La nostra giornata in Eicma

Seconda giornata di Eicma. Oggi la fiera è aperta agli addetti ai lavori. Quindi concessionari, officine e aziende collegate al mondo della moto. C’è già molta gente nelle corsie dei padiglioni. Nulla rispetto alla calca che ci sarà da domani.Non sono ancora iniziati gli spettacoli, non c’è il frastuono delle musiche che si sovrappongono. Vi racconto la fiera vista da dentro

 

I colleghi giornalisti sono al lavoro anche oggi, ma in maniera più rilassata. I dorsetti che usciranno domani, le riviste, più o meno tutto è stato chiuso ieri sera.
Le giornate pesanti sono state quelle precedenti. Soprattutto ieri, con le conferenze stampa scalettate ogni mezz’ora. Un tour de force impossibile da seguire da soli. Quindi si creano le squadre, ci si dividono i compiti.
Le redazioni che contano su più giornalisti fanno una divisione preventiva a tavolino. E ci sono dei momenti clou che vanno assolutamente seguiti.
Le redazioni numerose hanno anche giornalisti che stanno solo al computer, ricevono le foto e le imboccate dai colleghi che sono in giro. E scrivono i pezzi per l’on line, o per le pagine pronte ad andare in stampa.
Da giornalista i primi due giorni di Eicma sono una follia, ma anche un momento per reicontrare persone e colleghi che, magari, non si vedono spesso. Compresi certi amici stranieri. E si parla con le case, con gli uffici stampa, con i responsabili marketing. Si tessono rapporti.
Si incontrano tutti, ma c’è poco tempo per i rapporti interpersonali veri. Tutto è frenetico. E solo quelli che hanno più tempo partecipano alla corsa per… massì, fuori dall’ipocrisia, alla corsa a stabilire rapporti con persone dell’altro sesso, per divertirsi un po’ alla sera, al di fuori della manifestazione. La fanno tutti, uomini e donne.

 

E la mia Eicma?
Sono tornato in fiera ieri, dopo qualche anno che non venivo. È stato simpatico rivedere alcune facce amiche. Ho girato qualche padiglione, ho visto alcune delle moto di cui tutti stanno parlando. Ho seguito in parte e un po’ distrattamente la conferenza di inaugurazione della manifestazione. Un po’ sempre la stessa solfa, ma forse è anche perché siamo assuefatti a questa grande manifestazione, e ai tanti campioni che vi si incontrano. Perché ha ragione Marino Bartoletti quando dice che ieri a Milano c’era l’ABC del motociclismo sportivo. Chiamando sul palco Giacomo Agostini, Max Biaggi e Toni Cairoli. 30 titoli iridati insieme, anche se fa un po’ strano che ancora oggi faccia più notizia Giacomo Agostini -e lo dico con tutto il rispetto per il campione più titolato del mondo- piuttosto che Toni Cairoli.
Notizia? Agostini, Biaggi e Cairoli? Naaa. Quando è salito sul palco Keanu Reeves, che ha raccontato un po’ la sua passione per la moto e i motivi per cui è qui a Milano. Ha fatto impazzire i fotografi e gli operatori. E ci ha raccontato simpaticamente, con il suo vocione baritonale (ma chi se l’aspettava?), la sua passione per la moto.

Per il resto ho visto molte moto. Molte moto bellissime, alcune meno belle. Molte belle moto trascurate. Perché qui c’è tempo e spazio per parlare solo dei “riempipista”. E non ci si accorge che, sotto sotto, anche gli altri propongono qualcosa di bello. O mostrano qualcosa di inconsueto.

Passeggio per gli stand, passo per l’Aprilia. Ci trovo Guido Meda che presenta le novità del Gruppo Piaggio insieme a Roberto Colaninno, ad Aleix Espargaro ed all’ingegner Albesiano. Chiacchiere un po’ di circostanza, accompagnate da bei video. Mi sposto alla Benelli, dove una signora orientale, con un inglese un po’ stentato (ma efficace), illustra tecnicamente, scendendo in dettaglio, le novità della casa. Sarebbe interessante, ma incontro il vecchio amico Antonio Regidor, direttore della rivista spagnola Solomoto. Parla un ottimo italiano, non lo vedo da 2-3 anni, quando abbiamo fatto dei servizi assieme all’estero. E incontro anche Eva Breutel, la giornalista di Motorrad. Anche con lei, ci conosciamo da tanti anni. Anzi, in via del tutto amichevole è lei che ci ha tradotto i menu e le descrizioni delle aree per la versione tedesca di Netbikers. Già on line ma ancora inattiva. Peccato sia impegnatissima, sarebbe bello riuscire a lavorare assieme!

Via, “the show must go on”, riprendo il mio giro fra i padiglioni e incontro Marco Chini, il responsabile dell’attività Honda in Superbike. Siamo vecchi amici, nel mio profilo facebook lo vedete con me sulla linea di partenza del Mugello nel ‘98. Mi invita al bar dello stand Honda. Ci scappano due chiacchiere off records sulla Superbike, sui piloti, e sulla sua scelta di mettere sotto contratto Leon Camier. Un gran bel pilota. Ma le chiacchiere sono off records!
Ancora un giro, ed ecco spuntare il vecchio amico Marco Carotenuto. Ve ne parlerò nei prossimi giorni, di quando correva, e fu protagonista di un episodio divertente. Ora Marco lavora per un’importante azienda petrolifera, e si discute dei lavori di sviluppo che fanno sui lubrificanti, per adattarli ai motori. Ci vediamo domani, cioè oggi, per capire se possiamo mettere su un articolo tecnico e raccontare le sperimentazioni in corso?

OK, allora adesso fuggo, che ho un appuntamento con un’assicurazione alla quale voglio proporre un’ideuzza per una polizza specifica per motociclisti che potrebbe far leva su…

Ecco, avete capito com’è l’Eicma vista da giornalista?
Nel frattempo questa mattina ho iniziato a scrivere quest’articolo, ma poi ho fatto due chiacchiere con la ragazza che sta seduta al mio fianco nello stand. Perché è sempre simpatico conoscere persone diverse e sentire storie. E poi è simpatica. Ha molto da raccontare e poi. Vabbè, dai, vi ho regalato un rigore senza portiere.

Oh, no, ecco un mio amico romanista (non è Multistrangola), mi fa morire dalle risate, ma adesso mi parlerà della Roma e dei laziali che vivono vicino casa sua per un’ora.
Beh, adesso devo mettermi proprio a lavorare, se no questo articolo non lo leggerete mai!

 

 

E c’era spazio anche per questa splendida moto da record

 

Ho studiato a lungo questo prototipo, incredul. Poi ho chiesto e mi hanno detto: “solo design!”

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