Castellina Way: il miracolo si è ripetuto!

Una volta era la Sgommata toscana, oggi è il Castellina Way. Non è un raduno. Eppure ogni anno a giugno scatta il richiamo, e molti motociclisti amici di forum si recano in pellegrinaggio a San Donato in Poggio, in provincia di Firenze. Un evento che ha un’alchimia tutta sua e irripetibile

Strana gente i toscani. Vivono attaccati al loro modo di essere: simpatici, gioviali, talvolta irosi. Abitano una terra bellissima, che hanno saputo conservare, tenendola al riparo dal cemento. E deve essere questa bellezza che li ha portati a sviluppare un gusto del bello così netto. Così come questo loro stile di vita, apparentemente lento e rilassato, che probabilmente li spinge a cercare la virtuosità in quello che fanno. La perfezione.

Perfezione è una parola grossa, lo so, ma è quella che mi viene spontanea dopo essere stato alla 13a edizione del Castellina Way, la nostra uscita motociclistica che tradizionalmente fa base a San Donato in Poggio, poco sotto Firenze.

A dire il vero per il Castellina si trattava della 2a edizione. Perché lo scorso anno c’era stato un cambio di nome. Ma non si può non dire che l’origine del tutto è la Sgommata Toscana, nata appunto 13 anni fa.

Allora era il fiorentino @zio-francofranco, Franco Calissi, che su richiesta di un piccolo drappello di forumisti della prima ora, aveva organizzato una due giorni nella sua terra. Insieme a @fuzz, Renzo. Negli anni l’evento è cresciuto, e molti partecipanti si sono aggiunti. Cresciuto troppo forse per Ziofranco, uno di quei toscani puri e capoccioni, uno vero con il vaffanculo facile. Così gradualmente lui si è sfilato, e Fuzz si è fatto carico dell’organizzazione.

Ad aiutarlo la consueta banda di amichetti che escono insieme per fare i bischeri. Capitanati dai due bambini, Claudio e Sandrino, entrambi ormai oltre i 60, entrambi inguaribili mattacchioni.

E i partecipanti? Sempre gli stessi, provenienti da tutta l’Italia centro-settentrionale. Con il gusto di ritrovarsi ogni anno, per due giorni spensierati, lontano dalla vita di tutti i giorni.

Ma si, si comincia il venerdì sera, con la pizza all’aperto alla Casa del popolo di San Donato. Un posto con lunghi tavoli, un forno a legna e prezzi… popolari.

Poi il bar del paese, di un’amica di Renzo, che ovviamente ci consente di giocare a fare i bambinoni cresciuti fino a tardi. Il sabato è la giornata del giro in moto, quindi alla sera la cena nel giardino di casa del proprietario di un prestigioso ristorante. Un giardino che è un balcone affacciato sul Chianti. Il miracolo si conclude alla domenica mattina, con la colazione rilassata, ovviamente al solito bar. I saluti, un po’ di strada assieme, ancora qualche curva. E il ritorno alla vita normale.

Sono tredici anni che ci incontriamo qui per questo rito. Mi girava questa constatazione nella testa, mentre facevamo le prime curve del Chianti, con la mia compagna seduta dietro che, attraverso l’interfono, mi rimandava nel casco il suo stupore per la bellezza dei posti attraversati.

Ci mettiamo in coda, guardiamo il serpentone di moto che trotterella. Le strade sono giuste, né troppo lente né troppo veloci. La fila scorre tranquilla ma non lenta. È un piacere veder andare le moto sui saliscendi e sulle curve. Tocchiamo la Val d’Orcia, poi finiamo in Val di Chiana, a Monte San Savino, dove Renzo ha organizzato una merenda in un posto storico, a prezzo concordato: 16 euro. Niente, considerando la qualità del cibo che ci viene offerto. I bambini scherzano come al solito, i pensieri sono lontani. Persino il temporale fa il bravo e si scatena solo mentre mangiamo, al coperto.

Poi le strade si asciugano di nuovo, e si riparte. Il gruppo si sfilaccia, le staffette fanno il loro lavoro per riportare tutti a casa senza disguidi e per farci attraversare gli incroci senza problemi.

Ci scappa qualche “allungatina”, perché il Castellina non è un raduno. È un’uscita fra amici, e le regole sono meno ferree.

Bagno in piscina, cena in paradiso, con menu da mille e una notte. Anche questo a prezzo molto contenuto. Perché i toscani ti fanno anche risparmiare.

Ecco, è finita. È domenica mattina. Ce ne restiamo più di un’ora al bar a chiacchierare con i pochi che sono rimasti. Poi si riparte verso Roma. Renzo ci accompagna fino a Siena.

Imbocchiamo la San Donato-Castellina in Chianti. La sua strada. Un toboga con curve e saliscendi ripidi, che se non lo conosci devi tenere il gas chiuso.

Ci tira lui, con il suo stile tondo, perfetto. Accarezza le curve, e piano piano alza il ritmo. Lecca le traiettorie, ci fa mettere le ruote nel punto giusto in un paio di scollinamenti rognosi. Ancora un po’ di godimento, grazie. Assaporiamo ancora un po’ di boccate di bellezza, grazie.

No, il Castellina non è un raduno. È un evento particolarissimo cresciuto intorno alla sua alchimia unica, che si nutre di bellezza e di virtuosismo.

Grazie a tutta la compagnia, per la simpatia e l’amicizia dimostrate. Anche quando mi fanno gli scherzi cattivi con le scodelle in testa (ma chi ce l’ha la foto???). E grazie alla Toscana e ai toscani, per esistere e per aver reso possibile ancora una volta questo miracolo.

Mastic, @antonellov8, Giada e Fuzz. Tutti con la maglietta fatta da Antonello per sfottere il sottoscritto! E un po’ anche @anto
Con il casco dello sponsor trovato da @antonellov8 e @albertopape. Puzzoni!

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