Il segreto di Pulcinella della MotoGP

Una usuale pioggia inglese ha fermato lo show della MotoGP sul circuito di Silverstone. Colpa di una riasfaltatura che ha lasciato troppe buche sulla superficie della pista. E di una macchina organizzativa iperprofessionale in molti aspetti, che incredibilmente ne dimentica altri. Come la mancanza di una prova sull’acqua per omologare un impianto. E così, nonostante l’allarme lanciato un mese fa dai piloti della Formula Uno, si è andati a Silverstone sperando che non piovesse

 

 

Ieri a Silverstone, in Inghilterra, è successa una cosa incredibile: è piovuto. Non un temporale in stile monsonico, come quelli che si verificano ormai regolarmente in molte zone d’Europa. Piuttosto una pioggia compatta e neanche troppo forte, che si è protratta per tutto il giorno. Così nessuna gara si è potuta correre.
L’arma dell’ironia sembra la migliore per commentare l’incredibile giornata vissuta ieri dal circus della MotoGP. L’organizzazione (faraonica?) del massimo campionato motociclistico del mondo, una formula nella quale le case motociclistiche e gli sponsor investono vagonate di soldi, ha fatto cilecca e si è bloccata, davanti al più tipico dei fenomeni meteorologici del Regno Unito: la pioggia.
Ora ci sarà un’inchiesta, coordinata dal circuito, che mirerà a capire cos’è successo e di chi sono le colpe, quindi si deciderà. Ma la MotoGP sembra destinata a restare sul tracciato a nord-ovest di Londra.

Quello che è apparso più incredibile però, nel corso della lunga giornata passata ad attendere che spiovesse e si potesse correre, è stato il vuoto di un’organizzazione che ha consentito che si arrivasse a questo punto. E le giustificazioni impacciate.
Nella procedura d’omologazione non è previsto un test della pista in condizioni di bagnato. E dire che non sarebbe difficile: basterebbe prendere un po’ di autobotti e rovesciarle simultaneamente sulla pista, poi anche un singolo collaudatore veloce potrebbe provare il tracciato. Costerebbe infinitamente meno di una giornata andata buca come quella di ieri, che ha privato il Campionato Mondiale MotoGP di uno dei suoi 19 appuntamenti programmati, cancellando lo show televisivo programmato sulle TV di tutto il mondo. E facendo incazzare i tifosi che ieri hanno pagato il biglietto per stare seduti una giornata a guardare l’auto della direzione gara che girava a vuoto.

Che Silverstone fosse nei guai era una segreto di Pulcinella. L’impianto era stato riasfaltato a inizio anno, e un mese fa la Formula Uno automobilistica aveva riscontrato grossi problemi con le buche

Proprio le buche nelle prove asciutte dei giorni scorsi avevano messo in crisi moto e piloti. Bastava dare un’occhiata alle immagini al rallentatore, per vedere come nell’ingresso in curva le sospensioni fossero costrette a un superlavoro, per cercare di assorbire le asperità dell’asfalto. Ciononostante le moto si scuotevano forte sotto i piloti.
Una situazione difficilissima per i sospensionisti e per i piloti, che debbono guidare tenendosi del margine, perché quando una sospensione arriva a fine corsa si perde la possibilità di controllare la moto. Quindi bisogna memorizzare dove sono le buche, per capire dove si può spingere, dove si deve cambiare traiettoria e dove bisogna passare più morbidamente possibile.

Chiaro che in quella situazione la pioggia sia diventato un problema insormontabile. Perché l’acqua ha livellato la superficie alla vista del pilota, nascondendo le buche. E generando aquaplaning. Rabat ci si è fatto male in prova; altri hanno rischiato incidenti analoghi.

Ieri circolavano voci sul budget ridotto con il quale sono stati fatti i lavori di riasfaltatura. Lo hanno scritto su GPOne, riprendendo un fuorionda dei colleghi di Sky Sport. Più o meno contemporaneamente su TV8, Loris Reggiani leggeva il conciso e chiarissimo messaggio inviatogli in diretta da un suo amico che si occupa di asfaltature, il quale spiegava i passaggi molto costosi che andrebbero fatti nella riasfaltatura di un circuito di qualità.

Tutte cose che chi sta nella stanza dei bottoni probabilmente sapeva da tempo. Perché sicuramente in molti sapevano che si andava a Silverstone con la speranza che non piovesse – in Inghilterra, non in Qatar -. Invece è piovuto, lo show è saltato, e tutti si sono affannati a difendere il segreto di Pulcinella di una situazione già nota.

Cambierà qualcosa? Ora sembra di si, sembra che adesso abbiano capito che bisogna testare gli impianti anche in situazioni di bagnato. Ma per il gran premio di ieri è troppo tardi. In barba alla montagna di milioni che gira intorno alla MotoGP, alle televisioni, alle aziende, ai tifosi e al velo di professionalità esibita che ieri è tornato a squarciarsi temporaneamente.

 

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