La MotoGP, e l’esigenza di tornare a parlare di sport

Qualche giorno fa una persona mi ha mandato affanculo davanti a tutti. Lo ha fatto per la seconda volta. Sono abbastanza certo che anche Valentino Rossi abbia detto vaffanculo a Marc Marquez domenica in Argentina. E forse anche Uccio. Aleix Espargaro? Lui oltre che a Marquez potrebbe averlo detto anche a Petrucci. E sembra certo che Dani Pedrosa abbia dato del “cavron” (cornuto) a Johann Zarco. Ci faccio un po’ di ironia, ma i nervi sono troppo tesi. Ricordiamoci che è un (bellissimo) sport

Jack Miller, sconsolato e solitario sulla linea di partenza

Sono passati due giorni dalla triste gara della MotoGP di Rio Hondo, e tutti hanno detto tutto. Molti dotti colleghi che seguono stabilmente il Motomondiale hanno scritto cose intelligenti. Oggi arrivo io che voglio dire la mia. E sposo al 100% la tesi che la colpa di buona parte del casino sia stata la cattiva gestione della griglia di partenza. Ha ragione chi invoca il regolamento e dice che non è stato applicato. Marquez però, di suo, è normale che “ci abbia provato”, magari anche inconsapevolmente. Alzi la mano chi non l’avrebbe fatto!
Il problema è che le regole vanno fatte rispettare. Altrimenti si innesca quel meccanismo per cui la gente ci prende l’abitudine. E poi, siccome a lui l’hanno fatto fare, ora devo poterlo fare anche io.

Un po’ come il plateale vaffanculo che mi sono preso tre giorni fa per la seconda volta dalla stessa persona. Avevo fatto l’errore di perdonarlo la prima volta. E lui ha preso l’abitudine. Ora dovrò faticare di più per fargliela passare.
Sembrava che volessi solo aprire ironicamente, invece volevo sfruttare gli effetti nefasti di una mia leggerezza, per descrivere un tipico comportamento umano da non sottovalutare. Proprio quello che si è innescato con il tempo nella MotoGP, per colpa del lassismo della direzione gara.

Ora c’è anche un altro problema però. Stanno tutti facendo la pelle a Marc Marquez. E tutti si sono dimenticati di Zarco, che ha fatto qualcosa di simile con Pedrosa. O di Petrucci, che Aleix Espargaro accusa con tanto di foto (ma Pramac non ci sta, come potete leggere dal comunicato in fondo alla pagina che ci hanno inviato nel pomeriggio e del quale diamo conto).

È evidente come contro Marquez siano emersi dei rancori sopiti. Un qualcosa che va al di là dello sport in pista e che riguarda i rapporti che hanno fra loro alcuni dei piloti protagonisti della MotoGP. Insomma, hanno approfittato di questa occasione per farla pagare al giovane campione catalano. E la stessa cosa la stanno facendo certi tifosi.

Domenica un amico mi ha scritto: “adesso hai capito perché è bimbominkia?”. Gli ho risposto immediatamente: “your ambition outwheighs your talent, no problem!”. E ho aggiunto che almeno allora ci furono una sarcastica pacca sulla spalla e un no problem. Oggi c’è stato l’invito a Marquez e Puig a lasciare il box.

Ecco, il problema è qui. Se Giacomo Agostini si affanna a ripetere che certe cose succedevano anche ai tempi suoi, forse dovremmo tutti ricalibrare le nostre opinioni ed evitare di lapidare Marquez. Ai tempi di Agostini ne succedevano anche di più gravi, soprattutto perché non c’erano tutte le telecamere che ci sono oggi. Calci e colpi di carenatura erano all’ordine del giorno. E qualche volta anche due cazzotti nel paddock. Nelle gare minori succede ancora.

D’accordo, quelli di oggi sono superprofessionisti pagati tantissimo che debbono saper stare davanti alle telecamere in un modo diverso. Però, per favore: sono piloti e hanno 25 anni!

La Direzione gara ha il compito di gestirli. Anche quando “ci provano”. E se non lo fa, loro ci proveranno sempre di più. Perché è normale sia così

Però non consentiamo a tutto ciò di avvelenare lo sport. Non consentiamo a tutto ciò di soffiare sul fuoco di una tifoseria che dimentica che si tratta di piloti, di ragazzi appassionati. Non consentiamo a tutto ciò di diventare odio.

Perché la vera cosa triste, a due giorni da Rio Hondo, non è quello che è successo in pista. Ma quello che sta succedendo sui social fra i tifosi. La cosa triste è la divisione in fazioni della tifoseria. La cosa triste è il successo degli haters. La cosa triste sono le verità precostituite e preconcette difficili da scalzare dalla testa di molte persone.

I social non esistono solo per scrivere cazzate. Consentono anche di trovare e leggere molti articoli scritti da professionisti esperti, che sicuramente hanno più informazioni e maggiori possibilità di giudizio. E consentono anche di leggere l’opinione di molti protagonisti.

Per questo, due giorni dopo, mi permetto di dire: possiamo tutti noi tornare a parlare di sport? Anche ricordarci che domenica ha vinto Cal Crutchlow, che è il primo inglese in testa al Mondiale dopo Barry Sheene, che Zarco è andato forte di nuovo. E che c’è un certo Rins che con la Suzuki è un razzo, anche se nessuno ci avrebbe creduto. Poi c’è Jack Miller che nelle prove ci ha fatto saltare sulla sedia due volte. Il Team Pramac, quello LCR di Lucio Cecchinello. A volerne scrivere di sport, ragazzi…

Nel frattempo è arrivato anche un comunicato della Pramac, di cui vi diamo conto

“Alma Pramac Racing vuole esprimere il proprio disappunto nel leggere su alcuni media considerazioni riguardanti la condotta di gara di Danilo Petrucci. Il contatto tra Danilo Petrucci ed Aleix Espargaro non ha provocato conseguenze per il prosieguo della gara di entrambi i piloti ma viene invece considerato alla stregua di quelli che hanno visto Johann Zarco e Marc Marquez estromettere, loro malgrado, dalla gara Dani Pedrosa e Valentino Rossi.

Lo stesso Danilo Petrucci, del resto, è stato toccato nell’ultimo giro da Syahrin dovendo allargare la traiettoria e consentire il passaggio di Andrea Iannone. Nella speranza che queste riflessioni possano essere condivise o comunque analizzate dai media in questione, diamo a tutti i nostri tifosi appuntamento ad Austin con l’impegno di continuare a regalare con Danilo Petrucci e Jack Miller le grandi emozioni provate nei primi due week end della stagione 2018 di MotoGP”.

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