Tunisia 2018 – 1: Appuntamento nel deserto

Vi ricordate di Pape, Fabio e Nunzio, i nostri tre amici che lo scorso anno fecero Capodanno in Marocco? Non hanno resistito al richiamo dell’Africa neanche per il Capodanno in arrivo, e sono già in Tunisia. Da dove ci aggiornano quotidianamente

 

Sono ripartiti! Alberto (Pape), Fabio (Johnny) e Nunzio (Baffo), dopo il bellissimo viaggio dello scorso anno in Marocco, sono di nuovo in Africa. Questa volta in Tunisia, paese già visitato un paio di stagioni fa.

Sono partiti il 26 dicembre, traversando l’Italia del Nord, da Verona e Mantova fino a Genova, dove si sono imbarcati per Tunisi. All’ultimo hanno avuto anche la sorpresa degli amici sardi Benvenuto (Tarzan) e Sergio, partiti un giorno prima, che li hanno aspettati a Kairuan, facendo trovare loro l’albergo prenotato. E poi altri incontri in traghetto, perché chi fa un viaggio in Africa nei giorni di fine anno, spesso finisce per rifarlo. E ci si rincontra ogni volta.

Il 27 sono arrivati a Tunisi all’imbrunire, hanno fatto i 180 km che separano il porto da Kairuan al buio. Un inizio di acclimatamento alla guida difficile, considerando che in Tunisia, dicono loro, il comportamento dei guidatori è molto aggressivo, e nelle rotatorie vince il più forte.
La prima giornata si è chiusa con una cena in un bar, dove spendendo 46 dinari, l’equivalente di 15 euro, hanno mangiato in 5.

E siamo alla prima giornata di Africa, aperta il 28 mattina alle 9 con una temperatura di circa 6 gradi e destinazione Matmata. Si punta verso Sidi Bouzid, percorrendo stradine secondarie. A un tratto, in mezzo al nulla… Tarzan si accorge di aver forato l’anteriore. La valvola gira a vuoto, segno che la camera d’aria è rotta. Benvenuto purtroppo ha dimenticato le camere d’aria di scorta, cosa che lo fa arrabbiare assai. Fortunatamente la sua gomma anteriore è sufficientemente rigida per continuare a camminare, anche senza pressione.
A Sidi Bouzid l’unica camera d’aria reperibile però è una 17” da scooter, che si riesce a infilare sul cerchio da 21”.

Via di nuovo, in direzione di una pista di montagna del Canyon Col Biada, che dicono essere bellissimo. Nunzio arriva lungo in una curva, lui dice che la colpa è del ghiaione, fatto sta che ruzzola giù per una scarpata. Fortunatamente senza conseguenze, né per lui né per la moto.

Si riparte, e dopo un po’ di ricerche, ecco la strada del Canyon Col Biada, poco più di un chilometro, ma bellissima.
Il tempo di due foto, e ci si rende conto che la gomma anteriore di Benvenuto è nuovamente sgonfia.

Rientrati sull’asfalto, si punta di nuovo verso nord, piuttosto che continuare a scendere a sud, per raggiungere la città di Gaafsa, e cercare una camera d’aria. I locali si fanno in quattro: due ragazzi accompagnano Sergio in giro per la città, e dopo un’ora lui torna con una camera d’aria da 18”. Meglio della 17 del mattino, visto che va adattata al cerchio da 21”.

Ormai però è tardi, e i nostri restano a Gaafsa, dove trovano un hotel e passano una bella serata in compagnia di una coppia di italiani conosciuti sul posto.

Ora si riparte, con il tentativo di recuperare la strada perduta, ma non sarà facile.

Nel frattempo, i nostri tre amici hanno iniziato a tenere un diario quotidiano sul Forum di Netbikers. Compatibilmente con la possibilità di reperire una buona connessione Internet e di avere un po’ di tempo per farlo, alla sera, prima di andare a letto.

Clicca qui per la prossima puntata
Tunisia 2018 – 2: la sabbia, e l’oasi di Ksar Ghilane!

 

Il Col Biada è particolarmente spettacolare

 

L’ingresso del Col Biada

 

 

 

 

 

 

 

 

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