Giro di vite dei controlli su strada in arrivo

Prepariamoci a una primavera e a un’estate molto calde sotto il profilo dei controlli su strada. Con una recente circolare, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha puntato il dito sull’aumento della mortalità stradale, e ha invitato a una nuova campagna di controlli

Nel 2017 i morti su strada sono tornati a salire. È successo in Italia come in altri paesi europei. Un’inversione di tendenza che ha fatto seguito a 15 anni di calo che avevano avuto una piccola parentesi negativa solo nel 2015. Così ecco che il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, prende provvedimenti e, con una circolare, invita ad aumentare i controlli su strada e a studiare più approfonditamente il fenomeno dell’incidentalità.

Gabrielli scrive che: “La stima preliminare dell’incidentalità stradale del 1° semestre del 2017 – pubblicata da ISTAT nel dicembre scorso – ha evidenziato, rispetto allo stesso periodo del 2016, una riduzione del numero di incidenti del 4% e di feriti del 5% ma, per converso, un allarmante incremento del numero di morti del 7,5%”.

E più avanti prosegue: “Nel 2018 – sempre secondo le rilevazioni di Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri – il fenomeno infortunistico è proseguito all’insegna di un ulteriore aggravamento. Aumentano in modo sensibile, infatti, tanto il numero delle vittime quanto quello delle persone ferite. A testimoniare la gravità del fenomeno (poiché l’entità degli effetti presenta una elevata alea) c’è l’incremento degli incidenti stradali che hanno determinato le cennate conseguenze: aumentano, infatti, tanto gli incidenti mortali quanto quelli con feriti, sia sulla viabilità autostradale sia su quella ordinaria”.

Gabrielli auspica dunque nuove e più approfondite analisi dell’incidentalità, per capire come si è evoluto il fenomeno e come può essere contrastato. E indica per sommi capi come procedere verso questo obiettivo. Nel contempo auspica uno sforzo comune delle forze di polizia, per aumentare i controlli su strada.

Particolare importanza – scrive -, anche in funzione meramente dissuasiva di comportamenti alla guida illeciti o imprudenti, assume il coordinamento e la pianificazione di impiego di tutte le risorse disponibili sul territorio, affinché la presenza delle Forze di polizia e delle polizie locali, nei punti della viabilità risultati a maggior rischio di incidenti, possa essere garantita in maniera diffusa e, pertanto, percepita dalla cittadinanza

Non perdete di vista il motociclista. E’ il claim di una campagna belga

Interessante l’accenno all’esigenza di comunicazione con la popolazione: “Anche lo sviluppo di nuove strategie di comunicazione, che si aggiungano alle collaudate iniziative di formazione e di educazione alla legalità, può rivestire notevole importanza per far percepire alla cittadinanza la gravità del fenomeno, anche attingendo ad esperienze maturate in occasione di incidenti stradali che nelle singole realtà locali possano aver avuto una vasta eco”.

E chiude: “Da ultimo, le iniziative adottate e le migliori pratiche consolidate a livello locale potranno essere comunicate a questo Dipartimento, anche al fine di fornire utili orientamenti per la realizzazione – a livello nazionale – di campagne di prevenzione della mortalità sulle strade”.

Personalmente ho sempre scritto che l’incidentalità e la pirateria stradale si contrastano con una maggiore presenza di forze dell’ordine piuttosto che di velox, e ovviamente non posso che plaudire a questa circolare.

La speranza è che si possa andare a incidere sulla vera grave incidentalità dei motociclisti: quella in ambito urbano e suburbano (qui l’illuminante articolo con le statistiche). Poi, che si facciano anche controlli seri sui passi di montagna, è giusto, perché il Codice della Strada dobbiamo rispettarlo tutti. Ma il punto è un altro.

Il punto sono motociclisti inesperti che non sanno di rischiare nel traffico. Che a volte sono anche indisciplinati. Ma non sempre! E automobilisti distratti, che non rispettano le regole. Il punto è che questo maledetto fenomeno della sinistrosità stradale, e in particolar modo quella dei motociclisti, si combatte con campagne di cultura e informazione su caratteristiche e pericoli della circolazione su strada. Perché da motociclista esperto (e istruttore di guida sicura) troppo spesso vedo persone che usano il mezzo a due ruote per il commuting quotidiano e che rischiano senza accorgersene.

Ecco due esempi di campagne, per far capire agli altri che i motociclisti sono utenti deboli della strada. La prima è la ben nota campagna francese “Fragile”. La seconda è la campagna belga

La campagna francese “Fragile” è stata lanciata la prima volta oltre 20 anni fa!

 

Questi gli estremi della circolare, facilmente reperibile in rete: 300/A/1105/18/124/62 del 7 febbraio 2018 – Andamento dell’incidentalità nel 2017 e inizio 2018. Strategie di prevenzione e di contrasto per il contenimento del fenomeno

E voi, cosa ne pensate? Qual è il vostro punto di vista? Scorrete in basso e dite la vostra sul nostro Forum

[bbp-single-topic id=7242]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: