ACI/Istat: nel 2018 meno motociclisti morti, ma incubo distrazione

ACI e Istat hanno diffuso i dati sugli incidenti stradali del 2018. Per i motociclisti c’è la buona notizia di un calo della mortalità del 6,8% rispetto al 2017, ma si parla comunque di 685 di noi che non ci sono più. Nel complesso i numeri mostrano un leggero miglioramento sul 2017, ma il calo degli incidenti stradali degli scorsi anni si è arrestato. E la prima causa d’incidente è sempre di più la distrazione
(Foto d’apertura di “Senior Airman Michael Smith)

Italia 2018, l’incidentalità stradale per punti

  • Nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%).
  • Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.
  • Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).
  • Sebbene il numero dei morti sia complessivamente in diminuzione, aumentano le vittime sulle autostrade – da 296 nel 2017 a 327 nel 2018, +10,5% – a causa dell’incidente stradale avvenuto il 14 agosto 2018 sul Ponte Morandi della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, che ha coinvolto numerosi veicoli e causato 43 vittime. Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane comunque sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).
  • Nell’Unione europea, il numero delle vittime di incidenti stradali diminuisce nel 2018, seppure in misura contenuta (-1% rispetto al 2017): complessivamente, sono state poco più di 25mila contro 25.321 del 2017. Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.
  • Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano, anche nel 2018, le prime tre cause di incidente (complessivamente il 40,8% delle circostanze). Tra le altre cause più rilevanti: distanza di sicurezza (20.443), manovra irregolare (15.192), comportamento scorretto verso il pedone (7.243) o del pedone (7.021), presenza di buche o ostacoli accidentali (6.753): rispettivamente il 9,2%, il 6,9%, il 3,3%, il 3,2% e il 3,1% del totale.
  • Sulle strade urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto di precedenza o semafori (17%), seguito dalla guida distratta (14,9%); sulle strade extraurbane la guida distratta o andamento indeciso (20,1%), velocità troppo elevata (14%) e mancata distanza di sicurezza (13,8%).
  • Violazioni principali: velocità, segnaletica, cinture di sicurezza/seggiolini e uso del cellulare. Nel 2018 le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada si sono ridotte complessivamente del 4,4%, (anche a causa della diminuzione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine), le voci principali, oltre al superamento dei limiti di velocità, vedono ai primi posti l’inosservanza del rispetto della segnaletica (365.697; -6,6%), seguita da mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (202.941; -0,03%) e uso improprio del cellulare alla guida (136.950; -6,1%). In diminuzione anche le contravvenzioni per eccesso di velocità, (2.513.936; -11,6%). Tra le probabili cause il fatto che, nei mesi di giugno e luglio, il sistema Tutor sia stato inattivo.
  • Nel 2018 le prime iscrizioni di veicoli aumentano solo dell’1% rispetto all’anno precedente mentre il parco veicolare cresce dell’1,3%. Le percorrenze autostradali sui circa seimila chilometri della rete in concessione mostrano una sostanziale stabilità (+0,4%), con un aumento del 2,3% rispetto al 2017 solo per i veicoli pesanti, con oltre 84 miliardi di km percorsi.

    Fin qui la sintesi per punti del corposo rapporto Istat che ho ricevuto questa mattina. Cosa aggiungere? Scorrete in basso e date un’occhiata al Forum, dove c’è un’apposita discussione aperta.

Home It Forum ACI-ISTAT – gli incidenti del 2018: perché i soliti incidenti evitabili?

Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anto 2 mesi, 3 settimane fa.

  • Autore
    Articoli
  • #15218

    Mastic
    Amministratore del forum

    Oggi sono usciti i dati degli incidenti stradali 2018 (il tempo di pubblicarli in home e li linko anche qui). I dati non sono malvagi per noi motociclisti, ma dipingono una situazione stagnante.
    Recentemente ho ripreso in mano il discorso sicurezza stradale, per un’inchiesta molto ampia che trovate sul numero di agosto di InMoto, già in edicola. Il punto di partenza del mio lavoro sono stati i comunicati stampa dell’Asaps, che ha denunciato come nei 4 fine settimana di giugno i motociclisti morti siano stati ben 70. Solo nei fine settimana!
    Così mi sono preso la briga di studiare i report dei singoli incidenti, per scoprire che la maggior parte di quei morti non erano smanettoni che percorrevano i passi di montagna. Più spesso erano utenti del mezzo a due ruote (volutamente non li ho chiamati motociclisti) rimasti vittima di incidenti stupidi e prevedibili; magari a bassa velocità, magari in città, magari mentre facevano un giretto “stupido” con una moto prestata.
    I morti contro i guard rail che ho trovato erano solo 4. E finalmente, che i guard rail siano una foglia di fico per noi motociclisti lo si capisce anche dalle parole del prof. Marco Anghileri, intervistato dalla collega Giovanna Guiso: “Se anche fossimo in grado di salvare il 50% dei motociclisti che muoiono contro le barriere di sicurezza, riusciremmo a modificare la mortalità del trasporto su due ruote soltanto dell’1.4%”. (Qui l’intervista completa).

    A parte quei 4, i motociclisti caduti nei fine settimana di giugno sono morti tutti finendo addosso ad auto, furgoni e camion.

    Ecco, il punto di partenza per fare qualcosa per chi usa il mezzo a due ruote esponendosi a rischi inutili è proprio quello di capire dove sono gli incidenti. Inutile urlare alla velocità eccessiva, ai mezzi superpotenti o ai motociclisti pazzi. Torna il solito discorso che bisogna salvare (ho scritto salvare) gli utilizzatori del mezzo a due ruote privi della necessaria formazione.
    Sembra tanto facile, eppure questo concetto è poco compreso da tutti. Anche dai motociclisti, che si sentono “imparati” e danno ad altri la colpa degli incidenti.

    Di sicurezza abbiamo scritto molto qui nel Forum. Di seguito le principali discussioni
    Campagne di sicurezza: servono?
    E poi dicono che le moto sono pericolose
    Pure gli animali sono un pericolo
    C’è una forza politica alla quale interessi lo stato delle strade?
    Corsi di guida: sono utili?
    Qualità strade – inchiesta
    E se montassimo tutti due videocamere sulle nostre moto?
    Dossi non a norma, facciamogliela pagare!
    Bocciate le detrazioni fiscali per l’acquisto di abbigliamento moto
    Ma quali smanettoni, il pericolo è il traffico
    Le strade di Roma, slalom fra buche e cordoli
    Dati ACI-Istat 2017: forte aumento della mortalità stradale dei motociclisti
    Primo soccorso
    Quando l’automobilista ti guarda ma non ti vede
    Le nostre cadute, a volte stupide

  • #15219

    MT
    Partecipante

    Tra giovedi e domenica qui in riviera sei incidenti con quattro decessi e quattro feriti( tutti in ore serali,tranne un diciassettenne tamponato ad un incrocio) si va dalla svolta a u di un furgone poco dopo il semaforo, alla svolta a sinistra dell ambulanza al rientro fine servizio , allo scontro classico.
    Quello che mi pare di capire oltre alla disattenzione generale, è la difficile valutazione di distanza e velocità del monofanale, specie di notte

  • #15223

    Anto
    Moderatore

    Effettivamente alcune volte può succedere che la troppa sicurezza, dare troppo scontati certi fondamenti, e quanto meno te l’aspetti ecco l’errore che può avere brutte conseguenze.
    Posso testimoniare a mie spese che recentemente mi sono giocato il famigerato “jolly” nel percorrere una curva a sinistra, velocità normale, condizioni di asfalto e visibilità ottime non so come mi sono ritrovato in un attimo a impostarla lunghetta e ritrovarmi inevitabilmente con le ruote fuori strada sul brecciolino a pochi cm dal guard rail.

    Mi sono sentito impotente, non sapendo come fare a contrastare il “lungo” e vedendomi già a terra sono riuscito a tenermi in equilibrio piantando il piede sinistro a terra e riportare la moto sull’asfalto e fortunatamente tutto risolto per il meglio, morale a terra (logicamente) e la dimostrazione che avendo solo 2 ruote, un delicato equilibrio bisogna essere pronti a risolvere ogni tipo di situazione. Poi un “esperto” motociclista nonché istruttore di guida che era dietro di me che ha assistito alla scena, mi ha suggerito come avrei potuto correggere l’errore (grazie del supporto Riccardo 😘)

    Questo per dire che è vero, spesso gli incidenti sono causati dalla inesperienza o dalle manovre sbagliate di motociclisti della domenica, non dalla velocità o dalla incoscienza.

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