Ricarica elettrica dall’idrogeno? Per Honda si può!

Le celle solari dell’impianto Honda di Offenbach sono double face e rendono il 30% in più

Si parla spesso di veicoli elettrici, come alternativa agli inquinanti mezzi a combustione interna; che hanno anche l’ulteriore difetto di essere costosi nella gestione. Il passaggio a tale tipologia di veicoli sembra essere scritto, sebbene l’Italia appaia in ritardo rispetto ad altri paesi.

Due i dubbi principali. Il primo è relativo all’inquinamento indotto dalle batterie; che richiedono grosse quantità di litio e cobalto, due materiali la cui estrazione è particolarmente inquinante, e che attualmente vengono forniti da paesi dove vengono estratti da lavoratori sfruttati e sottopagati.

Il secondo dubbio è sulla necessità, una volta convertito il parco circolante, di produrre enormi quantità di energia elettrica. A meno di provvedere con specifiche installazioni, capaci di usare del tutto o prevalentemente fonti rinnovabili.

Sull’argomento oggi abbiamo ricevuto un intervento da @Lukethebike, il nostro amico di Honda Europa (ci guiderà lui nell’evento di Atessa di metà settembre!), attualmente in Germania per lavoro.

A Offenbach, di fronte alla Sede Honda R&D, c’è la dimostrazione che le scuse dei politici circa la difficoltà di realizzare le infrastrutture autonome per la ricarica dei veicoli elettrici, sono infondate.

La Honda ha infatti donato al comune una stazione di ricarica che attualmente produce l’energia elettrica attraverso i pannelli solari posti sulla tettoia e attraverso cabine di trasformazione connesse alla rete elettrica dell’alta tensione. Si tratta di un punto di ricarica di ultima generazione,  con pannelli double face, che sfruttano anche la parte inferiore, catturando i riflessi (+30% di efficienza).

La stazione teoricamente potrebbe usare anche solo i pannelli solari, ma in questo modo comporterebbe dei tempi lunghi di ricarica. Però già ora i pannelli sono utilizzati per alimentare la struttura e le due prese per le bici e le moto a 220 V.

La tecnologia utilizzata consente di ricaricare un’auto come la JazzElettrica in appena 10 minuti, e in 20 si ricarica una BMWi. Oltre al tempo di ricarica, il limite attuale è il costo, attualmente fissato a 0,23€ a kW -L’Enel in Italia offre l’energia delle sue colonnine a 0,40, ndr-. Considerando che per un’auto medio-grande si parla di circa 50 kW.

Qui si riforniscono già gratuitamente gli interni e molti altri veicoli di persone esterne alla nostra azienda. Alcuni all’inizio ne hanno potuto usufruire gratis per sperimentare l’installazione. Ora possono ricaricare pagando con un chip contactless ricaricabile. Nelle foto si vedono la Renault Zoe di una ragazza che lavora come receptionist in una ditta di catering qui vicino. L’altra è la Mercedes di un dipendente dell’AlphaTechnic, un’altra azienda che ha sede qui vicino. Ieri ho visto un signore anziano con una Nissan Leaf. Lui non paga, gli hanno fornito un chip interno”.

E il futuro?

“In futuro le cabine elettriche connesse alla rete elettrica ad alta tensione saranno sostituite da celle a combustibile a idrogeno. Queste offriranno rifornimento pure alle auto dotate della medesima tecnologia. L’investimento è notevole: per un’unità si parla circa 300mila euro, con la maggior del costo concentrato nella modifica del suolo e nei cablaggi.

La nostra azienda spinge per tale tecnologia, perché indipendente dall’energia esterna, cosa che costituisce il vero fattore strategico. La cellula di combustibile a idrogeno ha inoltre innegabili vantaggi in termini di costo e capacità.

La stazione a idrogeno prevede infatti un investimento pari a circa 1/10 di quello elettrico tradizionale. Anche perché non ha bisogno di infrastrutture di collegamento alla rete elettrica. Per quanto riguarda l’energia prodotta, siamo vicini al costo zero, a parte l’approvvigionamento dell’acqua necessaria per l’elettrolisi e i costi di manutenzione; oltre all’ammortamento dell’investimento. Quanto alla capacità, con l’idrogeno si possono caricare 8 auto in un’ora o un’auto in 3 minuti. L’Honda Clarity, ad esempio, fa già 700 km con 3 minuti di carica! E qui c’è anche un altro limite della colonnina tradizionale per la ricarica: se arrivano dieci auto contemporaneamente, il sistema collassa.

L’idrogeno ci consentirà anche di superare i limiti attuali delle reti distributive. In Germania, ad esempio, hanno valutato che basterebbe arrivare al 10% di parco automobilistico elettrico per arrivare al limite della loro rete. In Italia potrebbe essere anche peggio, perché sembra che la nostra rete sia meno stabile e concentrata al Nord”.

 

Veicoli elettrici connessi al punto di ricarica davanti al centro Honda R&D di Offenbach

A che punto siamo secondo te con l’elettrico?

“In Cina, anche se se ne parla poco, molte città (13) hanno aderito al progetto di elettrificazione del Paese, e il governo eroga forti incentivi. In alcuni agglomerati urbani dell’entroterra è vietato circolare con 2 ruote a combustione interna; li le auto sono pochissime, circolano al 90% scooter. In quelle città si vedono dunque veicoli ZEV di ogni marca. Questo per testimonianza diretta della mia ragazza, che ha attraversato un paio di quei paesi in pullman, mentre era in viaggio di lavoro lì. In Europa i più convinti sostenitori dell’elettrico sono i paesi nordici, con la Norvegia al primo posto”.

Già, in Norvegia i dati del mercato auto in alcuni mesi hanno visto la Tesla al primo posto delle vendite. Ma si tratta di un paese particolare, pieno di colonnine di ricarica ovunque, con fortissimi sgravi fiscali per chi acquista veicoli elettrici. Un paese che si produce da fonti rinnovabili il proprio fabbisogno energetico.

“Volvo, che è cinese, ha già annunciato la produzione di veicoli esclusivamente elettrici a breve; e Honda dal canto suo ha confermato i 2/3 della produzione automobilistica elettrica entro il 2025, e il 100% entro il 2030.

Tutti i costruttori più importanti, a cominciare dalla Honda ovviamente, sono dunque molto avanti nello sviluppo di veicoli. Nel nostro R&D gira già di tutto, anche nel mio reparto, dove c’è tutto lo scibile elettrico oggi disponibile. Ovviamente non posso parlare dei veicoli che stiamo sviluppando. L’unica cosa che posso aggiungere, è che la soluzione delle batterie è stata ritenuta ecologicamente poco sostenibile. Quindi si sta lavorando sia un po’ sul solare che, soprattutto, sull’uso dell’idrogeno”.

Cosa ne pensate? Dite la vostra intervenendo nel nostro Forum, dove da tempo c’è una discussione specifica. La trovate scorrendo in basso, qui sotto!

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