Motodays: giornalista per un giorno

Metti un gruppo di lettori di Netbikers e di InMoto invitati a Motodays. Per un giorno li abbiamo coinvolti nella nostra attività di giornalisti. Insieme abbiamo visitato gli stand di alcune case, dove abbiamo trovato del personale che ci ha presentato le moto, rispondendo a tutte le nostre domande. Ne è scaturita un’esperienza gratificante per tutti

 

La sensazione è che le case stiano andando verso moto più semplici e accessibili. Più facili da guidare e gestire. Magari con meno fronzoli, ma anche più concrete”. È l’opinione di Luciano, uno dei motociclisti ospitati a Motodays da Netbikers e InMoto-Motosprint.

L’idea è semplice: coinvolgiamo un gruppo di lettori e facciamoli diventare giornalisti per un giorno!

Così, ecco i nostri -molti provenienti dal Multiforum– convergere la mattina di venerdì allo stand di InMoto, pronti a partire per la visita ad alcune case selezionate, che hanno acconsentito a tentare con noi questo esperimento.

Due chiacchiere per illustrare l’iniziativa, quindi si parte dallo stand di fronte al nostro, quello della Yamaha. Ci accoglie il direttore di prodotto, Fabrizio Corsi, uno che conosce le moto e che sa guidarle. Parla la stessa lingua dei nostri lettori, lo scambio di battute è fitto: sforiamo i tempi, ma va bene così!

 

 

 

Il gruppo in visita allo stand Yamaha

 

Secondo passaggio alla Honda, dove ci accoglie Costantino Paolacci, responsabile delle relazioni esterne; anche lui motociclista. L’approccio è diverso. Più improntato alla comunicazione del prodotto, alla descrizione dei singoli modelli e delle filosofie progettuali che li hanno originati.

 

 

Si riparte nel pomeriggio, con la Suzuki. Di nuovo, ci viene incontro un motociclista esperto, Marco Quaglino, che ha la qualifica di responsabile vendite moto. Per la casa di Hamamatsu il prodotto più interessante per Motodays è la SV650, che ben si adatta alla clientela romana, con molte persone che cercano una moto agile ed economica. Poi però si passa all’estremo opposto, con la GSX-R 1000, vicino alla quale c’è la versione da 250. Che ha quasi i medesimi ingombri! Già, i motori 250, per un nuovo segmento di moto che va particolarmente forte. Perché, gira gira, si torna al senso della moto entry level, che deve essere affascinante. E la V-Strom, con la quale Quaglino racconta di aver percorso la Via del Sale.

 

 

Ultima tappa alla KTM, dove il responsabile nazionale del settore sportivo ed eventi, Roberto Rossi, ci ha offerto una Red Bull, prima di intavolare una chiacchierata sulla filosofia della casa austriaca. Si è parlato dell’attenzione dedicata dalla casa al family feeling, quella cosa che consente di riconoscere una moto di Mattighofen anche da lontano. Si scandagliano i motivi del successo commerciale delle moto arancioni; soprattutto del boom delle 125 naked, che spopolano fra i giovanissimi. E si parla di futuro, della nuova Adventure in arrivo a breve, e delle caratteristiche che avrà.

 

 

Ci è tornata utile questa giornata. Perché abbiamo misurato le reazioni dei nostri amici motociclisti. Abbiamo visto cosa li ha interessati, e in futuro tratteremo con maggiore attenzione certe tematiche. Né sono mancati i feedback diretti da parte loro.
I nostri amici hanno apprezzato, ad esempio, la filosofia della serie Yamaha XSR. Ed è curioso che i giudizi più positivi siano arrivati da quelli di loro che posseggono moto del segmento premium. Di più, è risaltata la trasversalità dei nostri ospiti, che pur prediligendo una certa tipologia di moto, quando sono venuti in Honda hanno scelto di soffermarsi particolarmente sulla nuova Gold Wing; e sullo schema inedito della forcella anteriore.
Cosa li ha interessati della Suzuki? I ragionamenti sulla qualità costruttiva. Che poi però va comunicata al cliente, come ci hanno fatto notare in maniera concorde. Infine la KTM, un’azienda giudicata atipica; perché è animata da una filosofia originale, ben visibile e comprensibile.

E Motodays? I giudizi sulla manifestazione sono contrastanti. Più d’uno afferma che negli anni l’evento ha perso un po’ di smalto. Però è molto apprezzata la presenza e l’impegno delle case, soprattutto di quelle che hanno accolto i nostri amici nei loro stand, Per contro è giudicata assolutamente imperdonabile l’assenza di alcuni costruttori.
Giudizi positivi anche per la formula degli eventi esterni e dei test ride. Roxxana dice senza mezzi termini che a lei non interessa troppo la parte espositiva. “Si viene a Motodays per i test ride. Io ad esempio oggi ho guidato due Moto Guzzi. E una mia amica ha partecipato alla scuola di guida sicura. Perché le moto, se vuoi le vedi più facilmente dal concessionario”.
Diverso il parere di Sandro, al quale affidiamo la chiusura di questo articolo: “parli con uno chef e scopri che dietro una ricetta c’è la chimica. Parli con un responsabile di produzione e scopri il mondo che si cela dietro una leva sul manubrio. Grazie alle esposizioni che ci sono state offerte, e soprattutto grazie alle perle da addetto ai lavori che hanno impreziosito le visite guidate, se domani valuterò l’acquisto della ‘mia moto’, farò tesoro delle risposte fornite alle domande che ho posto. E, soprattutto, avrò una vagonata di domande in più da porre e da pormi. Tempo ben utilizzato, grazie agli amici di Netbikers e di InMoto che hanno reso possibile tutto ciò”.

 

 

Il “Family Feeling” è stato uno dei temi dibattuti spesso. Qui una Yamaha
Riconoscete le linee della Honda?
Il profilo inconfondibile della Suzuki GSX-R
Le KTM sono fra le moto più riconoscibili in assoluto

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