaneamente il motore anteriore e posteriore.

    Un pò bruttino per ora

    Ecco la FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici) di Bologna. La particolarità, oltre alla delocalizzazione, è la filosofia: la struttura è green perché costruita secondo la tecnologia ZEB (Zero Emissioni Building). Ha pannelli solari in grado di alimentare tutta la fabbrica e l’energia in eccesso viene distribuita sul territorio. progetto nasce nel 2013 con il preciso intento di rilocalizzare, dalla Cina in Italia, la produzione di bici e ciclomotori elettrici in uno stabilimento industriale energeticamente autosufficiente realizzato seguendo i principi della logica ZEB (Zero Energy Building). Con un investimento di oltre 10 milioni di euro rappresenta la prima iniziativa in grado di coniugare efficienza energetica, produzione industriale e sostenibilità ambientale nella produzione dei mezzi Italwin, Momodesign, Wayel e di altri prodotti di aziende terze che si affideranno alla professionalità e alla qualità di FIVE.

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno fa da  zio franco.
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  • #1870

    Mastic
    Amministratore del forum

    Toh, qualcosa si muove!
    L’ENEL sta iniziando a installare colonnine per le ricariche elettriche in autostrada. Le prime 30 saranno operative già a settembre.
    Da La Repubblica di oggi

    Nel 2018 il piano di Enel si sposta dentro la rete autostradale: non più nei motel o nei centri commerciali subito fuori dai caselli ma alle stazioni di servizio: 180 colonnine fast durante l’anno prossimo

    Trenta colonnine per la ricarica elettrica fast proprio a ridosso delle uscite saranno pronte già a settembre. Prevalentemente lungo l’A1 MIlano-Roma, ma anche l’A4 Torino-Venezia, tre saranno lungo il “Gra”, un paio anche sulla Salerno-Reggio Calabria e in Sicilia. Ma questo è solo il primo passo. Nel 2018 il piano di Enel si sposta dentro le autostrade: non più nei motel o nei centri commerciali subito fuori dai caselli ma alle stazioni di servizio lungo la rete autostradale. E i numeri diventano più ambiziosi: 180 colonnine fast durante l’anno prossimo e così via, annuncia l’amministratore delegato di Enel Starace.

    “A settembre partirà il piano nazionale dell’infrastruttura per il sistema di ricarica della mobilità elettrica. Abbiamo già definito il piano, lo abbiamo presentato al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e lo lanceremo per la fine dell’estate”. Lo ha detto Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, intervenendo a Firenze, in Palazzo Vecchio, per presentare un nuovo progetto europeo per il trasporto pubblico a zero emissioni nella città di Firenze.

    “L’infrastruttura con il sistema di ricarica – ha spiegato Starace – coprirà l’intero territorio nazionale; poi faremo lo stesso anche all’estero dove siamo presenti. Per la parte che ci compete, quella dell’infrastruttura, siamo grandemente impegnati e saremo felici di collaborare a qualunque iniziativa parallela in questo settore”.

    Durante lo stesso incontro, Francesco Venturini, direttore della Divisione Global e-Solutions di Enel, ha precisato che il piano nazionale dell’infrastruttura per la mobilità elettrice prevede 10-12mila colonnine di ricarica da installare nell’arco di tre anni, per un investimento pari a circa 300 milioni di euro.

    L’Ad di Enel Starace ha sottolineato i benefici che derivano dalla diffusione delle auto elettriche, sia in termini di abbattimento delle emissioni inquinanti che contribuiscono all’innalzamento del gas serra sia in termini di riduzione dell’inquinamento acustico.

    La realizzazione del piano dell’infrastruttura consentirà, hanno sottolineato sia Venturini che Starace, anche “all’abbattimento dell’ansia da ricarica dovuta alla ricerca delle colonnine da parte degli automobilisti alla guida di vetture elettriche. Questo problema entro tre anni non ci sarà più”.

    “Ci sono dei segnali sottili che però si ripetono sempre. Quand’è che una tecnologia comincia a diventare ormai passata? Uno dei segnali classici è quando si cominciano aprire i musei di quella tecnologia – ha ricordato, tra l’altro, Starace – C’è un articolo che ho letto venendo in treno a Firenze: c’è un bellissimo museo della pompa di benzina a Tradate, un museo della pompa di benzina che ricorda il passato: quindi andatelo a vedere, e fatevi un viaggio nel passato”.

  • #1873

    Anto
    Moderatore

    Riuscendo a mettere a punto anche il sistema di ricarica rapido, 10-15 minuti per una sosta sarà un tempo molto accettabile.

    • #1874

      Mastic
      Amministratore del forum

      Non c’è dubbio che velocizzare i tempi di ricarica sarebbe il massimo.
      Ma sembra ci siano problemi di difficile soluzione per questo.
      Però, se ci pensi, quando ti fermi in autogrill per la sosta pranzo, ci stai un’ora. Un tempo ormai sufficiente per una ricarica intorno all’80%. Perché il “pieno” in autostrada lo fai solo se stai facendo un viaggio lungo. Sei partita da casa a batteria cariche e a un certo punto hai bisogno di ricaricare. Quindi ti organizzi per una lunga pausa.

      Fermo restando che questa è una modalità di viaggio che ormai dovrebbe sempre più appartenere alle vacanze. Perché tutti noi, per i viaggi rapidi di lavoro, ormai scegliamo il treno o l’aereo. Ci si mette di meno, si impiega il tempo di viaggio facendo qualcosa di utile e… si spende meno. Il Frecciarossa e il crollo dei costi dei biglietti aerei hanno cambiato le nostre abitudini.
      Parlando di elettrico dovremmo ricordarci a cosa serviranno i veicoli nei prossimi anni: commuting giornaliero, nella maggior parte dei casi

  • #1875

    Anto
    Moderatore

    Si ma io sono pidocchioso e mi porto la frittatina di maccheroni da mangiare al parcheggio in macchina dove mediamente me la finisco in 15 minuti?
    Vabbè diciamo che poi se faccio anche la pipì una mezz’ora 3/4 di ora ci possono stare e per quella mezza volta l’anno che viaggio il tempo di sosta ci può stare

  • #2901

    Mastic
    Amministratore del forum

    Uppo questa discussione, che ho messo anche in coda all’articolo oggi in home page sull’impianto di ricarica donato dalla Honda alla città tedesca di Offenbach

  • #2903

    lukethebike
    Partecipante

    L’elettrificazione, è argomento dove imparare ancora tantissimo.
    A me affascina, soprattutto perchè le scelte di oggi, fatte dalla Nostra Generazione, influiranno pesantemente sulle vite dei nostri figli già da domani. Non fra 50 anni.

    Sto provando a farmi una idea consapevole per ciò, quindi provo a dire la mia, sperando di ricevere più punti di vista possibili per aumentare la conoscenza su qualcosa che al momento ignoro totalmente, ma vorrei conoscere.

    Attualmente, riguardo a quanto menzionato qui, diciamo che non vi sono grosse limitazioni a livello di Ricarica Lenta a Casa.
    Basta la presa domestica da 220V e con 8 ore (a volte qualcosa meno) mi ricarico l’auto di notte.

    Ora, questa ricarica già basta per l’uso cittadino dei mezzi oggi in circolazione.
    Incluso moto e bici.

    Diverso è il discorso del viaggio.
    Qui si pone il problema delle ricariche in corsa, come i rifornimenti attuali di benzine.
    Quindi le necessità cambiano: soprattutto per ciò che concerne la velocità di rifornimento.

    La stazione proposta da Honda, in co-branding con una azienda Leader Svizzera in questo caso, rappresenta già un passo avanti notevole in quanto a velocità.
    Considerando che attualmente vi sono mezzi da 30-40kW a 150kW, i relativi tempi di ricarica variano dai 10 ai 40-50 minuti. E si tratta di FAST Charging.
    Attenzione, mi diceva la persona che si occupa di questo, che Honda non ha interesse alla fornitura di stazioni di ricarica.
    Quello citato è solo un investimento fatto per ricerca, e reso open per vedere come funziona con utenti reali.
    So che Porsche sta lavorando anch’essa sulla velocità di ricarica.
    Quindi il limite della velocità di rifornimento sembra essere destinato ad essere accettabile in un futuro piuttosto breve.

    Quello che è più di un vincolo, invece, è l’approvvigionamento dei tale energia.
    Mettere a disposizione tanti kW, e per giunta magari per più auto contemporaneamente, significa prelevare energia dal Distributore, e attraverso delle opportune cabine di trasformazione distribuire alle colonnine per mezzo delle prese che almeno quelle sono STD.
    Questo significa modificare il suolo dove vengono installate queste colonnine per installare le cabine e piazzare i cavi che sono belli grossi nel sottosuolo fino alle colonnine.
    l’investimento citato (300.000€ include soprattutto questo).

    Inoltre c’è il limite della capacità: attualmente per il circolante che abbiamo non vi sono grossi problemi, ma se non pensiamo queste infrastrutture come se da DOMANI ci sarà l’elettrico, corriamo il rischio di fare investimenti ripetuti e sperperare denaro.
    Poi, siamo sicuri che avremo tutta questa energia disponibile domani?
    Ecco che è IMPORTANTISSIMO pensare lungo a fonti di energia TOTALMENTE RINNOVABILI (vento, sole, biomasse, etc…).
    Attenzione, per paesi come il nostro che hanno scelto di non utilizzare l’energia nucleare e che comprano gran parte dell’energia, c’è anche il problema economico dell’approvvigionamento.

    L’Idrogeno, invero, non ha alcun bisogno di prelevare energia dal sistema di distribuzione, gli basta un minimo di tensione a bassa potenza per alimentare il sistema di stoccaggio e controllo interno.
    Bastano i pannelli solari per questo.

    Inoltre se pensiamo di puntare solo sull’energia elettrica attuale per le auto, si presenterà quasi subito il problema batterie, già oggi punto critico del riciclo. Saranno un problema di smaltimento.

    Le Celle di Combustibile, sembrano quindi, una soluzione sostenibile più di altre.
    Al contrario dell’auto ad Idrogeno, il rifornimento principale per tale tecnologia sembra H2. Ed acqua come scarico. (Prego chi conosce meglio queste cose magari di farsi vivo… e spiegarci qualcosa).
    Intanto allego un link sulla tecnologia della Honda Clarity:
    http://world.honda.com/automobile-technology/CLARITY/
    Attenzione però, il calore dei motori e della reazione produce comunque Calore. Nulla è gratis. Ma tuttavia di molto inferiore al calore di una combustione.

    @zio-franco che ha menzionato una serie di aziende che sono già in grado di produrre veicoli elettrici.
    Questo dimostra che la tecnologia costruttiva esiste e le aziende investono pure in ricerca se hanno poi la certezza di vendere.

    Possiamo dire infine, che lo sviluppo seguirà uno schema del tipo:
    1. Soluzioni a Breve Termine: Hybrid
    2. Soluzioni transitorie: Elettrico 100% a batteria
    3. Soluzioni a lungo termine: Celle di combustibile o altro che sfrutti energia rinnovabile.

    Quindi, il problema è essenzialmente politico, visto che si tratta di fare delle scelte strategiche. E forse anche di rivederne alcune altre…

    Ribadisco, è solo la mia idea attuale basata più sulla voglia di capire che sulla reale conoscenza che non possiedo, e non ho alcun vincolo ideologico, quindi, a modificarla o cambiarla.

    • Questa risposta è stata modificata 11 mesi fa da  lukethebike.
    • Questa risposta è stata modificata 11 mesi fa da  Mastic.
    • #2907

      Mastic
      Amministratore del forum

      Quello citato è solo un investimento fatto per ricerca, e reso open per vedere come funziona con utenti reali.
      So che Porsche sta lavorando anch’essa sulla velocità di ricarica.
      Quindi il limite della velocità di rifornimento sembra essere destinato ad essere accettabile in un futuro piuttosto breve.

      Sulla velocità di ricarica hanno lavorato molto nel campionato di formula E. Anni fa ero stato in Belgio, e ci avevano già raccontato che, in previsione di quel campionato, in Belgio avevano coinvolto la società fornitrice dell’energia elettrica per studiare sistemi di ricarica veloce. Allora pensavano a dei pit stop da qualche decina di secondi. Oggi vedo che hanno optato per la sostituzione della vettura. Però, sicuramente ci hanno lavorato. Anche perché quelle vetture hanno prestazioni molto elevate, ovviamente…

      L’Idrogeno, invero, non ha alcun bisogno di prelevare energia dal sistema di distribuzione, gli basta un minimo di tensione a bassa potenza per alimentare il sistema di stoccaggio e controllo interno.
      Bastano i pannelli solari per questo.

      In realtà le celle di combustibile ci danno un altro vantaggio: non richiedono il trasporto e lo stoccaggio di grosse quantità di idrogeno, perché lo producono in loco. Solo che per farlo hanno bisogno di energia elettrica per l’elettrolisi. Ecco che tornano utili (anche per questo!) i pannelli solari sul tetto della stazione di rifornimento 🙂

  • #3399

    Mastic
    Amministratore del forum

    A uso e consumo dei maniaci di tecnologia come me, torno su questa discussione, per segnalare un articolo interessante uscito fuori questa mattina da una delle newsletter alle quali sono abbonato.
    E’ pubblicato dalla americana Clean Technica, e si intitola: Il futuro dei veicoli elettrici: 30 domande su cui riflettere. Lo ha scritto Loren McDonald, un esperto di marketing con il pallino della tecnologia sostenibile.
    Contiene 30 domande focali su come l’evoluzione ormai decisa verso i veicoli elettrici impatterà con le nostre società, i sistemi politici, economici e industriali.
    E’ in inglese, ma potete usare deepl.com per tradurlo comodamente in italiano.

    Sempre leggendo qua e là, mi sono imbattuto nella brochure (ormai anche un po’ datata) della Toyota Mirai, un’auto elettrica alimentata da celle di combustibile a loro volta alimentate da idrogeno. Lo so, in Italia esiste una sola stazione di rifornimento per l’idrogeno, ma sulla produzione di questo gas si sta investendo molto, e il futuro, come ci ha detto anche @lukethebike poco sopra, non è così lontano.
    Perché mi affascina la Mirai? Perché in 3 minuti fa un pieno di gas, che le regala un’autonomia di 700 km. E può usare il gas anche per alimentare elettricamente un’abitazione di medie dimensioni per una settimana. Così la mia mente mi fa immaginare un week end in un cottage isolato in Canada, privo di rete elettrica, dove arrivi, attacchi la spina alla macchina e hai pure la corrente in casa.

    [P.S. La versione originale di questo intervento era assai più lunga, ma mi si è sloggato il computer mentre la scrivevo, e il sistema si è bevuto tutto. @stinger dice che la colpa potrebbe essere del fatto che navigo abitualmente attraverso una rete mobile, cosa che può portare a cambiamenti di IP che hanno, appunto, l’effetto di far cadere il login. Vedi a essere troppo appassionati di tecnologia e a voler lavorare da posti dove non arriva l’ADSL cosa succede???]

    • #3400

      zio franco
      Partecipante

      Il futuro dei veicoli elettrici: 30 domande su cui riflettere.

      Accidenti,come tutti gli anglosassoni,domande che sembrano semplici ed invece dietro portano un mondo tutto da esplorare !

      8/22/26 quelle che mi hanno colpito

      La maggior parte delle aziende potrà sopravvivere alla transizione nei fornitori di energia verde e diventare le “nuove compagnie petrolifere” fornendo soluzioni elettriche per il trasporto?

      La questione della obsolescenza tecnologica derivante dai progressi annui dei veicoli elettrici stimola il modello “come servizio” e ci sposterà dall’acquisto e dal noleggio di automobili?

      La più dura

      Vedremo l’instabilità politica e le guerre provenienti da nazioni ricche di petrolio che subiscono un enorme declino nel tempo nei ricavi petroliferi e nel potere politico?

      Tra le considerazioni dei lettori questa deve essere di un connazionale 😉

      When will we see a significant reduction in vehicle pricing?

      • #3401

        Mastic
        Amministratore del forum

        Tra le considerazioni dei lettori questa deve essere di un connazionale ?

        When will we see a significant reduction in vehicle pricing?

        😀 😀 😀

        La 26 era forse quella che mi aveva colpito di più. Ci saranno nuove guerre, inattese oggi. E il Medioriente potrebbe diventare un problema meno grave. E gli africani saranno ancora più sfruttati. E chissà questo che riflessi avrà sulla pressione migratoria.

      • #3813

        Stinger (Giangi)
        Amministratore del forum

        @zio-franco

        La questione della obsolescenza tecnologica derivante dai progressi annui dei veicoli elettrici stimola il modello “come servizio” e ci sposterà dall’acquisto e dal noleggio di automobili?

        Beh il capo di BMW (dovrei andarmi a cercare le ultime interviste) anni fa lo accennava solo sommariamente mentre ora lo dice chiaro e tondo: la loro strategia e’ quella di non vendere piu’ auto, ma di fornire un servizio a richiesta.
        Piu’ in dettaglio.
        BMW ha investito parecchio in diverse startup, di cui una e’ un car sharing ed un’altra una specie di AirBnB per posteggi.
        La visione e’ quella che attraverso un software, ed esattamente come Uber, chiami la macchina che ti serve. Questa (autonomous driving) si guida da sola fino a te. La usi per fare quello che devi fare e paghi, esattamente come con Zipcar ed altre compagnie di car sharing. Dopodiche’ la macchina si guida da sola fino al primo posteggio disponibile.

      • #3814

        zio franco
        Partecipante

        @stinger

        Si certo,non se ne esce finchè ognuno vorrà portarsi il mezzo di locomozione vicino al letto

        Contesto un pò l’approccio di Bmw che si interroga sulla mobilità prettamente urbana,sulla quale credo solo al trasporto pubblico,tutto il resto sono passaggi intermedi pari a palliativi
        Il mezzo personale deve sparire dagli agglomerati prima o poi

        Per le tratte esterne il car sharing è l’ideale,la guida autonoma inevitabile subito dopo il NCC o Uber che si voglia

        Rimane appunto il “nostro” nocciolo,il mezzo di trasporto esclusivamente ludico e per il tempo libero,su questo Bmw ma anche Ducati o HD dovrebbero interrogarsi e interrogarci,ecco la provocazione del mezzo con bagno e camera da letto
        E sopratutto non si può prescindere dalle sovrastrutture,che sono le “strade” urbane,periferiche e per il tempo libero,completamente diverse ed attrezzate allo scopo
        Qui si gioca e si giocherà tutta la politica locale,chi indovina tre modelli sostenibili offre il progetto all’imprenditoria mondiale

      • #3815

        Mastic
        Amministratore del forum

        Contesto un pò l’approccio di Bmw che si interroga sulla mobilità prettamente urbana,sulla quale credo solo al trasporto pubblico,tutto il resto sono passaggi intermedi pari a palliativi
        Il mezzo personale deve sparire dagli agglomerati prima o poi

        Alleluia!

        Quanto alle infrastrutture non credo ci sia molto da inventare. Piuttosto c’è da investire. E questo, almeno qui da noi, può essere un guaio.
        L’uso ludico del veicolo si allontanerà dalle strade. Perlomeno l’uso ludico del Ducati 2V con il 2in1 aperto, la moto leggera ridotta all’osso e le gomme SC2 per andare a fare le pieghe da cattivoni, sognando di essere al TT.
        Alcuni cacciatori che conosco fanno già viaggi appositi per andare a caccia in paesi dove c’è selvaggina e dove è consentito sparare. Noi spediremo le moto in un paese dove ci faranno girare come i nonni, in piena anarchia. I più anziani sapranno addirittura impennare, pensampò. Quelli di mezza età andranno in pista. I giovani guideranno il simulatore.
        Sei contento così?
        Dai che scherzo!

      • #3817

        zio franco
        Partecipante

        Ce n’è da inventare si,e ci vogliono tanti soldi,tanto come al solito prima o poi, e non lo vedremo,i mezzi pubblici potranno circolare solo se non ci sono in giro mezzi privati,ormai anche i parcheggi sono come i cimiteri,occupano spazio per la mobilità

        Metropolitane autonome,di superficie per esempio,ma non con le corsie riservate,proprio tutto il centro riservato !
        Highway di collegamento tra paesi e città popolate di macchine a noleggio di parcheggi scambiatori verticali anche sotto,così non si trovano resti Etruschi e Romani

        Infine,per noi grandi spazi attrezzati,un mix di Cross Indoor,Adria e Mugello
        Grandi spazi coperti da pannelli solari e pale eoliche dove sotto girano i saltafossi,i fricchettoni col monster,gli esagitati sulle R1 #46 e qualche pioniere sulla Mugen di Mc Guinness o l’Energica per il TT Zero

        Esci dalla metro,prendi il car sharing con la famiglia e ti porti la tuta ed il casco,lasci l’auto fuori dal capannone di fianco all’Ikea e fiamme fino a sera
        Idem per l’auto eh,Daytona coperta o tipo A Bologna il piazzale del Motorshow con le Subaru e le Toyota Gr B da mille cavalli,e le Formula E…eccivuole fantasia ! 😉

      • #3818

        Mastic
        Amministratore del forum

        Ma che servivano oggi a merenda alla bocciofila del centro anziani???
        😀 😀 😀

      • #3819

        Mastic
        Amministratore del forum

        Perdona la battuta, ma mentre leggevo le tue previsioni futuristiche ho visto la mia foto, orgoglioso davanti a una moto concepita nel secolo scorso, completamente priva di ausili elettronici per la guida. E mi hai fatto sentire vecchio.
        Vai al diavolo! 🙂

  • #3662

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ricevuto questa sera. Mi ha affascinato e fatto sognare. Avrei fatto volentieri la stessa esperienza

    Nissan LEAF AT-EV taglia il traguardo del Mongol Rally
    Plug In Adventures è il primo team a completare il Rally a bordo di un’auto 100% elettrica


    Londra (Regno Unito) – Plug In Adventures, il gruppo scozzese che riunisce gli appassionati di veicoli elettrici e composto da Chris e Julie Ramsey, ha tagliato il traguardo del Mongol Rally presso Ulan-Ude lo scorso sabato 9 settembre, diventando la prima squadra a completare la sfida transcontinentale a bordo di un veicolo 100% elettrico: una Nissan LEAF modificata del 2016, denominata AT-EV (veicolo elettrico all-terrain).
    Chris e Julie Ramsey sono partiti dal circuito di Goodwood (Regno Unito) domenica 16 luglio e hanno attraversato 13 paesi, per un totale di quasi 13.000 km; hanno ricaricato il veicolo 111 volte, spendendo meno di 100 sterline per i costi dell’elettricità, fino a raggiungere la linea del traguardo in Siberia, poco più a nord del confine con la Mongolia.
    Ora la loro Nissan LEAF verrà caricata su un treno merci insieme ad altri veicoli partecipanti al Mongol Rally, per poi attraversare tutto il continente fino all’Estonia. Da lì Chris e Julie Ramsey proseguiranno il viaggio in auto fino alla loro città di residenza, Aberdeen, che si trova a oltre 4.000 km di distanza. In totale, percorreranno più di 16.800 km durante questa impresa.
    Chris Ramsey ha dichiarato: “Tante persone ci hanno criticato, sostenendo che un’auto elettrica non sarebbe stata in grado di affrontare un viaggio a lunga percorrenza. Ma dopo migliaia di chilometri e quasi zero problemi, posso dire con certezza che le cose non stanno così. È stata un’avventura unica ed è un’emozione incredibile arrivare al traguardo. Abbiamo attraversato innumerevoli paesi usando solo l’alimentazione della batteria, per un viaggio a zero emissioni. Sono entusiasta, euforico, un po’ stanco, ma senza dubbio elettrizzato!

    In Europa, Chris e Julie Ramsey hanno potuto contare su una vasta rete di stazioni di ricarica rapida, che permettono di ricaricare la batteria all’80% in appena 30 minuti. Ma una volta raggiunta e superata la Bulgaria, le possibilità di ricarica rapida sono diminuite, e hanno perciò optato per una serie di alternative all’alimentazione elettrica.

    Hanno quindi usufruito di bar, caffetterie, hotel, ostelli, il negozio di un barbiere, un ufficio postale, garage, concessionarie, una stazione di polizia e tre comandi dei vigili del fuoco in Russia. Con l’aiuto di un elettricista esperto, hanno persino collegato la LEAF direttamente a un traliccio dell’elettricità in mezzo alle foreste siberiane.
    In tutti i paesi attraversati, Chris e Julie Ramsey hanno ricevuto un’ottima accoglienza da parte della gente, pagando il costo dell’elettricità soltanto in qualche punto di ricarica. Raramente qualcuno si è rifiutato di far ricaricare l’auto, al contrario spesso hanno ricevuto vitto o alloggio per la notte.
    Chris Ramsey ha commentato: “Abbiamo ricevuto la migliore ospitalità possibile, più di quanto immaginassimo. Quest’esperienza ha senz’altro cambiato la nostra prospettiva su come dovremmo comportarci a casa nostra. Un esempio su tutti è stato quando ci siamo presentati in una concessionaria Nissan in Russia alle due di notte. La persona che ci attendeva ha ricaricato la nostra auto in officina in tutta sicurezza, quindi ci ha portato nello showroom, dove ci ha offerto del tè, qualcosa da mangiare e un comodo divano su cui dormire”.
    Anche Nissan LEAF si è rivelata una preziosa alleata, come conferma Chris: “In termini di affidabilità, il veicolo è stato fenomenale. Abbiamo avuto giusto una foratura, un danno al cerchio e un parafango saltato. E poi qualcuno ci ha rubato uno dei nostri adesivi. Tutto qui!
    Per quanto riguarda le difficoltà incontrate dalla coppia, Chris ha commentato: “Ovviamente ci sono stati dei momenti di sconforto. Nelle ultime fasi del viaggio ci siamo ammalati, e in effetti è stata dura, ma a parte questo è andato tutto bene. In alcuni casi, durante le ricariche più lunghe nelle stazioni di servizio in mezzo al nulla, ci sentivamo un po’ demoralizzati, ma poi, arrivando in una città o in un paesino e ricevendo l’accoglienza calorosa della gente, il buonumore tornava alla svelta e tutto era di nuovo elettrizzante”.
    Il team Plug In Adventures ha approfittato del viaggio per promuovere i vantaggi di un veicolo 100% elettrico, suscitando grande interesse sia per l’auto che per l’impresa, in tutti i paesi visitati. Chris è stato perfino invitato a partecipare a una serie di conferenze presso l’Expo di Astana, contribuendo ad approfondire il tema di quest’anno “Energia futura”. La sua LEAF AT-EV è stata anche esposta durante la manifestazione.
    Il team ha inoltre percorso alcune delle rotte più suggestive dell’Europa e dell’Asia, tra cui la strada statale Transfăgărășan in Romania, che si snoda tra le montagne: un percorso ideale usufruire della frenata rigenerativa impostando la modalità B.

    Il tratto più lungo percorso con una singola ricarica e con veicolo a pieno carico è stato di 185 km: un viaggio che si è perfino concluso con una ricarica residua del 6%. In media Chris e Julie hanno viaggiato per circa 152 km tra una ricarica e l’altra, raggiungendo ogni volta i punti di ricarica con un certo margine, nel caso in cui fosse stato necessario trovare una fonte di energia alternativa.

    Julie Ramsey ha affermato: “È stata un’esperienza unica. Abbiamo provato cibi di diverse culture, dormito in posti insoliti, e abbiamo anche viaggiato su una nave da carico. Abbiamo incontrato persone straordinarie e siamo stati travolti dalla loro generosità, ma anche dall’interesse dimostrato per la nostra avventura elettrica.
    “Probabilmente non è un’impresa per tutti, ammetto che ci sono stati dei momenti difficili. Ma le esperienze che abbiamo vissuto e le persone che abbiamo incontrato lungo la strada ci hanno ripagato pienamente. Lo rifarei senz’altro!


    Paesi attraversati:
    1. Scozia (partenza da Aberdeen, città di residenza del team)
    2. Inghilterra (partenza del Mongol Rally dal circuito di Goodwood il 16 luglio)
    3. Francia
    4. Belgio
    5. Germania
    6. Austria
    7. Ungheria
    8. Romania
    9. Bulgaria
    10. Turchia
    11. Georgia
    12. Azerbaigian
    13. Kazakistan
    14. Russia (arrivo presso Ulan-Ude il 9 settembre)

    Viaggio di ritorno previsto (da fine settembre a inizio ottobre):
    15. Estonia
    16. Lettonia
    17. Lituania
    18. Polonia
    19. Germania
    20. Paesi Bassi
    21. Inghilterra
    22. Scozia

    Chilometri percorsi (al 9 settembre): 12.875 km (incluso il tratto tra Aberdeen e il circuito di Goodwood)
    Ricariche:

    111 ricariche totali
    26 ricariche “rapide” (ricarica dell’80% in 30 minuti)
    15 ricariche “veloci” (presa Mennekes di tipo 2 per una ricarica di 4-5 ore)
    Le restanti ricariche sono state effettuate mediante prese domestiche (ricarica di 12-14 ore)
    Costo totale dell’elettricità per ricaricare LEAF AT-EV: meno di circa 100 sterline


    Nissan LEAF AT-EV
    L’auto utilizzata dal team Plug In Adventures è basata su una Nissan LEAF Acenta da 30 kWh di serie, prodotta nel 2016, che offre un’autonomia fino a 250 km con una sola ricarica**. Le modifiche apportate hanno permesso di ottimizzare il modello di partenza per la guida nelle zone più remote del viaggio.
    La nuova LEAF AT-EV presentava cerchi in lega Speedline SL2 Marmora, particolarmente indicati sullo sterrato. Sono state integrate specifiche protezioni per le sospensioni e il sottoscocca.
    Il portapacchi modificato ha permesso di trasportare carichi anche all’esterno ed era dotato di una barra luminosa Lazer Triple-R con 16 LED in grado di generare 16.400 lumen supplementari a bassa tensione per illuminare i tratti più impegnativi del percorso.
    Il Mongol Rally non è una gara a cronometro quindi i veicoli partecipanti sono progettati all’insegna del comfort sulle lunghe distanze. I ritocchi apportati agli interni di LEAF AT-EV si sono concentrati in particolare sulla riduzione del peso a fronte di un aumento della capacità di carico. La zona riservata a conducente e passeggero anteriore non è stata alterata, tranne per i nuovi tappetini in gomma, mentre la fila posteriore dei sedili e le cinture di sicurezza posteriori sono state rimosse per alleggerire la struttura di 32 kg. Nel bagagliaio sono stati inseriti anche un estintore e un kit di primo soccorso.
    Le modifiche di LEAF AT-EV sono state affidate a RML Group, azienda britannica leader nella progettazione di veicoli ad alte prestazioni.

    Plug In Adventures
    Fondato da Chris Ramsey nel 2011, Plug In Adventures nasce dalla passione per l’avventura e per i veicoli elettrici. Dal suo quartier generale in Scozia, il team formato da appassionati di veicoli elettrici si propone di coinvolgere il pubblico in originali attività di varia natura volte a sostenere la mobilità a zero emissioni.
    Plug In Adventures non è nuovo alla guida a bordo delle auto elettriche. Nel settembre del 2015, ha impiegato solo due giorni per andare e tornare da John O’Groats a Land’s End al volante di una Nissan LEAF 24 kWh, coprendo un totale di 2.659 km e sfruttando solo punti di ricarica pubblici e gratuiti.
    Nell’aprile del 2016 invece i piloti hanno scelto una LEAF 30 kWh per completare la North Coast 500, la strada panoramica circolare lunga 830 km che attraversa le Highlands, considerata la “Route 66 scozzese”.
    Il Mongol Rally rappresenta l’apice di questa serie di avventure elettriche, che per Chris sono state l’occasione per allenarsi e prepararsi ad affrontare l’impresa più estrema.
    È possibile seguire @Pluginadventure su Twitter o visitare la pagina
    http://www.facebook.com/pluginadventures


    Il Mongol Rally
    Il Mongol Rally è un rally non competitivo a scopo benefico che si snoda per 16.000 km tra le montagne, i deserti e le steppe dell’Europa e dell’Asia. Si svolge ogni estate e la prima edizione risale al 2004. L’evento è organizzato da The Adventurists (http://www.theadventurists.com), che grazie a vari progetti ha devoluto finora 5 milioni di sterline. Ogni team iscritto al Mongol Rally ha il compito di raccogliere almeno 1.000 sterline da destinare a opere di beneficenza.
    In base al regolamento, i partecipanti devono guidare un’auto compatta con un motore di cilindrata inferiore a 1 litro per rendere la sfida ancora più ardua e spingere i piloti a interagire con le popolazioni incontrate lungo la via. Infatti non è prevista alcuna forma di assistenza stradale: i concorrenti devono cavarsela da soli.
    Per il 2017, The Adventurists ha accolto la proposta di Chris di iscrivere la LEAF AT-EV, che è stata la prima auto elettrica a cimentarsi nello storico rally, a conferma dell’impegno dell’associazione nei confronti dell’ambiente e della sostenibilità.


    ###
    * L’iscrizione e la partecipazione di Plug in Adventures all’evento sono del tutto indipendenti da Nissan Motor (GB).
    ** Valore NEDC (New European Driving Cycle) – Autonomia di 250km ottenuta con una serie di prove uniformi e ripetibili previste dal regolamento europeo E11-101R-011935 e dal ciclo di omologazione NEDC – New European Driving Cycle – di cui alla direttiva 91/441/CE. Fattori che incidono sull’autonomia: l’autonomia effettiva dipende da diversi fattori quali, ad esempio, la velocità di guida e il tipo di strada (percorso urbano, extra-urbano, autostrada); la tipologia di percorso (salita, discesa, pianura); la temperatura esterna e l’uso del climatizzatore; lo stile di guida (ecologico, costante, sportivo). Nissan nel Regno Unito
    Nissan nel Regno Unito
    Nello stabilimento Nissan di Sunderland si producono le vetture Nissan Qashqai, Juke, Infiniti Q30 e il veicolo 100% elettrico Nissan LEAF
    La produzione delle batterie agli ioni di litio per i veicoli elettrici ha avuto inizio nel 2012
    La produzione complessiva dal 1986 a oggi supera 9 milioni di unità, con l’80% dei veicoli prodotti esportati in oltre 100 mercati mondiali
    Gli investimenti totali annunciati e realizzati in questa sede superano i 4 miliardi di sterline
    Le unità costruite nel 2016 presso lo stabilimento di Sunderland ammontavano a 507.436
    Le persone che lavorano complessivamente per l’azienda nel Regno Unito, distribuite fra il centro di design (Paddington, Londra), il centro tecnico (Cranfield, Bedfordshire), l’impianto produttivo (Sunderland, Tyne and Wear) e le attività di vendita e marketing (Maple Cross, Hertfordshire), sono ormai più di 8.000.
    Con i 28.000 posti di lavoro nell’indotto e altri 4.000 nella rete di concessionarie, l’organico totale di Nissan in Gran Bretagna supera oggi le 40.000 persone.

  • #3664

    zio franco
    Partecipante

    Abbiamo incontrato persone straordinarie e siamo stati travolti dalla loro generosità

    La partecipazione con un mezzo totalmente elettrico sarebbe solo la scusa 😉

  • #3826

    lukethebike
    Partecipante
  • #4043

    Mastic
    Amministratore del forum

    Intanto il dibattito si sviluppa anche nel Regno Unito:

    The British government has announced its intention to ban sales of new diesel and petrol cars and vans from 2040. Motorcycles have not been specifically mentioned.

    The British Motorcyclists Federation (BMF), a FEMA member from the United Kingdom, looks into the matter and asks some relevant questions.

    While hybrid and electric cars are beginning to mature, current battery technology means they still have restricted ranges and the charging infrastructure is limited. Similarly, electric motorcycles have a long way to go, and hybrid models are likely to be impossible to implement within a typical bike frame. However, 2040 is still a long way away – time for vehicle and battery technology to mature. Indeed, the government’s decision has been seen by some as lacking urgency despite many cities already exceeding legal levels of nitrous oxide pollutants.

    The BMF believes the government’s announcement produces more questions than answers:

    What about electricity demand?
    A massive increase of electricity demand, which a wholesale switch in vehicle energy supply represents, would place enormous strain on a system which is struggling to meet projected demand. In October 2016, the National Grid’s energy margin had risen to 6.6% – an increase over the previous year’s “tight but manageable” 5.1%. Part of that improvement was the reprieve for the Eggborough coal power plant – the recent investment in renewables has not been matched by a proportionate gain in useful electricity supply.

    Can critical infrastructure cope with the change?
    There are believed to be around 110,000 plug-in EV or hybrid cars in the UK – the vast proportion of these are hybrids. As of July 28 2017, the supply of charging points – according to zap-map.com – was 13,155 connectors, at 4,582 locations. In the preceding 30 days, 295 new points had been added. If the numbers of charging points increase at that rate, there will be an additional 81,500 charging connectors by 2040. Most internal combustion cars can be refuelled in less than 10 minutes. The fastest electric connectors can typically take 75 minutes (at a fast-charging rate which is not recommended for good battery life). A full charge at home will usually be overnight.

    What effect will this have on motorcycle culture?
    A recent survey of European motorcyclists by FEMA revealed that if riders were given the choice between buying a more expensive non-emissions bike than an internal combustion engine (ICE) equivalent, 87% said they would not. In fact, 76% said that if ICE bikes were banned from cities, they would find an alternative – most likely a car.

    Despite all the unanswered questions right now, one thing that’s clear – whatever happens, this debate will be raging for decades.

    What are your thoughts about the announced ban? Tell BMF on Facebook or Twitter.

  • #4286

    Mastic
    Amministratore del forum

    La Bosch ha messo a punto una nuova batteria da 48V, pensata specificamente per le vetture ibride. E ne sta trattando l’adozione in primo equipaggiamento con 12 costruttori automobilistici nel mondo.
    Nel comunicato che ho ricevuto ci sono alcune altre info aggiuntive. E ci sono le risposte a 2 FAQ tipiche, che vi riporto

    Perché la Cina è considerata il pioniere dell’elettromobilità?
    Con più di mezzo milione di modelli venduti, la Cina è di gran lunga il mercato più grande del mondo per i veicoli elettrici. Il paese è, inoltre, leader mondiale della produzione di veicoli elettrici. I veicoli elettrici e i veicoli ibridi stanno conquistando una parte sempre maggiore del mercato cinese grazie anche al sostegno governativo.

    Perché la nuova batteria è più efficiente in termini di emissioni di CO2?
    Nessun altro paese al mondo emette altrettanto CO2 nell’atmosfera quanto la Cina. Il paese si è posto come obiettivo un target di flotta di 117 g/km entro il 2021 e i costruttori di veicoli cinesi ritengono che il sistema ibrido a 48 Volt li aiuterà a conseguire tale obiettivo. La nuova e conveniente batteria a 48 Volt renderà il sistema più accessibile per un mercato più ampio e aiuterà i costruttori di veicoli cinesi a ridurre considerevolmente le emissioni di CO2.

  • #4290

    Anto
    Moderatore

    “Io vado elettrico e non inquino…”

    😁😁😁

  • #4291

    Anto
    Moderatore

    Leggevo che anche Toshiba stia sviluppando una batteria per veicoli elettrici in grado di ricaricarsi in soli 6 minuti:

    “Toshiba annuncia ufficialmente la sua batteria per veicoli elettrici di nuova generazione SCiB capace di battere ogni record di ricarica grazie all’utilizzo di un nuovo componente pronto a raddoppiare la capacità dell’anodo e dunque riuscire a velocizzare la ricarica ottenendo comunque ottime performance. Sì, perché secondo quanto dichiarato dall’azienda, con le nuove batterie si riuscirà ad aumentare la densità energetica e dunque di conseguenza anche il tempo di utilizzo in termini di autonomie con un aumento dei chilometri percorsi dall’automobile. In questo caso i risultati sono quanto mai confortevoli visto che parliamo di addirittura 320km con una ricarica di soli 6 minuti.

    Per quanto riguarda la batteria in questione la differenza con le classiche componenti riguarda essenzialmente l’anodo di cui è costituita. In questo caso parliamo di un dispositivo caratterizzato da un anodo realizzato in ossido di niobo con una capacità di accumulo di litio doppia per volume. Oltre a determinare una durata decisamente ampia ma soprattutto un caricamento quanto mai rapido non è in discussione la sicurezza per gli utenti e dunque il suo utilizzo su automobili di nuova generazione ma anche applicativi industriali.

    Quello che in Toshiba è stato fatto di nuovo riguarda il procedimento che permette di organizzare l’ossido di titanio-niobo in una struttura cristallina capace di stoccare più efficientemente gli ioni di litio. In questo modo è stato possibile appunto raddoppiare la densità energetica della sua super batteria. Gli ingegneri giapponesi hanno testato una prima versione da 50 Ah, valutando sicurezza e cicli di vita.

    null

    La nuova SCiB è in grado di mantenere oltre il 90% della sua capacità dopo 5.000 cicli di carica e scarica. Non solo visto che se installata in un veicolo elettrico compatto questa consente un’autonomia di 320 km di percorrenza dopo solo sei minuti di carica ultra rapida. In soldoni significa circa tre volte il range offerto da una batteria al litio standard.

    “Non è solo un miglioramento incrementale, bensì un progresso rivoluzionario che farà una differenza significativa per quanto riguarda la distanza di guida e le prestazioni dei veicoli elettrici. Continueremo a migliorare le prestazioni della batteria e siamo pronti a lanciare la batteria SCiB di prossima generazione per applicazioni pratiche nel prossimo 2019” questo è quanto affermato dal direttore della divisione Ricerca aziendale e Centro di sviluppo di Toshiba.”

    Fonte e foto Hardware Upgrade

  • #4292

    Mastic
    Amministratore del forum

    Oggi siamo in vena. @lukethebike mi ha segnalato anche questa prova della Honda Clarity Fuel Cell.
    Interessante, perché ci racconta come va la macchina, ci racconta come funziona la tecnologia idrogeno-elettrico, ci parla dei possibili sviluppi futuri.

  • #4293

    Anto
    Moderatore

    “grazie alla miniaturizzazione dei componenti….” significa quindi che come per i PC, telefonini e altri apparati elettronici anche in questo campo lo sviluppo non può che migliorare questi elementi e rende fattibile la loro realizzazione

  • #4547

    Anto
    Moderatore

    Che ben vengano questi miglioramenti sui veicoli elettrici segno che si lavora intensamente per far partire l’elettrico.

    Ora mi chiedo una cosa, ma quando tra qualche anno ci sarà (si spera) una massiccia diffusione di veicoli elettrici, come saranno attrezzate le aree di ricarica? Metti il caso di una sosta in un’area dove sono messe a disposizione 5 punti di ricarica e arrivano 10 veicoli elettrici di cui un paio ha bisogno urgente di una ricarica perchè ormai alla fine e ho le colonnine impegnate, devo aspettare qualche ora o tanti minuti per rifornirmi? Non credo sia la stessa cosa come fare la fila dal benzinaio

    • #4549

      Mastic
      Amministratore del forum

      Già, le colonnine debbono essere previste in abbondanza. E’ anche vero che, aumentando l’autonomia, non sarà frequente fare un viaggio durante il quale ci si trova a secco. Anche perché l’uso prevalente dei veicoli sta cambiando e i viaggi in macchina si fanno sempre meno

  • #4580

    calus
    Moderatore

    Per fortuna Trump con il suo carbone produrra’elettricita’ in abbondanza per tutti gli electric-freak 😉

    Piu leggo questi bellissimi articoli piu mi preoccupo. In realta come scritto inizialmente da Luke, l’idrogeno ha un futuro ben piu green dell’elettrico, e per questo sara’ ostacolato maggiormente.
    Mi chiedo in che modo l’africa sara’ sfruttata sempre di piu..e che tipo di nuove guerre dovremmo aspettarci.

    I ricchi arabi hanno soldi a sufficenza per campare millenni, e per investire, guadagnandoci molto, in fonti rinnovabili.

  • #4980

    Mastic
    Amministratore del forum

    Fresco fresco mi è arrivato oggi questo comunicato del Touring Club Svizzero, che si occupa di fare anche test di laboratorio.

    L’autonomia dei veicoli elettrici aumenta, ma meno di quanto garantito dalla pubblicità
    Berna, 1 novembre 2017. La Consulenza mobilità del TCS, per incarico di Euroconsumers e Patti chiari, ha condotto un test comparativo fra tre moderne auto elettriche. L’esame ha dimostrato che con gli attuali veicoli elettrici è possibile percorrere una distanza accettabile; tuttavia, il loro consumo supera nettamente i valori indicati dai costruttori.
    Il TCS ha testato e paragonato tra di loro una Renault Zoe, una Nissan Leaf e una Opel Ampera-e.
    Le batterie in dotazione a questi veicoli elettrici hanno una capacità che oscilla dai 30 kWh ai 60 kWh e consentono, secondo i dati del costruttore, di percorrere fino a 520 km. Come per i motori a scoppio, l’autonomia viene stabilita sul banco di prova, ossia in condizioni di laboratorio. Obiettivo del test del TCS: determinare le effettive autonomie e i valori di consumo in condizioni reali.

    Condizioni del test
    Le automobili sono state predisposte uniformemente come se si partisse per le vacanze, cioè, oltre al conducente è stato caricato il peso di un passeggero (75 kg), di due bambini (30 kg ciascuno) e dei bagagli (20 kg). Inoltre, il climatizzatore e il riscaldamento sono stati regolati sui 22°C, con una temperatura esterna media di 10°C. Le auto hanno viaggiato fino a quando è apparsa l’indicazione “potenza motrice ridotta” che indica un basso livello di carica della batteria. Successivamente, le batterie sono state ricaricate tutte allo stesso modo nel Centro di esame tecnico accreditato del TCS a Emmen, le misurazioni del consumo di energia e dell‘autonomia dei veicoli elettrici.
    I tragitti per le prove di consumo sono stati effettuati con le vetture in colonna e prevedevano ogni volta tre giri in città, su strade di campagna e in autostrada. Il conducente e la posizione del veicolo nella colonna sono stati cambiati ad ogni nuovo giro, per equilibrare gli effetti del modo di guidare e della resistenza al rotolamento. Complessivamente, le auto hanno percorso una distanza di 124 km. Alla fine, le batterie sono state ricaricate con strumenti di misurazione calibrati nel Centro del TCS di Emmen.

    I principali risultati
    Le auto elettriche esaminate nelle condizioni di questo test offrono solo circa il 58% dell’autonomia annunciata dai costruttori per una ricarica di batteria. Concretamente, per Nissan Leaf ciò equivale a una percorrenza di 144 km, per Renault Zoe di 232 km e per Opel Ampera-e di 304 km.

    Conclusione
    Con i veicoli elettrici odierni si possono percorrere delle distanze maggiori e in condizioni più impegnative. Tuttavia, questo ha il suo prezzo. I costi dei veicoli, sottoposti al test, oscillano fra CHF 38’595.- e CHF 41’900.-, più cari rispetto alle auto della loro classe, ma questo maggior costo è compensato, nella vita del veicolo, dai minori esborsi per manutenzione e spese d’esercizio. Inoltre molte auto elettriche sono ancora inadatte per lunghi tragitti, oppure richiedono una pianificazione preliminare del viaggio. Questo svantaggio è in costante diminuzione per l’implementazione di una rete di ricarica sempre più accessibile e capillare

  • #5419

    Mastic
    Amministratore del forum

    Notizia marginale su un discussione comunque interessante. Ma nel mio peregrinare in cerca di informazione ho scoperto che alcune auto top di gamma stanno uscendo con impianti elettrici a 48V piuttosto che a 12. Sembra si tratti di una predisposizione a una futura alimentazione ibrida. Che servirà a ridurre i consumi di benzina e le quote di CO2 emesse. Oltre ad alimentare un compressore elettrico.

    Qui l’articolo (in francese) di AutoPlus

  • #5420

    zio franco
    Partecipante

    Inoltre Fisker EMotion, l’elettrica che farà il pieno in un minuto

    Con le batterie allo stato solido secondo il produttore saranno possibili rifornimenti a tempi record. Autonomia di 800 km

    Meno di un’auto a benzina: la Fisker per la sua nuova EMotion elettrica promette rifornimenti in un minuto. Il tutto grazie a “rivoluzionari” brevetti appena depositati per batterie allo stato solido. E’ lo stesso fondatore, Henrik Fisker, a rilasciare affermazioni ambiziose sulla tecnologia del suo nuovo modello che sarà in vendita “entro il 2023 e che eliminerà del tutto l’ansia da autonomia”.

    “Le nuove batterie allo stato solido – continua Fisker – saranno 2,5 volte più efficienti rispetto alle migliorie batterie usate nelle attuali auto elettriche”. Vedremo. L’autonomia dichiarata è di 800 km per carica ma è lo straordinaria velocità con cui si fa il pieno a far finire di diritto la EMotion sotto i riflettori.

    Di certo Fisker non è il solo a fare dichiarazioni del genere sulle nuova batterie allo stato solido: anche Sakti3, la startup che si occupa proprio della produzione di questi accumulatori, acquistata da Dyson nel 2015, e dice in pratica le stesse cose. Anche la Toyota sta anche sviluppando modelli con batterie simili, ma il colosso giapponese non si sbilancia sulle prestazioni di questi prototipi

  • #5423

    calus
    Moderatore

    ecco…fine dei motori a scoppio…
    arrivederci!

    • #5426

      Anto
      Moderatore

      Più che fine ed un arrivederci direi che sono un’alternativa sempre più remota, ci vorranno decenni per fare morire i motori a combustione interna, diciamo che il passaggio da essi agli elettrici lo stiamo avendo con gli ibridi

  • #5490

    Mastic
    Amministratore del forum

    Visto il nuovo “camioncino” della Tesla? Da 0 a 100 in 5 secondi, che diventano 20 con un carico di 40 tonnellate. 800 km d’autonomia. 30′ per ricaricare energia per 600 km se si trova un punto supercharger.
    E poi anche la supercar, che va più di una Bugatti.

    Sarà vero tutto ciò?

    Tesla Semi Truck, Tesla Roadster 2.0, Tesla Pickup — Hot! From Unveiling Event! (101 Pics)

  • #5500

    Mastic
    Amministratore del forum

    Mi sa che ne avevamo già parlato, ma questo comunicato della Nissan è molto preciso e completo.

    EVA+, Electric Vehicles Arteries, è il progetto di mobilità elettrica che prevede l’installazione, in tre anni lungo le tratte extraurbane, di 200 colonnine di ricarica veloce, 180 in Italia e le altre 20 in Austria. Il programma, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di “Connecting Europe Facility”, vede la collaborazione di Enel, in qualità di coordinatore, e Verbund (principale utility austriaca) insieme ad alcuni tra i principali costruttori automobilistici di veicoli elettrici a livello mondiale come Renault, Nissan, BMW e Volkswagen Group Italia (rappresentata dalle marche Volkswagen e Audi).

    Due delle nuove stazioni di ricarica veloce sono state installate nei pressi delle uscite autostradali dell’aeroporto di Fiumicino, davanti al centro commerciale Parco Leonardo, e del Porto di Civitavecchia. Considerata l’importanza strategica nell’ambito del trasporto intermodale e la vicinanza con la Capitale verranno infatti installate ulteriori due stazioni di ricarica, con l’obiettivo di favorire i flussi di traffico verso Roma. Sempre nel Lazio è stata rafforzata l’infrastruttura verso il sud con la posa di una colonnina fast a Ceprano, a metà strada tra quelle già presenti a Cassino e a Frosinone.

    Potenziata anche la tratta Roma-Milano con l’infrastruttura situata nei pressi dell’importante snodo autostradale di Orte, utile anche come collegamento con la superstrada Orte-Cesena, e quella posizionata presso l’uscita di Firenze Sud. Dal capoluogo toscano sarà inoltre possibile raggiungere l’aeroporto di Pisa e le località marittime della Versilia grazie all’infrastruttura installata a Lucca; la città non solo ospiterà una dei 180 punti di ricarica di EVA+ ma sarà la prima dove verrà realizzata la rete di ricarica urbana prevista dal Piano nazionale infrastrutturale di Enel.

    Le altre nuove colonnine Fast installate sono state utilizzate per rafforzare le tratte Milano-Torino e Milano-Genova con la posta dei punti ricarica a Chivasso e Novi Ligure.

    Con EVA+ nasce la prima rete di ricarica che consentirà di utilizzare i veicoli elettrici fuori città. Le infrastrutture di ricarica installate sono le “Enel Fast Recharge Plus”, la tecnologia interamente sviluppata da Enel che garantisce un pieno di energia in meno di 20 minuti, compatibile con tutti i veicoli elettrici in commercio e nel rispetto dei più alti standard di sicurezza.

    I 40 punti di ricarica si trovano principalmente in aree adiacenti agli accessi autostradali per consentirne l’uso anche a coloro che utilizzano veicoli elettrici per spostamenti extraurbani con soste compatibili con il tempo di ricarica, in luoghi come ad esempio i centri commerciali.

    Le prossime infrastrutture di EVA+ verranno installate in due location strategiche: l’aeroporto di Genova e presso l’Università degli studi di Salerno all’uscita della autostrada A2.

    Di seguito i luoghi dove sono state installate le stazioni di ricarica con tecnologia Enel (in verde le nuove installazioni).



  • #5506

    Anto
    Moderatore

    Le intenzioni promettono bene, bisogna solo incentivare l’acquisto di questi veicoli in modo tale da poter correggere eventuali errori e migliorare il servizio

  • #5794

    Anto
    Moderatore

    Lodevole iniziativa della Regione Piemonte che vuole obbligare i distributori di benzina a dotarsi di colonnine per la ricarica:

    Ricarica elettrica obbligatoria per i distributori di benzina piemontesi
    Le nuove stazioni di servizio dovranno adeguarsi in tempi brevi

    Tutti i distributori di benzina piemontesi dovranno dotarsi delle colonnine di ricarica per le auto elettriche e dei distributori di Gpl. Lo ha previsto la delibera regionale di modifica delle direttive sulla realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, che ha ottenuto il parere preventivo favorevole da parte della terza Commissione presieduta da Giovanni Corgnati. Le nuove stazioni di servizio dovranno adeguarsi in tempi brevi mentre quelle in esercizio da tempo, le modalità saranno un po’ più lunghe.

    “I contenuti del provvedimento – ha sottolineato l’assessora all’Energia Giuseppina De Santis – recepiscono la direttiva europea che sancisce per gli Stati membri un quadro comune di misure per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, al fine di ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio e di attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti”.

    La direttiva identifica, attualmente, come principali combustibili alternativi con potenzialità di lungo periodo in termini di sostituibilità al petrolio, anche alla luce del loro possibile utilizzo simultaneo e combinato, l’elettricità, l’idrogeno, i biocarburanti, il gas naturale e il gas di petrolio liquefatto (Gpl), definendoli combustibili o fonti di energia che fungono, almeno in parte, da sostituti delle fonti di petrolio fossile nella fornitura di energia per il trasporto e che possono contribuire alla sua decarbonizzazione e migliorare le prestazioni ambientali del comparto dei trasporti.

    Alexia Penna
    da Torinotoday.it

  • #6079

    Lupo
    Partecipante

    Do il mio, modesto, contributo.
    L’idrogeno viene considerato, a ragione, un vettore di energia piuttosto che un carburante. Per estrarlo , via elettrolisi, dall’acqua occorre molta, molta energia, ovviamente più di quanta ne restituisca combinandosi con l’ossigeno dell’aria, producendo calore che peraltro è notevole, praticamente quello della fiamma.
    Per questi motivi attualmente quasi tutto l’idrogeno viene prodotto dal metano.
    Pensare di poterlo produrre con qualche pannello fotovoltaico in loco è pura utopia, ci vorrebbero centinaia di metri quadrati di pannelli.
    Inoltre esiste il problema di immagazzinarlo, la sua molecola è molto piccina, e tende a sfuggire, quale sia il contenitore usato per contenerlo. Ci sono degli “escamotage” per ovviare al problema, ma sono costosi e di dubbia sicurezza.
    Insomma va bene per qualche scooterino di ridotte esigenze con la sua bomboletta sotto sella, ma per esigenze di potenza ben maggiori ha parecchie difficoltà. Inquinamento zero, una pacchia, solo acqua.
    Personalmente lo vedo come simpatico esercizio di tecnica, ma di difficile uso su larga scala.

    • #6105

      Mastic
      Amministratore del forum

      Non so come le case stiano pensando di risolvere i problemi che citi tu, Lupo, però è un dato di fatto che le principali case auto stanno lavorando sulle fuel cell con molta convinzione. Mi dicono anche che sono parecchio avanti. Non c’è molto da attendere, a quanto pare

  • #6106

    Mastic
    Amministratore del forum

    Intanto torno su questa discussione, per portare l’ennesimo contributo (non al discorso fuell cell o idrogeno) che arriva da una casa automobilistica.
    Faccio copia/incolla del comunicato ricevuto dalla Nissan

    Nissan e TEPCO sperimentano i veicoli elettrici come centrali energetiche mobili
    Uno studio valuterà il potenziale dei veicoli elettrici Nissan come strumento di supporto per stabilizzare la domanda di energia all’interno della rete elettrica

    YOKOHAMA e TOKYO (Giappone)– Nissan Motor Co., Ltd. e Tokyo Electric Power Co. (TEPCO) lanciano uno studio in Giappone per valutare in che modo i veicoli elettrici contribuiscano a stabilizzare il consumo di energia all’interno della rete elettrica.
    Partecipano allo studio un gruppo di dipendenti TEPCO alla guida del veicolo commerciale 100% elettrico Nissan e-NV200 e un gruppo dipendenti Nissan al volante del veicolo 100% elettrico Nissan LEAF, il più venduto al mondo. Il progetto durerà fino alla fine di gennaio 2018.
    Quando la domanda di energia elettrica risulterà bassa, TEPCO invierà un avviso ai partecipanti e chi deciderà di ricaricare il veicolo in questo arco di tempo potrà ottenere degli incentivi in base alla quantità di energia ricaricata. Verrà quindi valutata la disponibilità dei proprietari dei veicoli 100% elettrici a modificare le abituali fasce orarie di ricarica per contribuire a ridurre le fluttuazioni nella domanda di energia. Le informazioni raccolte aiuteranno a definire le modalità di utilizzo più efficaci per le auto 100% elettriche al fine di stabilizzare i consumi energetici.
    In futuro le energie rinnovabili verranno impiegate con maggiore frequenza, in linea con il graduale passaggio a una società a emissioni ridotte. Per sfruttare le energie rinnovabili in modo stabile ed efficace, le “centrali elettriche mobili” dovranno integrare e gestire le risorse energetiche disperse con il contributo dei clienti. I veicoli elettrici possono essere una risorsa di energia virtuale attraverso il controllo della batteria in fase di ricarica e di restituzione alla rete in collaborazione con gli operatori energetici.
    Il progetto Nissan-TEPCO si avvarrà delle infrastrutture esistenti e del sistema telematico Nissan Connect EV, un servizio che consente ai proprietari dei veicoli elettrici di monitorare da remoto le condizioni della propria auto e di controllare lo stato della batteria tramite una App per smartphone e tablet. Avrà un ruolo chiave anche EVsmart, una App che individua le stazioni di ricarica per i veicoli, offrendo un’interfaccia grafica e raccogliendo e gestendo le informazioni. I partecipanti potranno installare gratuitamente entrambe le App sui propri smartphone o tablet.
    Si tratta di un progetto unico nel suo genere in Giappone. Nissan intende avviare partnership con i principali fornitori di energia elettrica in tutto il mondo, al fine di creare centrali virtuali basate sui veicoli elettrici e contribuire così a una società smart e alla creazione di un ecosistema: un piano in linea con la strategia aziendale Nissan Intelligent Integration, uno dei pilastri della visione Nissan Intelligent Mobility.
    TEPCO punta invece a procedere con le sue attività di sviluppo del sistema, per adattarlo a un’ampia gamma di veicoli elettrici prodotti da diverse case automobilistiche. L’azienda sta definendo un sistema compatibile con numerosi dispositivi di carica e restituzione alla rete, volto a ottimizzare le operazioni di adeguamento delle reti elettriche.
    Nissan e TEPCO presenteranno i risultati del progetto all’Agenzia giapponese per le Risorse Naturali e l’Energia, nel quadro del loro “Demonstration experiment of virtual power plant construction leveraging energy resources on the demand side, Fiscal Year 2017” (Esperimento dimostrativo sull’implementazione di centrali elettriche virtuali capaci di sfruttare le risorse energetiche in base alla domanda, esercizio fiscale 2017”.

  • #6889

    Mastic
    Amministratore del forum

    Torniamo a dare qualche spunto sull’elettrico, guardando a cosa succede all’estero.

    Belgio, Olanda e Lussemburgo hanno firmato un documento d’intenti comune, per omogeneizzare la rete delle colonnine di ricarica e rendere più facile la mobilità con veicoli elettrici nel Benelux (il territorio dei tre stati).
    3 i punti salienti:

    – La rete di impianti di ricarica pubblicamente accessibili nel territorio del Benelux deve essere facilmente utilizzabile da tutti i guidatori di veicoli elettrici di uno qualunque dei tre paesi, senza possibilità di discriminazioni
    – Che i guidatori di veicoli elettrici possano pagare le ricariche con la migliore formula o utilizzando il loro stesso contratto di e-mobility
    – Che le tariffe di ricarica siano trasparenti e convenienti per tutti gli utilizzatori

    In futuro, i tre governi mireranno ad armonizzare le infrastrutture, a migliorare l’informazione relativa ai punti di ricarica, a facilitare lo sviluppo transfrontaliero di servizi di e-mobility e di infrastrutture di ricarica, alla trasparenza tariffaria, con tariffe congrue. Poi si pensa anche a collaborare a livello comunitario, per un approccio coordinato alle tematiche europee connesse alla e-mobility.
    Per ora è solamente un documento d’intenti, ma il segnale è importante e forte.

    Se siete interessati a leggere il documento completo, lo trovate QUI

    Rimanendo nel Nord Europa, la Svezia ha appostato 35 milioni di euro per un piano triennale di incentivi all’acquisto di bici, ciclomotori e moto elettriche. Il finanziamento (per un massimo di 1000 euro, in funzione del veicolo acquistato) partirà da domani, 1° febbraio 2018.
    Da notare che nella stesura originaria del provvedimento non erano previste le moto. La SMC (Sverige MotorCyclister) ha contattato il ministro e sottoposto una nuova proposta, con successo.

    P.S. la Svezia ha messo a disposizione 35 milioni di euro, con una popolazione di 9,9 milioni di abitanti. Significa che nei prossimi 3 anni prevedono una buona diffusione del veicolo elettrico

  • #6890

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    Parlando con amico, funzionario gruppo Fca, è venuto fuori che al momento di investire nell’ibrido Marchionne ha stoppato tutto dicendo che per lui il futuro era diverso, e ha impegnato queste disponibilità finanziare con altro. Lui stesso, il mio amico, aveva partecipato ad un progetto che con le alette parasole e il tetto entrambi con pannelli fotovoltaici, permetteva ad un full elettrico di aumentare di molto la autonomia, l’altolà del gran capo ha tarpato le ali a qualsiasi altra idea e adesso l’unico gruppo a non avere proposte ne ibride ne elettriche nel suo smisurato parco auto è proprio la Fiat.

    Pagheremo questo ritardo? L’ibrido sarà solo una veloce parentesi?
    Lo vedremo in futuro, e a parte l’interessantissima Fisker con il suo supertempo di ricarica, anche se ha bisogno di qualcosa di più di un 220volt da casa, mi piace segnalare la bmw i8, che provata su un ovale contro la M4 è riuscita a stare al pari della supercar fino a quando le batterie hanno dato il loro apporto per poi essere sorpassata nel momento in cui rimaneva con il solo 1,5litri da oltre 200cv che nulla può contro lo strapotere Msport. La i8 dichiara consumi inarrivabili per qualsiasi utilitaria. Noi però abbiamo il twin air….. 🙁

  • #7706

    Netbikers
    Amministratore del forum

    In questo laboratorio su elettrico e ibrido, è interessante questo comunicato stampa della Nissan, nel quale si parla di come in Giappone le batterie usate dalle auto elettriche possono venire riutilizzate per una rete di lampioni senza fili, alimentati da celle solari.
    Un’idea in più. Perché su questo settore dell’elettrico è vero che le idee migliori forse sono quelle che devono ancora venire

    Le batterie di Nissan LEAF illuminano la città

    Con il progetto “The Reborn Light” a Namie, in Giappone, i lampioni stradali saranno alimentati da batterie di seconda vita delle Nissan LEAF e da pannelli solari

    NAMIE (Giappone), 22 marzo 2018 – Nissan e la sua affiliata 4R Energy Corporation hanno collaborato con la città di Namie, in Giappone, per installare nuovi lampioni stradali wireless sostenibili che saranno alimentati da una combinazione di batterie di seconda vita di Nissan LEAF, l’auto 100% elettrica più venduta al mondo, e da pannelli solari.

    Il progetto “The Reborn Light” (“La luce rigenerata”) prevede la fornitura ai residenti di Namie, in Giappone, di illuminazione pubblica sostenibile e autoalimentata che è stata sviluppata per prevenire i black out verificatisi in seguito al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo 2011. Questo programma utilizza il crescente numero di batterie di seconda vita delle auto elettriche che diventeranno disponibili con l’aumento della popolarità e della diffusione dei veicoli elettrici in tutto il mondo.

    Nissan e 4R hanno creato un nuovo tipo di illuminazione per esterni che funziona separatamente rispetto alla rete elettrica principale, senza necessità di cavi o prese elettriche. Un prototipo verrà testato il 26 marzo presso lo stabilimento di rigenerazione delle batterie 4R di Namie, con l’installazione completa a partire dall’anno fiscale 2018 con inizio il 1 aprile.

    Un video di approfondimento è disponibile al seguente link: youtu.be/yN4J4_nyIpI

  • #8148

    zio franco
    Partecipante

    Come dimenticarsi che questo fine settimana ci sarà a Roma un avvenimento eccezionale

    La Formula E(lettrica) mondiale nel centro storico della città millenaria

    Questo sarà lo skyline

    Partenza e diretta su Mediaset alle 16 di domani

    Le prime prove libere sono in programma alle 8 in punto, seguite alle 10.30 dal secondo turno di libere. Le qualifiche avverranno alle 12 e la super pole alle 12.45. Dopo la parata dei piloti delle 15, alle 16 semaforo verde con podio a seguire, dalle 17. Tutte le fasi saranno trasmesse dalle reti Mediaset (Italia 1 e Italia 2). La linea di partenza è nel quartiere Eur, in via Colombo. La pista cittadina porta poi in direzione del palazzo della Scienza Universale e quindi della Nuvola di Fuksas. Un tratto misto unisce questa zona (nella Nuvola saranno collocate anche molte attività di contorno all’evento) con l’area del palazzo dei Congressi, dove si trovano la pit-lane e la linea del traguardo che è quindi differente da quella di partenza. Subito dopo le monoposto affronteranno la parte più veloce del tracciato che passa per viale dell’Arte e per viale dell’Artigianato, passando poi in via delle Tre Fontane, viale dell’Agricoltura e via Ciro il Grande. Ultimi metri con una variante che scorre a fianco dell’obelisco di piazza Guglielmo Marconi e si torna al via.

    Emozionante

  • #9747

    Netbikers
    Amministratore del forum

    Davvero l’industria del petrolio starebbe attuando una campagna di disinformazione nei confronti dei veicoli elettrici? Lo sostiene l’americana CNBC in un documentato articolo.
    Ne parliamo QUI

  • #9750

    zio franco
    Partecipante

    Personalmente non ho dubbi nemmeno se nell’immediato fosse così,e non lo è

    Perchè è un mondo tutto da scoprire come lo sono stati quelli che abbiamo conosciuto
    Lo scaldino al letto,i lumi a petrolio,le cabine telefoniche,le stufe a carbone,i centri meccanografici,il technigrafo,i carburatori…

    Inoltre i veicoli elettrici sono da tre a quattro volte più efficienti nell’uso di energia rispetto ai veicoli a benzina. Nelle auto elettriche la parte di energia immessa che si perde sotto forma di calore è molto minore di quella persa dalle auto a carburante.
    I veicoli elettrici producono risparmi per il consumatore: l’energia elettrica costa molto meno del carburante e la manutenzione è minore. Non occorre andare al distributore. Il motore è molto più semplice e quindi si guasta meno. Le prestazioni sono migliori in fatto di accelerazione e di tenuta di strada, perché i veicoli elettrici hanno un baricentro basso.

    Il passaggio dal carburante ai veicoli elettrici caricati in modo intelligente, inoltre, consente di attingere alle eccedenze di produzione di energia della rete elettrica e quindi migliora le prestazioni della rete e mantiene bassi i costi

    Anche la resistenza al cambiamento delle lobbies petrolifere e derivati è un passaggio necessario,ormai la trasformazione è partita e chi ci ha creduto è già troppo avanti

  • #9947

    zio franco
    Partecipante

    Ora che c’è il noleggio una Energica Ego proverei a guidarla per due ore…

    QUI

    Mannaggia c’è anche a Firenze

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