Quel problema dimenticato del caro assicurazione

C’era una volta il problema della RCAuto (e Moto). Se ne parlava continuamente, perché la pressione sulle tariffe esagerate era altissima. Oggi invece l’argomento sembra essere passato nel dimenticatoio. Eppure il problema, soprattutto per noi motociclisti resta, eccome!

 

A mettere tutti tranquilli sono stati i dati dell’ANIA sull’andamento delle tariffe medie nell’RCAuto. 27% di calo dei prezzi in 5 anni. Così nelle recenti assemblee sia dell’IVASS (l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private) sia dell’ANIA (l’Associazione delle compagnie assicurative), di RCAuto si è parlato pochissimo.

Questa mattina a Roma la presidente dell’ANIA, Bianca Farina, ha dedicato pochissimo spazio a parlare di RCAuto. In pratica nella sua relazione ha citato il fatto che, a fronte di un attivo di 6 miliardi di euro dell’intero comparto assicurativo, sono solo 400 i milioni arrivati dalla RCAuto. Che, tra l’altro, nella gestione 2018 al momento sarebbe in passivo.

Quindi le tariffe aumenteranno!

Nel frattempo la presidente Farina scrive che i prezzi nel 2017 sono diminuiti ancora del 2,5%, con una riduzione complessiva del 27% in 5 anni. E anche la differenza fra il premio medio italiano e quello europeo in questi anni sarebbe scesa da 213 a 78 euro; 40 dei quali dovuti alle maggiori tasse del nostro Paese. E il divario territoriale fra nord e sud d’Italia sarebbe ridotto oggi al 40% parlando di tariffe.

L’ANIA sottolinea l’esigenza di continuare a combattere le frodi, di ridurre le cause per i risarcimenti e di rivedere le norme del settore; soprattutto in tema di protezione della privacy degli utenti.

Sullo sfondo, infine, il problema della sicurezza informatica, visto che il mondo assicurativo è sempre più permeato di applicazioni connesse fra loro.

 

Tutto corretto, ma il ragionamento è costruito sulle tariffe medie. Quelle che comprendono gli assicurati di province assai virtuose ed economiche. A parer nostro resta un problema assai grave nella tariffazione eccessiva di certi profili particolarmente sgraditi alle compagnie, perché pericolosi. I residenti in determinate province in primo luogo. E poi i giovani, i neoassicurati. Anche la mina vagante dei tantissimi evasori dell’obbligo assicurativo.
Per questo nella giornata di oggi torniamo a proporre un articolo firmato da Riccardo Matesic su Il Centauro, la rivista dell’Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale.
Un articolo uscito il mese scorso e quantomai d’attualità.

 

Il Corto circuito della RC Auto

Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è al collasso. Se non interverranno correttivi, nel 2019 si esauriranno le riserve di cassa.
Dal 1969 il Fondo copre chi resta vittima di incidenti con pirati della strada o con veicoli non assicurati. Ma anche i danneggiati incappati nel fallimento della compagnia assicuratrice che avrebbe dovuto risarcire il loro danno.
Quasi mezzo secolo di attività, oggi finanziato con un prelievo del 2,5% dalla raccolta nazionale dei premi RC Auto. Ultimamente però si è creato uno squilibrio importante: mancano 150 milioni di euro l’anno per far quadrare i conti.
Così la Consap, che gestisce il fondo, già da tempo propone di aumentare la quota di prelievo dai premi RC Auto al 4%. Dicono che la misura si tradurrebbe in un aumento di circa 5 euro ad assicurato, anche se ovviamente si tratta di una media, perché essendo un prelievo percentuale, chi paga di più (sempre loro), finirebbe per essere ulteriormente penalizzato.
Il problema sembrerebbe essere doppio. Da una parte l’aumento dei sinistri da pagare, dall’altra la diminuzione delle entrate. A ben guardare però, il problema potrebbe essere uno solo: l’aumento dei veicoli non assicurati!
Su base nazionale si parla di circa il 12% di veicoli non assicurati, ma in alcune città del Sud si sfiorerebbe il 50%. 2,9 milioni di bombe innescate in circolazione. Mezzi che in caso d’incidente fuggono. O che, comunque, sono intestati a persone economicamente non in grado di fare fronte a risarcimenti di qualsivoglia entità.
Sono loro che stanno facendo aumentare il numero degli incidenti che finiscono al Fondo Vittime della Strada. E sono loro che non pagando l’assicurazione fanno calare anche gli introiti dello stesso Fondo.
Si, è vero, a essere onesti c’è anche la registrata diminuzione del costo medio delle polizze, che ha comportato un’analoga diminuzione percentuale delle entrate del Fondo, ma il problema resta questa folle quantità di veicoli non assicurati.

Un fenomeno che parte da lontano
Perché si decide di circolare senza assicurazione? Liquidare queste persone come incoscienti o criminali sarebbe superficiale: stiamo parlando del 12% dei mezzi in circolazione!
La risposta è che si circola senza assicurazione perché pur avendo l’esigenza di utilizzare un veicolo, non si è in grado di pagare il premio.
Le assicurazioni costano care, troppo care, da troppi anni. Il premio RC Auto è impossibile da pagare da molto tempo per chi vive nel Sud d’Italia, per chi parte dalla 14a classe di merito, per i neopatentati. E da 10 anni siamo in una crisi economica senza precedenti.
Ovviamente il problema non è solo economico. Il tutto si inserisce in un contesto di disinformazione che non consente di valutare i rischi ai quali si va incontro. E non manca la componente culturale: in molti, anche fra quelli che si assicurano, sono convinti che sia moralmente giusto non dare i soldi alle compagnie assicuratrici. Anzi, se possibile è giusto truffarle.
Ecco, la radice del problema è qui. Un problema economico, sociale e culturale, che non è sfuggito a nessuno negli ultimi anni. Ma contro il quale nessuno ha fatto nulla.
Immobilismo. La parola chiave l’ha usata il presidente dell’Asaps Biserni. Nessuno si è mosso. Le compagnie hanno continuato a scaricare sugli assicurati i costi da loro sostenuti, perché è mancata una legislazione che ha reso conveniente per loro gestire in maniera più virtuosa il comparto RC Auto. E il mondo politico è rimasto paralizzato.
Nel 2005 è stata varata una grande riforma assicurativa, che ha istituito il risarcimento diretto. Una riforma tanto ambiziosa negli obiettivi, quanto sbagliata in alcuni contenuti. E il riferimento è al sistema con il quale le compagnie si rimborsano i sinistri risarciti ai loro clienti.
Si era messa a punto una buona riforma assicurativa a inizio 2014, ma l’hanno fatta saltare un paio di gruppi politici, evidentemente poco informati sul fatto che per la prima volta quella riforma era stata scritta a un tavolo dove oltre alle compagnie e all’IVASS (l’Ente statale di vigilanza sulle assicurazioni), sedevano anche i consumatori. E così quella riforma, rivista, è arrivata a compimento solo nell’agosto del 2017, con la Legge sulla Concorrenza. Tre anni buttati, nonostante tutti sappiano che quello delle assicurazioni è un problema enorme.
Eccolo l’immobilismo di cui parlava il presidente Biserni. Eccolo il 12% di veicoli non assicurati. E ora?
Servono i controlli automatici, sanzioni pesanti e… tariffe più basse.
Ora non resta che mettere mano al problema con le maniere forti. Servono controlli. E servono -ancora!- interventi legislativi.
Servono controlli delle forze di polizia, certo, per multare e impedire la circolazione ai veicoli non assicurati. Ma serve anche che si sblocchi l’omologazione degli strumenti per il controllo automatico della copertura assicurativa: tutor e velox. Perché senza una specifica omologazione, questi possono essere utilizzati solo in presenza di agenti.
Basterebbe? Probabilmente no. Immaginate la situazione, di un residente nelle province dove le polizze sono più care, che deve assicurarsi partendo dalla 14ª classe. Immaginate che in molti casi si tratterà di una persona poco propensa anche a pagare la multa; una persona magari abituata a ricevere le ingiunzioni di pagamento. Difficile redimere un soggetto del genere e difficile fermarlo con le multe.
La situazione attuale, poi, propone ulteriori costi per lo Stato, con mezzi di poco valore sequestrati e conservati in deposito a spese della collettività, veicoli che con molte probabilità il proprietario non va più a ritirare.
Problemi gravi impongono medicine amare: forse è arrivato il momento di pensare a una sanzione ancora più severa, magari non per tutti, magari solo per i recidivi. La confisca del veicolo sorpreso a circolare privo di copertura assicurativa potrebbe essere una soluzione. Pensiamoci.
Ma facciamo in fretta. Perché i recenti nuovi aumenti della sinistrosità e della mortalità stradale porteranno sicuramente nuovi aumenti delle tariffe assicurative. E con essi, nuovi adepti per la schiera dei non assicurati.
A margine però, bisogna dire che le assicurazioni debbono avere tariffe abbordabili per tutti, non solo per i residenti in determinate province con una storia assicurativa cristallina.
Se tutti pagassero, sicuramente i premi scenderebbero; come è successo da qualche anno con il canone televisivo. Ma visto che il ramo RC Auto negli anni ha macinato grossi utili, sarebbe opportuno un tavolo per studiare una via d’uscita per chi si trova di fronte a tariffe folli. I giovani, i neopatentati, i residenti in determinate province, quelli che partono dalla 14ª classe.
E bisognerebbe rivedere alcuni meccanismi del risarcimento diretto che hanno fatto salire i costi per le compagnie. Ah già, dimenticavamo, c’è l’immobilismo del mondo politico.

Premuti (Konsumer): Il Fondo vittime della strada andrebbe riformato
Fabrizio Premuti, presidente dell’Associazione Konsumer ed esperto di assicurazioni, è fortemente contrario all’idea di aumentare al 4% il prelievo sulle polizze RCAuto per finanziare il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
“Perché considerando un fabbisogno cresciuto del 5% delle compagnie, che probabilmente si tradurrà in un aumento nei prossimi mesi, aggiungendoci l’altro aumento proposto dalla Consap, si farebbe presto ad arrivare al 10% di crescita dei premi. Meglio intervenire su altro.
I problemi del Fondo non sono solo i sinistri dei guidatori non assicurati. Ci sono molte compagnie fallite negli anni che sono ancora in piedi con commissari liquidatori e con del personale che gravano sul Fondo. Sono compagnie fallite magari 30 anni fa, che restano in questa situazione perché hanno contenziosi aperti su grossi sinistri. Forse converrebbe pagare e chiudere per azzerare le spese di gestione.
E questa dei contenziosi legali è una grana grossa per il Fondo. I suoi regolamenti, anche per cautelare la gestione dal rischio di frodi, impongono praticamente come passaggio obbligato il ricorso al tribunale per riconoscere un risarcimento.
Sarebbe ora di modificare questi regolamenti per sbloccare l’erogazione dei risarcimenti senza il passaggio in tribunale, almeno nei casi in cui è palese il diritto al risarcimento del danneggiato che si rivolge al Fondo”.

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Mastic 5 mesi, 2 settimane fa.

  • Autore
    Articoli
  • #1106

    Mastic
    Amministratore del forum

    Il tempo passa e nulla cambia per la RCAuto (e moto). È questa la prima sintesi della Relazione presentata questa mattina dal presidente dell’IVASS, Salvatore Rossi, sull’attività svolta nel 2016 dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, da lui guidato.
    Ha fotografato la situazione del mercato assicurativo, Rossi, così come emerge dall’attività di vigilanza, spiegando e illustrando peculiarità, rischi e azioni intraprese. Ma ha trattato abbastanza marginalmente il settore RCAuto, che in realtà pesa assai poco nel settore, e oggi appare più in equilibrio rispetto al passato.

    Il presidente dell’IVASS, Salvatore Rossi

    Nel 2016 le compagnie assicurative hanno raccolto un totale dell’8,6% in meno di premi. Per la RCAuto la diminuzione è stata inferiore, il 3,1%. Il premio medio per un’automobile è arrivato a 420 euro, riducendo a 140 euro il divario con i premi medi di altri tre paesi europei: Francia, Germania e Spagna. Nel 2015 il divario era di 190 euro, e nel 2011 era a quota 260.
    Dunque il sistema sta andando in equilibrio e si sta avvicinando alle caratteristiche delle polizze di altri paesi. Merito anche delle scatole nere, che ormai equipaggiano il 20% delle auto in circolazione. Entreranno così con forza anche nel settore motociclistico?
    Rimane però una forte variabilità dei premi da zona a zona: a Napoli la tariffa media sarebbe di 630 euro, mentre ad Aosta scenderebbe a 300. Anche in questo caso però, ci rassicurano dall’IVASS, la forbice si sta stringendo.

    La RCAuto come cenerentola delle assicurazioni
    L’assicurazione per la responsabilità civile derivante dalle circolazione di veicoli vale solamente il 12% della raccolta premi. E un altro 12% lo valgono i danni diversi, fra i quali ci sono l’incendio e furto. Il resto è raccolta vita, che fa il 76%. Cinque anni fa le percentuali erano differenti: la RCAuto rappresentava il 19%, i danni diversi il 14 e le polizze vita il 67%.

    Calano i premi per le auto, salgono quelli delle moto
    Eccola qui la crisi che torna d’attualità. Sono diminuiti i veicoli in circolazione, sono diminuiti i chilometri percorsi, sono diminuiti gli incidenti. E così sono diminuiti anche i premi. Ma stiamo parlando di auto, che in virtù della loro forte predominanza numerica, “fanno statistica”.
    Le moto sono solo una percentuale, abbastanza ridotta del totale. I dati ufficiali dicono infatti che in Italia circolano 37.351.233 auto, contro 6.543.612 moto (Fonte PRA). Così sfugge che i premi assicurativi per le moto stanno crescendo già da due anni.

    Una situazione senza soluzioni
    Sul perché di questa crescita ho già scritto in altre sedi, diverse volte. Di certo c’è l’aumento degli incidenti dei motociclisti: i dati ACI-Istat dicono che nel 2015 la nostra categoria ha visto la mortalità stradale crescere del 9,8% rispetto al 2014.
    A metà luglio ACI e Istat presenteranno una prima elaborazione dei dati relativi al 2016, e vedremo se questa tendenza negativa sarà confermata. Però di base rimane il problema di un ordinamento folle, che non incoraggia il contrasto alle piccole frodi.
    La novità degli ultimi tempi è che alcuni costruttori stanno stringendo con le compagnie accordi per proporre polizze scontate agli acquirenti dei loro nuovi modelli. Aveva battuto questa strada già la BMW negli anni scorsi, ora è arrivata pure la Honda. Il risultato è in un ulteriore allargamento della forbice sociale fra chi può permettersi la moto nuova, e quindi anche l’assicurazione a tariffe inferiori, e gli altri.
    Così si va avanti, senza che nulla cambi realmente. In fin dei conti, il sistema “funziona”.

    • Questo argomento è stato modificato 1 anno, 5 mesi fa da  Mastic.
  • #1110

    Anto
    Moderatore

    Quanti incidenti sono causati dall’imperizia dei motociclisti e quanti da cause esterne dovute alla condizione delle strade o a causa di automobilisti?
    C’è l’impressione che si vuole togliere da un lato (premi assicurativi auto) e prendere dall’altro (ai motociclisti)

  • #1111

    Corrado71
    Partecipante

    Può essere dovuto all’aumento di scooteristi quindi mezzo guidato nelle strade urbane (più pericolose) e da gente meno pratica della guida a due ruote?

  • #1162

    Mastic
    Amministratore del forum

    Scusa @corrado71, chi ho messo un po’troppo a risponderti.
    Sicuramente c’è un aumento di uso del mezzo a due ruote da parte di un’utenza che non ha cultura motociclistica e che quindi, inconsapevolmente, è destinata ad alimentare le statistiche degli incidenti.
    Ma la chiave non è tutta qui. Un +9,8% di mortalità, mentre le altre tipologie di veicoli sono tutte in calo DEVE avere altre motivazioni.
    Penso all’aumento di uso del telefono alla guida. E non più per telefonare: oggi si chatta!
    Penso allo stato delle strade che continua a peggiorare, creando enormi disagio e pericoli.
    Penso che sul tema della sicurezza si sia abbassata la guardia. Il tema è poco all’ordine del giorno è tutto guidano in maniera abitudinaria, senza farsi domande, senza prestare attenzione.

    Il vero nodo però è un ordinamento che incoraggia le piccole truffe. Ci guadagna il singolo che arrotonda riccamente i danni del sinistro (che visto così appare come una benedizione), ci guadagnano le compagnie.
    Chi perde la collettività, che paga il conto finale.
    Già, la collettività siamo noi. Ma in Italia questo concetto così semplice lo abbiamo dimenticato

  • #1184

    Mastic
    Amministratore del forum

    Intanto segnalo la mail inviatami dal parlamentare campano Leonardo Impegno, in merito a un suo emendamento inserito del ddl sulle assicurazioni. Si parla di una tariffa scontata per i residenti nelle province maledette dalle assicurazioni che abbiano una storia assicurativa virtuosa.

    “Dopo quattro anni di battaglie siamo riusciti ad ottenere sconti sull’Rc auto. Ma il percorso che ha portato alla presentazione del mio emendamento per «Tariffa Italia», contro gli abusi territoriali e le differenze tariffarie tra Nord e Sud, non termina qui. Dopo l’approvazione delle settimane scorse al Senato, adesso la legge tornerà alla Camera. Sul fronte dei ribassi le assicurazioni dovranno garantire agli automobilisti virtuosi del Sud uno sconto “aggiuntivo e significativo” calcolato sulla base di parametri oggettivi “tra cui la frequenza dei sinistri e il relativo costo medio”. In ogni caso ritengo che l’esito del percorso sia positivo. Molti amici mi segnalano che negli ultimi 3 anni hanno risparmiato circa il 30-40%. Questo è merito nostro. Altri ci scrivono su eccessi e abusi delle compagnie e noi non ci fermiamo ma segnaliamo il tutto all’IVASS e all’ANIA.”

    L’On. Impegno è riuscito anche a far passare una risoluzione nella quale si chiede di fare in modo che le compagnie assicurative multate dall’Antitrust non scarichino sulle polizze i costi delle multe, ma li addebitino ai loro amministratori. Questo il link della risoluzione: Assicurazioni e multe dell’Antitrust

  • #1185

    zio franco
    Partecipante

    Impegno,un nome un perchè

    La lotta contro i mulini a vento attraverso parametri oggettivi
    Certo la RCA obbligatoria ha messo le assicurazioni in una posizione privilegiata senza una reale concorrenza
    Alternative non ce ne sono

  • #2024

    zio franco
    Partecipante

    Ecco il colpo a sorpresa,mentre Aiscat e ministero aprono un tavolo di trattative il TAR del Lazio gela tutti dando ragione ai concessionari Autostrade riguardo al ricorso in seguito al blocco delle tariffe 2014 dell’allora ministro Lupi La storia comincia nell’inverno 2014, Lupi ministro. Con un colpo a effetto, di fronte alla crisi dilagante, Lupi stabilì che le tariffe autostradali fossero congelate, cioè che potessero crescere tenendo conto solo del tasso di inflazione programmata

    Il Tar riconosce al concessionario il diritto di recuperare attraverso un aumento dei pedaggi gli incassi persi nel 2015, 2016 e in parte del 2017 e ingiunge al ministro Delrio di riparare in 30 giorni il guaio combinato. Passato quel breve lasso di tempo il ministro sarà messo da parte, sostituito da un Commissario ad acta delegato dal Ragioniere generale dello Stato “affinché provveda a quanto statuito, in sostituzione del Ministero, ove inottemperante”

    È chiaro che gira e rigira alla fine sarà scaricata sugli automobilisti al casello la rogna di far tornare i conti

    I provvedimenti elettorali eh eh,ce ne sono molti in giro proprio in questi giorni in parlamento

  • #9757

    zio franco
    Partecipante

    tariffazione eccessiva di certi profili particolarmente sgraditi alle compagnie, perché pericolosi. I residenti in determinate province in primo luogo. E poi i giovani, i neoassicurati.

    Ecco il nodo secondo il mio parere,i giovani,ed è un problema che abbraccia tutti i comparti,dal lavoro alla natalità,alle assicurazioni appunto

    Se avete fatto un preventivo per un neoassicurato lo capite senza spiegazioni,anche 4/5 volte la famosa “tariffa media” che somiglia troppo al pollo a testa relativo alla fame nel mondo
    Allora complici tanti cambiamenti nella popolazione sono proprio i giovani a rischio circolazione senza assicurazione,le fughe recenti dopo un sinistro la raccontano tutta

    Allora mi domando,se la popolazione invecchia come invecchia,è possibile che un giovane sia a rischio più di un ottantenne anche in forma fisica ?
    Eppure se ne leggono di tutti i colori,anche di autostrade prese contromano,che un giovane psichicamente normale non farebbe mai

    Siamo così sicuri di non essere a rischio più noi ‘antenni ? siamo sicuri che il futuro non si riduca ad una miscela esplosiva di vecchi rincoglioniti e giovani pirati ?

    • #9758

      Mastic
      Amministratore del forum

      Bello e acuto il tuo intervento. Non c’è altro da aggiungere

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