Il ritorno dei netbikers alla Honda di Atessa

Veder costruire da zero uno scooter. Parlare di pneumatici con i tecnici della Honda e della Pirelli. Passare una giornata in moto a spasso su un percorso panoramico. Il tutto in compagnia di un gruppo dove ognuno si sente parte dell’evento. È questo il succo della due giorni che Honda, Pirelli e Netbikers hanno creato e vissuto, ospiti dello stabilimento Honda di Atessa

I tornelli della Honda di Atessa per i netbikers hanno iniziato a girare alle 10 di venerdì 31 agosto, quando i primi, quelli che venivano da più lontano, erano già arrivati da oltre un’ora e mezza. Il tempo per i saluti e siamo subito in aula.
Inizia Luca Fiorentino, che su queste pagine conoscete come Lukethebike. Luca lavora per Honda Motor Europe nell’R&D (la qualifica esatta è Genteki Rider – se cercate in rete il significato della parola genteki, capirete molto della mission lavorativa del nostro amico), e parte da una presentazione globale dell’universo Honda, condita da numeri sul mercato mondiale. Quindi ci avviamo alla visita vera e propria.

 

La lavorazione dell’albero motore

Come si costruisce il Forza 300
Si comincia dal reparto assemblaggio motori. Vediamo le lavorazioni meccaniche, che partono dai pezzi grezzi. I robot, assistiti dagli uomini (e dalle donne), che piano piano arrivano alla perfezione del pezzo pronto per essere usato.
Il tocco umano c’è sempre, ci spiega Luca, perché il robot non è perfetto, ha bisogno di essere controllato in determinati passaggi. Poi, alla fine, serve l’uomo, quello con il martello, che equilibra al centesimo gli alberi motore, uno a uno. Alla fine della linea, vediamo i motori completi, che vanno via su grosse rastrelliere dotate di ruote, in direzione della linea di montaggio.
Seconda area di lavoro: la saldatura. Qui si producono i telai. Ci sono pezzi precostruiti, pronti per costituire un telaio. Intorno a zone come il cannotto di sterzo ci sono molte lavorazioni da fare, tanti pezzetti piccoli da saldare, e allora quella parte si prepara prima, separatamente. Qui invece gli addetti mettono i vari componenti su dime specifiche, quindi i robot provvedono alle saldature. Le aree di lavoro dei robot sono chiuse, con pareti che non permettono di vedere attraverso. Ma ci sono degli oblò in vetro scuro, per proteggere i nostri occhi, visto che i raggi UV generati dalle saldatrici sono dannosi.
Ancora un passaggio alla zona verniciatura, dove gli addetti lavorano in una camera stagna, spruzzando verso una parete dove scorre acqua. Sono vestiti integralmente, e dotati di respiratore.
Finalmente entriamo nella linea produttiva. L’abbiamo già vista lo scorso anno, ma è sempre affascinante. Si comincia con l’apposizione della targhetta con il numero del telaio, e mano a mano che passeggiamo lungo la linea, il veicolo prende forma. Intorno ci sono altre zone di produzione. A sinistra assemblano i manubri con i comandi e i cablaggi. A destra ancora il gruppo propulsore, sul quale vengono montati ruota posteriore, ammortizzatori e cavalletto.
C’è un via vai di carrelli elettrici, che trasportano grandi quantità di componenti premontati. Ruote, parti di carrozzeria.
La nostra passeggiata lungo i 150 metri della linea di produzione è finita. Di fronte abbiamo i veicoli, appena finiti. Quando siamo arrivati qui erano solo pezzi sparsi, ora sono scooter pronti.
Di più, proprio di fronte all’uscita dalla linea di produzione, c’è il reparto collaudo, dove si mette la benzina, si collega il circuito elettrico e si accende il motore per la prima volta. 2-3 minuti in tutto, per una verifica completa, dal funzionamento delle luci e del parabrezza elettrico a quello del motore, passando per l’ABS e il CBS. Intorno ci sono i reparti dove vengono sistemati i veicoli che non passano la verifica finale, suddivisi per tipologia di difetto: motore, carrozzeria, impianto elettrico. Tutto viene annotato automaticamente dal sistema informatizzato, in modo che l’azienda possa ricostruire in ogni momento la storia costruttiva di un veicolo, partendo dal numero di telaio.

 

L’ing. Giuliano Bonaccorsi della Pirelli ha svelato molti aspetti poco noti degli pneumatici

Che sorpresa gli pneumatici!
Quarantacinque minuti per il pranzo a mensa, e siamo di nuovo in aula. Si parte con il forum tecnico sui pneumatici.
Il primo a parlare è l’ing. Giuliano Bonaccorsi, R&D Manager del settore Enduro Stradale della Pirelli. Una sorpresa che con Lukethebike abbiamo voluto riservare ai netbikers, coinvolgendo anche una seconda casa in questo appuntamento.
Bonaccorsi parte dalle basi, da come si leggono i codici sulle spalle dei pneumatici, e da quante informazioni vi si possono reperire. Poi passa alla struttura delle gomme, illustrando i componenti utilizzati, e le diverse filosofie costruttive, fra acciaio e aramide.
Il discorso si approfondisce ancora di più quando si passa a spiegare la differenza fra pneumatico radiale e convenzionale. Perché al di là della semplificazione che si fa dicendo che il radiale ha le tele trasversali al senso di rotolamento, Bonaccorsi ha spiegato che un pneumatico si definisce radiale se le tele hanno un angolo superiore ai 70 gradi. E ci sono coperture convenzionali che hanno angoli vicini a quelli del radiale.
Ma perché radiale? E perché alcune moto hanno ancora oggi gomme convenzionali? Su questo l’Ingegnere della Pirelli si è dilungato molto, rispondendo alle tantissime domande della platea. Spingendosi a illustrare le differenti caratteristiche degli pneumatici in funzione della destinazione d’uso. E così abbiamo scoperto che le gomme per moto supersportive (radiali) sono meno rigide e pesanti delle gomme per mezzi assai meno performanti (convenzionali); perché queste ultime debbono “sostenere” di più il veicolo.
Poi la parola è passata a Lukethebike, il quale, dopo aver rinfrescato il discorso dello scorso anno sul cerchio d’attrito, è sceso più in dettaglio sull’argomento pneumatici, finendo per raccontare un lavoro di sviluppo da lui stesso seguito.

 

Una passeggiata con gli amici
Chiusa la prima giornata, il mattino del sabato ci siamo ritrovati davanti ai cancelli aziendali, per ritirare le moto e partire per il giro turistico. Quest’anno la Honda ci ha messo a disposizione 25 mezzi, andati ai primi che si sono iscritti e sui quali sono saliti anche diversi passeggeri. Moto di primo livello, visto che c’erano diversi CB1000R, CB1100, Africa Twin e X-ADV. Anche due scooter Forza 300, andati rispettivamente all’Ing. Bonaccorsi e al sottoscritto, Mastic. Gli altri… hanno dovuto guidare la moto propria.
L’atmosfera è rilassata e il ritmo è blando. Dopo la pioggia del mattino c’è un bel sole e siamo tutti di buonumore. Un piacere vedere il gruppo scorrere per le strade rovinate, ma molto panoramiche, sotto il Massiccio della Majella. C’è tempo per una sosta tecnica alla Fonte della Noce, nel territorio di Lettopalena. Un prato montano bellissimo, un fiume sullo sfondo e degli alberi.
Andrea, il titolare del ristorante La Villetta di Fara San Martino, ci fa una sorpresa: arriva in furgone, con dentro un tavolo, e alcuni vassoi di affettati e formaggi. Incredibile, riescono sempre a stupirci!
Cambio moto, per dare a tutti la possibilità di guidare due veicoli differenti, e si riparte. In direzione proprio della Villetta, per un pranzo che nei presupposti dovrebbe essere frugale, ma quando ci si affida all’ospitalità abruzzese, la frugalità non è contemplabile.

 

Alla fine, la soddisfazione è stata vedere tutti assieme, conversare in amicizia, con il sorriso sulle labbra. In molti non si conoscevano fra loro, c’erano diverse facce nuove. Ma il gruppo è stato inclusivo al massimo, e si è creata coesione. Addirittura quelli che sono dovuti ripartire hanno continuato a scrivere sul gruppo Whatsapp dell’evento, dove originariamente non si sarebbe dovuto spammare e dove invece ormai passava di tutto. Dagli scherzi ai video, dalle foto dell’evento a quelle dei piatti a tavola.

È andata benissimo! E il primo grazie va sicuramente alla Honda, che ogni anno ci consente tutto ciò, aprendo le porte del suo stabilimento, mettendoci a disposizione i mezzi e il suo personale.
Un grazie grande anche alla Pirelli, per la prima volta con noi, per una collaborazione che ci auguriamo possa continuare.
Come dimenticare poi Luca Fiorentino e Giuliano Bonaccorsi?
Ultimi ma non ultimi, grazie ai netbikers presenti. Per aver partecipato e per essere stati così come sono stati. Competenti, amichevoli, simpatici e interessati a crescere. Un’alchimia fortunata e per nulla scontata, quella che si è creata in questo gruppo. Che già lo scorso anno aveva scelto di restare attivo su Whatsapp. Oggi la banda è cresciuta, e noi ci stiamo già dando appuntamento in Eicma.

Seguiteci!

 

Francesco, in prima fila, è stato il più giovane dei netbikers entrati in Honda per la visita. Benvenuto fra noi (Anche al papà che se ne sta un po’ più defilato)!

 

 

Tre amici, che insieme hanno combinato tutto ciò! Da sinistra, Giuliano Bonaccorsi (Pirelli), Riccardo Matesic (il Mastic di Netbikers) e Luca Fiorentino (Honda)

 

 

 

 

 

Netbikers nella piazzetta di Roccascalegna

 

 

Forza ragazzi, mettiamoci in fila per questa foto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si prepara il picnic a sorpresa a Fonte della Noce. “Come Totò in Miseria e nobiltà” , ha escalamato DrGonzo!

 

 

Con Andrea, il titolare del ristorante La Villetta, autore della merenda a sorpresa

 

 

 

Lukethebike con la sua squadra di collaudatori. Ognuno di loro ha un soprannome, e per le loro mani passa lo sviluppo di molti nuovi modelli Honda

 

Collaudatori al lavoro 1 (occhio che arrivano forte!)

 

Collaudatori al lavoro 2 (sono passati)

 

Per l’album fotografico completo del giro, cliccate QUI!

(AtessaNB2018)

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