Interrogazione parlamentare sui bolli delle moto storiche

Dopo l’abolizione delle agevolazioni fiscali per i veicoli d’interesse storico e collezionistico voluta dal Governo Renzi, alcune regioni hanno continuato ad applicare le loro leggi locali in materia di bollo, mentre altre sono tornate alla tassa di possesso “piena”. Forza Italia ha presentato un’interrogazione per chiedere di sanare le profonde disparità di trattamento legate alle varie zone d’Italia
In apertura abbiamo messo una Ducati 916, forse la più rappresentativa moto di 20 anni fa. Certo, nessuno avrà rottamato una 916 per non pagare il bollo! – foto di Deko4you)

 

Con la legge Finanziaria 2015, il Governo Renzi ha cancellato le agevolazioni sul bollo per i veicoli d’interesse storico di età compresa fra i 20 e i 30 anni, lasciando una tassa di circolazione ridotta solo per quelli che abbiano compiuto il 30° anno d’età.

Teoricamente per i mezzi ventennali si sarebbe dovuti tornare al pagamento della tassa di possesso piena, ma non è stato così ovunque, visto che alcune regioni avevano e hanno tuttora in vigore leggi locali che stabiliscono diversi livelli di tassazione per i veicoli d’interesse storico. (QUI la situazione regione per regione nell’aggiornamento proposto dalla FMI)

Non mancano i conflitti di attribuzione, visto che sono in molti a sollevare dubbi sulla possibilità di intervenire sul bollo con leggi regionali contrapposte a una ben più forte legge nazionale. E la cosa è finita pure davanti alla Corte Costituzionale.

È su questa base che il deputato Roberto Novelli, assieme ai suoi colleghi di Forza Italia, si è fatto promotore di un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze. La richiesta è di sanare la situazione attuale, che vede tassazioni differenziate da regione a regione per i veicoli d’interesse storico e collezionistico.

Esiste una grossa disparità di trattamento fiscale per i collezionisti di autoveicoli e motoveicoli di interesse storico residenti nelle diverse regioni -scrive Novelli nella nota inviata alla stampa-. E continua. “La cancellazione del bollo agevolato ha ripercussioni sul mercato dell’usato e su tutto ciò che gli orbita intorno. Ritengo dunque assolutamente necessario che si assumano iniziative normative per sanare questa disparità di trattamento fiscale per i collezionisti di autoveicoli e motoveicoli di interesse storico residenti nelle diverse regioni, anche per evitare distorsioni nella concorrenza nel commercio delle auto storiche e per non danneggiare il notevole indotto economico prodotto dalla manutenzione e riparazione di questa specifica categoria di automobili. Attendiamo una presa di posizione netta e celere del Governo”.

Ovviamente un’interrogazione non è altro che una domanda al Ministro, che risponderà pubblicamente in aula. Una sollecitazione, dunque, come tante se ne fanno. Ma è positivo che qualcuno torni a parlare di questa cosa. Perché il mondo del collezionismo ha visto con molto fastidio la reistituzione della tassa di possesso su questa fascia. E per molti collezionisti il problema non è davvero quello di pagare i bolli, visto il valore di certi veicoli. Quello che conta sarebbe il segnale d’attenzione, per un settore che significa cultura e che, comunque, ha un suo indotto.

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