Quel mal di salita che morde forte

In questo periodo di ritorno delle corse su strada, hanno ripreso slancio anche le gare in salita. Una specialità eroica del motociclismo, che viene da altri tempi, ma che ha mantenuto i valori e la facilità d’approccio di una volta
di Bianca Lombardi (per le foto si ringraziano Marco Ricci, Massimo Mambelli, Fabio Franceschini)

 

Il Campionato Italiano Velocità in Salita, più propriamente detto CIVS, rappresenta una particolare disciplina di velocità del motociclismo sportivo.
Anni fa era un trampolino di lancio per il mondiale, oggi è una disciplina molto (troppo) diversa dalla velocità in pista, quasi un altro sport, che vive di vita propria, grazie al suo innegabile fascino e al carattere diverso, di motociclismo un po’ d’altri tempi.
Per molti dei piloti che ci corrono, le gare in salita rappresentano il sogno di bambino divenuto realtà, poiché da piccoli sognavano un giorno di poter essere davvero loro quei piloti che correvano sui tornanti di montagna. Perché chi segue e partecipa a queste gare, di solito lo fa per tutta la vita.

Tanto per cominciare, le gare si svolgono su tracciati e non su circuiti, ovvero su strade pubbliche chiuse al transito per l’ occasione, e protette con reti e balle di paglia.

Ogni partecipante deve percorrere in solitario e contro il cronometro il percorso delle due manches di gara. Circa due chilometri, da fare nel minor tempo possibile, con i conduttori che partono a intervalli regolari.

Il pubblico, che può sistemarsi nelle zone sicure riservate, è parte integrante della gara. Alle salite, chiunque può davvero sentirsi in sella assieme al pilota di turno. Inoltre si ha libero accesso al paddock, e la possibilità di essere a stretto contatto con i piloti. Ed è da vivere almeno una volta l’emozione davvero unica che regala ogni volta l’ asfalto vicino la partenza.

Le classi ammesse sono molteplici. Si passa dalle moto d’epoca alle moderne suddivise in: pit bike, scooter, 125, 250, moto3, naked 650, 600 stock e open, supermotard, 1000 e sidecar.

Perché si corre nelle salite? I motivi sono diversi. C’è chi sceglie questo tipo di gara per i costi inferiori rispetto alla pista, ma anche chi ama le road races d’Oltremanica e vuole provare questo tipo di gare. A fare da padrone in queste competizioni è infatti ancora il pilota. Non la moto o l’elettronica.

Soprattutto -soprattutto!- diventa un pilota del CIVS colui che ama il motociclismo romantico!

Esiste un vero e proprio “mal da salita“, come ricorda l’ adesivo del veterano Paolo Meniconi: “matti dalle gare“. E c’è chi davvero non guarirà mai, come Carlo Leoncini, che dopo aver disputato una prova di endurance notturno ad Adria, si è messo alla guida del suo furgone fino ad Isola del Liri, dove di lì a poco si sarebbe disputata la terza tappa del Campionato. E l’ha vinta!

Niente sportellate o bagarre nelle nostre gare. Cosa che aiuta i piloti a respirare l’ essenza del motociclismo vero: amicizia, aiuto reciproco, dritte importanti, cene e risate.
Per questo motivo alle salite si possono ammirare anche piloti di calibro mondiale. Come Alessio Corradi, che sale a fianco di specialisti quali Stefano Bonetti, Francesco Curinga, Stefano Nari, David Lignite, Stefano Manici, Marco Queirolo. E piloti longevi come l’eccezionale Cesare Fabbri, ancora in carriera a ottantacinque anni!
Ecco, in ogni manifestazione si possono trovare almeno tre generazioni di piloti. Perché basta una gara di due minuti, con l’atmosfera magica di tutto il suo contorno per stregare tanti appassionati!

La stagione 2017 si concluderà il 24 settembre con la cronoscalata Pieve S.Stefano – Passo Spino, in provincia di Arezzo. Ci vediamo lì? Scrivete nei commenti qui in basso per informazioni, o per organizzare la trasferta!

Chi è Bianca Lombardi, l’autrice di questo articolo? Le abbiamo chiesto di presentarsi:
“Ho 26 anni e le moto sono davvero la mia vita, al punto tale che ho deciso di frequentare il corso di ingegneria meccanica all’università. Adoro le italiane, naked e supersportive. Sono riuscita a vivere il motociclismo in prima persona a tutti i livelli, dalla MotoGP ai trofei, dalla pista alle road races. Prediligo il motociclismo vero, genuino, quello che oggi soldi e sponsor stanno sempre più soffocando. Sono sempre alla ricerca di piloti che possono colpirmi ed emozionarmi”.

Trovate Bianca anche sul sito Velocitainsalita.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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