Quei passi appenninici senza più motociclisti

Sono molti quelli di noi che hanno scelto di non andare più sui passi tosco-romagnoli. Colpa del pessimo stato delle strade, ma anche di alcune campagne di repressione dei pirati della strada nelle cui maglie finiscono per cadere anche (e soprattutto) i motociclisti più tranquilli. È il momento di riallacciare il filo del dialogo
(Nella foto d’apertura, il piazzale del bar Sottobosco, sul passo di Viamaggio)

 

L’amico @ace71 ha annullato l’edizione 2018 del Ro-magna, l’incontro motociclistico-raduno che aveva già organizzato lo scorso anno sulle strade dell’Appennino Tosco-romagnolo e che avevamo annunciato circa un mese fa. Il motivo è nella pessima qualità delle strade, che non consentono più una passeggiata rilassata in tutta tranquillità, quale quella che lui si proponeva di organizzare. Ma non solo.

A spingere per l’annullamento c’è anche il clima da caccia alle streghe nei confronti dei motociclisti, che sempre più si respira dalle sue parti. Due settimane fa, sul versante toscano del Passo della Calla, sembra che alcune pattuglie di forze dell’ordine fermassero i motociclisti per misurare con il dinamometro il peso delle valigie. Perché c’è un peso massimo da rispettare, che di solito trovate stampigliato sulle borse. Probabilmente sono le stesse pattuglie che in passato si sono attirate addosso critiche per l’uso di auto civetta che procedevano rispettando in toto i limiti di velocità, in attesa di fotografare il motociclista che li sorpassava per fermarlo poco oltre e ritirargli la patente.

Tutto legittimo, per carità. Ci sono dei limiti di peso delle valigie e vanno rispettati. Ci sono dei limiti di velocità e dei divieti di sorpasso, e anche questi vanno rispettati.

Però c’è un fatto di opportunità. Ho insegnato a guidare la moto per anni, e non ho mai visto gente che ha avuto incidenti a causa del peso eccessivo o mal distribuito delle valigie. Anzi, di solito chi ha le valigie è un motociclista evoluto ed esperto. I problemi, semmai, li hanno quelli che ancorano carichi sulla moto in maniera posticcia. Davvero è utile impiegare risorse ed energie per controllare il peso delle valigie?

Stessa cosa per il discorso velocità e sorpasso. Le leggi si rispettano, è vero. Però il legislatore deve a sua volta essere attento a fare norme che possano essere rispettate. E a 30 km/h su quelle strade ci si va solo se si vuole cercare l’occasione per bastonare qualcuno. Perché anche i camper vanno almeno ai 50.

Se mi fai tratti lunghissimi di strada con il limite a 30 km/h, non stai pensando alla sicurezza mia che guido su quella strada, ma alla tua tranquillità di amministratore, che vuol pararsi le spalle nel malaugurato caso di un incidente grave su una via che per una serie di motivi è mal tenuta.

Viviamo in un paese dove il limite a 30 per tranquillità degli amministratori pubblici è diffusissimo. Su strade dove, obiettivamente, è impossibile andare a 30. Anche per un fatto di sicurezza; perché da dietro ti piombano addosso in velocità pure i pulmini delle suore, che recitano il rosario sul filo dei 70 km/h. Davvero è utile tutto ciò? Davvero serve a qualcosa?

La maggior parte dei motociclisti che muoiono sono utenti delle strade urbane. Non smanettoni che scambiano i passi di montagna per piste! Qualche anno fa ho fatto una piccola inchiesta per Il Centauro, la rivista dell’Asaps, che se non lo sapeste è la rivista dell’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale. Si parlava di smanettoni, e di gare su strada. Con l’occasione cercai un po’ di vecchi amici dei tempi andati, quando anche io non disdegnavo la smanettata cattiva. Fui sorpreso nello scoprire che erano tutti vivi e in ottima salute, con pochissimi incidenti sulle spalle, se non zero.

A scanso d’equivoci scrivo in evidenza che i pirati vanno fermati. Bene fanno le forze di polizia che sanzionano duramente i loro comportamenti.

Però questo è diverso dal punire un tranquillo signore che viaggia a 70 km/h su una strada extraurbana dove qualcuno ha proditoriamente messo il limite dei 30. Perché così l’unico risultato è che nessuno di noi va più su quelle strade.

La foto che vedete a destra è stata scattata domenica scorsa all’Alpen Bar di Campigna. Domenica di sole, con il Mondiale Superbike, che in molti fino allo scorso anno andavano volentieri a vedere fra amici in questo storico locale. Ci sono 6 moto, contro le 100 abbondanti che avreste contato in una foto degli anni precedenti. E nel prossimo fine settimana all’appello mancheranno anche i circa 30 motociclisti che avrebbero partecipato al Ro-magna. Saranno/saremo da un’altra parte.

E allora l’amico Ace butta lì una domanda: “non sarebbe stato più funzionale sensibilizzare i cretini ad andare piano nei centri abitati? Bastavano dei dossi all’ingresso e all’uscita, magari un velox. O una pattuglia di polizia, che basta vederli per chiudere il gas. Da altre parti è stato fatto e ha pacificato molto gli animi, perché i residenti si sono sentiti meno minacciati dalle moto e i motociclisti che ne avevano bisogno hanno imparato a rispettare le persone che incontrano per strada”.

Si può fare qualcosa per i motociclisti? Si può fare qualcosa per quelli di noi che rischiano? Si, certo! Ma non è punendo severamente dei comportamenti che di solito altrove si tollerano che si ottiene qualche risultato. Personalmente, da motociclista di lungo corso (e da insegnante di guida sicura), vedo continuamente tantissima gente in pericolo su due ruote. Gente che rischia senza saperlo, senza accorgersene. Se davvero avete voglia di fare qualcosa per quelli della tribù delle due ruote che rischiano, tocca andare da altre parti, per fare sensibilizzazione e cultura su altre persone.

In chiusura non riesco a non aggiungere una nota, anche se il benaltrismo normalmente non mi appartiene. Oggi sono uscito, e mentre me ne andavo in giro tranquillamente, due automobili hanno rischiato di investirmi contromano, facendomi venire il gelo nella schiena. In entrambi i casi i guidatori stavano guardando il telefono. Mi ha colpito che in un tragitto di 30 km, ripetuto due volte, in una stessa giornata, io abbia rischiato due volte il medesimo incidente.

Così, per suggerire un altro possibile problema da prendere in considerazione se si vuole fare sicurezza stradale.

 

Sull’argomento vi segnaliamo anche l’intervento di un lettore, Gianluca, che abbiamo pubblicato in una articolo a parte: Cacciate i pirati e lasciateci in pace!

Home It Forum Giro di vite dei controlli su strada in arrivo

Questo argomento contiene 27 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  zio franco 5 mesi fa.

  • Autore
    Articoli
  • #7242

    Mastic
    Amministratore del forum

    Nel 2017 la mortalità stradale è aumentata del 7,5%. Una tendenza negativa che sembra confermarsi anche in questo primo scorcio di 2018. Così il Capo della Polizia diffonde una circolare per chiedere a tutte le polizie di aumentare al massimo i controlli su strada. E di studiare meglio il fenomeno dell’incidentalità, cercando anche nuove forme di dialogo con la popolazione.

    Di per sé una circolare intelligente e positiva, secondo me. Il timore è che qualcuno colga l’occasione per una nuova caccia alle streghe, finendo per cadere ancora nello stereotipo del motociclista che va forte e rischia. Invece, come scrivo anche nel mio articolo -fermo restano che il Codice della Strada dobbiamo rispettarlo tutti- i motociclisti che creano problemi (loro malgrado) sono altri.

    Qui il mio articolo.

    Voi cosa ne pensate?

  • #7247

    Anto
    Moderatore

    C’era una volta la patente a punti…sembrava che entrara in vigore la situazione stesse migliorando ma purtroppo era l’effetto novità, una volta resosi conto dei controlli inesistenti e della possibilità di ricorrere facilmenre al giudice di pace e vedersi annullata sicuramente la sanzione, si stia tornando a fare tutto alla guida tranne che a guidare. Non credo sia solo colpa dei telefonini c’è altro ma bisogna capire cosa.

    • #7248

      Mastic
      Amministratore del forum

      Beh, credo che molti qui hanno sperimentato come le polizie locali spesso non comunichino la detrazione di punteggio in caso d’infrazione, “accontentandosi” di riscuotere la sanzione pecuniaria. Il che, unito ai pochi controlli che ci sono, rende alla portata di tutti l’obiettivo di superare i due anni senza multe comunicate all’anagrafe per recuperare il monte punti originario di 20.

      Al di là dei punti, sicuramente servono più pattuglie di polizia sulla strada. Per combattere l’anarchia degli idioti, che fanno cose folli alla guida. Pochi giorni fa uno ha superato dentro una curva cieca, davanti a me. Certe volte vedo gente che vorrei fermare e picchiare. Senza neanche dare spiegazioni. E ne vedo tantissimi, di tutti i tipi. Se facessi il poliziotto e girassi in pattuglia, dovrei intervenire continuamente. E non si parla di eccessi di velocità, ma di comportamenti stupidamente pericolosi.
      Segnalo che continuo a discutere con gente che sale in macchina con me e non vuole mettere la cintura. Segnalo una mia amica che la settimana scorsa ha sfasciato la sua auto contro un camion, tamponato per rispondere al telefono. E meno male che era un camion. Segnalo uno che ieri in scooter mi ha quasi buttato fuori strada contromano, perché leggeva il telefono e fuori strada ci stava quasi finendo anche lui. Un furgone che stavo superando, l’altra sera, mi ha fatto la stessa cosa, raddrizzando la parte iniziale di una curva.
      Forse serve il meteorite che invoca spesso @zio-franco

  • #7250

    zio franco
    Partecipante

    Gabrielli non è un incapace e ne ha dato dimostrazione,ascolta,ragiona e poi agisce

    Davvero interessante il passaggio

    “Particolare importanza – scrive -, anche in funzione meramente dissuasiva di comportamenti alla guida illeciti o imprudenti, assume il coordinamento e la pianificazione di impiego di tutte le risorse disponibili sul territorio, affinché la presenza delle Forze di polizia e delle polizie locali, nei punti della viabilità risultati a maggior rischio di incidenti, possa essere garantita in maniera diffusa e, pertanto, percepita dalla cittadinanza

    “Anche lo sviluppo di nuove strategie di comunicazione, che si aggiungano alle collaudate iniziative di formazione e di educazione alla legalità, può rivestire notevole importanza per far percepire alla cittadinanza la gravità del fenomeno, anche attingendo ad esperienze maturate in occasione di incidenti stradali che nelle singole realtà locali possano aver avuto una vasta eco”.

    E chiude: “Da ultimo, le iniziative adottate e le migliori pratiche consolidate a livello locale potranno essere comunicate a questo Dipartimento, anche al fine di fornire utili orientamenti per la realizzazione – a livello nazionale – di campagne di prevenzione della mortalità sulle strade

    Argomento che noi motociclisti del centro conosciamo e predichiamo da tempo,in particolare quando si è fatto il contrario utilizzando la Forestale per tutt’altri impegni professionali e constatandone gli effetti nefasti anche in termini di costi per i ricorsi

    Il territorio e chi vi abita,lavora e frequenta è importante,la capillarità della presenza di tutti gli interessati è fondamentale,la comprensione della popolazione una miracolosa soluzione

    La pacca sulla spalla di un Carabiniere vale più di cento autovelox

  • #7251

    Mastic
    Amministratore del forum

    @zio-franco scrisse

    La pacca sulla spalla di un Carabiniere vale più di cento autovelox

    Anche questa frase vale più di cento articoli.
    Vaff… così, perché oggi non si era ancora litigato io e te 🙂

  • #7252

    Lollo
    Partecipante

    Infatti @mastic, secondo me il problema è duplice.
    Sicuramente è arrivata la necessità di sanzionare i comportamenti folli e scellerati – siamo tornati al Far-West!!!
    Troppa gente che guida col telefono in mano (anche solo come gesto involontario!!), manovre di retromarcia in autostrada o (nel nostro caso a Roma) sul GRA…e troppe ce ne sarebbero da raccontare.
    Però a mio avviso tutta questa gente (utenti dell strada) andrebbe prima di tutto educata. Non mi meraviglierei del fatto che molti, in caso di contestazione, rimanessero attoniti nel venire multati per una azione (a loro avviso) apparentemente senza pericoli.

    Cheers

  • #9792

    Mastic
    Amministratore del forum

    Tiro di nuovo su questa discussione perché mi sono occupato della caccia alle streghe contro i motociclisti che è tornata in auge con l’estate sui passi tosco-romagnoli dell’Appennino.
    Qui il mio articolo.
    Ogni contributo sarà benvenuto

  • #9793

    zio franco
    Partecipante

    Si ritorna alla frase di cui sopra,basterebbe la presenza sul territorio,senza trucchi e senza inganni che per questo sono vissuti come tali vedendo la pagliuzza e perdendo di vista la trave,di noi motociclisti intendo,vivere un’ingiustizia distrae l’attenzione che è sacrosanta,di non fare cazzate,di non fare cazzate che mettano a rischio l’altrui e la propria incolumità

    Per questo essere giusti per la giustizia è importante,e siccome le forze dell’ordine sanno essere “giuste” perchè girarci intorno con la scusa delle borse,piuttosto che degli specchietti non omologati,le frecce,i fanali e amenità varie
    Se è vero che tutto è per prevenire

    Se non è vero o lo è solo in parte,due sono gli effetti sicuri,uno è quello che ho scritto sopra,far vivere come un’ingiustizia la giustizia (perdonate il bisticcio) e far chiudere le poche attività turistiche delle zone
    si perchè lassù tra i lupi ci vanno,ci passano,si fermano tanti di noi,e dietro di noi in vista di una moltitudine colorata di giovani e meno giovani,ragazze e donne che frequentano questo mondo,tanti “gitanti” si fermano,perchè è come per i camionisti,se ci sono loro si sta bene,è un segnale positivo

    Se spariamo sparisce un mondo intero,si rischia di desertificare il meglio del nostro territorio,di lasciare al degrado zone e attività per cui il nostro Paese è conosciuto,di togliere fonte di reddito ad una economia già malandata
    E’ un danno per tutto il Paese prima che per noi

    L’autocritica va fatta,e ormai vista l’età media sono strasicuro che il nostro esempio di sopravvissuti è contagioso,i racconti sono un libro stampato ed in simbiosi con “quel Carabiniere” hanno un valore assoluto nella prevenzione

    Io porto ancora il mio esempio,ho pochi punti residui ormai,tutti lasciati agli Autovelox fuori dai centri abitati,perchè li sono più che prudente e attento,ma fuori trotterello senza attenzione e vuoi a 70 vuoi a 80 km/ora non passa anno che non paghi pegno
    Ho smesso di arrabbiarmi,sono cosciente che sono io distratto,vivo con leggerezza certi tratti e pur cosciente che sono per far cassa pago zitto e muto

    Questa l’ultima di ieri

    Questa l’anno scorso

    Sono un dinosauro ma cazzate non ne voglio fare (più)

  • #9794

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    CLASSIFICA TOP 100 MOTO
    Pos. Marca Modello Segmento Totale Gen-Dic 2017
    1 BMW R 1200 GS Enduro 3.755
    2 HONDA AFRICA TWIN Enduro 3.216
    3 HONDA NC 750 X Enduro 2.454
    4 YAMAHA TRACER 900 Turismo 2.296
    5 DUCATI SCRAMBLER 800 Naked 2.241
    6 BMW R 1200 GS ADVENTURE Enduro 2.042
    ………
    43 DUCATI SUPERSPORT / SUPERSPORT S Sportive 487
    ……..
    74 HONDA CBR 1000 RR Sportive 292
    ……
    79 SUZUKI GSX-R1000 Sportive 278
    80 KAWASAKI NINJA 650 Sportive 277
    …..
    82 YAMAHA YZF-R125 Sportive 268
    ……
    85 DUCATI 1299 PANIGALE / 1299 PANIGALE S Sportive 264
    ……
    91 BMW S 1000 RR Sportive 242
    ……
    93 YAMAHA YZF-R1 Sportive 237
    94 DUCATI 959 PANIGALE Sportive 228

    Questa è la classifica della vendita moto del 2017.
    Il comportamento delle FFOO e delle amministrazioni locali, sia per quanto concerne la manutenzione delle strade che le opinabili azioni deterrenti nei confronti degli utilizzatori delle due ruote ha anche modificato il mercato negli ultimi 15 anni……

    Perchè dico 15 anni? Perchè è dal 2003 che organizzo eventi per un motoclub e ho visto il parco moto, dalle 119 del primo anno alle 30/40 di questi ultimi anni, completamente stravolto. Ho organizzato il raduno ufficiale la seconda domenica di giugno e tra le moto che hanno partecipato c’era solamente una CBR e nessun’altra supersportiva. Nel 2015 c’erano solo naked, qualche motard e tutto il resto a manubri bassi.

    Alla fine del 2003 la CBR 600 risultò la seconda moto più venduta in Italia con la bellezza di poco più di 8.800 esemplari targati… Al quarto posto della classifica generale c’era la Yamaha R6 (4.530 moto), al sesto la Kawasaki ZX-6R (3.295), al nono e decimo rispettivamente la Honda Fireblade (2.800) e la Yamaha R1 (2.670). Ma vendevano bene anche la Suzuki GSX-R 600 e 1000 (1.545 e 1.440 unità rispettivamente) e la discussa Ducati 999 (1.128 unità) disegnata da Pierre Terblanche.

    Cioè nel 2017 si sono vendute 237 Yamaha R1 contro le 2670 del 2003…. il 91% in meno!!!!

    E neanche l’uso/abuso di elettronica per far tornare questi mostri di potenza alla portata di un maggior numero di persone ha fatto si che se ne vedano qualcuna in più sulle nostre strade.

    Perchè mi focalizzo sulle sportive? Perchè erano proprio loro le regine dei passi con percentuali di presenze ben oltre il 50%…..

    E’ vero, non si può indicare come colpevoli Forze dell’ordine e sindaci non motociclisti, tutto sta cambiando, si va sempre più verso la comodità e praticità, qualità all’opposto di questa tipologia di moto e ci vorrebbero pagine di discussioni che io personalmente non saprei neanche più di tanto argomentare….

    Un’ultima cosa che almeno dalle mie parti si verifica: sotto i caschi delle carenate sono più frequenti i capelli brizzolati e non le facce da ragazzo appassionato, non sono moto da dinosauri ma da nostalgici si.

    Saluti

    • #9795

      zio franco
      Partecipante

      Eccellenti considerazioni Bob !

      Nostalgicamente vere ma anche inevitabili visto : a) lo stato delle strade b) la condizione economica degli under 30/40
      Situazioni non determinanti ma che unite a tutto il resto di cui sopra fanno passare la voglia e preferire la coda per l’ultimo Melatonino 🙁

      La generazioni di imbecilli non me la toglie di testa nessuno…

  • #9796

    viperello
    Partecipante

    manca pure tutto il percorso di crescita, quello che ti faceva partire dal ciao, o la vespetta, per arrivare alla SS.
    d’altronde o giocavi a pallone o elaboravi motorini, o tutt’eddue. non c’era molto altro.
    oggi la moto, per l’87,45% degli utenti è l’alternativa all’auto. perciò deve essere comoda paciosa e facile.
    i joe bar vari sono, appunto, dinosauri (purtroppo).

    però alla fine quella della sicurezza è tutta una cazzata. una scusa per spremere soldi e fare cassa. è il modo più
    semplice e soprattutto certo di avere un gettito continuo.
    basta vedere come sono messi i limiti. io in auto ogni estate sull’aurelia ne becco uno o due.
    limite a 90km/h, all’improvviso limite a 70, 15mt dopo limite di nuovo a 90. in quel tratto, chssà com’è, c’è sempre una pattuglia
    bella imboscata.
    come dicono gli americani: “nulla fa di più per la sicurezza stradale, che avere una macchina della polizia negli specchietti”.
    Se davvero avessero a cuore la sicurezza, oltre a strade ben curate, ci sarebbero limiti consoni alle dotazioni moderne,
    ma soprattutto sarebbero sempre ben visibili.

  • #9797

    Guru
    Partecipante

    Ormai con la S 1000 xr giro solo in mappa rain e so di rischiare ancora tantissimo! L’80 per cento dei giri li faccio con lo scooter sperando di impietosire le FF.OO in caso di fermata … e non tocco più i mezzi lasciandoli originali. Se dovessero rompermi ulteriormente le balle mi compro un camper, vecchio e mastodontico e percorro quelle strade ai 30 non perchè mi sto autolimitando ma perchè in salita non va di più.

    • #9798

      Mastic
      Amministratore del forum

      Io piglio più multe quando vado piano. Perché siccome vado a 70, mi annoio e non guardo continuamente in cerca di velox. Il risultato è che dove ci sono i limiti bassi becco la fregatura. Meglio viaggiare a 140 costanti sah… 😛 (scherzo eh!)

  • #9799

    zio franco
    Partecipante

    Quando sottolineo l’importanza della verità e giustizia per non perdere di vista l’obbiettivo

    Nico nel suo articolo mette l’accento su Ma anche quest’anno la campagna “No Credit” mette l’accento solo su di noi

    Perché le strisciate sull’asfalto sono chiaramente prodotte da diverse moto e non da qualche auto.

    Non è così,ed i lettori discutono di chi possano essere quelle sgommate
    Vedono il dito e non la luna

    E allora,premesso che la campagna pone l’attenzione sui soggetti deboli,perchè partire da presupposti sbagliati per fini giusti ?

    • #9800

      Mastic
      Amministratore del forum

      Semplice leggerezza. Chi ha realizzato la campagna non si è posto il problema e non conosce la differenza. Come quando vedi un film con una moto monocilindrica e te la doppiano con il rumore di una 4 cilindri. A noi dà fastidio, altri ti direbbero: “embè, non è il rumore di una moto?”

      • #9801

        zio franco
        Partecipante

        Semplice leggerezza

        Come controllare le valigie ?

        Vedi che si litiga prima o poi ! 😉

        La caccia alle streghe riesce bene anche a noi,altrochè

  • #9802

    Anto
    Moderatore

    Giorni fa ho avuto un’accesa discussione con Biserni sulla pagina ASAPS di fb proprio al riguardo di un articolo su quello che sta succedendo sui passi della Toscana e dell’Emilia Romagna. Loro giustamente ragionano basandosi sulle cifre fornite dalle varie FDO in merito alle patenti ritirate e sui decessi avvenuti tra motociclisti e stop non vogliono sapere ragioni che non siamo gli unici utenti a essere indisciplinati, nonostante siamo vulnerabili come i ciclisti, al momento siamo solo un male da estirpare per dare l’esempio che i controlli ci sono e anche severi.

    Effettivamente questo accanimento non può che influire negativamente sul mondo della moto perché anche io che mi ritengo tranquillo nonostante abbia una moto mansueta ho paura di cascare in qualche imboscata. Diciamo la verità, a tutti capita di dare più gas del dovuto dove si può e quando è possibile, la moto è bella anche per questo ma come al solito per i soliti piloti della domenica ne fa le spese tutta la categoria, quindi credo che bisogna iniziare a priori e tutti assieme a fare prevenzione in modo intelligente ed è anche giusto che le FDO sanzioni chi trasgredisce ma non in questo modo.

  • #9803

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    Anto, noi abbiamo il Passo del Bracco che nel giro di due anni è passato dall’affollamento al deserto, visto che è scappato pure il gestore del bar/ristorante. Abbiamo fatto un comitato, abbiamo parlato con i politici le FFOO e l’Anas, ci siamo autoregolamentati, abbiamo preso per le orecchie chi passava a manetta a Mattarana e davanti al bar. Ci hanno creduto i carabinieri quando gli abbiamo detto che ormai non correva più nessuno e che le telefonate di un vecchio che ci odia profondamente erano solo un falso allarme…. Alla fine ha vinto lui, a parte che era il padrone dei muri del ristorante ed ora ha 1300 euro in meno in tasca, le moto non ci sono più, il bar è chiuso e quelle belle panchine nel prato su suolo demaniale le ha tolte di persona…. Abbiamo giurato che il giorno del suo funerale andremo a fare i caroselli davanti alla chiesa…. Ma le moto non ci sono più e gli amici di mille chiaccherate e di centinaia palle ingigantite a dismisura li vedo solo su facebook

  • #9804

    Anto
    Moderatore

    Hai perfettamente ragione Bob anche perché non hanno capito che facendo così il problema non si risolve ma si sposta. Si troveranno altre strade per smanettare forse meno belle ma si trovano

  • #9824

    Mastic
    Amministratore del forum

    C’è una cosa importante, che dovremmo sempre tenere a mente. I non motociclisti che ci guardano, non hanno la minima idea del limite e delle potenzialità della moto. Quindi ci giudicano dei pazzi pericolosi, anche quando siamo prudenti. Loro non sanno in quanto poco spazio passa la moto, non sanno che può frenare forte, e che può scartare rapidamente in caso di ostacolo. E additano il motociclista di turno come un pazzo.

    Sarebbe utile e interessante favorire un dialogo trasversale, per capirsi. Anni fa mi trovai a parlare con un poliziotto della stradale che aveva delle posizioni particolarmente dure nei confronti dei motociclisti. Ed era uno di quelli che bastonano molto. Lui non sapeva andare in moto, e aveva un’idea completamente falsata del rischio. Mi fece vedere dei filmati dove c’erano dei fermoni che passeggiavano o poco più su una bella strada con le curve. Era scandalizzato. E mi risultò impossibile fargli capire che quella gente che stavamo vedendo in video in realtà non era pericolosa.

    Ecco, un dialogo trasversale. Perché finora ho difeso i motociclisti dicendo che non sempre quelli rapidini sono pericolosi sulla strada. Ma ce ne sono molti, e veramente molti, che pur andando piano, sono pericolosi per sé e per gli altri. Solo che quelli non li caga nessuno. E alimentano pure le statistiche dell’incidentalità

  • #9825

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    C’è una cosa importante, che dovremmo sempre tenere a mente. I non motociclisti che ci guardano, non hanno la minima idea del limite e delle potenzialità della moto. Quindi ci giudicano dei pazzi pericolosi, anche quando siamo prudenti. Loro non sanno in quanto poco spazio passa la moto, non sanno che può frenare forte, e che può scartare rapidamente in caso di ostacolo. E additano il motociclista di turno come un pazzo.

    Una moto come la mia Hypermotard, con il suo ingombro. la sua capacità frenante e con il suo peso potenza è paragonabile ad una Bmw M4 in una strada larga sei metri a corsia. Per questo ci viene naturale oltrepassare i limiti di velocità a volte ridicoli.

  • #9840

    gattostanco
    Partecipante

    Purtroppo, nel nostro Paese (che non so se meriti la P maiuscola, a dire la verità) anzichè controllare il territorio e colpire chi si rende responsabile di comportamenti pericolosi, i pubblici amministratori tendono sempre di più ad inasprire limiti e divieti.
    Questi diventano assurdi ed incomprensibili anche agli utenti più sensati, che si troveranno anche contro la loro volontà ed abitudini a uscire dalle regole (40 all’ora su strade ‘normali’, chilometri e chilometri di linee continue)… ed ad abituarsi a considerare (le regole, appunto) opinabili. Gli imbecilli (quelli che corrono veramente, che se ne fregano della sicurezza loro e degli altri utenti della strada, non cambieranno invece le loro abitudini… erano ‘oltre’ con i 90 all’ora, restano ‘oltre’ con i 40… ma avranno solo delle giustificazioni in più.
    In compenso le nostre strade ed i nostri passi diventano sempre meno ‘piacevoli’ ed ‘amichevoli’ per centinaia di migliaia di mototuristi, che andranno a portare altrove i soldi dei loro pranzi, dei loro pernottamenti, dei loro souvenir. Sì, anche questo è simbolo della nostra decadenza di popolo e di paese.

    Gat.

    • #9841

      zio franco
      Partecipante

      Sì, anche questo è simbolo della nostra decadenza di popolo e di paese.

      E’ di ieri la richiesta dell’abolizione del reato di tortura perchè le forze dell’ordine hanno le mani legate figuriamoci dove ci vogliono portare !

      No,parliamo con gli agenti ed i motociclisti esasperati,ritorniamo a quel dialogo che ci ha fatto vivere e sopravvivere finora,Peppone e Don Camillo rimangono i miei e forse i nostri ideali

  • #9842

    claiot
    Partecipante

    Vi porto la mia personale esperienza, valutate voi.
    Il giorno 1 luglio, domenica, sono andato a fare un giro in moto alla ricerca del fresco.

    Arrivo a poco dal bivio che, nell’appennino reggiano, da Villa Minozzo permette di raggiungere Febbio oppure Civago e poi il passo delle Radici e le montagne modenesi.

    Mi fanno segno che più avanti c’è una pattuglia, non che andassi forte, ma rallento, 50 Km/h indicati, forse i 45 effettivi. C’è una pattuglia con due ex agenti della forestale e due poliziotti in moto.

    Mi fermano, chiedono patente, libretto, cedola assicurativa.

    Nel momento in cui si rendono conto che ho dimenticato a casa il foglio dell’assicurazione, i loro volti si rasserenano ed iniziano, felici, a compilare il verbale. Nel frattempo, col cellulare verificano che la moto sia regolarmente assicurata, e lo è. Mentre queste pratiche vanno avanti, vedo altri due motociclisti, con una Yamaha, in attesa del loro verbale.
    Non so cos’abbiano fatto, sono una coppia, marito e moglie oltre i 50 anni, tranquilli, chissà, forse lui andava in giro col ginocchio per terra, anche se l’atteggiamento da turista e l’abbigliamento non certo tecnico urlano il contrario.

    Raccolgo il mio verbale e me ne vado.

    Al ritorno li trovo più in basso, dall’altra parte della strada, sempre con sole moto ferme.
    Domenica scorsa li ho visti in un altro punto, solo moto ferme.

    Questa non è prevenzione, non è controllo, questa è solo ed esclusivamente desiderio punitivo nei confronti delle due ruote.

    Anche nel mio caso, è vero, lo so, il foglio di assicurazione lo devo avere sulla moto, ma, onestamente, a che cazzo serve? Serve, come mi hanno riferito tutti coloro che ho interpellato, solo a far cassa.
    Ragionamento forse populista, ma molto concreto.

    Da cittadino, non mi sento né rappresentato, né protetto da queste forze dell’ordine, pronte a far la voce grossa con chi non ha le spalle ben coperte, dimenticandosi che sulle strade si muore molto più per la distrazione di chi non dà le precedenze, di chi guida col cellulare appoggiato all’orecchio o, peggio ancora, in bilico sulle ginocchia.
    Facile dar la colpa ai motociclisti, lo sciame di amebe che infesta le nostre strade nel fine settimana, con SUV e macchinette puzzolenti pagate a caro prezzo per andare in giro a velocità medie di 30 km/h non può tollerare questo sfregio alla loro ostentazione, ai loro sacrifici immani per essere accettati socialmente a bordo di un mezzo “consono” alla loro dignità, così si imbufaliscono nel vedere queste due ruote che passano e vanno, libere, mentre loro smadonnano in colonna.

    Poi scrivono ai giornali che dei pazzi li hanno superati sprezzanti del pericolo ed incuranti della loro incolumità, quando chiunque sia andato per più di 10 chilometri su un mezzo a due ruote sa benissimo che la propria pelle è molto più preziosa di qualsiasi lamiera lucida e liscia e di conseguenza il suo primo pensiero è sempre quella di portarla a casa intatta.

    Ma non importa, in tanti urlano e chi dovrebbe capire e decidere preferisce il comodo supporto di tanti alla giustizia ed alla correttezza.

  • #9854

    Anadin74
    Partecipante

    Domenica scorsa mi sono trovato a fare in auto(ora ho famiglia)il classico giro che facevo in moto.tragitto tra Lombardia e Svizzera.Una volta pullulava di moto,specialmente sui colmi dei passi.Poche moto incontrate,forse non più di 5 targate italiane.Ammetto che anch’io su quel tratto ho preso una bastonata,che ancora sono frastornato, per un piccolo peccato veniale(sorpasso una macchina in coda su strada con striscia continua senza oltrepassarla…).

  • #9855

    zio franco
    Partecipante

    Sabato alle 18.30 sulla Raticosa,piazzale ancora pieno
    E sotto due curve i Carabinieri veri,quelli con l’auto blu e bianca disoccupati

    Si vabbè di la dall’Appennino è un altro mondo si sa. Tra Bologna e Arezzo hanno scelto prima loro

  • #9918

    Anadin74
    Partecipante

    Anche in Svizzera la musica non cambia.Domenica vado a fare benzina in terra elvetica e mi ferma a chiaccherare uno scooterista svizzero.Emblematica la sua frase”ci stanno uccidendo…”.Mi fa le raccomandazioni di rito:occhio ai velox e alle pattuglie sui passi,io gli dico che oramai faccio solo casa-lavoro con la moto.

  • #10010

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ho appena ripreso la testimonianza di @claiot, portandola in home page.
    Bisogna tenere desta l’attenzione su questo argomento, perché penso di scriverne un articolo anche per un’altra testata. Servono anche altre testimonianze, vostre di motociclisti, ma anche da parte di esponenti delle forze dell’ordine, di esercenti attività commerciali, di cittadini.
    QUI l’ultimo articolo, appena pubblicato

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