Ingiunzioni su bolli prescritti: difendiamoci!

Alcune Regioni continuano ad inviare ingiunzioni di pagamento per bolli ormai prescritti, e i loro cittadini pagano i costi di questa pratica. Ne dà notizia l’Aduc, un’Associazione di tutela dei Consumatori, che fa riferimento a quanto sta succedendo in Piemonte

Se lo Stato chiede ai suoi cittadini di rispettare delle regole, e in caso di contravvenzione dispone delle multe salate, è normale che anche i cittadini facciano lo stesso, chiedendo a loro volta allo Stato di rispettare le medesime regole.

Su questo principio si sono fondati anni e anni di ricorsi per multe illegittime, erogate per infrazioni stradali. E su questo stesso principio si sono basati i cittadini piemontesi, che hanno fatto ricorso contro le ingiunzioni di pagamento ricevute per bolli non pagati e ormai caduti in prescrizione.

La Regione ha emesso infatti, tramite la sua società di riscossione Soris, ingiunzioni di pagamento per tasse di possesso che hanno già superato il termine dei tre anni dall’annualità successiva a quella in cui doveva essere effettuato il pagamento. Il termine triennale per la prescrizione è infatti quello preso in considerazione dall’ordinamento nazionale per tale tassa.

Abbiamo assistito diversi contribuenti nel ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Torino – scrive il vicepresidente dell’Aduc, Pietro Moretti, in un comunicato stampa –. È arrivata ora la prima sentenza: ingiunzione di pagamento annullata e Regione condannata a pagare 500 Euro di spese. Spese che ovviamente pagheranno i piemontesi!
Si ricorda che, nonostante il Piemonte si sia fatto una legge (incostituzionale) che estende la prescrizione a cinque anni, la legge nazionale prevede un termine triennale. L’art. 5 del d.l. 953/1982 statuisce che l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse automobilistiche ‘si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento’. Questo significa, ad esempio, che nel 2018 il Piemonte non potrà pretendere il pagamento di bolli o dei relativi avvisi di accertamento notificati oltre il 31 dicembre 2014”.
Il nodo è nel fatto che la tassa di possesso è una tassa nazionale la cui riscossione è demandata alle regioni. Non a caso, come scrive l’Aduc, “la Corte Costituzionale ha già chiarito che spetta solo ed esclusivamente alla legge nazionale stabilire i termini di prescrizione sulla riscossione dei bolli auto”.
Ma allora, si chiede polemicamente Moretti, perché la Regione Piemonte continua ad ignorare la legge e la Costituzione? “La risposta è facile: per ogni cittadino che fa ricorso alla Commissione tributaria, altri dieci pagano senza opporsi. La Pubblica Amministrazione conta infatti sull’ignoranza o sulla pigrizia del contribuente per incassare ciò che non gli spetterebbe più”.
“Ai cittadini che ricevono ingiunzioni di pagamento o avvisi di accertamento per bolli prescritti, ricordiamo che è possibile fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell’ingiunzione presso la Commissione Tributaria Provinciale, senza bisogno di avvocato per importi inferiori a 3.000 Euro”. Si consiglia anche di fare un esposto alla Procura della Corte dei Conti della propria Regione”.

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