Parliamo delle Salite!

Il Campionato Italiano Velocità in Salita (CIVS) è partito due settimane fa in Toscana, con la Leccio-Reggello. Alla vigilia della seconda prova, la nostra Bianca Lombardi ci traccia il quadro dei valori in campo emersi dopo la gara d’apertura; non mancando di sottolineare l’esigenza di più comunicazione, per ridare linfa a un campionato dai grandi valori sportivi
di Bianca Lombardi (foto di Raul Dominici)

 

La stagione 2018 del CIVS, si è aperta con la Leccio-Reggello. Due le notizie che hanno tenuto banco nel fine settimana di gare. La prima è felice, ed è il ritorno alle competizione del campione Ezio Musso, che tra l’altro ha chiuso con un ottimo quinto posto nella classe Naked. La seconda, ben più triste, è il divieto di gareggiare per limiti di età decretato dalla FMI allo storico pilota Cesare Fabbri.
Per la prima volta dal 1952, anno in cui debuttò, dopo oltre 400 gare disputate, il bolognese Cesare Fabbri si è visto rifiutare l’iscrizione. Il nodo è nel fatto che in Italia la licenza da pilota la si può prendere fino al compimento del 75° anno d’età. Fabbri di anni ne ha 85, e da tempo ha preso la licenza francese. La novità del 2018 è che la FMI ha deciso di non accettare gli Over 75, neanche se con licenza straniera.
Vedere Cesare Fabbri, la memoria storica delle corse su strada, il pilota per eccellenza divenuto leggenda, seduto in disparte distante dal tavolo delle verifiche sportive, uccide la nostra passione, logora e svilisce le nostre emozioni. Perché un pilota lo si è, lo si diventa e lo si porta stretto a noi agli esordi come quando sopraggiunge l’anzianità nelle gambe. Ed è quello sguardo nascosto da occhiali da vista e da qualche ruga ad essere più forte del tempo, a non smettere di brillare mai, a racchiudere tutta la vita che un pilota di moto sa di aver vissuto, a essere spento e sfregiato dalla burocrazia.
L’auspicio è che la FMI possa concedere a Cesare Fabbri -che tra l’altro correva con un 50 cc nel Gruppo 4, quindi non in una gara di velocità pura– un permesso speciale per risalire in sella, anche solo come apripista. Il compito di tutto il mondo delle salite è di mobilitarsi affinché questa ingiustizia possa essere risolta. perché noi lo sappiamo bene che la salita è un fatto di cuore. Un cuore che non smetterà mai di battere, che un giorno dovrà rassegnarsi ai ricordi, ma che adesso ha bisogno di tornare a sussultare tra i tornanti per vivere ancora.
Che poi, abbandonare del tutto per qualcuno non è proprio possibile. A margine piace infatti segnalare la presenza del vincitore del Motogiro d’Italia 1956, il 92enne ex pilota Ducati Giuliano Maoggi, che ha assistito alle prove libere del sabato accompagnando il figlio Renzo, impegnato con una Morini 175 nel gruppo 4.

Veniamo alla gara. I campioni in carica che si sono riconfermati sul gradino più alto del podio sono stati Massimiliano Magnani nella Vintage 94, Marco Lombardi nella Moto3, David Lignite nella 600 Stock, Manuel Dal Molin nella Supermotard, Stefano Manici nella Naked 650, l’ equipaggio sidecar Barbi-Ridolfi (con quest’ultimo che ha sostituito il passeggero Doratori).
L’ unico pilota a scendere sotto il muro del minuto e 23 è stato il massese Stefano Nari su Triumph, nella 600 Open. Il suo assoluto vale il titolo di Re della giornata. Se l’anno scorso il pilota del Motoclub Massa Sgassa aveva partecipato solo a qualche gara, nel 2018 sembra avere tutta l’intenzione di mettere alle strette il campione 2017 Daniele Stolli, che ha chiuso terzo.
Nella 125 vittoria per Loris Guerrini, mentre nella 250 Marco Queirolo e Claudio Cipriani hanno preceduto Guido Testoni.
In altre classi, assenti i campioni in carica, si sono accese lotte entusiasmanti per la supremazia. Nella 1000 Open i primi sette concorrenti hanno segnato tempi racchiusi in 2 secondi. Alla fine ha trionfato Nicholas Rovelli su Ducati.
Un caloroso applauso ha invece accolto Carlo Leoncini, al traguardo della prima prova libera, in sella alla sua Ducati Leoncini Moretti 1100, al debutto.
Da segnalare, invece, il vero e proprio deserto di iscritti della Supermotard. Meno male che il vuoto è stato presto dimenticato per la sfida tiratissima fra il campione uscente, Giacomo Gubbini, e il vicecampione, Marco Ricci. Finita a parità di punti, la vittoria è andata a Ricci. Tra i nuovi arrivi della classe, va segnalato Cesare Ranucci, ideatore di Motomissione (date un’occhiata al suo sito!) a favore degli animali.

In questa prima gara abbiamo visto anche l’ Introduzione della categoria Super Open 600 e quella dei Quad. Nella 250 del Gruppo 5 Epoca l’arrivo di Mario Dolfi ha rotto le uova nel paniere al consueto vincitore, Lombardi su Honda, mentre Ivan Gargliarducci, passato della regolarità alla competizione, si è confermato comunque vincente.
Infine il Trofeo Crono Climber, che non ha richiamato molti piloti non già impegnati nel CIVS. Peccato, perché l’iniziativa sarebbe valida, ma forse c’è stata poca informazione riguardo le licenze, alcune davvero economiche. E ormai sono tanti i piloti che hanno lasciato la specialità.

già Bianca, poca comunicazione. Ho provato a cercare informazioni sul Crono Climber googolando, ma non ho trovato nulla! Ci spieghi tu cos’è, scrivendo sul Forum??? – Mastic

Da sottolineare la Presenza del vincitore del Motogiro d’Italia del 1956 su Ducati Marianna, il novantaduenne ex pilota Ducati Giuliano Maoggi ha assistito alle prove libere del sabato accompagnando il figlio Renzo impegnato con una Morini 175 nel gruppo 4.

 

In chiusura, quattro piloti particolarmente interessanti.

Stefano Nari: voto 10 e lode
Invincibile e ce lo aspettavamo. Corre nella 600 Open, dove il campione Daniele Stolli e Yuri Storniolo saranno più che competitivi, insieme al ritrovato Carmine Sullo e a Francesco Bortolotti, veloce anche anche con le carenate.

Stefano Manici: voto 9
Se nella Naked il pluricampione italiano parmense ha messo come suo solito tutti a tacere (Marchelli e Cifone gli avversari diretti), nella 600 Stock ha rincorso David Lignite, ed è stato sopravanzato anche da Adriano Pagli. Per Manici l’obiettivo è la conquista nel corso del 2018 del 18° titolo tricolore, eguagliando almeno nel numero un mito come Giacomo Agostini.

Nicholas Rovelli: voto 10
Fresco della buona prestazione di Landshaag nell’Europeo, Rovelli ha sorpreso tutti con la sua Ducati 848 preparata da Bursi. Dietro di lui Tommaso Niccoli Vallesi, mentre Sacha Loncaoha chiuso quinto posizione.

Barry Rivellini: voto 10
Ha vinto la Crono Climber! Ma in pagella l’ha aggiunto Mastic, perché amico di Barry

Carlo Leoncini: voto 6
Si è presentato con una moto nuova, la Ducati-Leoncini Moretti 1100, ed è stato bravo a chiudere ottavo portandola al traguardo. Certo, la strada dello sviluppo sarà lunga, ma l’avvio è buono.

Prossimo appuntamento il 24-25 e 26 maggio con la Spoleto-Forca di Cerro, gara valida sia per il Campionato Italiano che per l’Europeo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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