Tutti i dati sulle strade più pericolose d’Italia

7 incidenti su 10 si verificano su strade urbane, i restanti sulle extraurbane, dove però aumentano i morti (+7,4%) . Le strade più pericolose d’Italia sono il tratto urbano dell’Autostrada A24 a Roma, il Raccordo di Marghera e il Raccordo di Reggio Calabria. Per le moto però, le strade più pericolose sono la SS1 Aurelia nel tratto ligure, la SS249 Gardesana Orientale e la SS145 Sorrentina

 

Come ogni anno, in contemporanea con l’apertura dell’EICMA, l’ACI diffonde i dati definitivi degli incidenti stradali dell’anno precedente. Con il risultato che il mondo motociclistico neanche si accorge che sono usciti dei dati nuovi.

Ovviamente dal punto di vista dell’ACI non siamo una grossa perdita. La stampa motociclistica generalmente ama poco l’argomento incidenti. Che per certi versi è anche un po’ stantio. Perché alla fine quello che viene fuori noi che andiamo in moto lo sappiamo già.

Si fanno male quelli che vanno al lavoro o a fare commissioni sulle strade più trafficate. Che sono sempre di più, e quindi numericamente contano molto

Peccato che agli occhi di chi non si occupa di mezzi a due ruote appare il solito messaggio: sono aumentati gli incidenti delle moto. E giù guerra ai motociclisti che se ne vanno a spasso per i passi. Perché “sono dei pazzi, vanno forte, e muoiono”.

Senza voler difendere i pazzi che fanno le corse su strada, se ce ne sono ancora, perché io non ne vedo più così tanti, suggerirei ai tromboni che attaccano i motociclisti convinti facendo leva sui soliti stereotipi, di studiare bene i dati diffusi dall’ACI. Di seguito pubblichiamo anche il link per studiare in dettaglio localizzazione e tipi di incidente. E scoprire così che i tratti dove i motociclisti hanno più incidenti non sono le strade di montagna. E che forse il problema (gravissimo) degli incidenti dei mezzi a due ruote andrebbe approcciato in una maniera differente.

 

La mappa degli incidenti in Toscana. Le strade non segnalate non hanno avuto neanche un incidente. Quelle in verde 1, in giallo 2, in rosso 3-4 e in nero 5 o più. Come si vede i tratti più pericolosi sono quelli più trafficati e densamente abitati

 

Tornando al comunicato dell’ACI, lo studio realizzato dall’Automobil Club si chiama “Localizzazione degli incidenti stradali 2017”, ed è realizzatoanalizzando i 36.560 incidenti (1.228 mortali), nei quali hanno perso la vita 1.359 persone e ci sono stati 58.967 feriti. Il tutto su una rete stradale nazionale di 55mila chilometri. Che fa più di un ferito a chilometro.

Più in dettaglio, sono aumentati leggermente gli incidenti in autostrada (+0,4%), mentre sono diminuiti quelli sulle altre tipologie di strada (-0,7% extraurbane, -0,5% urbane). Sulle strade extraurbane principali aumentano però i morti (+7,4%) e calano i feriti (-1,6%). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti, a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Rispetto al 2016, gli incidenti sono calati dell’1% e i decessi cresciuti del 7,4% (94 in più). Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 22% e i morti del 17,8%

Una sconfitta. Dopo aver mancato l’obiettivo europeo di dimezzare la mortalità stradale nel primo decennio del Secolo, ci avviamo ora a mancare anche il secondo obiettivo, di dimezzare ancora nel secondo decennio degli anni Duemila. Non è una sconfitta solo italiana, perché in tutta Europa si assiste a una risalita della mortalità stradale. Senza che si riesca a fare nulla, se non aumentare sempre più i controlli; come sta facendo (con successo) la Francia.

Il tratto urbano dell’autostrada A24, a Roma, è la strada sulla quale si verificano più incidenti: 17,1/km, a fronte di una media italiana di 1,3 incidenti/km per la rete autostradale, e di 0,6 incidenti/km per le strade extraurbane. Seguono il Raccordo di Marghera (11,3 incidenti/km) e il Raccordo di Reggio Calabria (10,5 incidenti/km).
Tra le strade extraurbane troviamo al primo posto la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (7,6 incidenti/km), seguita dalla 131 dir (7,5 incidenti/km) e dalla 296 della Scafa (6 incidenti/km).

In autostrada la circolazione dei veicoli per il trasporto delle merci costituisce un elemento di rischio: nel 41% degli incidenti, infatti, è coinvolto un autocarro (anche leggero), un autotreno o un autoarticolato

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi: ben il 36% (1 morto su 3 è ciclista, “dueruotista” o pedone): nel 21% dei casi è deceduto un motociclista (288), nell’11% un pedone (149) e nel 4% un ciclista (52). Rispetto al totale dei morti fra gli utenti vulnerabili, i pedoni sono il 25% (1 su 4) e i ciclisti il 20% (1 su 5). I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 23% degli incidenti stradali.

L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,8 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,4 delle auto

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia, in Liguria, la SS 249 Gardesana Orientale, in provincia di Verona, e la SS 145 Sorrentina, in provincia di Napoli.

In questo quadro così negativo non manca qualche buona notizia: strade dove gli incidenti sono diminuiti in modo consistente. Sono il Grande Raccordo Anulare di Roma, la 106 Jonica, la Statale del Lago di Como e dello Spluga, la Via Appia, la Statale dei Giovi e l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Lo studio dell’ACI, consultabile sul portale www.lis.aci.it, comprende due sezioni distinte, una relativa ai dati generali di incidentalità e l’altra specifica sulla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale.

La sezione dedicata alla localizzazione contiene la statistica degli incidenti per ciascun chilometro di strada analizzato, con dettagli relativi alle conseguenze alle persone, tipologia di incidente, mese, ora, giorno settimana, particolari categorie di veicoli coinvolti, caratteristica del luogo di accadimento.

Completano l’analisi le mappe di incidentalità: numero di incidenti per chilometro su ciascuna strada con dati dell’anno di riferimento, numero di incidenti mortali per chilometro per ciascuna strada con dati dell’ultimo triennio, oltre alla geolocalizzazione degli incidenti.

 

Lo scorso anno avevamo realizzato un articolo grosso modo analogo quando erano stati diffusi i dati relativi al 2016:
La mappa ACI degli incidenti e i veri rischi della moto. Altro che smanettoni!

Quest’anno invece avevamo commentato così la diffusione dei primi dati relativi al 2017, nel luglio scorso:
Nel 2017 +11,9% dei motociclisti morti su strada

 

Queste le strade più pericolose d’Italia (tutti i veicoli)

 

 

 

La mappa delle strade più pericolose dell’Emilia Romagna

 

La mappa delle strade più pericolose del Lazio. Sul sito dell’ACI (segnalato nel testo), sono reperibili tutti i dati e le mappe d’Italia

 

Scorrendo in basso entrerete nella discussione del Forum aperta lo scorso anno sul medesimo argomento. Per continuare una discussione aperta.

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