Il mondo della moto rende omaggio a Ivano Beggio

Piloti, industriali, giornalisti e appassionati rendono omaggio all’Ing. Ivano Beggio, che negli anni Settanta ha dato inizio alla storia gloriosa dell’Aprilia. Ci lascia in eredità 53 titoli mondiali, tanti campioni italiani e stranieri, nuovi filoni di moto e scooter stradali

 

Sono in treno, quando scopro che Ivano Beggio, il fondatore dell’Aprilia, se n’è andato. Aveva 73 anni e due lauree honoris causa. Raccontare a chi si è avvicinato da poco al motociclismo chi sia stato Ivano Beggio, non è facile.
Diciamo che in un’altra epoca, lui aveva inventato delle moto da fuoristrada che non avevano solo il pregio di essere molto veloci, ma anche belle. Avevano stile. Uno stile inconfondibile, con quella grossa A sul serbatoio e i loro colori sgargianti. L’escursione delle sospensioni era lunghissima, e a scuola il mio invidiatissimo compagno di banco ne aveva una da enduro.
Beggio riuscì a fare concorrenza alle grandi case del fuoristrada del momento, ma ancora non avevamo visto nulla. Perché a quel punto si mise in testa di fare anche delle moto da velocità. Come andò penso lo sappiate tutti: l’Aprilia ha vinto una lunga serie di titoli mondiali in 125 e in 250, contribuendo a far crescere i migliori campioni degli anni Novanta e Duemila. E fu ancora il presidente Beggio a credere nella sfida folle di fare una bicilindrica mille da far correre nella Superbike, il feudo della Ducati.
Era un visionario, con un grande passione, che riuscì a creare un’azienda, e che ha scritto una lunga pagina di storia del motociclismo, sia di quello sportivo che di quello stradale.
Personalmente, ho l’onore di essere stato notato molti anni fa da Beggio, di averlo incontrato in azienda o a Venezia diverse volte. Di aver potuto seguire l’avventura Aprilia da vicino, in alcuni momenti. Un qualcosa del quale oggi, a distanza di molti anni, gli esprimo pubblicamente gratitudine

 

Il ricordo di Ivano Beggio inviatoci dall’Aprilia
Ivano Beggio, classe 1944, ha iniziato la passione per le due ruote nella fabbrica artigianale di biciclette Aprilia del padre, innovandone e diversificando la produzione, con l’introduzione di motociclette e scooter.
Nel 1975 costituisce un piccolo team per la produzione di motociclette da competizione che, grazie all’innovazione tecnico-produttiva, si afferma in breve tempo, tanto da aggiudicarsi nel 1977 il campionato italiano cross nelle classi 125 e 250 cc. Dal 1980 Aprilia inizia a produrre in serie motociclette di piccola cilindrata (50 e 125cc) e in seguito lancia sul mercato modelli di grande successo destinati alla mobilità urbana, esteticamente e tecnologicamente innovativi: nel 1991 lo Scarabeo, il primo scooter a ruote alte del mercato europeo; nel 1992 il primo scooter e la prima moto due tempi con marmitta catalitica; nel 1993 il primo scooter targato; nel 1998 entra nel settore delle moto di grande cilindrata con la RSV Mille.
Nel Motomondiale, dove ha esordito nel 1985 nella classe 250, Aprilia ha portato al successo grandi campioni di livello mondiale, tra cui Max Biaggi, Marco Simoncelli, Valentino Rossi, Casey Stoner, Alvaro Bautista, Loris Capirossi, Marco Melandri, Manuel Poggiali e Alessandro Gramigni.
Con 294 Gran Premi conquistati nel Motomondiale dal 1987 ad oggi, Aprilia detiene il record di vittorie tra i costruttori europei nella storia della massima competizione motociclistica. A queste vittorie in gara si aggiungono ben 54 titoli mondiali: 38 nel Motomondiale (20 nella 125 e 18 nella
250), 7 in Superbike (doppietta Piloti e Costruttori nel 2010, 2012 e 2014, Costruttori nel 2013) e 9 nelle discipline Off Road (7 nelle Supermoto e 2 nel Trial). Del palmarès Aprilia fa anche parte la vittoria, nel 2015, della Superstock 1000 FIM Cup con la RSV4 RF portata in pista da Lorenzo Savadori, oggi pilota Aprilia nella World Superbike dove affianca Eugene Laverty.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti