Tutor spenti in autostrada (e forse anche sulle statali)

Dopo la sentenza di condanna per violazione del brevetto industriale del 10 aprile scorso, la Società Autostrade aveva detto che entro tre settimane avrebbe risolto ogni problema, mantenendo acceso nel frattempo il Tutor. Invece il Tutor è stato spento, in attesa che possa entrare in funzione il nuovo sistema SICVe PM. Come spiegato nel comunicato stampa congiunto di Polizia Stradale e Autostrade per l’Italia, diffuso nel tardo pomeriggio di oggi (lo trovate in coda all’articolo)

 

Il primo ad accorgersene è stato l’amico Maurizio Caprino, del Sole24Ore, che ieri attendeva il pronunciamento della Corte d’Appello di Roma. Era in ballo il ricorso della Società Autostrade per l’Italia (ASPI), che chiedeva la sospensione della sentenza di condanna per violazione del brevetto industriale del Tutor.

In base a quella sentenza, il Tutor avrebbe dovuto essere immediatamente spento, e ogni giorno in più di funzionamento, avrebbe comportato una penale da corrispondere alla società riconosciuta titolare del brevetto pari a 500 euro.

La Società Autostrade aveva allora dichiarato che entro tre settimane avrebbe sostituito la parte coperta da brevetto, tenendo comunque acceso il rilevatore di velocità media in quel periodo (e pagando la penale da 500 euro giornalieri) perché si tratta di una dotazione troppo importante per la sicurezza.

Invece Caprino ha tenuto sotto controllo il sito della Polizia Stradale, che gestisce il Tutor, scoprendo che da poco più di un mese le sanzioni sono andate progressivamente calando.

La deduzione è facile: il Tutor è stato progressivamente spento. E non si sa oggi se lo spegnimento (e la sentenza) riguardano solo la versione in uso sulle autostrade o anche quella semplificata -il Vergilius– utilizzata sulle strade statali dall’ANAS.

La cosa sta destando molta preoccupazione, perché stando così le cose, in attesa che si pronunci la Corte di Cassazione, andremo incontro a un’estate senza Tutor, con un probabile nuovo aumento degli incidenti in autostrada.

La Polizia Stradale però, nel comunicato che leggete in basso, ribadisce che continuerà a occuparsi di sicurezza stradale. Come? Sicuramente con i velox consueti, ma anche con le dotazioni installate sulle vetture. Ricordate il Provida, che era stato installato anche sulle velocissime Subaru civetta? Oggi c’è lo Scout, che del Provida è un’evoluzione assai più efficiente. Potremmo tornare ad avere delle auto civetta sulle autostrade. Stiamo attenti là fuori.

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TUTOR: COMUNICATO CONGIUNTO POLIZIA STRADALE E AUTOSTRADE PER L’ITALIA
In relazione alle notizie pubblicate dai media sulla pronuncia della Corte d’Appello di Roma, relativa al rigetto dell’istanza di sospensione degli effetti del dispositivo della precedente sentenza del 10.4.2018, a proposito dell’utilizzo del sistema Sicve-Tutor sulla rete autostradale, Polizia Stradale e Autostrade per l’Italia precisano che a valle dell’avvenuta disattivazione del sistema continueranno, ciascuna per gli obblighi specificamente loro imposti dalla legge, ad avere cura della sicurezza e della incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada. 
Secondo la Corte Autostrade per l’Italia non ha alcun obbligo di installare sistemi di rilevazione della velocità ed è per tali motivi che la Corte d’Appello non ha ritenuto Autostrade per l’Italia legittimata ad ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza del 10 aprile scorso. 
La tutela della sicurezza stradale è in capo alle istituzioni preposte. Polizia Stradale ed Autostrade per l’Italia stanno lavorando per l’attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti N. 3338 del 31 maggio 2017

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