SBK – Laguna Seca

Dal Forum di Netbikers: analisi tecnica sulle gomme.

Dopo la gara di due settimane fa a Misano, il Mondiale SBK si prepara a sbarcare negli States, a Laguna Seca. La Pirelli, facendo seguito ai problemi avuti sulla torrida pista romagnola, negli States porta nuove soluzioni tecniche, ma invita anche i team al rispetto delle pressioni minime di gonfiaggio.
In SBK infatti il fornitore di pneumatici non ha il controllo (come invece succede in MotoGP) delle pressioni di gonfiaggio utilizzate dai vari team. E sembra permanga l’abitudine di sottogonfiare le slick, per aumentare l’impronta a terra del battistrada e migliorare l’aderenza. Una pratica pericolosa, perché porta la gomma al surriscaldamento.

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Questo argomento contiene 20 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  zio franco 2 anni fa.

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  • #1224

    Mastic
    Amministratore del forum

    Dopo la gara di due settimane fa a Misano, il Mondiale SBK si prepara a sbarcare negli States, a Laguna Seca. La Pirelli, facendo seguito ai problemi avuti sulla torrida pista romagnola, negli States porta nuove soluzioni tecniche, ma invita anche i team al rispetto delle pressioni minime di gonfiaggio.
    In SBK infatti il fornitore di pneumatici non ha il controllo (come invece succede in MotoGP) delle pressioni di gonfiaggio utilizzate dai vari team. E sembra permanga l’abitudine di sottogonfiare le slick, per aumentare l’impronta a terra del battistrada e migliorare l’aderenza. Una pratica pericolosa, perché porta la gomma al surriscaldamento.
    Questa una sintesi del comunicato ufficiale della Pirelli, appena battuto, con la “preview” della gara americana.

    Salinas (USA), 3 luglio 2017 – Dal 7 al 9 luglio 2017 lo storico ed affascinante tracciato californiano di Laguna Seca ospiterà il Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike per la quindicesima volta e per il quinto anno consecutivo.

    Dopo le difficoltà emerse nei round di Donington Park e Misano con i piloti Jonathan Rea, Michael Van Der Mark e Jordi Torres, Pirelli ha svolto puntuali ed accurate analisi sui pneumatici posteriori interessati, ma non sono emerse evidenze che possano ricondurre i problemi ad un determinato elemento che compone i pneumatici. È risultato però chiaro che i danni sono stati generati da un eccessivo stress a cui sono stati sottoposti i pneumatici, in particolare nel caso di Misano le elevate temperature dell’asfalto, insieme ad altre variabili quali ad esempio le pressioni, hanno sicuramente contribuito ad alzare in modo anomalo la temperatura interna dei pneumatici facendo emergere i problemi visti.
    Per l’appuntamento di Laguna Seca Pirelli ha quindi effettuato un ulteriore step di sviluppo e si presenterà con due nuove soluzioni posteriori di sviluppo. Al contempo, il Fornitore Unico di Pneumatici invita i team al rispetto delle pressioni minime e ad un corretto utilizzo delle termocoperte. Pirelli in particolare ricorda che, come già comunicato ad inizio anno, i pneumatici posteriori devono avere una pressione minima in utilizzo pari a 1,65 bar (23,9 PSI) fin dal primo giro di gara, pressioni inferiori potrebbero infatti danneggiare il pneumatico.

    Jonathan Rea a Donington è stato il primo a patire un anomalo “stallonamento” della gomma posteriore

    Giorgio Barbier, Direttore Attività Sportive di Pirelli Moto, precisa: “Credo sia evidente a tutti come negli ultimi anni Pirelli abbia davvero spostato molto in alto l’asticella delle prestazioni dei pneumatici che utilizza nel Mondiale Superbike e che, è bene ricordarlo, sono prodotti di serie regolarmente in vendita sul mercato e non dei prototipi come quelli usati in MotoGP™. Con il tempo anche la potenza e il livello tecnologico delle moto sono chiaramente cresciuti rispetto al passato e più il livello delle prestazioni dei pneumatici cresce e maggiore è la “sensibilità” del prodotto a tutte le più piccole variabili esterne allo stesso, quali ad esempio le pressioni. In seguito a quanto successo negli ultimi due round abbiamo deciso di attuare un ulteriore step di sviluppo dei nostri prodotti e continueremo a farlo perché vogliamo che a prestazioni eccellenti corrisponda anche l’affidabilità di prim’ordine che ha sempre caratterizzato i nostri pneumatici. Va però detto che lo sviluppo del prodotto non è andato di pari passo con le possibilità che Pirelli ha di monitorare i propri pneumatici in gara. In altri campionati il costruttore di pneumatici è in grado di sapere in tempo reale la pressione perché ciascuna moto è dotata di sensori di pressione, per noi questo controllo non è al momento possibile e non tutti i team sono dotati di sensori di pressioni. Le pressioni, insieme ad un corretto utilizzo delle termocoperte, giocano davvero un ruolo fondamentale affinché pneumatici con un altissimo livello tecnologico possano lavorare in modo corretto.”

    Il Mazda Raceway Laguna Seca è un circuito lungo 3610 metri (2,243 miglia) con 7 curve a sinistra e 4 a destra. Il tracciato ha una larghezza di 15 metri e il senso di percorrenza è antiorario.
    La particolare posizione del circuito, situato su una collina non lontano dal mare, può dar luogo a grandi sbalzi di temperatura della pista, tra le sessioni mattutine e quelle del pomeriggio. In alcune sezioni particolari come il famoso “Cavatappi”, una chicane molto spettacolare situata in cima alla collina che si snoda su un dosso molto ripido e viene affrontata a circa 80 km/h, si assiste a rapidi cambi di direzione in contropendenza che mettono a dura prova il pneumatico anteriore e, allo stesso tempo, i molti trasferimenti di carico possono inficiare il grip del pneumatico posteriore.
    Altra sezione particolare è quella costituita dal rettilineo del traguardo, che si presenta molto corto e con due leggeri cambi di direzione, dove viene raggiunta la velocità massima che per le moto della Superbike è di circa 260 km/h.
    Una buona percorrenza delle curve 3 e 4 verso destra permette di ottenere un buon tempo sul giro, ecco perchè è molto importante che gli pneumatici abbiano un ottimo comportamento anche su curve lente di circa novanta gradi.

    Le soluzioni per la classe WorldSBK
    Per quanto riguarda le soluzioni slick, ogni pilota potrà scegliere tra tre differenti opzioni anteriori e tra due posteriori.
    All’anteriore avranno a disposizione le soluzioni SC1 (morbida) e SC2 (media) di gamma e, come terza opzione, la soluzione di sviluppo SC1 V0952, che utilizza la stessa mescola della SC1 di gamma ma presenta differenti soluzioni strutturali e che è stata la soluzione anteriore più utilizzata negli ultimi round.
    Per quanto riguarda il posteriore, come accennato, Pirelli metterà a disposizione dei piloti due soluzioni di sviluppo: la W0575, che utilizza la stessa mescola della SC0 di gamma ma soluzioni e accorgimenti strutturali già utilizzati con successo in passato, e la W0576, anch’essa in mescola morbida e che, a sua volta, sfrutta tecnologie e accorgimenti strutturali già utilizzati con ottimi risultati da Pirelli in passato.

    Chaz Davies

    Le statistiche 2016 Pirelli per Laguna Seca
    • Numero totale di pneumatici portati da Pirelli: 1785
    • Numero di soluzioni (asciutto, intermedia e bagnato) per la classe WorldSBK: 5 anteriori e 7 posteriori
    • Numero di pneumatici a disposizione di ogni pilota WorldSBK: 34 anteriori e 32 posteriori
    • Best Lap Awards Superbike vinti da: Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati) in 1’23.443 (Gara 1, 4° giro) e da Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) in 1’23.552 (Gara 2, 2° giro)
    • Temperatura in Gara 1: aria 22° C, asfalto 46° C
    • Temperatura in Gara 2: aria 20° C, asfalto 45° C
    • Velocità massima raggiunta in gara: 259,5 km/h, realizzata da Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team) al 2° giro di Gara 1

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  • #1225

    zio franco
    Partecipante

    Interessante la filosofia di Pirelli di fornire,dichiarandolo,soluzioni standard affiancate da soluzioni nuove che a loro volta potranno diventare standard
    Ognuno sceglie la sicurezza alla novità in base alle proprie esigenze ed il prodotto progredisce
    Sapendolo prima,questo è fondamentale,contrariamente a quello che è avvenuto ed avviene nell’incertezza più assoluta di quale sarà la fornitura e sopratutto come si comporterà alla prossima gara GP

    Il vizio di tenere le gomme sotto la soglia di pressione consigliata è venuto alla luce con l’esplosione dello pneumatico di Baz in Malesia se non sbaglio
    Avranno più tenuta per l’impronta ma chissà la fatica per condurre la moto che diventa un camion sotto certe pressioni !

    Senza contare il rischio sciagurati !

  • #1345

    Mastic
    Amministratore del forum

    Scrivo in coda a questa discussone, senza aprirne un’altra.

    La Dorna ha diffuso la statistica dei risultati dei diversi costruttori a Laguna Seca.
    Ve la posto in inglese, senza tradurla. Per chi dovesse avere problemi: translate.google.it.

    Manufacturers in Monterey
    How have different manufacturers fared around Laguna Seca in the past?
    Aprilia have won three times at Laguna Seca: with Troy Corser in Race 1, 2000, Eugene Laverty in Race 2, 2013 and Marco Melandri in 2014 Race 1. Their last podium here came three years ago with Sylvain Guintoli, who was second in Race 2. Last year De Angelis and Savadori were respectively 9th and 6th in Race 1, while neither of them were able to finish Race 2.

    BMW 2013 recorded two podium finishes at Laguna Seca in 2013: Chaz Davies was second in Race 1 and Marco Melandri third in Race 2. Last year the best of the four BMW riders was Jordi Torres: 8th in Race 1 and 6th in Race 2.

    Ducati is the most successful manufacturer in Laguna Seca’s history with 12 wins and 37 podiums. Last year they endured a disappointing Race 1 as both works riders crashed out, coming back strongly in Race 2, with Davide Giugliano in 2nd and Chaz Davies in 3rd. That was the first double podium finish for Ducati in Laguna Seca since 2004 (James Toseland 2nd; Regis Laconi 3rd). Ducati’s rate of success here is so high that the only years they didn’t secure podiums were 2013 and 2014. In all the races run here, Ducati has always had a bike in the top four grid positions.

    Five wins have been secured by Honda, the last ones in 2004 (a double by Chris Vermeulen). The last of their 15 podiums here came with a third by the late Nicky Hayden last year in Race 2.

    Last year Kawasaki recorded their only double at Laguna Seca, with Jonathan Rea winning Race 1 and Tom Sykes Race 2. With 6 wins and 16 podiums, Kawasaki are second only to Ducati in the all-time standings at Laguna. In the last eight races run, the best Kawasaki at the flag was always in the top four. Starting from 2014, this record improves with the best Kawasaki always finishing on the podium at Laguna Seca.

    The best result for MV Agusta at Laguna Seca is a 10th (2014 Race 2, both 2015 races), scored by the only rider who ever took an MV Agusta to the races at Laguna Seca, Leon Camier.

    Yamaha climbed on the podium three times at Laguna Seca, with a win from Noriyuki Haga in 1998, and a first and second again by Haga in 2000. Last year Yamaha made their return to Monterey for the first time since 2004, and their best results were a 5th from Alex Lowes in Race 1 and an 8th from Niccolò Canepa in Race 2.

    • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 2 mesi fa da  Mastic.
  • #1369

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ed ecco il consueto comunicato stampa pregara della Brembo, che descrive la tappa di Laguna Seca dal punto di vista dell’uso dei sistemi frenanti


    Il Cavatappi di Laguna Seca fa paura ma sui freni del Mondiale Superbike incide di più l’Andretti Hairpin

    Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti di Ducati e Kawasaki sulla pista californiana

    Archiviato il ritorno alla vittoria di Marco Melandri, il Campionato del Mondo Superbike sbarca negli Stati Uniti: dal 7 al 9 luglio il Mazda Raceway Laguna Seca ospita l’8° Round del Mondiale.
    Situato sulla penisola di Monterey, a circa 150 km da San Francisco, il circuito è stato inaugurato il 9 novembre 1957 con una gara vinta da una Ferrari 500 TR. La pista è cambiata 6 volte dalla nascita ma l’ultima versione è invariata dal 1996.
    I continui cambi di pendenza sono il suo elemento distintivo, a partire dal celebre Cavatappi (The Corkscrew), una veloce sinistra-destra in cui si registra un dislivello di 18 metri in soli 137 metri. In pratica è come se le moto si buttassero da un palazzo di 5 piani.
    L’estrema tortuosità della pista e l’assenza di lunghi rettilinei e impedisce alle Superbike di raggiungere velocità vicine ai 270 km/h che invece sono superate da tutte le altre 12 piste del Mondiale. Ciò si traduce in tante frenate di modesta entità, fatta eccezione per la seconda curva, l’unica in cui i freni lavorano per più di 4 secondi.
    Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 17 piloti del Mondiale Superbike, il Mazda Raceway Laguna Seca è un circuito mediamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alle piste che ospiteranno i prossimi due Round, cioè il Lausitzring e Portimão.
    L’impegno dei freni durante il GP
    Pur essendo la pista più corta del Mondiale (3.610 metri), richiede l’intervento dei freni 10 volte al giro: lo stesso numero di Aragon che misura 5.077 metri. Anche il tempo sul giro è il più basso del Mondiale mentre quello speso in frenata ammonta a 29 secondi al giro.
    Di conseguenza l’impianto frenante è in azione per il 35 per cento del tempo della gara, record stagionale. Curiosamente anche per le MotoGP la percentuale record spetta ad un’altra pista statunitense: il Circuit of the Americas con il 38 per cento.
    Metà delle 10 staccate del Mazda Raceway Laguna Seca richiedono uno spazio di frenata inferiore ai 100 metri e solo una supera i 200 metri. La decelerazione media è la più bassa del Mondiale, appena 1,01 g a causa di 3 curve con valore 0,8 g e di altrettante con 1 g.
    Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 10 quintali, equivalenti al peso di una sessantina di coyote.
    Le frenate più impegnative
    Delle 10 frenate del Mazda Raceway Laguna Seca solo una è considerata altamente impegnativa per i freni, 6 sono di media difficoltà e 3 sono light.

    La più impegnativa in assoluto è l’Andretti Hairpin (curva 2) perché oltre ad essere il punto più veloce della pista è anche in leggera discesa: le Superbike vi arrivano a 256 km/h e frenano per 5,1 secondi per scendere a 75 km/h. Ci riescono in 207 metri, meno dell’altezza di ciascuna delle torri del Golden Gate Bridge.

    Le MotoGP frenerebbero in meno spazio grazie ai dischi in carbonio, ma le Superbike possono usare solo dischi in acciaio con il 2 per cento di carbonio. I piloti esercitano un carico di 5,7 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,3 g. In quel punto la pressione del liquido Brembo nell’impianto frenante tocca i 12,2 bar

    Molto lunga è anche la frenata alla curva 5: 167 metri per passare da 232 km/h a 105 km/h. La pressione del liquido frenante è però di 9,3 bar, inferiore ai 10,5 bar della curva 7 in cui le velocità di inizio (228 km/h) e fine frenata (126 km/h) sono superiori.

    Un discorso a parte merita il Cavatappi, teatro dei celebri sorpassi di Valentino Rossi a Casey Stoner e di Marc Marquez a Rossi. Le Superbike vi arrivano a 123 km/h e frenano per 61 metri per scendere a 76 km/h in 2,3 secondi. Il carico sulla leva del freno è invece di 3 kg.
    Prestazioni Brembo
    Da quando, nel 2003, la Superbike è tornata al Mazda Raceway Laguna Seca le moto con freni Brembo non hanno mai mancato la vittoria: 4 successi per la Kawasaki, 2 a testa per Aprilia e Ducati. Il pilota più vincente in attività è Tom Sykes con 3 vittorie. Ben 12 invece le vittorie Ducati, ma solo due suoi piloti hanno realizzato la doppietta: Ben Bostrom nel 2001 e Chaz Davies nel 2015.

    • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 2 mesi fa da  Mastic.
  • #1371

    zio franco
    Partecipante

    vi arrivano a 123 km/h

    Forse qualcosina in più 😉

    Non mi piace Laguna,per niente
    Prima di tutto l’ambiente desertico,anche il colpo d’occhio vuole la sua parte
    Poi questa leggenda del Cavatappi è stucchevole,tanto da avere asfaltato oltre il cordolo,che è una bestialità ovunque,qui induce alla scorrettezza. Ci mettessero un fossato con gli alligatori sarebbe meglio
    Poi mancano le SS,insomma è una passerella Yankee,non ci sono più nemmeno quella masnada di postini del campionato AMA a disturbare le prime donne

    Ho detto non mi piace e basta,anzi ripensandoci mi fa girare gli zebedei 😉

  • #1413

    Mastic
    Amministratore del forum


    Il sorpasso di Davies e Rea a Sykes, all’imbocco del Cavatappi. Feroce

    La nota positiva è che ha vinto Chaz Davies. Perché il pilota della Ducati ispira simpatia. Guida fortissimo, sempre impiccato e getta il cuore oltre la curva ogni volta. Entra con la moto intraversata, bilancia vistosamente con il corpo; ci ha fatto anche vedere un cambio di direzione nel Cavatappi con la ruota anteriore alzata. Cosa potremmo volere di più?
    Da tempo sembra un po’ Don Chisciotte, con una moto inferiore alla Kawasaki. Però oggi la sua Ducati, come ha detto Max Temporali nel commento televisivo, sembrava andare più forte del solito. E lo ha detto anche Jonathan Rea, nell’intervista post gara.
    Bella!

    Il resto? Sinceramente? La solita storia.
    Tom Sykes tanto veloce quanto capoccione. Parlare stando seduti dietro una tastiera, come sto facendo io, è facile, ma possibile che l’inglese continui a usurare le gomme nella prima parte di gara finendo poi inevitabilmente per retrocedere da metà gara in poi? Tom, tocca cambiare mentalità (cosa difficile) e forse anche un po’ stile (cosa difficilissima)!
    Poi Jonathan Rea, che sta imparando a fare un po’ il ragioniere. Infilza il compagno di squadra senza pietà, ma poi si arrende a Davies e alla Ducati. Giusto così per Rea: in fin dei conti sul gallese ha oltre 90 punti di vantaggio.

    Il resto è noia. Marco Melandri 4° in solitaria e con tempi sempre più alti dei primi tre. Poi gli altri. Quelli che corrono con altre moto in un altro campionato.
    E per domani già sappiamo che l’interesse ruoterà intorno alla rivincita Rea su Davies.

    Bella la foto di Melandri. Indubbiamente bravo e veloce. Ma gli manca sempre qualcosa rispetto ai primi tre

    Forse hanno ragione i critici, coloro che invocano il ritorno a un vero campionato di moto derivate dalla serie. E non di missili superelaborati dove primeggiano solo i piloti in sella ai mezzi ufficiali delle due case che veramente investono nello sviluppo.

  • #1414

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    Non ho letto tutto l’articolo, però ho girato (a piedi) tutto intorno al tracciato di Laguna ed è qualcosa di sconvolgente, io non ho mai visto una pista simile, credevo che Portimao fosse la versione europea del tracciato californiano, ma non ci si avvicina lontanamente. Dico solo che il Corkscrew non è il punto più difficile, forse il più spettacolare ma la prima curva dopo il traguardo in contropendenza e la Rainey dopo il cavatappi sono veramente un tuffo al cuore.

    Avevo tre piste da fare prima di morire: il Ring, Portimao e Laguna, ho fatto solo la prima per ora

    mi devo impegnare di più

  • #1415

    Corrado71
    Partecipante

    Forse hanno ragione i critici, coloro che invocano il ritorno a un vero campionato di moto derivate dalla serie. E non di missili superelaborati dove primeggiano solo i piloti in sella ai mezzi ufficiali delle due case che veramente investono nello sviluppo.

    Oggi mi sa che il rischio è di veder sparire la SBK. Le preparazioni artigianali vincenti ormai sono un miraggio e la SBK somiglia troppo alla MotoGP

  • #1416

    Bobpezzadoo
    Partecipante

    Si, soprattutto lo strapotere cronico di una casa, in questo caso Kawasaki fa si che l’interesse scemi e con lui anche lo share televisivo e la voglia di investire in un campionato vinto in partenza da Rea, veramente bravo.

    Il ritorno a moto vicine alle STK non è un’idea vincente, o cmq presenta rischi imprevedibili, potrebbe si, esserci più battaglia in pista ma potrebbero esserci anche l’addio delle case ufficiali e vedere la Sbk girare come il CEV o il CIV non farebbe bene all’immagine di questo sport

  • #1422

    Mastic
    Amministratore del forum

    Quando il semaforo di Laguna Seca si è spento dando il via alla Gara2 di Laguna Seca, Marco Melandri è partito in testa, ma nessuno gli ha riservato troppa attenzione. Gli occhi di tutti erano puntati dietro, sulla coppia della Kawasaki e su Chaz Davies. Ci chiedevamo quanto ci avrebbero messo a raggiungere la testa della gara.
    La risposta è 3 curve. All’ingresso della quarta curva Tom Sykes ha superato Melandri, andando in testa. Subito dopo è arrivato Jonathan Rea, che dopo due giri è passato al comando e se n’è andato.
    Chaz Davies ci ha messo di più, rimanendo intruppato dietro Xavi Fores (bravo Xavi eh), poi passato alla curva 2 con un sorpasso bellissimo. Ma il feeling con la moto oggi non era come quello di ieri, e verso fine gara la gomma posteriore ha avuto un calo di prestazioni importante, così il gallese s’è accontentato del terzo posto.

    Questo è un extraterrestre: Jonathan Rea

    Rispetto a ieri era scesa un po’ la temperatura, con l’asfalto passato a 50 gradi (ieri era a 58). In Kawasaki però probabilmente hanno anche cambiato qualcosa nel setup della moto. E la gara è risultata sensibilmente più veloce: 13 secondi meno di ieri.

    A che è servito retrocedere nella griglia di partenza di gara2 i primi di gara1? Ad avvantaggiare chi ha il pacchetto migliore moto+pilota+gomme, che lo mette i condizione di partire subito forte. I due della Kawasaki hanno fatto paura oggi. All’ingresso della prima curva hanno sfilato il gruppo, uno all’esterno (Sykes) e uno all’interno (Rea). Sembravano quasi birilli gli altri. Melandri invece non si fidava della gomma posteriore, era un po’ più sulle uova, e si è goduto la testa della gara per tre curve.

    Tom Sykes, secondo e abbastanza soddisfatto, confida nei prossimi test prima del Lausitzring

    Già, Melandri: quarto anche oggi. In crisi con la gomma posteriore, che lo ha mollato più di una volta, tanto che a un certo punto ha dovuto allargare molto una curva. Però le gare passano, e resta quel fastidioso gap dai primi 3. Con in più quell’antipatico di Fores, che va forte con una moto clienti. Ahi ahi.

    Il resto, come detto ieri, è un altro campionato, con distacchi imbarazzanti. Soprattutto per due grandi case come Honda e Yamaha. E si è fermata anche la MV di Leon Camier, ferma per una rottura.

    Bravo Chaz, sempre impiccato, come piace ai tuoi tifosi!

  • #1432

    zio franco
    Partecipante

    Il mantra “bisogna tornare alle moto derivate dalla serie” lo vorrei capire sinceramente. Quale che non ricordo ?

    questo ?

    MICHAEL RUBEN RINALDI 90 DUCATI
    TOPRAK RAZGATLIOGLU 89 KAWASAKI
    FLORIAN MARINO 67 YAMAHA
    ROBERTO TAMBURINI 56 YAMAHA
    MARCO FACCANI 52 BMW
    MAXIMILIAN SCHEIB 41 APRILIA

    Sono tutte di serie,costano più di una Sbk proprio perchè devono essere di serie e le case,tutte ufficiali le prime 5,forniscono materiale che gli altri non hanno

    Il passato allora,eh ti ricordi bei tempi….

    Io mi ricordo questo,una GP mascherata in un campionato dove in 2 vinsero tutte le gare

    Credo siamo un pò fuori strada,più si abbassa il livello più chi ha le spalle grosse trova l’inghippo,la scorciatoia,anche la strada maestra ma senza limiti di costo e di spesa
    Oppure pensate che la partenza di Rea in gara 2 sia solo merito del colpo d’occhio del pilota ?

    • #1435

      Mastic
      Amministratore del forum

      Così ti voglio, bello incazzoso e pronto! 🙂

      Dunque, la partenza di ieri di Rea non è frutto del suo colpo d’occhio, sicuramente. E quello che ho scritto è proprio questo: hanno un mezzo che gli consente grandi cose. Infatti mentre Melandri era alle prese con delle evidenti scodate (e non è che Ducati non abbia speso…), loro andavano sui binari.

      Il mantra del tornare a essere più restrittivi è una delle formule possibili per ridare spazio ai team privati. O, comunque, per riavere in griglia più moto dello stesso livello. Un altro possibile provvedimento sarebbe quello di far si che si muovessero ufficialmente con forti investimenti anche le altre case. Ma per quello mi sa che hanno già individuato la MotoGP.

      Allora si torna a bomba alla domanda di partenza: visto che la SBK sembra voler diventare sempre più la brutta copia della MotoGP, come si fa a renderla differente e di nuovo appetibile, così che le case ci investano e le gare diventino più interessanti?

      • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 2 mesi fa da  Mastic.
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  • #1441

    zio franco
    Partecipante

    Se avevo la soluzione vivevo di rendita !

    Mi guardo intorno e prima di soluzioni magiche credo che il target di pubblico faccia la differenza
    Pubblico che può essere esperto oppure appassionare tutti,rendere gli eventi per palati fini e per passare il tempo con la famiglia
    Niente spettacolo,bandito per legge,qui si corre per vincere,poi si torna a lavorare

    E bisogna riportare gli spettatori sul pezzo,sulle piste,sponsor tecnici,gomme olio freni catene marmitte…
    Piste tutte buone,da nord a sud,si corre sempre,con qualsiasi meteo

    Se selezioni il target automaticamente selezioni le gare,al BSB si vede di tutto,non ci sono magliette e cappellini,fanno 50/70 mila spettatori tutte le domeniche

    L’esempio BSB è lampante,partendo dalla cacciata di Dorna

    Dal 2008, ovvero da quando MSVR ha rilevato da Dorna la gestione della categoria, anno dopo anno il BSB è cresciuto esponenzialmente. Una serie nazionale, ma di respiro internazionale ma soprattutto c’è uno schieramento di team supportati direttamente dalle case costruttrici con piloti dai trascorsi in MotoGP, World Superbike, abituali protagonisti del British Superbike ed under-25 di prospettiva. Sono elementi che rendono il BSB un campionato di successo, ma è la formula che lo distingue da altre realtà: un’organizzazione di prim’ordine che non ha niente da invidiare a nessuno (anzi, avrebbe da insegnare…), il format dello Showdown (play-off dei conclusivi 3 eventi) che tiene fino all’ultimo i giochi-campionati aperti, senza scordarci di un regolamento tecnico, per certi versi “coraggioso”, che ha fatto scuola. L’adozione della centralina senza aiuti elettronici lascia ai piloti il margine di far valere la loro tenacia, la loro classe, la loro manetta. Il risultato? Spettacolo in pista. Sempre

    Meccanica libera partendo dai componenti principali di serie,poi se vuoi limare,smussare,lucidare,togliere materiale quanto ne vuoi,ma non mettere ok ?

    Si parte da una SSTK e si lavora su quella,cilindrata e giri fissi,cioè alla centralina a cui sono stati tolti i controlli metti un limite massimo di giri che credo sia 750 più del modello di serie,che è tantissimo

    Rimetti la superpole che è l’invenzione più bella,interessante e intelligente dei Flammini,altro che corpo a corpo,fammi vedere quanto sai andare forte,fammi vedere quanto va codesto polmone !

  • #1789

    zio franco
    Partecipante

    Claudio Corti,di ritorno dagli states rimasto orfano dell’Aprilia racconta com’è andata e alla domanda del giornalista (gpone) risponde :

    (omissis)…alla gente non interessano i tempi sul giro; 10 secondi di differenza non si notano in tv e nemmeno dalle tribune. Il pubblico vuole bagarre e spettacolo, non i record…(omissis)

    Ecco fatto,la frittata è servita,possiamo emigrare oltralpe per ritrovare la riserva,qui non c’è più niente di interessante da seguire

    • #1794

      Mastic
      Amministratore del forum

      Aspetta, non ho letto tutto il pezzo, ma, l’interpretazione può essere duplice.

      a) alla gente del valore tecnico dei piloti non interessa nulla. Basta che in pista ci sia casino (interpretazione negativa)

      b) vedere gente che va forte in un campionato poco spettacolare perché privo di sorpassi è noioso. Meglio un livello tecnico inferiore, ma più spettacolo.

      Lo so, sto facendo l’avvocato del diavolo, e ora mi mandi a quel paese. ma… ci faccia capire meglio! 🙂

  • #2064

    zio franco
    Partecipante

    A proposito di rendere il campionato più interessante livellando e avvicinando i mezzi alla produzione di serie

    Questa è la Superpole,il giro secco con gomme morbide dell’anno scorso al Lausitzring

    1 7 C. DAVIES GBR Aruba.it Racing – Ducati Ducati Panigale R 1’37.883
    2 66 T. SYKES GBR Kawasaki Racing Team Kawasaki ZX-10R 1’38.008
    3 69 N. HAYDEN USA Honda World Superbike Team Honda CBR1000RR SP 1’38.875
    4 32 L. SAVADORI ITA IodaRacing Team Aprilia RSV4 RF 1’39.208
    5 81 J. TORRES ESP Althea BMW Racing Team BMW S1000 RR 1’39.220
    6 1 J. REA GBR Kawasaki Racing Team Kawasaki ZX-10R 1’39.421
    7 2 L. CAMIER GBR MV Agusta Reparto Corse MV Agusta 1000 F4 1’39.525
    8 34 D. GIUGLIANO ITA Aruba.it Racing – Ducati Ducati Panigale R 1’39.729
    9 50 S. GUINTOLI FRA Pata Yamaha Official WorldSBK Team Yamaha YZF R1 1’39.786
    10 60 M. VAN DER MARK NED Honda World Superbike Team Honda CBR1000RR SP 1’40.399
    11 21 M. REITERBERGER GER Althea BMW Racing Team BMW S1000 RR 1’41.583
    12 22 A. LOWES GBR Pata Yamaha Official WorldSBK Team Yamaha YZF R1

    Ieri Michael Rinaldi,giovane pilota del Team Ducati SSTK durante dei test ha fermato il cronometro sull’1’38″6
    Sarebbe partito,con gomme da test,in prima fila SBK davanti a Rea,rifilando oltre 1″ a Giugliano & compagnia

    Con una Stock

    • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 1 mese fa da  Mastic.
    • #2066

      claiot
      Partecipante

      Ieri Michael Rinaldi,giovane pilota del Team Ducati SSTK durante dei test ha fermato il cronometro sull’1’48″6

      1’38″6 😉

      • #2069

        zio franco
        Partecipante

        Altro refuso 😉

        [Ora corretto! – Mastic]

        • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 1 mese fa da  Mastic.
  • #2880

    Mastic
    Amministratore del forum

    Ripartiamo da qui, tanto si era già finiti sul Lausitzring.
    chi ha visto la gara? La cosa più bella sono stati i rallenties di Davies, Rea e Savadori che entravano nella variante con le buche. Impressionanti perché una pista di velocità non dovrebbe essere così. Comunque, le sospensioni della Ducati facevano un lavoro sopraffino. La forcella conservava ancora un po’ di escursione, le ruote copiavano perfettamente l’asfalto. Davies volava. Merito anche suo, che magari ci entrava un po’ più morbido di freni?
    La Kawasaki di Rea era più imbizzarrita. Posteriore alzato che tendeva a sbandierare, forcella molto vicina alla fine dell’escursione. Ma, alla fine, anche Rea ci andava forte, ed è arrivato secondo. Nonostante la gomma posteriore (una 0 con temperatura non troppo calda, boh) sciolta sul lato destro.
    L’Aprilia di Savadori con la forcella a pacco. No, così non si riesce a guidare, e la sensazione d’impaccio del pilota lì dentro era evidente anche dalle immagini televisive.

    Per il resto, da appassionato di moto, di tecnica e di bella guida, vedere Davies guidare forte è stata una goduria. Posso dirla tutta? Manco dal divano capisco come faccia. Si fida tantissimo della sua moto, si poggia sulla gomma anteriore e lascia andare la posteriore che tanto, magari scoda, ma alla fine lo segue sempre.

    La SBK… quale SBK??? Non c’è più! ci sono le gare die Davies contro Rea. Poi ci sono Sykes e Melandri. Poi ci sono quelli di contorno. Come gli avangruppo quando vai a un concerto. Un campionato così non serve neanche alle due case che hanno investito per avere moto competitive.

    Così, due riflessioni buttate lì. Torniamo al mare, va.

  • #2895

    Mastic
    Amministratore del forum

    Davies e Rea valgono il biglietto, anche da soli. Due guide così diverse, eppure così efficaci.
    Mi piacciono entrambi. Davies è più eccitante. Molto Superbike.
    Rea è bello perché morbido, perfetto, senza sbavature. Sembra vada piano, invece cammina eccome. Molto MotoGP.
    Non è tutta farina del mio sacco. Un mio amico che lavorò con Rea in Honda mi disse: “in tutta la SBK è l’unico pilota MotoGP, sta una spanna sopra tutti come sensibilità e velocità”.

    Poi c’è il Mondiale SBK, che corre insieme a quei due con classifiche separate.
    Mi spiace per Sykes, ma oggettivamente i valori in campo sono evidenti. Rea se ne va

  • #3086

    zio franco
    Partecipante

    Non dimentichiamo la categoria a noi più vicina,la SSTK che ha visto prevalere il duo italo-australiano che ricorre spesso nell’immmaginario vittorioso a noi tanto caro

    Rinaldi e Jones,raccomandato di uno dei due Troy nazionali 😉

    Rinaldi è giovane,sta crescendo,ha polso e testa

    Classifica aggiornata

    MICHAEL RUBEN RINALDI 115 DUCATI
    TOPRAK RAZGATLIOGLU 89 KAWASAKI
    FLORIAN MARINO 80 YAMAHA
    ROBERTO TAMBURINI 72 YAMAHA
    MARCO FACCANI 56 BMW
    MIKE JONES 49 DUCATI

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