I miei due giorni con l’X-ADV

Il fine settimana ad Atessa dedicato a visionare i percorsi per il giro turistico dell’evento Honda di fine agosto, è stato occasione per tornare a provare l’X-ADV. Come avete letto nell’articolo di sabato scorso, ci siamo ritrovati in tre (@lukethebike, @multistrangola e @mastic), e per due giorni ce ne siamo andati a spasso a briglie sciolte sulle bellissime strade dell’entroterra abruzzese. A disposizione avevamo un X-ADV e una NC750X. Ovviamente Multistrangola si è subito appropriato dell’X-ADV! Del quale ora, per farsi perdonare, pubblica queste impressioni di guida
Di Andrea Arcesi

 

Moto o scooter? Strada o fuoristrada? Questo è il problema! La risposta Honda a questi quesiti si chiama X-ADV. Un mezzo originalissimo, che si distacca da tutti gli altri.

Partiamo dalla posizione in sella. Sono alto 1 e 85. Quindi tocco terra facilmente con i piedi. Ma credo che l’X-ADV qualche problema possa porlo a chi sta sotto 1 e 70. In compenso, appena mossi i primi metri, il mezzo rivela subito un invidiabile equilibrio, anche se ci si limita a marciare a passo d’uomo.

La prima mappatura del cambio DCT proposta quando si inserisce la marcia per partire è la Drive. Che con un filo di gas snocciola le marce tenendo il motore sui 2000 giri/min. Non ci crederete, ma ho trovato la cosa assolutamente piacevole, e mi ha fatto venire in mente la dolcezza di una supercar da turismo. Quando si gira il gas la musica cambia. L’X-ADV è probabilmente lo scooter con la tonalità di scarico di serie più piacevole che abbia mai sentito. Anche in Drive il mezzo spinge forte, e il cambio riconosce pure salite e discese tramite i suoi sensori, aiutando non poco nella guida.
Questa modalità per così dire rilassante, ha il pregio di rilassare anche il portafogli. Guardando il computer di bordo si scoprono medie di litri per 100 km imbarazzanti che si traducono in un consumo medio di 28km/l!
Se i consumi non sono un problema e il budget è sufficiente si passa alla mappatura Sport, che ha ben tre sottomappature. In quella più “spinta”, la S3, la cambiata viene spostata molto più in alto, con una velocità di esecuzione veramente sorprendente. Quello che però è sbalorditivo è quanto il cambio sia perfetto nell’approccio alla curva, con il giusto freno motore che aiuta nell’impostazione; mentre in uscita le marce vengono appoggiate in modo da avere sempre una spinta più che piacevole.

Il controllo di trazione è regolabile su 2 livelli, ma è un sistema che lavora con il vecchio sistema del taglio della corrente, e specie quando regolato sul massimo controllo, taglia completamente il motore. In caso di fondo sdrucciolevole il mezzo praticamente non ha più trazione, e balbetta fino a quando non ritrova grip. Sistema assolutamente migliorabile, passando per l’adozione del ride by wire.

Venendo al motore, il bicilindrico Honda da 750 cc in questa configurazione è assolutamente generoso: 55 cavalli a 6.250 giri/min e, soprattutto, 68 Nm di coppia già a 4250 giri. Le qualità dinamiche di questo mezzo farebbero desiderare qualche cavallo in più, che la ciclistica saprebbe certamente gestire; ma questa è più una richiesta da motociclista che da scooterista.

La guida. L’X-ADV ha la stessa guida di una moto. L’inserimento in curva non è fulmineo come sulla mia “Grigiona” (una Multistrada 2300 turbo intercooler, ndr), ma è comunque veloce e sicuro; con il pregio di una forcella che comunica in maniera sincera e un retrotreno che trasmette la sensazione di un appoggio perfetto. Il modo migliore per sfruttare questo mezzo è una guida che tende a spigolare la curva, per uscire a gas aperto, quasi da moto sportiva.

L’impianto frenante, lo stesso dell’Africa Twin, per uno scooter è il top sul mercato: due dischi da 296 mm all’anteriore, accoppiati a due pinze Nissin radiali a 4 pistoncini. La frenata risulta potente e modulabile, adeguata in ogni frangente, con un ABS assolutamente all’altezza.

Il sistema ammortizzante con la sua forcella a lunga escursione completamente regolabile e un mono ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico, rende le nostre strade, ormai ridotte in pessime condizioni, piacevoli da percorrere. Insomma la schiena ringrazia e l’osteopata è licenziato!
Mi piacerebbe provarlo a Roma, dove ho sperimentato sensazioni di guida simili solo con moto top di gamma dotate di ammortizzatori di primo livello.

In finale questo mezzo non mi è piaciuto…mi ha semplicemente entusiasmato!

Purtroppo qualità Honda e sofisticazione tecnica si pagano. E gli oltre 11 mila euro di costo non mi permettono momentaneamente di procedere all’acquisto, ma… è solo questione di tempo!

 

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