La sfida impossibile dei veicoli senza conducente

Si rompono i freni e dovete per forza investire qualcuno. Chi scegliete fra un uomo, una donna, un ricco, un barbone, un obeso o una persona in forma? Una ricerca del MIT di Boston ha dimostrano che nel mondo non esistono linee guida comuni per definire quella che può essere chiamata etica della guida. Un tema quantomai attuale, ora che i costruttori di veicoli sono vicini alle auto capaci di viaggiare da sole. Che istruzioni scriveremo nei computer che guidano per affrontare le situazioni nelle quali bisogna scegliere il “male minore”?

 

Ultimamente si è attenuato il clamore mediatico intorno agli studi in corso sulle auto a guida automatica; che però proseguono. Recentemente anzi, sono iniziati i primi test in Italia, a Torino. E anche il nostro Paese – finalmente! – sta entrando in questa corsa ai veicoli senza conducente.

Mano a mano che i tecnici si avvicinano all’obiettivo di ottenere auto programmabili per circolare autonomamente, cresce l’esigenza di capire che tipo di istruzioni inserire nei computer che guidano, per gestire quelle situazioni nelle quali il guidatore umano prende decisioni che hanno risvolti etici.

L’esempio classico è quello dell’auto che in una situazione di freni rotti deve scegliere se investire un gruppo di persone o un singolo pedone. Ma si può andare molto oltre, perché le situazioni potenzialmente di questo tipo sono frequentissime. Ad esempio, quando si superano uno o più ciclisti, ci si allarga per passare lontano da loro, aumentando così i rischi d’urto con veicoli che provengono dalla parte opposta. Per questo i guidatori umani di solito mediano tale scelta nelle situazioni di scarsa visibilità o imprevedibilità di veicoli che sopraggiungono nell’altro senso. Un domani che le auto saranno tutte automatizzate, aumenteranno i rischi di urto frontale legato a queste situazioni? O si riuscirà a istruire le auto per mediare eticamente questa scelta volta per volta?

Dell’argomento si stanno occupando diverse università nel mondo, e nel 2016 ha fatto molto parlare il risultato di uno studio internazionale condotto da diversi atenei e coordinato dal prof. Iyad Rahwan del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston.

La maggior parte delle persone nel mondo ritengono che i veicoli a guida automatica, dovendo scegliere fra l’incolumità dei loro passeggeri e quella delle altre persone sulla strada, dovrebbero privilegiare queste ultime. Però, gli stessi intervistati non sarebbero disposti a viaggiare su auto automatiche così programmate. Un paradosso, del quale parla il numero 352 della rivista Science.

Rahwan nel frattempo è divenuto direttore del Progetto Scalable Cooperation del MIT, un gruppo di lavoro aperto che “ridisegna la cooperazione umana nell’epoca dei social media e dell’intelligenza artificiale”. E in questo ambito ha creato, insieme a un pool di altri 7 ricercatori, il sito moralmachine.mit.edu. Un sito multilingua al quale chiunque può accedere per rispondere a 13 quesiti etici su come dovrebbe comportarsi un veicolo a guida automatica.

All’indagine al momento hanno partecipato oltre 3 milioni di persone, per complessive 40 milioni di risposte, in rappresentanza di 233 paesi del mondo. La rivista Nature ha anticipato un sunto dei risultati, costruito prendendo in esame il materiale raccolto da quei paesi (130) che hanno totalizzato almeno 100 partecipanti all’indagine.

 

 

 

 

 

Non esiste un senso etico della guida univoco nel mondo
Solo su due punti si sono trovati d’accordo la maggior parte delle persone dei vari paesi: meglio salvare gli esseri umani piuttosto che gli animali e meglio salvare un gruppo piuttosto che un singolo individuo. Per il resto, il disaccordo è forte, e i ricercatori, per inquadrare le risposte in un ambiente socioculturale, hanno diviso il campione dei rispondenti in 3 grandi macroaree.

La prima è quella Occidentale: Nord America e parte dell’Europa, dove il Cristianesimo è la religione dominante.

La seconda è l’Orientale: Giappone, Indonesia, Pakistan, e ovviamente Cina, dove le religioni più diffuse sono il confucianesimo e l’islamismo.

La terza, chiamata Meridionale, in realtà non ha una vera connotazione legata ai punti cardinali né alla religione. È costituita dall’America Centrale e Meridionale, ma anche dalla Francia e dalle Colonie Francesi.

Una prima differenza sorge di fronte al quesito se le auto a guida automatica in una situazione d’emergenza che implica una scelta debbano operare tale scelta o non fare nulla. E mentre nei paesi occidentali si pensa che i veicoli debbano essere programmati per prendere tali decisioni, in quelli meridionali si pensa che non debbano fare nulla. E il disaccordo è percentualmente molto forte.

Salvare i pedoni piuttosto che gli occupanti? Come detto, i giudizi convergono in favore dell’opportunità di salvare i pedoni; con gli orientali più convinti e gli occidentali dove ci sono importanti fette della popolazione che preferirebbero tutelare maggiormente gli occupanti dell’auto.

Salvare le donne piuttosto che gli uomini? Schizzano in alto i si dei meridionali, mentre scendono molto i voti di occidentali e orientali. Probabilmente anche per motivi differenti. In alcuni paesi infatti culturalmente non ci sono più grandi disparità di trattamento fra generi, mentre altri danno poca importanza sociale alle donne. Il risultato finale delle risposte, paradossalmente, potrebbe essere lo stesso. Ma è una nostra interpretazione, e nulla di più.

Salvare le persone in forma fisica piuttosto che gli obesi? Si, c’era anche questa domanda, e mentre i meridionali (e anche gli occidentali) hanno detto sorprendentemente che sarebbe giusto, gli orientali hanno risposto in massa di no.

Salvare quelli che non violano le regole, ad esempio attraversando sulle strisce piuttosto che dove non è consentito? Qui le risposte sono state convergenti sul si in tutto il mondo, con una predominanza degli orientali.

Salvare quelli di elevato status sociale piuttosto che i poveri? Schizzano in alto i si dei meridionali, ma a sorpresa (per qualcuno) i giudizi più negativi non arrivano dagli occidentali, che comunque sposano poco questa opportunità, ma dagli orientali.

Salvare i giovani? Sono ancora i meridionali quelli più convinti, con un buon seguito degli occidentali. A zero addirittura il gradimento di tale opzione in Oriente!

Salvare i gruppi di persone? Giudizio positivo convergente di occidentali e meridionali, mentre gli orientali sono rimasti freddi rispetto a questa scelta.

Salvare gli esseri umani piuttosto che gli animali? Giudizi positivi da parte di occidentali e orientali, meno da parte dei meridionali.

 

Difficile capire le ragioni di moralità così differenti
Il punto d’arrivo della ricerca coordinata dal MIT darà probabilmente origine a nuovi studi di altre facoltà universitarie. Quello che si è già notato è la correlazione fra i fattori socioeconomici di una nazione e le risposte date dalla sua popolazione.

In paesi dove ci sono istituzioni forti, come la Finlandia e il Giappone, si è scelto frequentemente di investire le persone che stavano attraversando la strada dove non era consentito; al contrario di paesi dove la vita è meno regolamentata, come Nigeria o Pakistan.

Ancora in Finlandia, dove c’è un diffuso benessere economico, non si è fatta differenza nello scegliere se investire una persona ricca o un homeless. Al contrario, in Colombia, dove le diseguaglianze sociali sono profonde, si è optato nettamente per salvare i ricchi. E c’è chi ha commentato sottolineando che i popoli dei paesi più ricchi sembrano essere d’accordo con le politiche egalitarie dei loro governi, mentre quelli dei paesi dove ci sono disparità sociali sono in qualche modo d’accordo con le politiche dei governi che spingono in quella direzione.

Sicuramente in parte è vero, ma un dubbio sorge: non è che nei paesi poveri quelli che hanno partecipato al sondaggio sono prevalentemente i ricchi, che hanno facile accesso alla cultura e a Internet?

Tornando alle auto, e al tema originario di questo studio, fra i costruttori quello più attento a tale tematica sembra essere il Gruppo Audi-Volkswagen. Ma di certo anche gli altri, sebbene siano rimasti silenti, stanno ragionando sui problemi etici che dovranno risolvere con i loro futuri veicoli a forte automazione.

Home It Forum Quante sorprese dagli studi sull'etica della guida

Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Mastic 2 settimane, 3 giorni fa.

  • Autore
    Articoli
  • #11909

    Mastic
    Amministratore del forum

    Parlando di veicoli a guida automatica, si è accennato spesso ultimamente ai problemi di etica della guida. Tutti quei casi nei quali il guidatore umano prende delle decisioni che coinvolgono la sfera morale ed etica.
    La domanda tradizionale è: ma in caso di incidente inevitabile, l’auto senza pilota deve privilegiare la sicurezza dei suoi occupanti o dei pedoni?
    In realtà c’è molto di più. E una ricerca del MIT di Boston su un campione di 3 milioni di persone di tutto il mondo dimostra che non c’è neppure un’etica planetariamente condivisa. Un sentire comune.
    Insomma, nei diversi continenti e attraverso le diverse culture, si privilegia l’investimento di uno piuttosto che dell’altro.

    Sono rimasto colpito dai risultati della ricerca, e ne ho tratto un articolo. Lo trovate cliccando QUI!

  • #11958

    zio franco
    Partecipante

    Imbarazzante,appena terminato il test e visti i risultati avrei voluto non averlo fatto 🙁

    C’è da dire che nel caso di guida personale quasi sempre non c’è il tempo per scegliere,si va d’istinto
    Proprio per questo il “cervello artificiale” è un vantaggio,ma per programmarlo è un bel dilemma,perchè in fondo sono scelte etiche,e l’etica è spesso personale,soggetta a compromessi,dipende si dall’educazione,dalla cultura,dalla maturità,dal vissuto insomma ed un punto comune,un minimo comune multiplo va trovato scientemente e freddamente nei numeri

    …zzo c’entrano i ciccioni però…

  • #12054

    Mastic
    Amministratore del forum

    Che c’entrano i ciccioni?
    Teoricamente non c’entrerebbero nulla, ma la ricerca dimostra che c’entrano eccome. Così come non c’entrerebbero nulla le domande che discriminano fra ricchi e poveri e fra uomini e donne.
    Invece, anche queste c’entrano eccome.

    La realtà è che nel mondo ci sono molte culture diverse e dobbiamo accettare che il riflesso siano anche etiche diverse dei valori sociali e umani. E a volte, il riflesso di una cultura dominante è una risposta spontanea inattesa a una domanda difficile come quella del test. Una risposta che può farci scoprire cose inattese anche di noi stessi, a volte. Perché a volte ci troviamo a dei bivi inattesi.
    Fin qui il lato sociologico e culturale.

    Poi viene il problema concreto: che cavolo scriviamo nelle istruzioni per i veicoli a guida automatica? La Commissione Europea ci sta pensando da anni, senza arrivare a una soluzione. L’argomento sembra un vero rompicapo. Forse le case che tanto stanno investendo sulla ricerca per l’automatizzazione non si erano poste il problema del livello successivo: fatti i computer, bisogna anche dare loro delle istruzioni

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