Tutto ebbe inizio con un caffè (I Netbikers in visita alla Honda)

Il report della nostra visita alla Honda di Atessa, partendo dall’inizio: dal caffè fra due amici intorno al quale è nata l’idea. Netbikers non era ancora neanche nato, ora stiamo già pensando alla seconda edizione dell’evento!

 

Sarà stato maggio, quando mi sono incontrato per un caffè a Roma sull’Ardeatina, vicino alla sede degli uffici italiani della Honda, con il mio amico Luca. Su queste pagine lo conoscete come @lukethebike (in onore a un certo Mikethebike); in Honda Europa invece è il responsabile Assicurazione Qualità Motocicli, e gestisce la squadra che collauda su strada i prototipi dei modelli destinati al mercato europeo, essendo lui stesso collaudatore.

È nata lì, intorno a quel caffè, la nostra decisione di ripetere la visita in azienda con i lettori. Ripetere, perché lo scorso anno l’avevamo organizzata per un’altra testata. Quest’anno però era maledettamente più difficile: Netbikers non aveva neanche aperto il sito, nessuno sapeva di questo progetto, e già si parlava di aggregare persone da portare in Honda.

Così ecco quell’annuncio della visita, bloccato in pole position nella home del nostro portale per due mesi. E un bel po’ di telefonate e mail spedite. Oltre a un (piacevolissimo) fine settimana ad Atessa del sottoscritto, per provare i percorsi con Luca e fare accordi con i ristoranti per i menu a prezzo fisso.

Gli ultimi giorni sono stati da burnout. All’inizio avevamo addirittura il dubbio ci fossero poche prenotazioni. Una ventina, a fronte di un tetto massimo di 40 persone da far entrare in azienda. Poi in molti avete staccato i nostri biglietti elettronici, e Luca ha iniziato a rivedere e condividere con me il file Excel con l’assegnazione delle moto. Ha fatto saltare fuori moto aggiuntive, andandole a pescare nei meandri dello stabilimento. Fino al momento in cui mi ha detto: non abbiamo più moto, blocca le prenotazioni!

Accolti dal presidente Minoru Nakamura

Il venerdì mattina la sveglia suona alle 6. Alle 7.30 siamo già in azienda. Luca deve organizzare un po’ di lavoro del suo reparto, prima di prendersi cura di noi.
Alle 10 la cartina di tornasole della fatica di questi mesi: portiamo dentro 38 persone. Lo scorso anno eravamo 26 amici. Quest’anno siamo di più, e con molti degli ospiti non ci si conosce.
Il presidente di Honda Italia, Minoru Nakamura, con un atto di grande cortesia, ci è venuto ad accogliere all’ingresso, ha salutato tutti, uno per uno, e ha fatto una foto con noi. Nel corso della giornata l’ho reincontrato più volte, mi ha chiesto se andava tutto bene e si è informato sugli orari del giro in moto del giorno dopo. Un onore essere accolti così. Netbikers, il progetto folle di due pazzi, che vivono a migliaia di chilometri di distanza, è on line solo da 3 mesi.

Ora il mio compito è quasi finito. Sono più rilassato. Si entra in sala conferenze, Luca si presenta, presenta l’azienda e il programma del giro. Quindi si inizia la visita.

La lavorazione dell’albero motore

La danza dei robot

Si comincia con le lavorazioni meccaniche. Cilindri, carter, alberi motore. Vediamo i pezzi grezzi, come escono dalla fonderia, e poi veniamo accompagnati nel reparto delle macchine utensili, dove ci sono moltissimi robot. Il loro ambiente di lavoro è isolato da barriere a griglia metallica. Servono a impedire di avvicinarsi, magari distrattamente, a queste braccia meccaniche, che velocissime prendono i componenti e li lavorano. C’è una porta d’accesso a ogni postazione, con un cartello che mette in guardia in varie lingue sulla pericolosità dei robot quando sono in azione.
Vediamo i pezzi che prendono forma e perfezione, a opera di macchine automatiche sorvegliate e in alcuni casi guidate da operatori. Che poi controllano la qualità dei pezzi finiti.
L’automatismo è spinto, ma poi, per l’equilibratura degli alberi motore c’è un dipendente che mette ogni singolo componente su un banco di riscontro con comparatori, e provvede con un martelletto in rame a rendere perfetti e pronti per il montaggio gli alberi. La Honda gli avrà fatto un’assicurazione sul braccio e la mano? In quanti saranno in grado di fare quel lavoro con tanta precisione?
Da qui passiamo alla realizzazione dei telai. Alcune saldature sono automatizzate, altre sono fatte a mano. Mi colpisce l’addetto al controllo delle misure del telaio, che prende ogni singolo pezzo finito e lo inserisce in una dima che ne controlla le misure esatte. Prende in mano i telai toccando parti di acciaio fumante. E dire che sembrava indossasse normali guanti da lavoro!
Siamo alla verniciatura. Vediamo telai e componenti metallici di vario tipo, con verniciature di tipo diverso. Alcuni pezzi sono immersi, altri sono verniciati da robot, altri ancora sono verniciati a spruzzo da addetti, vestiti con specifiche tute che proteggono tutto il loro corpo. Hanno una maschera per respirare, e turni di lavoro con lunghe pause. Sparano il getto di vernice sul telaio, in direzione di una parete d’acqua che cade in verticale. Ci spiegano che l’acqua in questo modo cattura le polveri della vernice, evitando che restino in sospensione nell’aria.

L’inizio della linea di montaggio dello scooter SH

150 metri per far nascere un SH

L’ultimo passaggio è nella parte di stabilimento dove c’è la linea di montaggio. 150 metri di nastro trasportatore. 150 metri di passeggiata a bassa velocità, per veder nascere uno scooter SH.
Ci portano all’inizio del nastro, dove gli addetti poggiano il gruppo premontato del motore e della trasmissione. E iniziano a installarci gli altri componenti. AntonelloV8, che nella vita fa il responsabile di stabilimento, conosce i prezzi di tutte le dotazioni utensili di precisione utilizzate dagli operai. Bracci di sollevamento, avvitatori dinamometrici… gli brillano gli occhi.
Passeggiamo chiacchierando sul lato della linea di produzione, e senza accorgercene, vediamo infilare la carrozzeria, le ruote, le luci, gli specchi, la sella. Gli operai non fanno operazioni ripetitive. Qui tutti sanno fare tutto, e si alternano nelle stazioni di lavorazione, in modo da non rendere ripetitivo il lavoro.
Quando arriviamo alla fine, lo scooter è pronto. Ne può uscire uno ogni 45 secondi, in accordo al tempo di smaltimento del controllo finale. Qualche mese fa questa linea di produzione ha festeggiato il milionesimo SH prodotto.
I veicoli pronti vengono portati fuori a spinta alla postazione successiva, dove si versano 0,80 litri di benzina e si attacca la corrente a 12 volts. Siamo al banco prova. 40 secondi per testare tutto: motore, freni, frizione, luci, clacson. Ora lo scooter è deliberato, si aspira la benzina residua dal serbatoio e, a spinta, viene portato pochi metri avanti, al reparto imballaggio. Le casse in legno, i muletti che le portano, i camion che attendono sulla porta.
E se c’è qualcosa che non va?
L’obiettivo è zero anomalie -dice Luca-. Se ne troviamo lo scooter viene portato in officina e vengono risolte. Abbiamo una tracciabilità completa per ogni veicolo. In base al numero di telaio risaliamo al giorno di produzione e al nome dell’operatore che ne ha fatto il test finale, validando il mezzo. Ovviamente manteniamo traccia anche di eventuali difformità riscontrate, per mezzo del cartellino che accompagna tutta la produzione dell’unità, ove vengono appuntate dagli operatori stessi tutte le eventuali anomalie riscontrate sulla linea in tempo reale”.

La nostra visita è finita. Nel pomeriggio faremo il Forum Tecnico, di cui vi racconterò separatamente. Resta il giro di domani. E l’impegnativo programma culinario dei prossimi tre pasti!

Un ringraziamento grosso come una casa alla Honda, al suo presidente Minoru Nakamura, al responsabile dell’ufficio stampa che ci ha dato le moto, Costantino Paolacci, ai marshalls, Fausto Giancristofaro e Fausto Cianci, che ci hanno portato a spasso facendo funzionare tutto (e non crediate sia stato un compito facile), ai ristoranti, che ci hanno trattato un po’ più che benissimo facendoci spendere meno del giusto.
Manca qualcuno? Si, il mio amico Luca Fiorentino: bravo, simpatico, accogliente e competente. E poi voi che siete venuti! Perché, lo diciamo sempre, l’anima siete voi che ci leggete e magari partecipate. In vostra assenza la macchina si fermerebbe.

 

Luca (o Lukethebike) è stato il nostro cicerone nella visita dello stabilimento Honda Italia di Atessa

 

 

 

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8 pensieri riguardo “Tutto ebbe inizio con un caffè (I Netbikers in visita alla Honda)

  • giovedì, 20 Luglio, 2017 in 07:35
    Permalink

    Bella iniziativa, bravi!

  • sabato, 22 Luglio, 2017 in 22:26
    Permalink

    Wow.
    Bell’evento.
    Un peccato non esserci.

  • domenica, 23 Luglio, 2017 in 20:29
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    Eh…magari.
    Impegni di famiglia e lavoro.
    Adesso 2 figlie(7 e 2 anni)e io fortunatamente ho ancora un lavoro…..

  • lunedì, 24 Luglio, 2017 in 07:59
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    Mi piacerebbe e tanto, però al momento non sono in grado di programmare niente, purtroppo!

  • martedì, 25 Luglio, 2017 in 14:59
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    Mi sono iscritto iniziativa interessante ….spero vivamente di provare la regina

  • venerdì, 28 Luglio, 2017 in 23:03
    Permalink

    Allora ci sono 🙂 anzi ci siamo…viene anche mio figlio Matteo.
    Presenti da venerdì.

  • Pingback:Ricarica elettrica dall’idrogeno? Per Honda si può! – Netbikers

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