La mia vita da collaudatore nell’Endurance

Federico Natali faceva le gare stradali, ha corso all’Isola di Man. Poi, in cerca di nuovi stimoli, è approdato alla 24 Ore di Le Mans. Ora, come dice lui, fa qualcosa di bellissimo: il collaudatore per un team che corre il Mondiale Endurance. E gira tanto tanto tanto in pista

 

Lui si chiama Federico Natali, e per me è stato una scoperta, tre anni fa. Lavoravo in un’altra testata, e un’amicizia comune ci mise in contatto. Federico stava per correre il Bol d’Or, la mitica 24 Ore francese. Ci accordammo per un diario quotidiano dalla pista, e andò benissimo. Se non fosse per il fatto che un guaio tecnico mise la sua squadra fuori gara già dall’ultimo turno di prove, e mancammo di raccontare proprio quello che tanto avevamo atteso: la gara.
Nel frattempo è nata un’amicizia, con questo toscano simpatico, che ha corso sull’Isola di Man e che sta spesso in pista; anche per evitare di guidare a cannone su strada.
Con lui oggi iniziamo a parlare di Endurance, un Campionato una volta considerato il rifugio dei pensionati, e che oggi invece sta rifiorendo, con la partecipazione di molti grandi nomi.

 

Federico c’è arrivato nel 2015, dopo aver corso e portato a termine gare in 4 categorie diverse (Newcomers, Junior TT, Senior e Supertwins) del Manx GP, sull’Isola di Man. Aveva bisogno di nuovi stimoli. Così, grazie a Suzuki Italia, ha fatto la sua prima esperienza nella 24 Ore di Le Mans, come seconda guida.

Nelle gare così lunghe, i piloti che corrono sono 3 più una riserva -ci racconta-. Anche la riserva deve comunque qualificarsi, durante il proprio turno dedicato; per essere sempre pronta a sostituire uno dei piloti titolari. Fino al sabato mattina, quando concluso il warm up, il team decide chi dei quattro piloti a disposizione far correre. A questo punto il compito della riserva, oggi chiamato 4° pilota, è terminato. Io dal 2016 ho scelto di fare il 4° pilota e collaudatore a tempo pieno”.

Piloti, che gente…

Perché questa scelta?
Perché fare il collaudatore e tester è forse uno dei lavori più belli nel campo motoristico. Si passano molte ore in sella, per collaudare tutti i componenti della moto che correrà. Gli impegni sono fitti e non si sta a guardare il meteo.
Molte delle giornate di prove libere si passano a rodare i motori nuovi. Si comincia stando attenti a non far salire il contagiri oltre i 6mila, arrivando gradualmente ai 10mila. Ma ci vuole tanto tempo, fortunatamente! Ogni 100-150 km si aumenta di 1000 giri.
Poi bisogna rodare e provare le sospensioni, e costruire un feed back sui vari set up da comunicare ai piloti che correranno la gara. In una giornata di test si possono rodare più di 12 set di pastiglie frenanti, che poi verranno messe da parte per tutti i cambi previsti durante una 24 Ore”.

Quali le difficoltà maggiori?
Intanto bisogna saper guidare quasi al limite con gomme che vengono usate anche per 3 ore; o per 100 giri. E ovviamente bisogna considerare l’evoluzione del comportamento della moto anche in funzione dei pesi. Quindi si inizia il test con il serbatoio da 24 litri pieno, e ci si ferma quando ne sono rimasti circa 3. Per contro, passando cosi tanto tempo in sella, si acquisisce un’ottima sensibilità di guida; proprio quello che serve per registrare e comunicare alla squadra ogni più piccolo cambiamento e anomalia che la moto evidenzia nei vari stint”.

Come sei arrivato a questo impegno?
Tutto è iniziato dopo aver preso la bandiera a scacchi della 24 Ore di Le Mans 2015. Corsi con una Suzuki GSX-R 1000 STK del No Limits Motor Team, che dividevo con Stefano Pedrini e Jacopo Zizza. Proprio con quest’ultimo, che molti di voi conosceranno come commentatore della British Superbike su Eurosport, lo scorso anno è nato un nuovo progetto Endurance.
Zizza è il team manager dello Special Team Ducati, la squadra che ha vinto la 24 Ore di Le Mans 2017 nella categoria Supertwins. E nel 2018 parteciperà al Mondiale con una squadra tutta rinnovata, che fra i piloti vede anche il Campione del Mondo 125 e 250 Gp Manuel Poggiali. Zizza sarà il 4° pilota, mentre io, anche per amicizia, sto facendo il collaudatore. A metà marzo anzi è prevista una sessione impegnativa sul circuito di Cremona. Tante volte qualcuno volesse passare a salutare”.

Guarda che ti seguiamo!
Di più. Scriverò io stesso su queste pagine; per portarvi in moto con me, e per raccontarvi l’Endurance vista da dentro. A presto Netbikers!”.

 

Uno scatto dalla vita precedente di Natali, le gare stradali

 

Sulle strade dell’Isola di Man

 

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