Il senso delle corse e la lettera della madre di Carlin Dunne

Il 30 giugno 2019 il pilota ufficiale Ducati, Carlin Dunne, ha perso la vita alla Pikes Peak. Una tragedia che ha colpito molto tutti noi appassionati. Dunne era uno specialista di questa gara, e stava dominando anche quest’anno.
A ucciderlo sembra sia stato un dosso nel tratto finale, asfaltato solo quest’anno, e per questo affrontato per la prima volta a velocità più alta del solito.

Ma non è il fatto sportivo la cosa importante. Piuttosto la bellissima lettera che sua madre, Romie Gallardo, ha diffuso a pochi giorni dalla tragedia. Una lettera dolcissima, intelligente, acuta. Da leggere in silenzio – vorrei dire ascoltare – cercando di capire le parole di questa donna, che nonostante il dolore ammette di non odiare la Pikes Peak.

La lettera l’ha proposta @zio-franco sul nostro Forum. Per leggerla basta che scorriate in basso. Per inserire un commento, dovete essere registrati e loggati.

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anadin74 1 mese fa.

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  • #15121

    zio franco
    Partecipante

    Sapete di Carlin Dunne, scomparso alla recente Pikes Peak, quando negli ultimi metri ha preso un’insaccata su un avvallamento già segnalato da altri.

    Sua Madre Romie Gallardo oggi scrive una lettera aperta sia per chi ha voglia di piangerlo,sia chi ce l’ha dentro comunque

    Sono passate due settimane da quando mio figlio ci ha lasciato. Nel mio cuore ho capito nell’istante in cui il tempo di Carlins non si è registrato nella quarta e ultima parte della gara che avevo perso il mio bambino (Sì, a 36 anni era ancora il mio bambino). Caro Signore, prenditi cura del mio ragazzo, ora è veramente nelle tue mani.

    Dal momento del suo incidente, tutti i funzionari di Pikes Peak International Hillclimb hanno gestito la situazione con il mio pieno sostegno. Hanno dimostrato la massima privacy, rispetto e dignità, e continuano il loro costante sostegno anche oggi. I media sono stati immediatamente silenziati e un’effusione di amore e sostegno è stata estesa dal momento in cui sono arrivata a Colorado Springs. Megan Leatham, direttore esecutivo di The Pikes Peak International Hillclimb, Tom Osborne, presidente del Board di The Broadmoor Pikes Peak International Hillclimb, Paul e Becca Livingston, proprietari di Spridergrips, Jason Chinnock, CEO Ducati of North America, e Ducati Motor di Bologna, Italia, si sono presi cura di me, mi hanno protetta e soprattutto hanno protetto mio figlio. Te ne sarò sempre grato.

    Carlin era amato da tutti coloro che lo conoscevano. Era amico di tutti. Che si tratti del ruolo di fratellino, di fratello maggiore, di figlio o di migliore amico. Fin da piccolo, l’ho condiviso con il mondo perché sapevo che era più grande di me, più grande del nostro legame madre-figlio. Ha perseguito ferocemente le sue passioni con la mia piena benedizione e il mio completo sostegno. Aveva la sicurezza e la fiducia di sapere: “La mamma si prenderà cura della casa. Non è mai stato spericolato nell’azione o nei fatti. Mi fidavo implicitamente di lui. Molti anni fa, si è evoluto al di là di me. La cosa divertente è che Carlin non ha mai pensato a se stesso come a un “grosso problema”. L’ho fatto io, ma ero “solo la mamma”. Faceva ancora il bucato da solo, raccoglieva la cacca del cane di Sonny. Ha sempre detto “per favore” e “grazie”.

    Carlin amava la montagna. Lei lo ha sfidato e sedotto, richiamandolo più e più volte. Lui le ha riconosciuto il dovuto rispetto. Era pienamente consapevole di come la montagna sapesse “prendere”. Con quello che è stato detto, so per certo che non vorrebbe che il programma motociclistico finisse. Piuttosto vorrebbe che imparassimo da questa tragedia. Incoraggerebbe le autorità ufficiali per la ricostruzione degli incidenti a fare quello che sono addestrate a fare, e i funzionari di gara ad attuare le precauzioni di sicurezza supplementari richieste.

    Tre giorni dopo l’incidente di Carlin, un giornalista mi ha chiesto: “che sentimento hai per la gara ora? Domanda alla quale ho risposto: “Come mi sentivo il 29 giugno, il giorno prima dell’incidente”. Per tutta la sua vita sono stata cosciente che perderlo era una possibilità. Siamo andati in questo con gli occhi ben aperti. Eravamo consapevoli del rovescio della medaglia di questo sport. Mi sono impegnata con lui e con i suoi sogni. Stava facendo quello che amava. Chi siamo noi per portare via i sogni degli altri corridori di correre su Pikes Peak International Hillclimb?

    In conclusione, vorrei ringraziare in tutto il mondo tutti i parenti e gli amici di Carlin vicini e lontani! La nostra famiglia è avvilita oltre le parole. Tutto il vostro amore, supporto, storie, video e foto senza dubbio mi hanno aiutato – e continuano ad aiutarmi. Sono veramente commossa dal vostro amore e dai modi in cui onorate mio figlio. Carlin sarebbe stato in soggezione per tanta l’attenzione. Avrebbe voluto che tutti fossero in armonia. Egli vive veramente in ognuno di noi.

    Riposa lieve bambino mio, questo ci è successo. Abbiamo avuto Sonny. Come hai detto alla tua sorellina molti anni fa, “Continua a pedalare”. Questo è quello che faremo: continueremo a pedalare. Ci vediamo quando arrivo.

  • #15128

    Dolfy
    Partecipante

    Difficile, molto difficile aggiungere qualcosa a questa lettera di…arrivederci.

    Un esempio di lucidità e amore.

    Bella.

    Il Dolfy

  • #15139

    zio franco
    Partecipante

    Diamo un volto a questa meravigliosa donna,non a caso anche qui abbracciata al suo bambino

  • #15180

    Anadin74
    Partecipante

    Belle persone.

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