Fra autovelox illegittimi e preferenziali non segnalate

Storie di ordinarie vessazioni nei confronti dei cittadini che guidano. Ne riceviamo continuamente. Oggi ne raccontiamo due, fornendovi le indicazioni per fare ricorso, nel caso in cui siate stati multati ingiustamente

 

Passa il tempo e continuano le segnalazioni di storie di ordinarie vessazioni da parte delle amministrazioni, nei confronti dei cittadini.
A Firenze prosegue, ad esempio, la vicenda degli autovelox fissi installati in centro città dal Comune, addirittura dal 2000. Postazioni automatiche contestate, perché il Codice della Strada le consente sono infatti possibili solo sulle “strade urbane di scorrimento”. E i viali fiorentini dove sono installate le macchinette, secondo l’Aduc, un’associazione di tutela dei consumatori che segue la vicenda sin dalle prime battute, non avrebbero i requisiti per tale classificazione.
La solita questione di principio: la guerra non è al controllo della velocità in sé -noi semmai la faremmo ai limiti impossibili da rispettare!- quanto al fatto che l’amministrazione deve essere la prima a non violare una legge in base alla quale commina delle sanzioni.

Così ecco una nuova sentenza del Tribunale di Firenze (n. 3055 del 26 settembre 2017), che ancora una volta ha annullato un verbale per eccesso di velocità rilevato dall’autovelox installato su Viale Gramsci. Il motivo è nel fatto che tale viale che non può essere considerato “strada urbana di scorrimento”, perché non è presente una banchina adeguata, requisito che il Codice della Strada prevede come indispensabile per questa tipologia di strade.

Viale Antonio Gramsci, a Firenze, non avrebbe i requisiti di strada urbana di scorrimento, necessari per potervi installare postazioni fisse di rilevazione della velocità

Secondo il giudice infatti, sebbene il Codice non specifichi la dimensione minima della banchina per le strade di vecchia costruzione, questo spazio deve essere comunque idoneo a garantire la fermata di emergenza di un veicolo. Del resto, spiega ancora il Giudice, anche sulle autostrade è prevista alternativamente la presenza di una corsia di emergenza o di una banchina.
Ed è proprio in questa congiunzione “o”, si legge nel ricorso, che si individuano le caratteristiche di queste strade. Perché se debbono avere la corsia d’emergenza “o” la banchina, significa che quest’ultima deve avere una funzione evidentemente analoga a quella della corsia di emergenza. Vale a dire: deve consentire la fermata d’emergenza.
Su viale Gramsci però non esistono spazi che possano assolvere a questa funzione. Piuttosto esistono spazi destinati a ospitare cassonetti e fermate di autobus o altri ingombri.

Una buona notizia quindi per chi ha ricevuto una contravvenzione illegittima. Ma dall’Aduc ribadiscono come si tratti solo di una mezza vittoria. Perché attualmente, l’automobilista che fa ricorso a Firenze contro una multa illegittima per eccesso di velocità, avrà ragione o torto a seconda del giudice di pace al quale la causa verrà assegnata.

L’80% circa dei giudici di pace fiorentini, in media, accoglie i ricorsi -si legge nel comunicato-. Stesso discorso in appello: parte del Tribunale dà ragione al Comune, l’altra parte agli automobilisti. Il risultato è in ogni caso a scapito dell’utenza e della certezza del diritto, poiché in base a un criterio puramente casuale, il giudice assegnatario, si avrà ragione o torto.

Sul caso fiorentino, l’autovelox di viale Etruria -continua l’Aduc-, si è pronunciata anche la Corte di Cassazione nell’ottobre 2016, escludendo che qualsiasi spazio, anche minimo, possa essere considerato ‘banchina’, e rimandando al Tribunale di Firenze per misurare questo spazio e verificare se possa essere considerata o meno banchina.

Il Comune, che già si era difeso in Cassazione, sostenendo in malafede che su Viale Etruria la banchina fosse larga mezzo metro, per quanto a nostra conoscenza non ha riassunto la causa in Tribunale, quindi la questione resta ancora irrisolta.

Una scelta a nostro avviso criticabile, dietro la quale probabilmente si nasconde il timore che, se portata fino in fondo, la questione volga a totale favore dei cittadini e quindi il Comune debba definitivamente rendere le armi e smantellare gli autovelox cittadini che tanto denaro portano alle casse comunali.

Per questo motivo, Aduc si è offerta di sostenere le spese legali del grado di appello e di Cassazione a un automobilista fiorentino, per esser certi che questa volta si arriverà fino in fondo. Per ora, siamo in attesa della fissazione dell’udienza in Cassazione”.
Per info su come presentare ricorso, cliccate qui.

 

Il cartello che segnala la preferenziale di Via di Portonaccio, a Roma: piazzato in modo da essere nascosto dai bus che sostano per consentire ai passeggeri di salire o scendere!

La preferenziale fantasma di Roma
E veniamo a Roma, dove invece da qualche mese è stata riattivata dopo anni di oblìo la corsia preferenziale di Via di Portonaccio, dotandola anche di telecamera.
Peccato che la segnaletica originaria, risalente a molti anni prima, fosse sbiadita, peccato che i cartelli fossero poco visibili, peccato che meno di cinquecento metri prima di quella preferenziale, un cartello indicasse proprio quella direzione per raggiungere via Tiburtina, instradando i guidatori proprio verso la zona vietata.
Il risultato sono 320mila multe, da maggio a oggi: 23 milioni di euro. Un gruppo di multati su Facebook che raccoglie 16mila aderenti; e una valanga di ricorsi che sta paralizzando gli uffici del Prefetto, del Giudice di Pace e, soprattutto, l’ufficio contravvenzioni del Comune di Roma.

Il Comune ha preso atto del problema il 21 luglio, quando un funzionario della Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo su Via di Portonaccio e ha messo nero su bianco che la segnaletica a suo parere era insufficiente. Ribadendo la necessità di provvedere a realizzarne una idonea, sia a livello orizzontale che verticale.
Pochi giorni dopo, il 27 luglio, il Comune ha provveduto a ridipingere le strisce sulla strada e a nuovi cartelli. Ma nel frattempo erano state comminate decine di migliaia di multe.

E ora? L’Amministrazione ha sposato la linea dura e rifiuta di concedere l’annullamento delle contravvenzioni in autotutela. Anche perché ci sono quasi centomila multe già pagate (a 70 euro l’una, se pagate entro i primi 5 giorni, fanno 7 milioni di euro), e l’ipotesi della restituzione dei soldi toglie il sonno ai dirigenti comunali.
A parte la pagina Facebook, sull’argomento sono molti gli studi legali che offrono consulenza per compilare i ricorsi. E poi l’Associazione Konsumer, che si sta facendo promotrice di un’azione in questo senso.

Home It Forum Storie di ordinari soprusi

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Mastic 2 anni fa.

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    Mastic
    Amministratore del forum

    Dagli autovelox illegittimi del Comune di Firenze, alla corsia preferenziale non segnalata di Roma, dove in pochi mesi la telecamera ha scattato 320mila foto (oltre 23 milioni di euro!).

    L’elenco delle vessazioni per fare cassa inflitte dalle amministrazioni ai loro cittadini è infinito. Nel mio articolo, che trovate QUI, anche le indicazioni su due associazioni alle quali rivolgersi per farsi aiutare a fare ricorso.

    Iniziamo da qui a segnalare i casi di nostra conoscenza

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