Eicma2018: I NetBikers ospiti delle aziende del mondo della moto

Metti un gruppo di NetBikers in Eicma, nella giornata riservata agli operatori del settore. È successo ieri, mercoledì 7 novembre, quando abbiamo organizzato, per un gruppo selezionato di nostri lettori, una serie di incontri con le case del mondo della moto
(nella foto d’apertura, Francesco Bombarda ha parlato della tecnologia dietro la costruzione di un casco)

 

L’iniziativa la conoscete già: a inizio anno l’avevamo proposta a Roma, in occasione di Motodays. In Eicma l’abbiamo replicata, cambiando in parte le case coinvolte, e dando all’evento un contenuto di superiore approfondimento tecnico.

Breve saluto per introdurre l’intervento dell’Ing. Bonaccorsi della Pirelli (il primo da sinistra), allo stand di InMoto

Si comincia con la Pirelli
Appuntamento alle 11 allo stand di InMoto, dove come di consueto siamo ospiti. I nostri amici si presentano in 18, e ci sistemiamo nel salottino dello stand per il primo appuntamento, quello con la Pirelli, di nuovo rappresentata dall’Ing. Giuliano Bonaccorsi, del reparto R&D.
Giuliano lo avevamo già conosciuto ad Atessa a fine agosto, quando si era parlato di gomme stradali e di parametri fondamentali. Oggi il discorso è andato ancora su queste tematiche, affrontando però il tema delle linee guida lungo le quali si lavora nella fase di sviluppo dei pneumatici. E poi le differenze fra le varie percentuali di ribassamento: /50, /55, /60, o addirittura le nuove /65, che si stanno usando nel Campionato Mondiale Superbike?
Ancora spazio per i materiali, i differenti tipi di mescola, i test di laboratorio condotti nella fase di sviluppo. Ma anche le gomme di primo equipaggiamento che, in pochi lo sanno, sono diverse da quelle usualmente reperibili in commercio. Già, il costruttore a volte, in accordo con le case, sviluppa una versione di una sua gomma espressamente per un modello di moto, la contraddistingue con un codice specifico sulla spalla e la rende disponibile a richiesta presso i normali canali di distribuzione. Ma anche a ricambio presso le rete di ricambisti di alcune case motociclistiche. Un qualcosa che a noi normali utenti spesso sfugge.
Un’ora buona di lezione. I NetBikers però vogliono anche vedere la fiera, e li lasciamo liberi di girare per l’intervallo del pranzo.

 

In Arai per capire i caschi
Si riprende alle 15 allo stand dell’Arai, con il vulcanico Francesco Bombarda di BER Racing, che ci parla di costruzione di caschi e di prove di sicurezza. Quale protocollo d’omologazione? ECE 22-05 o Snell? Quali differenze? E quali vernici? Perché Arai non fa caschi apribili, nonostante ormai rappresentino il 40% del mercato? Sapete perché è importante fare diverse calotte in funzione della misura? Non solo per evitare di mettere un polistirolo interno di spessore eccessivo, ma anche per evitare che si scarichino forze di rotazione eccessive sul collo esile di chi ha la testa di piccole dimensioni.
Bombarda è un fiume in piena, ma cattura l’attenzione di tutti. Soprattutto quando ci accompagna alla macchina per il test di penetrazione della calotta. Non è una prova d’omologazione, si affretta a chiarire Francesco, ma una prova utilizzata per dimostrare la bontà dei caschi che Arai commercializza.
Ne fa prendere uno fra quelli esposti. Un modello entry-level risalente a due anni fa, strappa via l’aletta della presa d’aria sommitale (che dolore!) e lo piazza in modo che la punta del punzone centri in pieno il buco della presa d’aria.
3,5 kg lasciati cadere da un’altezza di 3 metri. Il botto è forte, ma il casco tiene, e la falsatesta metallica non viene toccata. Si ripete la prova sul buco della presa d’aria vicina, il risultato è lo stesso. Qualcuno ancora fa domande, lo lasciamo lì mentre andiamo verso lo stand della prossima azienda.

Il video al rallentatore del test di penetrazione effettuato presso lo stand Arai

 

Lukethebike e i suoi amici NetBikers durante la visita allo stand Honda

L’affinamento continuo delle moto Honda
Tocca all’amico Luca Fiorentino. @lukethebike per i nostri lettori, che poi sono anche suoi amici, accoglierci allo stand Honda. Con lui avevamo preparato la seconda puntata del seminario fatto a fine agosto ad Atessa, sullo sviluppo di un pneumatico su moto allo stato prototipale. Ma il tempo è tiranno e ci dobbiamo limitare a una presentazione dei modelli 2019.
Limitare per modo di dire, perché Luca ha la passione per l’approfondimento, e non si è lasciato sfuggire l’occasione per entrare nel dettaglio, e spiegare i motivi di certi affinamenti rispetto ai modelli 2018.
In particolare si parla della nuova CB1000R e dell’X-ADV, che qualcuno dei nostri amici (@bobpezzadoo ad esempio) ha già acquistato.

 

Gordon Casteller di Alpinestars illustra il funzionamento del Tech-Air Airbag System

L’Alpinestars e il suo TechAir System
Manca poco al time out, al momento della ripartenza verso le loro città d’origine dei nostri amici. Prima però una visita all’Alpinestars, dove Gordon Casteller ci presenta il sistema Tech-Air Airbag System.
Qualcuno pensa ancora alla cordicella da collegare alla moto, qualcun altro a una centralina da montare sulla moto. In realtà il sistema Alpinestars è del tutto autonomo. Lo si acquista e già all’uscita dal negozio lo si può attivare, indipendentemente dal tipo di moto che si utilizza.
Il tutto ruota intorno a 3 accelerometri e un giroscopio, che comunicano a una centralina tutti i dati sui movimenti corporei, scongiurando anche ogni rischio di aperture accidentali.
In 30 millisecondi l’airbag di Alpinestars rileva l’anomalia di movimento del corpo di chi indossa la giacca (o la tuta) ed esplode, gonfiando spalle e torso. Un lasso di tempo pienamente sufficiente visto che, come spiega Gordon, nei numerosi crash test effettuati con manichini, si è visto che il tempo perché il corpo del pilota urti contro un ostacolo fisso in caso d’incidente è di circa 100 millisecondi.
Hanno fretta i nostri amici, ma il discorso è troppo interessante per interrompere Casteller. Qualcuno anzi medita l’acquisto del TechAir, sia per andare in pista che in strada. E si scopre così che il sistema strada non è idoneo per l’uso in pista, mentre quello racing si adatta a entrambe le situazioni, avendo una centralina facilmente programmabile su entrambe le funzioni.

 

Tempo scaduto, continueremo su NetBikers.eu!
Le domande continuano ad arrivare, ma ormai è veramente troppo tardi. Torneremo ad approfondire l’argomento con i nostri amici delle case. Anzi, il canale resta aperto, e se vorrete porre i vostri quesiti in coda a questo articolo, sarà nostra cura girarli ai tecnici delle case visitate.
La giornata è finita, riaccompagniamo i nostri amici NetBikers verso l’uscita, le loro (e nostre) facce sorridenti sono la migliore gratificazione possibile per tutti.
Si riprende oggi, con altri amici, questa volta stranieri, in parte con nuove case.
L’Eicma continua!

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