MotoGP – Misano Q2: il velocissimo Lorenzo non è il miglior staccatore!

Lo spagnolo della Ducati ha ritoccato sensibilmente il record della pista in prova, che già gli apparteneva, ma lo ha fatto… senza esagerare con le frenate

 

La Q2 è finita da poco e Jorge Lorenzo ha firmato il suo capolavoro, segnando una pole position che è anche il nuovo record della pista in prova: 1’31”629. Il telefono suona: la Brembo ha mandato la classifica dei migliori staccatori. Qualcosa di diverso dal solito, che incuriosisce.

Misano non è un circuito durissimo per i freni: tutte frenate mediamente impegnative, scrive la casa bergamasca, con decelerazioni comprese fra 0,8 e 1,5 g. 9 frenate, delle quali solo una è considerata altamente impegnativa per i freni, quella davanti alla curva della Quercia, dove si passa da 294 a 79 km/h. Ci si mettono in media 4,8 secondi, percorrendo 222 metri, con un carico di 6 kg sulla leva e portando i dischi freno in carbonio a circa 650 gradi.

La Brembo raccoglie i dati delle telemetrie dei diversi team, analizzando punti di frenata, decelerazione massima, massima pressione esercitata sulla leva, tempo di frenata e altro ancora. Ed ecco allora la classifica dei migliori staccatori, vale a dire dei piloti che iniziano a frenare più vicini al punto di corda.

Il primo, quello che frena più giù, è Andrea Dovizioso (Ducati), seguito da Marc Marquez (Honda). Poi Valentino Rossi (Yamaha), che ha sempre avuto la nomea di grande staccatore, ma che oggi a Misano è stato superato. Quarto posto per Cal Crutchow (Honda), uno che dice di guidare morbido, e solo quinto Jorge Lorenzo (Ducati). Che però sul giro secco ha staccato tutti.

Sarebbe stato bello leggere anche qualche dato in più, per capire i valori in campo, ma ovviamente non è possibile, perché si darebbero indizi alle altre squadre.

Nel frattempo accontentiamoci di considerare che il segreto di Lorenzo è stato più nella capacità di “scorrere”, cucendo una curva dopo l’altra in una traiettoria il più possibile rettilinea. Non che gli altri siano pippe ovviamente (sono i migliori piloti del mondo!), ma oggi qui, a Misano, non serviva evidentemente impiccarsi troppo sui freni e sul gas. Piuttosto serviva interpretare il tracciato.

Resta che ovviamente parliamo di sfumature, perché a vederli a occhio, ci sembrerebbe che frenano tutti più o meno nello stesso punto. Laddove il livello è altissimo, la prestazione si costruisce con tante piccole cose fatte bene.

E per una volta, se volete capire la differenza fra un pilota normale e questi qui, guardate Christophe Ponsson, catapultato dal CEV Superbike alla Ducati Avintia, in sostituzione di Tito Rabat. Un po’ come quanto successo a Sylvester Stallone in Rocky. Solo che questo non è un film, e per quanto Christophe sia bravo (davvero) e sia migliorato, ha beccato quasi 6,5 secondi da Jorge Lorenzo e 3 da Shyarin, che parte con il penultimo tempo. Un’eternità.

Si fa presto, quando si parla di qualcuno dei grandissimi della MotoGP, a dire che è un pilota scarso…

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