La gestione del patrimonio stradale va ripensata!

Mentre alcune inchieste giornalistiche dipingono scenari sempre più inquietanti sul crollo di Genova, si fa largo il sospetto che sia una determinata tecnica costruttiva a soffrire particolarmente l’aumento di traffico degli ultimi decenni e il degrado indotto da agenti esterni. Una ragione in più per chiedere a Governo e Parlamento di riorganizzare integralmente la gestione delle strade: serve una virata di 180 gradi

 

 

Un schema della Sella Gerber

Si chiama Sella Gerber, e probabilmente sta rovinando i sonni di più di un responsabile delle strade.
Dopo il crollo del ponte di Genova, stiamo scoprendo un’altra debolezza delle nostre strade. Sono moltissimi infatti i viadotti costruiti con questa architettura, che consiste in una mensola di cemento armato che sostiene il ponte vero e proprio.

A essere messa in discussione non è tanto la tecnologia costruttiva, giudicata ancora valida, quanto l’invecchiamento della stessa dovuto a fattori esterni. Da una parte aumentano il traffico e il peso dei mezzi pesanti. Dall’altra, fra stress meccanici e invecchiamento, nel calcestruzzo si formano delle crepe, nelle quali finisce l’acqua contaminata dal sale sparso in inverno contro il ghiaccio, e dai gas di scarico delle automobili. Miscele corrosive che velocizzano il degrado, sia del cemento sia delle armature metalliche interne.

Così capita che la Sella Gerber si indebolisca e ceda. Come è successo sulla superstrada a Lecco nel 2016, complice un trasporto eccezionale (si legga a riguardo questo interessante commento qualificato). E come potrebbe essere successo anche a Genova nei giorni scorsi; come trapela da alcune fonti. Su quest’ultimo caso ovviamente sono in corso indagini, e si spera che facciano chiarezza quanto prima. Anche perché già si sta vociferando anche di gravi inadempienze.
Nel frattempo è interessante leggere sul Nouvel Observateur, che in Francia hanno sottoposto a verifica i circa 12mila ponti della loro rete viaria statale, trovandone 4mila che necessitano di manutenzione, e ben 840 che a lungo termine presentano un rischio di collasso. Il problema è dunque generalizzato.

E allora, senza trasformarci tutti in esperti di ingegneria dei trasporti, e senza farci prendere da inutili psicosi (tanto dopo il disastro di Genova ora i controlli li faranno tutti, e se servirà chiuderanno il transito sulle strutture a rischio), il nostro compito di cittadini è tenere alta la guardia e la pressione su chi ci governa, affinché si torni a investire in manutenzione stradale. Visto lo stato delle nostre strade, serve un grande cambio di passo. E, a parte le onnipresenti buche, per rendersi conto della situazione catastrofica basta considerare che negli ultimi 5 anni sono caduti 9 ponti. Basta?

 

Rimanendo in tema, visto che si parla di rinazionalizzare le autostrade, sarebbe il caso che Governo e Parlamento prendessero in esame la possibilità di tornare a un gestore unico delle strade extraurbane, cancellando l’incredibile spezzettamento di competenze attuale. In questo modo sapremmo sempre di chi è la responsabilità di un determinato tratto di strada e l’ente amministratore potrebbe avere sotto controllo l’intera rete, pianificando in maniera più razionale (ed economica) gli investimenti necessari e le manutenzioni.

Home It Forum 9 ponti crollati in 5 anni!

Questo argomento contiene 8 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  zio franco 1 anno fa.

  • Autore
    Articoli
  • #10350

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ormai lo sapete tutti: a Genova è venuto giù un viadotto autostradale. Al momento siamo ad almeno 20 morti e diversi feriti.
    Le polemiche già impazzano, anche se qualche esperto esterno dice che il ponte era sotto il controllo dei migliori specialisti.

    C’è però una statistica che con la freddezza dei numeri ci racconta una realtà inaccettabile: 9 ponti crollati negli ultimi 5 anni. Con un’accelerazione degli eventi che non sembrerebbe essere casuale.

    Eppure se parliamo di strade ne parliamo sempre noi utenti, lamentandoci per le buche. Il tema non sembra invece essere nell’agenda del mondo politico, che ci parla sempre d’altro. E noi dimentichiamo, e ci abituiamo a vivere in una situazione da terzo mondo

    • Questo argomento è stato modificato 1 anno, 1 mese fa da  Mastic.
  • #10353

    multistrangola
    Partecipante

    La cosa è molto semplice. Le opere fatte con calcestruzzo armato hanno una durata di 50 anni secondo calcoli dell’epoca. Ad oggi abbiamo ponti appesantiti da guardarail più pesanti, tir con capacità di carico superiore a 50 anni fa, traffico molto più intenso. Ci dobbiamo meravigliare che non ne cadano di più a mio avviso. Inoltre autostrade per l’Italia non sta sicuramente monitorando come si deve la situazione…in compenso al casello si fanno puntualmente pagare cifre assurde che gli permettono introiti incredibili. Mi auguro che quanto detto dal ministro delle infrastrutture ossia di chiedere conto fino all’ultimo centesimo a questi criminali.
    Inoltre fino a quando sarà possibile fare aste al ribasso per gli appalti di manutenzione le tragedia sono destinate ad aumentare!

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 1 mese fa da  multistrangola.
  • #10355

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    Il Morandi era un ponte altamente pericoloso, quando passavi con l’auto sentivi le oscillazioni, ma se per caso ti dovevi fermare per la coda, al passaggio di qualsiasi Tir sulla corsia opposta erano scossoni.

    E’ tutto il giorno che sono stranito, c’è differenza quando tocca alla tua terra una tragedia immane del genere.

    🙁

  • #10368

    Mastic
    Amministratore del forum

    Qualche giorno dopo sta venendo fuori che la pericolosità del Morandi probabilmente era nota. L’inchiesta di Gatti su L’Espresso è molto ben documentata. Soprattutto mette in mostra che oggi qualcuno dovrebbe indagare su se stesso.
    E allora, lasciamo queste pastoie alla Magistratura, che ovviamente è già al lavoro.

    Piuttosto, studiando la materia, ho trovato un problema tecnico che potrebbe rendere insicuri molti ponti. Un motivo di più per chiedere che facciano veramente manutenzione stradale e prevenzione, senza limitarsi ai proclami. Ne parlo nell’articolo appena lanciato, dove -ovviamente nel piccolo di Netbikers…- butto lì anche una proposta: dovrebbero rimangiarsi quella enorme cavolata dello spezzettamento della rete stradale, data in concessione agli enti locali. Parlano di nazionalizzare le autostrade (e oggi ci sono in giro autorevoli pareri che spiegano quanto la cosa sia poco possibile), ma potrebbero pensare subito a tornare al gestore unico delle strade extraurbane.
    QUI il mio articolo. Dite la vostra

  • #10416

    Anadin74
    Partecipante

    Come detto da Multistrangola sono ponti già vecchi e pensati per il traffico dei tempi.Unisci l’età+i carichi maggiori e l’incuria e purtroppo la frittata è fatta…

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno fa da  Anadin74.
  • #10428

    Mastic
    Amministratore del forum

    Si, però le inchieste de L’Espresso -che cita documentazione ben precisa, non sentito dire- stanno mettendo in mostra una realtà ben diversa dal fatalismo dei ponti arrivati a cosiddetta fine vita. 70 anni per un ponte non sono tanti. Soprattutto non possono essere tanti per un ponte di quella portata.

    Sapevano da anni, e hanno sottovalutato il pericolo. E lo sapevano sia quelli di Atlantia sia quelli del MIT. Questo sta venendo fuori. Si sarebbero potuti fare interventi manutentivi, si sarebbe potuta fare una viabilità alternativa, si sarebbe comunque potuto limitare il traffico su quel ponte, come si fa usualmente. Invece sembra che anche gli esperti che da una parte hanno appurato le criticità della struttura, dall’altra non hanno fatto nulla per evitare che succedesse la tragedia successa. Che poteva anche andare peggio.

    Non è un caso…

  • #10430

    zio franco
    Partecipante

    Il territorio e tutto quello che serve al paese deve tornare ad essere gestito e controllato dallo Stato
    Il miraggio del privato-è-bello-e-funziona è morto con l’imprenditoria moderna a partire dai furbetti del quartierino

    “eh ma tutto quello che è statale va in malora !”
    Dipende da noi,siamo noi lo stato,e siccome non ci può essere un controllore per ogni controllato che almeno non ci tocchi pagare e piangere per essere sfruttati dal privato !

    Stavolta sono con i cialtroni al governo,togliamo (se ci riescono eh….) il controllo ad Atlantia del nostro patrimonio viario e spendiamo su mille piccoli cantieri piuttosto che su poche grandi opere inutili,sempre che non rimangano chiacchiere propagandistiche

    E Gli architetti lasciamoli alle sculture,se ci vogliono ponti di ferro ben vengano,la torre Eiffel è ritta da 150 anni ed in un anno fu tirata su,brutta ma funzionale come tanti ponti nel mondo

    • #10432

      Mastic
      Amministratore del forum

      Guarda Franco, io sarei uno statalista, lo sai. Però indipendentemente che un bene come le autostrade sia gestito da un privato o dallo stato, qui abbiamo il medesimo problema, che si chiama corruzione. Che si chiama mancanza di controlli.
      Negli anni sono stati depauperati i meccanismi di controllo democratico dello stato.
      Un qualcosa che a chi vuole lucrare in maniera disonesta, torna molto utile. Perché sa benissimo come muoversi. Gli esempi sono infiniti.

      Comunque, a parte che togliere le autostrade ad Atlantia non appare così facile, se pure fosse bisognerebbe negoziare. Perché oggi togliere loro il giocattolo dopo che ci hanno lucrato senza farci risarcire, sarebbe oltremodo stupido. Meglio costringerli a sanare la rete a spese loro, con opportune commissioni di controllo serie.
      Poi, se proprio si vuole tornare alla gestione statale (nazionalizzate sono già nazionalizzate, perché sono rimaste di proprietà dello Stato da sempre), prima di lanciarsi serve un piano. Perché non è proprio facile facile accollarsi quella rete dopo averne delegato la gestione a soggetti terzi per decenni.
      Si parla di attrezzature, protocolli di gestione, personale, investimenti, contratti da stipulare. E anche soldi da investire. Perché se entrano nel calderone attuale e poi scontano la mancanza di budget o -peggio- debbono cedere parte dei loro utili per ripianare altre situazioni… finisce che diventano come tutte le altre strade.

      Ce li siamo posti questi problemi prima di…? Non è che, al di là dei proclami, sarebbe più semplice sfruttare una situazione di forza dello Stato (indebolita dal crollo in borsa indotto anche da un paio di cretini che non sanno lavorare in silenzio, ma che debbono per forza fare proclami al popolo) per rinegoziare la concessione e poi prevedere un serio meccanismo di controllo???

      Comunque, per la cronaca, quello che è stato chiamato come l’avvio della procedura di annullamento della concessione, altro non è che la prima lettera di contestazione. Il primo passaggio fondamentale che mancava, come scritto due giorni dopo il crollo dal Sole 24 Ore. Repubblica ha pubblicato il testo della lettera spedita da Conte ad Atlantia. Leggerla chiarisce bene la distanza fra le dichiarazioni dei due vicepremier e quello che è realmente fattibile.

      • #10433

        zio franco
        Partecipante

        non è proprio facile facile accollarsi quella rete dopo averne delegato la gestione a soggetti terzi per decenni.

        rinegoziare la concessione e poi prevedere un serio meccanismo di controllo

        Infatti,altrimenti sarebbe cosa fatta da decenni visto cosa prevedeva la concessione “originale”
        Ma dico io,siccome ci vogliono più controllori che controllati ed anche loro sono sottoposti alle sirene del malaffare,e siccome strade ed autostrade passano sul territorio,è così utopistico gestirle come da Titolo V dalle Regioni attraversate ? E’ così illusorio spezzettare per territorio e con questo spezzettare controlli e responsabilità ?

        Perchè il dubbio rimane se l’A22 ha viadotti secondo le moderne tecniche meccaniche,e sottolineo meccaniche e non artistiche,e la A18 e A20 in Sicilia,per non tirare in ballo la Salerno Reggio nemmeno le strisce d’emergenza ?

        Come per la sanità,la rete viaria dovrebbe essere controllata e gestita dalle amministrazioni locali sotto la supervisione,questa si perchè divisa in 20.dello stato

        I controlli da stato centralista sul territorio non funzionano,men che meno da privati

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